Una domenica bolsa. Piove. Ora di pranzo, più o meno. Accendo la tv in attesa del tg, più per abitudine che per le notizie. Tanto ormai è solo cronaca nera. Da un annetto la meravigliosa Italia berlusconiana si è trasformata in un gigantesco Bronx: scippi, stupri, rapine, quasi sempre ad opera di stranieri cattivissimi che vogliono distruggere il belpaese. Se non ricordo male, nell’era Prodi bastava molto meno per far gridare l’opposizione all’emergenza nazionale e all’incapacità del governo di garantire la sicurezza. Stando ai tg di oggi le cose vanno molto peggio, ma al governo c’è un uomo forte e col più alto consenso popolare dell’intero universo. Dunque diamo tempo al tempo e alle sue ronde. Mentre mi incattivisco su questi pensieri mi accorgo che le solite trasmissioni domenicali vanno in onda di corsa. Anche il tg va in edizione ridotta: solo una breve selezione di crimini efferati. Ma che è tutta ‘sta fretta? Il giornalista chiude alla svelta per passare la linea al Gran Premio di formula Uno. Oggi si corre in Barhain! Via al collegamento: in studio gli esperti in attesa della partenza imminente. Incalzati dalla presentatrice “guarda quanto sono gnocca” tutti parlano in fretta. Sulla pista le macchine sono ferme, ma evidentemente manca poco alla gara e gli ospiti hanno cose molto importanti da dire. Infatti è una interminabile sequela di “sembra che”, “forse”, “è probabile”, “non si sa”, “speriamo”... Insomma, tutti dati tecnici fondamentali. Velocemente si passa la linea al circuito. Una giornalista “guarda che sono una gran gnocca anch’io” ha uno scoop da brivido. Ha agganciato un ingegnere ai box Ferrari e sta per farsi rivelare la tattica di gara. Il tecnico in tuta rossa assume un’aria pensierosa e rivela che faranno tutto il possibile per fare una buona gara. Da non credere! Il pulitzer le devono dare! Ma non c’è tregua. Dalla pista chiedono la linea per un’altra rivelazione. Un giornalista coi capelli scarmigliati dal vento intervista Briatore che, riparandosi la chioma dal vento, si guarda intorno e dice: oggi c’è vento. Nooo! E chi se l’aspettava! Le macchine sono sempre lì, ferme. Di corsa si torna in studio per la descrizione del circuito. Mentre scorrono le varie inquadrature della pista vuota in mezzo al deserto, un super esperto ci informa che l’asfalto ha un lato sporco perché il vento sposta la terra, anzi una specie di polvere, o meglio una sorta di pulviscolo... SABBIA, CAZZO! SABBIA! SONO IN MEZZO AL DESERTO, COSA VUOI CHE SIA? SABBIA!!!
E le macchine sempre lì, ferme! Trasmissioni tagliate e tg in edizione ridotta per lasciare spazio al rutilante circo delle banalità, al rito orgasmico della chiacchiera specializzata. Trenta minuti di sproloqui prima del giro di ricognizione. Spero che alla partenza si alzi una nube di sabbia (sabbia!) e tutte le macchine facciano un pauroso dritto sulla postazione dei giornalisti. Non voglio ne morti, ne feriti. Solo un enorme spavento, di quelli che ti levano la parola per mesi. |