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Chi ci insegna a suonare?

di LucaFiorano [user #18818] - pubblicato il 09 aprile 2009 ore 16:24

Non ho mai avuto un buon rapporto con gli insegnanti di musica.

Mi domando se è un problema mio il fatto di non avere un metodo di studio efficace e anche divertente.

Prendo lezioni di chitarra da 7 o 8 anni ormai, e principalmente ho avuto 3 insegnanti.

Uno acustico ,una classica , l'attuale Jazz.

Dopo un primo periodo, mediamente di 2 anni,di totale sottomissione e venerazione per l'insegnante e degli argomenti trattati mi ritrovo a combattere con un punto interrogativo:

Caro maestro,Ma mi stai pigliando per il culo?

perchè arrivo a lezione e tocca a me ricordarti cosa abbiamo fatto a lezione l'ultima volta.. io le cose le ho guardate a casa ma se zompettiamo tra gli argomenti senza un filo logico quanto ci vorrà ad imparare qualcosa che mi sarà utile per divertirmi?

Non è che insegni solo per 100 euro e rotti mensili che ti intaschi?


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Ti parlo da maestro:
di stoppaz [user #18354]
commento del 09/04/2009 ore 18:0
Ti parlo da maestro: sta all' allievo, proprio in quanto allievo, mostrare a lezione il lavoro svolto durante la settimana, non certo il contrario; la lezione di musica è sostanzialmente un "controllo", una "guida" da parte di qualcuno più esperto di te: non si impara a suonare di certo frequentado 1 ora alla settimana la scuola di musica e basta, il grosso del lavoro viene svolto a casa. :) P.S. per quanto riguarda il saltare da un argomento all' altro devi essere tu a chiarire col tuo maestro qual' è il percorso svolto/da svolgere, facendo il "Punto della situazione".
Rispondi
Re: Ti parlo da maestro:
di LucaFiorano [user #18818]
commento del 09/04/2009 ore 18:5
è vero l'impegno dell'allievo è indispensabile. Non ce l'ho a morte con la categoria ma la mia esperienza è stata questa. Nessuno che abbia un programma di partenza ,diavolo mi fai fare ear training dopo aver visto l'utilizzo della minore melodica sugli accordi alterati.??? e vai tra amico...ho preso in mano io la situazione... a lezione sono io adesso che do le dritte su come procedere ..il percorso me lo son fatto da solo.. ma io stò pagando una persona che avrebbe dovuto saperne più di me anche sui metodi di studio,e avrebbe dovuto consigliarmi. ... naturalmente la figura del maestro è indispensabile, ti indica la strada per affrontare i singoli problemi per arrivare al raggiungimento di piccoli quotidiani traguardi. questi pensieri mi son venuti dopo aver parlato con un collega allievo.. per lui come per me , han consigliato di posticipare di qualche mese l'esame( quote mensili per noi in più da pagare. Comunque io mi ritengo un uomo avvisato , e mi ha deluso un pò la poca professionalità non di una scuola ma ben 3. forse i conservatori sono datati ma la serietà gliela potrebbero insegnare a gran parte delle scuole di musica che ci son dalle mie parti.
Rispondi
Re: Ti parlo da maestro:
di stoppaz [user #18354]
commento del 09/04/2009 ore 19:0
Leggo chiaramente tra le righe le tue esigenze, ti manca il "filo conduttore", una strada da percorrere guidato dal maestro. Questo filo conduttore in genere viene identificato come "metodo": se l' insegnante non segue un metodo, con tanto di programma (moduli, capitoli, esercizi, appendici, approfondimenti, ecc. e infine esami) non sai mai dove andare a parare e dopo un po' ti chiedi: ma fino ad ora che ho fatto? Purtroppo, un classico. :-/
Rispondi
Re: Ti parlo da maestro:
di plettrox [user #6758]
commento del 09/04/2009 ore 19:2
guarda il mio insegnante da subito mi ha dato il programma completo dall'inizio fino al diploma. dipende dalla scuola,dal maestro e da chi sa davvero insegnare.
Rispondi
Re: Ti parlo da maestro:
di E! [user #6395]
commento del 10/04/2009 ore 00:2
Dipende, Francesco, sono teorie. Per i tuoi insegnanti è bene avere un programma definito già dall'inizio, altri seguono lo "sviluppo" degli allievi in modo più "creativo", se vogliamo. Ogni metodo ha pregi e difetti.. Trovo però illuminante la frase del grandissimo Gigi Cifarelli "non puoi dare a tutti l'aspirina, perchè se la dai ad uno con il mal di pancia gli fai venire l'ulcera". Nel mio piccolo con i miei allievi parto da un percorso definito, ma mi accorgo presto che dopo un po' non fa troppo male assecondare le inclinazioni (diversissime di volta in volta) di chi viene a lezione. Forse dipende soprattutto dagli obiettivi che ci si pone, o magari da quanto gli allievi sono "curiosi". Ciao
Rispondi
Re: Ti parlo da maestro:
di plettrox [user #6758]
commento del 10/04/2009 ore 08:4
La frase di Cifarelli è ottima. Io ho espresso un concetto però non specificando che il programma viene dato all'inizio del percorso di studi,ma poi viene adattato al singolo studente,alle sue esigenze,aspirazioni,gusti ecc. Se vuoi arrivare al diploma seguirai un determinato percorso,se vuoi solo imparare a suonare senza arrivare al diploma farai un percorso di studi diverso. E mille altre possibilità come il decidere quale tipo di musica prediligere,blues,fusion,rock.
Rispondi
Re: Ti parlo da maestro:
di E! [user #6395]
commento del 10/04/2009 ore 11:0
Ah, vista così mi piace di più. Magari ero partito un pochino prevenuto, visto che qui da noi molte scuole danno a tutti un programma sempre identico a se stesso, immutabile.. E interminabile.
Rispondi
Ti parlo da allievo..
di Amilo81 [user #9063]
commento del 09/04/2009 ore 18:2
Anche io ho notato lo stesso problema... Sono dell'idea che se anche il grosso del lavoro lo devi fare tu a casa durante la settimana, è il maestro che ti dovrebbe indirizzare verso un filo logico. A volte non è cosi. Pensa che a me le ultime volte mi ha proposto di fare insieme dei metodi.. Gli ho risposto: Ora suoniamo, i metodi li vedo a casa da solo e se ho dei dubbi ti chiedo. Mi interessa di più imparare a costruirmi qualcosa da solo che fare 200 frasi già fatte; che pur hanno il loro fascino... Ciaoo
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Forse insegnando le
di E! [user #6395]
commento del 10/04/2009 ore 00:2
Forse insegnando le stesse identiche cose a tutti si crea un minimo di appiattimento. Nelle scuole non c'è il tempo e forse neanche la voglia di "diversificare" l'insegnamento, ma ci può essere anche un altro motivo. Magai ad un allievo non farebbe piacere non sapere cose che un suo collega invece sa. Tuttavia, praticamente tutti i "grandi" che noi ammiriamo e studiamo non hanno avuto una formazione spiccatamente "da metodo scolastico". Hanno studiato con metodo, questo è ovvio, ma con il LORO metodo. Credo faccia una grande differenza. Ciao
Rispondi
Nessuno dei tre
di CHARLIE [user #1047]
commento del 10/04/2009 ore 01:0
Cambia ancora: è sempre il docente che ha l'obbligo di indicare il percorso. Va bene anche saltabeccare qua e là (in maniera programmata e ponderata, s'intende) se ciò serve a valutare la capacità di reazione ed adattamento dell'allievo. Cerca ancora.
Rispondi
Trovo estremamente p
di raw utente non più registrato
commento del 10/04/2009 ore 01:5
Trovo estremamente poco produttivo che una persona che vuole sviluppare le sue capacità di musicista e strumentista, si affidi ad un insegnante partendo da zero. Il nostro cervello è fatto da due parti distinte : una logica ed una intuitiva. Per me, la Musica è innanzitutto intuizione ed istinto e pertanto, proprio quello si deve per primo sviluppare, proprio come imparare a parlare da quando si è bambini. E questo avviene per mezzo delle orecchie, ascoltando tutto cio' che ti sta attorno e con l'aiuto delle persone adulte che ti "imboccano" le parole. Poi' c'è la fase della scuola, con l'insegnante di turno che ti viene affidato e qui' entra in gioco il lato razionale del cervello (emisfero sinistro) che completa l'opera dando nome e collocazione alle cose. Tutto il resto, sei soltanto tu, con le tue esperienze.
Rispondi
il maestro dovrebbe sempre appuntarsi cosa ha fatto e cosa farà.
di marco.desan [user #13054]
commento del 10/04/2009 ore 12:5
io ho fatto forse 4 lezioni quando avevo 16 anni, con un maestro a mio modo di vedere assolutamente improvvisato e forse per questo ho deciso di smettere... diciamo pure anche per motivi economici. Ora sinceramente un pò me ne pento, sono cresciuto completamente autodidatta e i limiti si vedono e si sentono. Posso però dirti che mi sembra poco professionale non ricordarsi cosa si è fatto la lezione prima. Io ho insegnato per anni nuoto, sia lezioni collettive che private, e nonostante l'ambiente della piscina non è che sia proprio il massimo per umidità, rumori ecc ecc, avevo un foglio sul quale mi appuntavo via via le lezioni trattate e i risultati ottenuti. Aprivo inoltre ogni lezione con un punto su quello fatto precedentemente e su cosa avremmo a breve fatto, specificando il fine. Perchè un adulto che sa galleggiare ha bisogno di fare ore di bollicine attaccato al bordo??? è una domanda legittima no?! allora si spiega che serve perchè se non si è capaci di gestire la respirazione "in e out" non si riuscirà mai a fare una vasca a stile libero...anche se si nuota 100 ore al giorno... Comunque chiudendo la parentesi nuoto, non credo affatto che debba essere l'allievo a chiarire col maestro qual' è il percorso svolto/da svolgere, facendo il "Punto della situazione". Come è pensabile che un bambino oppure anche un adulto che non sa galleggiare mi dica cosa fare? Ovvio qualcuno che è già ad un determinato livello può chiedere, dirmi la sua... ma alla fine se io so cosa sto facendo saprò anche cosa dirgli per rassicurarlo e non farlo sentire "frustrato" cosa che purtroppo non credo sia accaduta al nostro luca. Sbaglio?
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Re: il maestro dovrebbe sempre appuntarsi cosa ha fatto e cosa farà.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 10/04/2009 ore 16:1
In un paese in cui vai dal dentista, convinto che sia un dentista abilitato a farlo e poi arriva Striscia la notizia e scopre che è un cialtrone e ogni tanto ne trova qua e là di millantatori, figuriamoci insegnanti di musica e liutai. Per non parlare di infermieri che non sono infermieri. Bisogna avere gli occhi aperti l'Italia è purtroppo è un paese di cialtroni. Chi paga se non è soddisfatto ha tutto il diritto di dargli un due di picche e cambiare.
Rispondi
Premettendo che, com
di camcy [user #17542]
commento del 11/04/2009 ore 14:0
Premettendo che, come detto da Pearly Gates, tu paghi e quindi se non sei soddisfatto hai tutto il diritto (e forse il dovere morale) di dare un bel pacco a chi dovrebbe soddisfare una tua precisa richiesta, io sono dell'opinione che non seguire rigidamente un metodo di studio preimpostato e sempre uguale sia in alcune situazioni una scelta anche migliore. Questo perchè un buon insegnante, che si trova a contatto con realtà diverse per ogni allievo, utilizza il Metodo come linea guida, come punto di partenza e non come punto di arrivo. Il contatto con il discente mette in risalto doti e potenzialità dello stesso che, spesso e volentieri, emergono più facilmente se messe a confronto con situazioni differenti da quelle programmate. Soprattutto gli insegnanti privati, che sono nel classico rapporto uno a uno con gli allievi, secondo me devono avere questa capacità di differenziare i percorsi in modo da creare musicisti consapevoli e non copie di un modello di musicista che viene perpetrato da decenni.
Rispondi
Un pò di comprensione
di LucaFiorano [user #18818]
commento del 14/04/2009 ore 16:4
Non credevo di trovare persone che si trovassero nella mia situazione.. Come si dice mal comune mezzo gaudio.. l'unione fà la forza... E' vero Marco Desan è proprio sconforto quel che si prova a concludere poco ,dopo serate spese in casa invece che in birreria. Forse è questo il nocciolo della questione.. Chiaramente non pretendo che il mio insegnante studi la chitarra per me, la mia richiesta era solo di avere un programma FATTIBILE che mi desse gli strumenti necessari per vivere la mia formazione musicale con serenità e crescente passione. Poi non so quanto è vera la storia che l'insegnante vede l'inclinazione dell'allievo e decide di cambiare il programma. Cioè lo so che funziona così purtroppo.. magari il più delle volte si combina un macello e l'allievo non ci capisce più nulla per assecondare i piani di un folle(sto esagerando) Teniamo il paragone della piscina.. io insegnante vedo che dopo 1 mese di vasca sei bravino a rana.. Non smetto comunque di insegnarti gli altri stili ... Forsa è colpa mia.. a me i tab fan schifo..preferisco cantarmi le note mentre faccio un assolo di Benson.. dare un senso alle frasi come se fossero parole che vengono dal cuore dalla stomaco.. far vedere alla gente che so dove metter le dita non è musica . Perchè non me l'ha detto 2 anni fa ! ! ! son cose che fan la differenza. Camcy è vero avrei il dovere morale di smettere di andare a lezione.. prima faccio stò esame di Giugno però. Vi ringrazio tutti per le parole amichevoli sono state davvero di grande aiuto. Spero di non esser passato per polemico o attizatore contro il popolo degli amici insegnanti...non si smette mai di essere studenti. PERO' OKKIO A COSA CI INSEGNATE E COME CE LO INSEGNATE ! ! !
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