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Follia parte I: Fase di Progetto

di FreeMind [user #17604] - pubblicato il 07 aprile 2009 ore 18:01

Eccoci alla prima parte vera e propria che avevo preannunciato nel precedente post, la mitica e sottovalutata fase di progetto.

Solitamente da buoni e bravi principianti presi dalla foga di vedere tutto e subito, scartiamo la fase forse più importante di un determinato lavoro, ovvero sederci, prendere carta e penna, documentarci e cercare di capire come il nostro lavoro potrebbe svilupparsi, scrivendo delle linee generali che dobbiamo necessariamente rispettare durante il lavoro manuale.

Mi son permesso di suddividere questa fase in tre parti che analizzo una per una. Intano la prima e forse quella che ci diverte di più, ovvero la scelta estetica, dobbiamo insomma decidere che forma deve avere la nostra chitarra, questa scelta però deve rispecchiare un gusto del tutto personale, se amiamo la forma stratoide, cerchiamo di ricalcare quella forma e magari migliorarla secondo le nostre esigenze e gusti.

Fatta la nostra bozza, possiamo passare alla seconda fase, ovvero quella della gestione delle misure. Voi vi chiederete ma a cosa serve? In realtà è la parte più critica del progetto, poiché si va a verificare con mano l'ingombro dello strumento, la sua vestibilità e la sua efficacia estetica, insomma si controlla per bene se la sagoma da noi pensata e sviluppata con la matita su un anonimo pezzo di carta possa davvero esser una chitarra decente ed equilibrata nelle forme. Per fare questo il consiglio dei liutai che mi hanno dato una mano in questa pazzia, è quello di procurarsi un pannello di compensato o qualsiasi altro materiale rigido ed economico, per poterci disegnare sopra la sagoma che pensiamo possa esser quella definitiva e vedere se a occhio può risultare comoda e proporzionata, se l'esame “dell'occhiometro sveglio” è stato superato si passa al taglio della sagoma e si prova una prima vestibilità, ovvero si valuta se la forma impedisce un movimento adeguato delle braccia e mani. Se avete notato, queste fasi somigliano tantissimo alla prova di un vestito sartoriale, infatti non vi faranno mai provare una giacca bella e finita per poi doverla distruggere completamente ma solo un pezzo di stoffa che costituisce l'ossatura dell'abito...spero di non aver causato qualche conato di vomito a nessun sarto con le mie licenze linguistiche...eheheh.

In questa fase non dovete scegliere la lunghezza della scala o la disposizione dei pickup, e nemmeno decidere se montare un ponte fisso o uno mobile, dovete solamente limitarvi a dare delle proporzioni adeguate a ciò che avete in mente...se volete montare 15 pickup per esempio, non farete sicuramente un body corto e piccolo, allo stesso modo se decidete di mettere un Floyd, si deve considerare l'ingombro di questo tipo di ponte, insomma è bene essere approssimativi nel decidere la sagoma, ma senza esagerare, dato che solitamente si ha già una mezza idea dei legni, pickup, ponti, scala e numero dei tasti che andremo a inserire nella nostra chitarra.

La terza fase del progetto è quella dove decidiamo come unire il manico al corpo. Analizziamo i tre casi principali e più noti:

  • Manico avvitato: Questa è forse la costruzione più semplice, dico forse poiché bisogna fare qualche conticino. Una buona chitarra deve avere un buon legno, questo deve permettere alle vibrazioni di propagarsi per tutto il suo volume, ma se seguiamo alla lettera la fisica, le vibrazioni si trasmettono meglio in un corpo omogeneo (dico omogeneo e non rigido poiché per sua definizione un corpo rigido nella realtà non esiste, e non permetterebbe nemmeno la propagazione del suono...), se uniamo male lasciando dell'aria tra corpo e manico, smorziamo le vibrazioni, riduciamo sustain e perdiamo una discreta potenza sonora, quindi un manico avvitato richiede una notevole perizia nello scasso sul body. Infatti il manico non deve entrare facilmente su di esso, ma deve essere “aiutato” con qualche colpetto di martello, questo per assicurarsi di possedere un corpo il più possibile omogeneo anche sfruttando legni diversi.

  • Manico incollato: Questa operazione richiede più tempo, pazienza e lavoro, poiché il corpo è più libero di vibrare assieme al manico dato che sono uniti mediante l'uso della colla; ma è anche vero che incollare male due pezzi di legno ed esser presi dalla fretta può farci avere mentre accordiamo una chitarra divisa in due...anche in questo caso però la giunzione manico-body dev'essere estremamente serrata, poi una buona colla per liuteria farà il resto.

  • Corpo e manico in un pezzo unico: sembrerebbe la soluzione migliore, ma ci sono problemi di scelta di materiali e carichi di sforzo notevoli, solitamente la scelta di questo tipo di costruzione vincola anche l'ergonomia della chitarra, un manico troppo sottile potrebbe fare una brutta fine se non ci si preoccupa di inclinare la paletta in un certo modo ed evitare così una precoce rottura. Ecco perché solitamente si trovano questo tipo di chitarre con l'unione di più legni...serve sia per il suono che in particolar modo per la robustezza generale dello strumento.

Le considerazioni meccaniche (spesso ignorate da molti liutai, ma acquisite inconsciamente con l'esperienza...) le farò in seguito per ciascun tipo di assemblaggio.

Possiamo anche considerare chiusa la Fase di Progetto e ci vediamo alla prossima puntata con la scelta dei materiali...

 


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Bell'inizio ! Difat
di Kata_ts [user #2290]
commento del 07/04/2009 ore 18:5
Bell'inizio ! Difatti iniziare da carta e penna per quanto "antidiluviano" resta uno dei miei "metodi" preferiti ;))
Rispondi
Re: Bell'inizio !Difat
di FreeMind [user #17604]
commento del 08/04/2009 ore 10:5
Guarda io sinceramente non capisco chi inizia a far qualunque cosa senza un minimo punto di riferimento, sarebbe come iniziare a costruire una casa senza un progetto...mah...
Rispondi
Ottimo approccio
di bernablues [user #16917]
commento del 07/04/2009 ore 21:5
Ottimo approccio ed ottima analisi sulle varie tipologie di giunzione del manico al corpo dello strumento. Veramente complimenti.
Rispondi
Re: Ottimo approccio
di FreeMind [user #17604]
commento del 08/04/2009 ore 10:5
Visti i tuoi articoli sulle acustiche lo prendo come un enorme complimento...Grazie mille...
Rispondi
Ok per carta e penna
di sepp [user #10489]
commento del 08/04/2009 ore 00:3
Ok per carta e penna, ma credo sia molto utile ultimare la fase di progetto con qualche programma di disegno tecnico e magari stampare su più fogli le dimensioni reali per avere a disposizione una sorta di dima.
Rispondi
Re: Ok per carta e penna
di FreeMind [user #17604]
commento del 08/04/2009 ore 11:0
Si è verissimo, ho anche pensato di inserirlo per una sorta di completezza, ma mi son messo nei panni di chi magari non ha proprio una grande voglia di star dietro il pc, imparare ad utilizzare decentemente un programma simile (poiché un minimo di conoscenza ci vuole...), quindi se anche arcaico, utilizzare riga, squadra, compasso, matita e carta, sembra la cosa più giusta, in fondo lì si può sempre cancellare con una gomma e controllare l'impatto visivo man mano che tracciamo dei segni sul foglio, con un computer il risultato è più sterile e aspettiamo sempre di stampare e magari nuovamente ore sul pc per vedere cosa non andava, correggere qualcosa di impalpabile...(parlo sempre nei panni di uno che il pc non lo usa con questi programmi...). Credo quindi, che per chi inizia ad imbattersi in un lavoro simile, e non ha ancora chiara la forma dei suoi sogni e le misure "giuste", sia più veloce e pratico l'utilizzo della cara e vecchia carta e penna... :) Poi ho ritenuto valido il consiglio dei miei liutai che hanno detto entrambi di riportare il tutto su un supporto rigido, sia compensato o qualsiasi altra cosa che duri un pochino nel tempo e sia economica e di facile lavorazione. Spero di aver chiarito un pochino il perché delle mie scelte nell'escludere il pc da questo lavoro... Un Saluto Fabio
Rispondi
Re: Ok per carta e penna
di sepp [user #10489]
commento del 08/04/2009 ore 11:2
Non era una critica sia chiaro, il tuo lavoro è molto apprezzato...siccome parlavi di aggiungere ai tuoi post un tantino di ingegneria ritenevo che lo spunto del disegno tecnico fosse appropriato. Che vuo' fà deformazione ingegneristica (meccanica tra l'altro) ; ) Mi raccomando continua così, che il lavoro è di quelli importanti, visto che in italiano si trova poco sull'argomento (io stesso sto leggendo un libro in inglese con tutte le difficoltà del caso), anzi mi chiedo il perchè della scelta del diario invece dell'articolo in home, che sicuramente ti avrebbero pubblicato! Saluti anche a te, Giuseppe.
Rispondi
Re: Ok per carta e penna
di FreeMind [user #17604]
commento del 08/04/2009 ore 11:4
Ma figurati ho capito che non era una critica ma solo un modo per farmi notare dove si può far meglio :) L'ingegneria la vado ad utilizzare nei legni e nella costruzione, purtroppo noi ci distruggiamo di seghe mentali pensando ad un legno piuttosto che ad un altro e invece...(e tu da bravo ing. meccanico mi insegni che la risposta dei materiali nella loro reazione alla frequenza e quindi risposta sonora può esser studiata in una camera anecoica..)magari si scopre che due legni apparentemente diversi abbiano la stessa funzione...eheheh In italiano purtroppo di gratuito non si trova quasi nulla, e anche quello che si trova a pagamento sono linee piuttosto generali e anche un pochino distorte dall'esperienza del liutaio...ecco perché mi son fatto aiutare dai miei amici che costruiscono chitarre con metodi diversi e ognuno dice la sua...esistono alcuni manuali in lingua inglese, ma davvero poco utili per chi vuole iniziare un progetto simile dato che non vorrebbe stare mesi a studiare la tecnica di costruzione ma vuole solo provarci e divertirsi... Poi come ultima risposta ma non meno importante, ho scritto nel diario perché anche se si tratta di un lavoro oggettivo, anche il mio è viziato sicuramente dall'esperienza personale e dal fatto che non abbia potuto vedere al lavoro tantissimi liutai, quindi ho preferito il diario seguendo le linee generali di Accordo. Spero comunque che qualcuno interessato lo noti ugualmente, dato l'impegno eheheh Un Saluto....e fammi notare sempre dove sbaglio o si può fare di più, così tutti mi aiutano a fare un lavoro decente...chissà che non mi metta un giorno a spiegare in maniera semplice come utilizzare un programma di grafica per costruire la chitarra e gli amplificatori... ;)
Rispondi
"un programma di gra
di sepp [user #10489]
commento del 08/04/2009 ore 11:5
"un programma di grafica per costruire la chitarra e gli amplificatori" e perchè no, sarebbe interessante, anche per poter scambiare opinioni, che c'è sempre tanto, anzi troppo, da imparare ; )
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