Ci risiamo. Un nuovo “attacco d’arte” per chi ha troppe chitarre e non vuol investire troppi soldi in stativi senza però rinuciare alla loro indiscutibile comodità.
Molti potranno storcere il naso perché "appendere per il collo" oppure "mettere sedute" le nostre preziose compagne può essere un’operazione molta delicata, ma con le dovute accortezze si possono costruire da soli anche questi preziosi supporti.
Cominciamo con il “piede” a terra. Dallo scarto del legno della Diumafecaster Multimaterica ho semplicemente ritagliato delle “L” per formare la parte principale del corpo dell’oggetto, 2 bastocini usati come stabilizzatori a terra e due trapezi per rinforzare la struttura posteriormente. Applicando un po’ di colla 4 viti e comuni feltrini nelle zone di contatto (quelli per mettere sotto alle zampe delle sedie, tra l’altro avanzati) si realizza uno stativo funzionale, stabile e…a bassissimo costo! (“Diumafe Philosophy”)

Ma non fermiamoci qui. E se volessimo appendere le nostre beneamate al muro? Niente di più semplice. Basta prendere del comune filo di ferro a sezione piuttosto spessa (nella fattispecie quello avanzato dalla costruzione dei tasti della Diumafecaster), attorcigliarlo sul proprio asse come per fare un treccia di mozzarella e poi modellarlo come in figura. Ovviamente va ricoperto con materiale che non danneggi il manico delle nostre amiche. Io ho usato una guaina di un grosso filo elettrico: è resistente, discretamente morbida e funzionale. Poi è sufficiente un segmento di un tubo di alluminio leggermente schiacciato ad una estremità e perforato per far passare la relativa vite. Un tassello ed il giuoco è fatto. Anche qui il risultato (come si vede) è assicurato!

That’s all folks!
Un saluto e buon “self made” a tutti!