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Verniciatura di un body

di kpaolo [user #12260] - pubblicato il 04 febbraio 2009 ore 19:30

occorrente:

- body :)

- carta per legno a grana grossa

- carta per legno a grana fine

- scotch di carta

- pennello piccolo

- vernice "pronta" per legno

Dunque... ho scartavetrato bene bene tutto il corpo, ho scotchato ponte e attacco della tastiera, ho pulito tutto per bene per evitare di verniciare anche eventuale segatura rimasta... posso passare direttamente la vernice?

Un amico che si diletta con la liuteria mi ha suggerito che è possibile evitare la mano di turapori con una passata di cera per mobili (mi dice che così facendo posso evitare addirittura di passare la vernice!)... che ne dite?

Lo strumento non ha nessun valore economico (ah, si tratta di un ukulele pineapple, anche se non cambia niente) quindi non deve resistere nei secoli dei secoli. Pensavo di verniciarlo rosa antico trasparente, perché con la vernice originale, troppo coprente, non si vedevano per niente le venature del legno (che comunque è del volgarissimo aghatis).

Con cosa posso fare (o "emulare") il binding sui bordi? Vernice nera?

Se non passo il lucido sopra la vernice asciutta, otterrò un effetto satinato?

Non posso utilizzare vernici spray, secondo voi con un piccolo pennello e tanta pazienza posso ottenere un risultato apprezzabile?

Grazie a chi avrà la pazienza di rispondere!


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Gommalacca
di triumph utente non più registrato
commento del 05/02/2009 ore 08:5
.. niente di meglio in questo caso (io il turapori lo passerei!!). Saluti
Rispondi
esiste gommalacca gi
di kpaolo [user #12260]
commento del 05/02/2009 ore 13:1
esiste gommalacca già pronta "per il pennello"? non ho proprio posto per fare esperimenti chimici... :/
Rispondi
Re: esiste gommalacca gi
di triumph utente non più registrato
commento del 05/02/2009 ore 13:2
Per la gommalacca pennello/tampone e .... olio di gomito :-) A Venezia il vero esame finale per mobilieri e liutai era la lucidatura di un pianoforte a gommalacca (ho un'amico grande appassionato di restauro mobili antichi) ... l'olio di gomito non si compra :-P Senza dilungarmi troppo copio/incollo da vai al link LUCIDATURA A GOMMALACCA La lucidatura è l'ultima delle operazioni di restauro del mobile, e viene eseguita dopo aver effettuato tutte le fasi precedenti (vedere nel menù di sinistra la voce Restauro del mobile). Ora dovremmo avere davanti a noi il mobile reintegrato in tutte le su parti, armonizzato nel colore e nelle parti nuove. A questo punto procederemo ad eseguire la lucidatura a gommalacca, scelta in conformità al tipo di mobile che ci troviamo davanti. La gommalacca La gommalacca è una secrezione dell'insetto "cocus lacca" o "laccifer lacca" che vive nell'Asia meridionale, è una cocciniglia che succhia la linfa di alcuni alberi ( acacia, ficus, ecc.) per nutrirsene, proteggendosi all'esterno con un guscio fatto appunto di lacca. Viene venduta in scaglie dal colore ambrato (gommalacca TN) oppure biondo (gommalacca decerata), ma anche in soluzione pronta all'uso (gommalacca in soluzione). Dona alla superfice un aspetto di particolare lucentezza che al tatto risulta asciutto e vellutato. Per la preparazione della vernice, si fanno sciogliere le scaglie in alcool a 94° o superiore (meglio in alcool a 99,9°), in una percentuale variabile da 100 a 200 grammi per litro. Per conservarla basterà riporla al buio in un luogo fresco. La gommalacca si può applicare a pennello o a tampone, la scelta del metodo dipende dal mobile che dobbiamo rifinire e dal tipo di finitura che desideriamo ottenere. Per mobili rustici costruiti in abete, olmo, castagno o rovere, che dalla nascita non hanno goduto di cure troppo approfondite e hanno naturalmente i pori aperti, possono essere lucidati a cera, si verniciano con gommalacca a pennello e poi si rifiniscono con cera d'api in pasta. Per i mobili antichi che prevedono una lucidatura brillante e per i mobili più ricercati, costruiti generalmente in noce o essenze di pregio, il discorso è diverso, occorre seguire il metodo della lucidatura a tampone. Lucidatura a tampone Questa lucidatura viene definita in molteplici modi: a tampone, a stoppino, alla francese, etc. Comunque sia chiamata, questa tecnica esige una discreta abilità d'esecuzione che si acquisisce solo con tanta pratica, ma non ha nulla in sé di arcano o misterioso come spesso si è voluto far credere. Richiede parecchio tempo, e buona pazienza, basti pensare che fino al secolo scorso un buon artigiano lasciava intercorrere, fra una mano e l'altra, anche decine di giorni. Non bisogna scoraggiarsi dagli insuccessi, ma si deve insistere, magari affiancandosi ad un artigiano col quale si è instaurato un buon rapporto. Nella lucidatura a tampone se si provocano delle bruciature della lucidatura (succede quando col tampone si asporta della gommalacca non ancora asciugata bene), occorre armarsi di santa pazienza: non è possibile correggere localmente l'errore, ma bisogna passare tutta la superficie del piano con lana di acciaio finissima e poi ricominciare da capo. Comunque, se eseguita secondo le regole dell'arte è sicuramente la tecnica che da i migliori risultati sia nell'aspetto estetico che pratico. Questo tipo di lucidatura è stata utilizzata per la rifinitura dei mobili impiallacciati o lastronati o comunque di pregevole fattura. Per i mobili in massello o rustici, dove non si addice una superficie brillante ma piuttosto satinata, il tipo di lucidatura più idonea, come si è detto, è quella a cera. Oltre alla gommalacca, dobbiamo procurarci della pomice in polvere, necessaria nella fase di chiusura dei pori del legno. Preparazione del tampone Il tampone è costituito da un cuscinetto, ottenuto con una pezzuola di lana non colorata che ne costituisce "l'anima", avvolta in una tela bianca di cotone e lino, il tessuto usato per fare le lenzuola ai tempi della nonna. La grandezza del tampone, dipende dalla superficie che si deve lucidare. Sarà più piccolo per superfici intagliate o piccole fasce e frontalini di cassetti, più grande per piani di tavolo o di comò. In fase di lucidatura la gommalacca la si versa in una ciotola larga in modo da poter immergervi completamente la pezzuola di lana. Una volta inzuppata bene, la si strizza con una mano, mentre nell'altra si tiene aperto il telo di lino. Quando la pezzuola di lana e ben strizzata la si mette al centro del telo di lino e si raccolgono i quattro lembi torcendoli ottenendo così il tampone pronto per l'uso. Fasi della Lucidatura La lucidatura si articola in tre differenti fasi: • Pomiciatura (ha lo scopo di chiudere i pori del legno) • Lucidatura vera e propria • Brillantatura o lucidatura finale Concentrazione della Gommalacca: • Chiusura dei pori: 1 etto in 2 litri di alcool • Lucidatura: 1 etto in 1 litro di alcool • Brillantatura: 1 etto in 2 litri di alcool Ora vediamole una per una: Pomiciatura Ha lo scopo di otturare i pori del legno per rendere più liscia la superficie. Infatti se si guarda in controluce un legno nuovo o sverniciato, si intravedono i pori aperti che riflettendo in modo non omogeneo la luce sulla superficie da l'effetto di una lucidatura non perfetta. Questa fase va sicuramente eseguita nelle parti che sono state reintegrate con legno nuovo. Le parti originali, già lucidate e che magari non sono state sverniciate non necessitano di questa prima fase in quanto dovrebbero avere il poro già chiuso. La concentrazione della gommalacca usata in questa fase è abbastanza diluita, infatti è di 2 litri di alcool con 1 etto di gommalacca. La polvere di pomice va "spolverata" sulla superficie (non va messa sul tampone), e col tampone occorre sottoporla ad una energetica frizione al fine di farla penetrare nei pori. La polvere si bagna di gommalacca, penetra nei pori e li chiude come una sorta di stucco. Infatti quando la gommalacca si asciuga, questa si indurisce ed elimina l'effetto inestetico del poro. Nel passare il tampone, occorre imprimere a questo molta forza, descrivendo ampi cerchi. Se ci si accorge che il tampone fa fatica a scorrere, conviene effettuare alcune passate con gommalacca molto diluita senza aggiungere pomice sulla superficie. Bisogna prestare molta attenzione affinché non rimangano tracce di pomice in superficie per non correre il rischio di ritrovarsi con delle macchie biancastre a fine lucidatura. Il procedimento della Pomiciatura va ripetuto fino a che, guardando in controluce il piano, non lo si veda completamente liscio. Sarà comunque la natura del legno più o meno poroso a determinare la quantità di mani necessarie. Questa operazione, per così dire preliminare, non va affatto sottovalutata al fine di ottenere un buon risultato finale. Lucidatura Dopo la fase di Pomiciatura con la quale si è preparato il fondo, è necessario lasciare passare almeno un paio di giorni prima di iniziare con la fase di lucidatura questo per permettere alla gommalacca data precedentemente di asciugarsi in modo definitivo: diversamente il passaggio del nuovo tampone rimuoverebbe la pomice dai pori. Per la lucidatura va senz'altro usato un tampone nuovo, non usate quello impiegato per la Pomiciatura. La lucidatura si realizza stendendo la gommalacca sul legno con l'uso del tampone: l'alcool contenuto nella soluzione evaporando lascia solo un sottilissimo strato di gommalacca che al contatto con l'aria indurisce mettendo in risalto le venature ed il colore del legno, dando a questo l'aspetto lucido che vogliamo ottenere. Se una soluzione densa di gommalacca porta a formare in meno tempo lo strato lucido, è comunque meglio usare una soluzione più diluita, dedicando più tempo per stendere più mani che formeranno una pellicola più aderente al legno evitando di scagliarsi. In questa operazione non bisogna assolutamente avere fretta, per ottenere un lavoro veramente soddisfacente occorre lasciare trascorrere, tra una mano e l'altra un paio di giorni in modo di permettere alla gommalacca di indurire meglio. Dopo aver bagnato bene il tampone, come descritto precedentemente, lo si strizza in modo che non sgoccioli. Si inizia a lucidare seguendo le venature del legno, senza ripassare dove si è appena applicato e senza mai fermarsi sulla superficie. Se la superficie da lucidare è ampia, si inizia da una parte e sistematicamente ci si porta su lato opposto per poi ritornare sull'altro lato continuando in modo ininterrotto la lucidatura. Solo quando il tampone comincia ad asciugarsi opponendo una certa resistenza, allora lo si fa scivolare via velocemente da uno spigolo, senza alzarlo dal piano per evitare bruciature. Nella mano successiva, si cambia movimento, disegnando degli otto. si parte da un lato della superficie e si procede, senza sosta fino al lato opposto. Quando il tampone è asciutto, si ricarica nuovamente di gommalacca, poi si ricomincia cambiando ancora movimento, questa volta si disegna col tampone una serie di cerchi contigui: Le varie passate vanno fatte alternando questi movimenti fino ad ottenere un risultato soddisfacente. Nella progressione delle diverse mani, conviene usare gommalacca sempre più diluita. Ricordatevi che per "mano" di gommalacca, non si intendono quelle fra una ricarica del tampone e l'altra, ma quelle fra un giorno e l'altro. Comunque non spaventiamoci, tre o quattro mani sono sufficienti per ottenere un buon lavoro. Possibili errori: • Velatura È una patina bianca dovuta al freddo e all'umidità, in questo caso bisogna portare il mobile in un locale caldo e lasciare asciugare; se permane spagliettarlo con vigore con lana d'acciaio fine. • Trasudazione È dovuta ad un eccesso di olio paglierino, che puo' essere asportato con il tampone con energici movimenti rotatori. • Opacità È dovuta ad un eccesso d'alcool impresso col tampone, trattare la superficie sempre con lo stesso tampone ma con gommalacca maggiormente diluita in alcool con energici movimenti. Brillantatura: è l'operazione finale, più delicata e più difficoltosa, ma è anche quella che darà più soddisfazione, perché perfezionerà il vostro lavoro. Lo scopo è quello di eliminare i segni di tampone, le imperfezioni della vernice ed eventuali tracce di olio. Per eseguirla occorre fare un nuovo tampone con una tela molto fine ed bagnarlo con una concentrazione di gommalacca molto diluita: 1 etto in 2 litri di alcool. Poi lo si passa sulla superficie molto velocemente nel senso della venatura esercitando una pressione molto leggera. Al termine si otterrà una lucidatura brillante. Saluti e buon lavoro :)
Rispondi
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accidenti... troppe
di kpaolo [user #12260]
commento del 05/02/2009 ore 13:3
accidenti... troppe "miscele" da fare... io non ho tempo, spazio, voglia di sbattermi così tanto per un ukulele da 50€! Comunque grazie ugualmente per le informazioni, mi saranno utilissime quando deciderò di riverniciare un altro strumento (più pregiato) giù al mare, sei stato gentilissimo triumph! Quindi mi pare di aver capito che, dopo aver scartavetrato per bene il legno, gli do una-due mani di turapori (scartavetrate anche esse) e poi con un pennello passo le mani di vernice per legno già pronta. Il binding lo posso fare con un pennarello prima di passare la vernice finale? Esistono pennarelli per legno?
Rispondi
io ho verniciato a t
di DarkstarOne [user #15428]
commento del 05/02/2009 ore 13:4
io ho verniciato a tampone, visto che mio padre é restauratore, e facevo per lui alcuni lavoretti per guadagnare qualche lira. LASCIATE PERDERE!!!!!!! :)
Rispondi
Re: io ho verniciato a t
di _fLIck_87 [user #3784]
commento del 05/02/2009 ore 19:0
spiegaci!
Rispondi
Re: io ho verniciato a t
di DarkstarOne [user #15428]
commento del 05/02/2009 ore 20:0
é maledettamente difficile. Ti dico solo che per fare un tavolo 2mt x 1, ci ho messo una SETTIMANA, 8 ore al giorno.Un culo superiore solo al passaggio di carta vetro, sempre 8 ore al dì :D Ovviamente sotto la supervisione di mio padre,che controllava la "miscela", mi dava consigli, riparava le mie "bruciature" etc. Il risultato finale però é niente meno che incredibile. Nessuna finitura rivaleggia con questa. Su uno strumento però non la farei, é davvero troppo delicata...
Rispondi
Re: io ho verniciato a t
di _fLIck_87 [user #3784]
commento del 05/02/2009 ore 21:4
infatti ho un body sverniciato da un bel pezzo e non riesco a decidermi a partire con la "verniciatura".. ma d'altra parte fare una verniciatura coprente credo sia cmq fuori dalle mie possibilità..
Rispondi
uhm... quindi va ben
di kpaolo [user #12260]
commento del 05/02/2009 ore 20:5
uhm... quindi va bene turapori e vernice? per avere l'effetto lucido, devo passare prima la vernice trasparente e poi la pasta abrasiva, o solo la pasta abrasiva sulla vernice colorata?
Rispondi
PROMEMORIA
di kpaolo [user #12260]
commento del 06/02/2009 ore 19:0
MAI tentare di imitare il binding sul body utilizzando un pennarello scratch-fix... MAI! Se stai scartavetrando un top laminato, è meglio non insistere più di tanto...
Rispondi
PROMEMORIA II
di kpaolo [user #12260]
commento del 06/02/2009 ore 23:0
Il binding e le decorazioni si possono fare con un pennarello scratch-fix, ma solo DOPO aver dato almeno la prima mano di vernice, altrimenti appena si poggia il pennarello le fibre del legno assorbono l'inchiostro e tutto il disegno va a farsi benedire. Non c'è scotch che possa impedire questo comportamento...
Rispondi
Promemoria definitivo
di kpaolo [user #12260]
commento del 13/02/2009 ore 18:3
Proteggere BENE le parti da non grattare/verniciare. Lo scotch da carrozziere deve essere perfetto altrimenti la verniciatura sarà impedita. Meglio mettere più nastro così evitiamo di portarlo tutto via con la carta vetrata. Riempiamo la buca con qualcosa (panno, giornali). Usare inizialmente carta vetrata pesante (ovviamente pesante per il legno) così la vernice viene via più facilmente. Se il legno è laminato fare attenzione a non portar via il primo strato. Sopratutto ai bordi. Non ci vuole granché a rovinare uno strumento. Dopo aver tolto tutta la vernice, passiamo la carta vetrata fine, e poi puliamo tutto con un panno umido. Appendiamo lo strumento in un posto arieggiato ma privo di "cose volanti" (cantina, garage, stanza da letto :D ). Con un pennello molto piccolo (sì, ho verniciato col pennello) iniziamo a stendere la vernice sul corpo. Passate delicate così il pennello non perde le setole che posso attaccarsi alla vernice. Il pennello dev'essere asciuttissimo quando verniciamo, così si evitano gocce, si asciuga prima e l'effetto in generale è migliore. Lasciamo asciugare ALMENO mezza giornata. Le persone frettolose non dovrebbero fare certi lavori. Se la vernice è asciutta possiamo usare il pennarello scratch-fix per fare le decorazioni. NON farlo prima della verniciatura! L'effetto finale dovrebbe essere opaco satinato. Non grattare la prima mano di vernice. Se proprio vuoi grattarla, fallo BENE altrimenti avrai un effetto graffiato/reliccato. NON passare la seconda mano di vernice (o verrà lucida. a meno che non vuoi l'effetto lucido). se cerchi l'effetto lucido e hai passato la seconda mano di vernice (senza esagerare con le quantità), devi passare della pasta abrasiva per carrozziere. Ci vuole mooolto tempo per l'effetto a specchio. Prega gli dei per il risultato.
Rispondi
se avessi usato del
di kpaolo [user #12260]
commento del 16/02/2009 ore 22:4
se avessi usato del mordente, al posto della vernice, sarebbe stato ancora meglio...
Rispondi
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