Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Sono storico

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 24 gennaio 2009 ore 10:18

I fatti: a Milano è tornato il fascismo. Ho scritto una cosa anche io, visto che OMB non c'è più l'ho scritta qua. Solo che non so se essere contento di essere anche io "storico" :-(


Dello stesso autore
Todd Snider: un cantastorie che trasformava il dolore in poesia
Chiude G&L: cosa ne direbbe Leo Fender?
Fatta a Fullerton: costa il doppio ma vale molto meno
Le chitarre di Mark Knopfler: un diluvio di soldi che farà discutere
14 maggio: attivare orecchie e cuore per Vintage Vault
I 90 anni di Willie Nelson: anche il concerto resterà nella storia
You are here: con Yamaha la musica porta ricchezza e colore
Le Martin passate per Chernobyl
Loggati per commentare

Cosa vuoi, è uno de
di blues54 utente non più registrato
commento del 24/01/2009 ore 11:0
Cosa vuoi, è uno dei privilegi dell'età, vediamola così. Da una parte è una fortuna che ci siano ancora le memorie storiche così forse si riesce a tramandare qualcosa che oggi si fa troppo presto a dimenticare. La maggior parte delle nuove generazioni non si rende conto del ritorno di un certo fascismo in doppio petto che ha covato sotto la cenere per anni e che ora si manifesta impunemente. E' importante comunque insistere a dire certe cose e sperare ardentemente di non dover dire un giorno "io l'avevo detto".
Rispondi
Vintage
di Mancunion [user #3854]
commento del 24/01/2009 ore 13:3
Albe', ciai la voce vintage, vuoi mettere? :) P.S. scusa per averti occupato la pagina di FB.
Rispondi
Re: Vintage
di alberto biraghi [user #3]
commento del 24/01/2009 ore 13:5
Scusa che? Per fortuna ogni tanto si riesce a creare un minimo di discussione, ma ti rendi conto di cosa sta passando? Il revisionismo fa parte dei piani sovversivi P2 e lo stiamo vedendo quasi completato.
Rispondi
il revisionismo è u
di SteveRV [user #14271]
commento del 24/01/2009 ore 15:1
il revisionismo è una terribile piaga, perchè educa male molta gente giovane. Da dire che alcuni partigiani hanno ucciso altri partigiani, cosa che raccontava anche pasolini negli anni '50, si passa alla negazione della dittatura fascista, quel figlio di p********a fascista di Gelli influenza ancora le istituzioni e buona parte della stampa. Intanto nella mia città hanno proibito di aprire bar e ristoranti nel centro che servono pietanze non italiane, e davanti(non metaforicamente) alla questura picchiano, stuprano, accoltellano ragazzi di sinistra. La polizia invece di mettersi in tenuta antisommossa alle nostre manifestazioni per la scuola dovrebbe difendere le persone che vengono picchiate da questi neo fascisti di Forza Nuova giornalmente, non posso neanche girare in città la sera in santa pace senza che qualcuno cerchi di fare a botte o mi dica zecca o comunista(e io non sono comunista) queste sono le colpe del revisionismo e sopratutto dell'educazione di una generazione che non ha mai avuto valori antifascista(non tutti ma una buona parte). comunque mi spiace per Milano che mi dicono sia cambiata e diventata molto razzista e intollerante, basta vedere come Maroni ha vietato la preghiera in piazza
Rispondi
Re: il revisionismo è u
di CHARLIE [user #1047]
commento del 24/01/2009 ore 21:3
Ma vietare le preghiere in piazza significa vietare le processioni delle madonne (ma quante sono?), dei cristi e di tuttisanti?
Rispondi
La mia domanda
di garp57 [user #997]
commento del 24/01/2009 ore 17:4
La mia domanda Alberto, fatta salva l'assoluta coincidenza di pensiero, è: perchè non più OMB, proprio in questo momento. Per mè da lontano, sarebbe un punto di informazione vera in più.
Rispondi
Re: La mia domanda
di alberto biraghi [user #3]
commento del 25/01/2009 ore 01:2
Le ragioni sono quelle scritte sulla mummia della home page di OMB, ragioni vere e profonde. Aggiungo una cosa non scritta: tra i catalizzatori del distacco dal blog c'è Gherardo Colombo. L'ho incontrato varie volte, quasi sempre sui temi delle regole, nell'ambito dei quali gli è stato chiesto il perché dell'uscita dalla magistratura. Le sue ragioni sono le mie: bisogna ripartire dal basso, da un lavoro culturale sul territorio. Leggete il mio Facebook, c'è Roberto Ceruti (peraltro chitarrista) che (credo) in perfetta buonafede revisiona il passato in nome di una presunta riconciliazione che in realtà sarebbe la sottomissione totale alla destra strisciofascista accrocchiata con gli (im)prenditori. Di fronte a convinzioni come questa, a persone che tentano di svilire la Resistenza, assimilarla alla RSI, farne una cosa di poche testecalde, occorre ricominciare dal basso. Io non credo più che un blog possa servire, serve ben altro. E poi, sinceramente, non ce la facevo più, non avevo più vita. Poi mi toccava anche a me "farmi un culo così" e "lavorare di notte", tutte cose contrarie alla mia religione :-)
Rispondi
Re: La mia domanda
di robyceruti [user #10744]
commento del 01/02/2009 ore 21:4
Evidentemente, pur essendo giornalista professionista, non sono riuscito a spiegarmi bene, Alberto, oppure tu hai la vista annebbiaa da troppe... Stratocaster vintage. Io non voglio né revisionare, né negare, né cancellare alcunché. Ti ho solo detto che questa sterile e ormai obsoleta contrapposizione ideologica è superata dai tempi. Che la nostra povera Italia è stata bloccata per ben 64 anni dalla "guerra civile" tra fazioni posticce e tramadate in modo fazioso (da entrambe le parti), che faccio fatica a riconoscere e a distinguere tra loro oggi. Altre nazioni più evolute della nostra sono riuscite a superare l'ostacolo alla crescita ed all'evoluzione sociale, economica e culturale, non cancellando i valori delle guerre civili del passato, bensì la sindrome da "soldato giapponese" all'oscuro delle evoluzioni storiche. E questo è incontestabile. A mio parere è necessario contestualizzare ogni fenomeno nell'epoca e nelle condizioni in cui è stato vissuto. Penso che oggi sia stupido ed ipocrita parlare ancora (basta, non ne possiamo più!) di fascismo, partigiani, comunismo ed altre storie del ventennio, attualizzandole all'immagine della società odierna. Tu sei liberissimo di vivere "vintage", pensando che musicalmente siamo ancora negli anni '60 e politicamente nei '30/'40, ma non stupirti poi se qualcuno come me te ne fa notare l'incongruenza. Sperando di essermi spiegato sufficientemente e pregandoti di non riportare in futuro mie "chiacchiere da Facebook" in modo inesatto e "revisionato", ma eventualmente di citare correttamente il contesto e l'intero concetto, ti chiedo un ultimo favore: Visto che sei rimasto nei '60, potresti comprarmi una decina di Stratocaster custom color a 220.000 lire l'una (prezzo del 1965)?. Grazie, ciao, Roberto Ceruti
Rispondi
Re: La mia domanda
di alberto biraghi [user #3]
commento del 02/02/2009 ore 00:5
Di solito non rispondo ad opinioni autodefinite "incontestabili", ma faccio un'eccezione per tre ragioni: tengo al tema, siamo in un angolo di Accordo che mi è molto caro, desidero rendere un omaggio a un ragazzo appena morto di lavoro, Giuseppe Gati, 23 anni, antifascista che non si è mai arreso. 1 - Ripeto. A mio giudizio tu predichi il revisionismo, che io ritengo una piaga culturale e civile. Rivendico il diritto di manifestare il mio pensiero (peraltro ampiamente condiviso) senza che tu lo definisca stupido, ipocrita e incongruente. Aggiungo che la tua consueta violenza verbale spacciata per buonsenso contraddice l'invito (che peraltro non condivido) a superare le contrapposizioni. 2 - Se "voi" (che non è chiaro chi siano) non ne "potete più" di distinguere tra fascismo e antifascismo, a "noi" il distinguo sta a cuore. Nel "noi" sono comprese migliaia di giovani belli, sani, colti, allegri e impegnati, che quando li sento incazzati mi si apre il cuore. Altro che vintage. Capisco che ad alcuni ("voi"?) quei giovani farebbero molto più comodo a capo chino sui libri o le scartoffie di lavoro, pronti per diventare consumodipendenti, ma loro non ci stanno. E non sono certo ramanzine "incontestabili" come le tue a smuoverli dai loro sani principi. 3 - Cito in libertà qualunque cosa sia pubblica, Facebook incluso. Il diritto me lo garantisce la Costituzione (laica e antifascista) che alcuni personaggi (moderni fascisti, non coll'orbace e il manganello, quella sì è roba passè) stanno tentando di manomettere pro domo propria. E' una mia opinione, per definizione opinabile, ma definirla "stupida", "ipocrita", "incongruente" e via aggettivando come hai il vizio di fare tu non è "opinare", è insultare. Quindi chiudo il discorso, perché a volte rispondo a obiezioni pretestuosamente autodefinite "incontestabili", ma agli insulti non rispondo proprio mai.
Rispondi
Re: La mia domanda
di CHARLIE [user #1047]
commento del 02/02/2009 ore 14:0
"Evidentemente, pur essendo giornalista professionista..." Magari è proprio a causa di questo. :D Ma, tralasciando la facile battuta (forse migliore di quella sulle Strato vintage), io davvero fatico a comprendere come lei non riesca a vedere la realtà che si staglia innanzi agli occhi di tutti. Non solo "quelli" non sono morti e sepolti, ma, addirittura, occupano posti importanti e stanno vieppiù attuando una politica di revisionismo radicale che ha come fine quello di ribaltare realtà storiche consolidate. Poiché se ne vantano pure a voce alta, mi riesce difficile capire come lei possa non vederli e non sentirli.
Rispondi
Re: La mia domanda
di johnnylang [user #15164]
commento del 02/02/2009 ore 15:2
anche gasparri è giornalista professionista
Rispondi
Minchia
di CHARLIE [user #1047]
commento del 24/01/2009 ore 21:3
"Alberto Biraghi, altra voce storica della sinistra milanese e un tempo animatore di quel gioiello di giornalismo dal basso che fu Onemoreblog" Ti voleva incensare? Ma è una epidemia!
Rispondi
Storico
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 24/01/2009 ore 23:2
Chi conosce la storia, oggi, soffre abbastanza. Più che di revisionismo, parlerei di relativismo storico: oggi in molti spacciano per giuste cose che in termini assoluti sono un'offesa per l'intelligenza e l'etica civile. E l'attuale "sinistra" , mi sembra di capire dalle parole di Alberto, anche a Milano non è neppure interessata a recuperare una funzione blandamente protettrice di valori quali la cultura, la pluralità, il dialogo, e il dinamismo. Alberto, e tu lo sai: Riccardo De Corato è un lato del problema. L'altro lato è rappresentato da chi non si oppone come dovrebbe, ma tira a campare, aspettando che cambi il vento. Abbracci,
Rispondi
E' TUTTO INUTILE
di robyceruti [user #10744]
commento del 02/02/2009 ore 14:5
Caro signor Charlie, quando specifico di essere giornalista professionista, non è per "cagare il c..", ma per far comprendere che sono legato a detrminate regole comportamentali. Capisco che diversi colleghi assunti dagli editori a tempo indeterminato fatichino a rispettare alla lettera l'etica professionale. "O mangi la minestra, o salti la finestra". E questo succede nelle redazioni "fasciste", come in quelle "comuniste". Io ho la fortuna di agire da freelance e di dovermi confrontare solamente con me stesso. Non essendo mai stato politicizzato, ma un semplice lettore e raccontatore della politica, ed avendo un'età che mi permette maggiori distacco di giudizio e vicinanza ai fatti bellici (sono nato nell'immediato dopoguerra), sto inutilmente tentando di far capire che oggi è ridicolo fare paragoni con i tragici fatti e ideologie di quel tempo. Ciò che mi disturba maggiormente è la mancanza di obiettività. Il '68 l'ho vissuto in prima persona ed è stato una necessità per la crescita della coscienza civile. Però, se andassi ancora in giro vestito da figlio dei fiori mostrando la "V" formata da indice e medio, forse risulterei un po' ridicolo. Per non parlare dei danni prodotti dal '68 al sistema scolastico che ancora ci trasciniamo dietro, come il 36 politico, i lavori di gruppo, la perdita completa di autorità e professionalità degli insegnanti, il disordine fisico e morale, eccetera, eccetera. Tutte situazioni che si riscontrano anche nella società moderna, che io non riesco a sentire mia. Certo, ne apprezzo il benessere enormemente più diffuso, i lati positivi dell'apertura verso la globalizzazione, l'aspettativa di vita molto più lunga ed una libertà diffusa che negli anni '50 e '60 ci sognavamo. Ma è proprio questa eccessiva libertà (al limite con il mancato rispetto delle regole di convivenza civile) che ha provocato danni pesanti. Non voglio dilungarmi ulteriormente, ma sinceramente non trovo modelli di società da imitare, né da una parte né dall'altra,né tantomeno nel passato. Sono d'accordo invece con il signor Mario Monteleone che si debbano conservare "valori quali la cultura, la pluralità, il dialogo, e il dinamismo" (così si citano gli altri, carissimo Alberto, esattamente e virgolettandoli). Ma purtroppo nessuno è depositario di tali valori e ci sono molte forme di conservazione che non mi ispirano fiducia. Volersi intestardire nel credere che lo spirito partigiano rappresenti ancora un esempio da seguire (anziché un fatto storico da ricordare) ha portato la sinistra italiana fuori dal Parlamento. E non è una bella cosa. La democrazia deve dare voce a tutti, senza esclusione. Io credo nella democrazia nel senso stretto del termine, ma è così difficile da raggiungere per un popolo che non l'ha mai avuta. E' molto più semplice per gli Stati del Nord Europa che l'assaporano da qualche secolo, o per gli anglosassoni. Purtroppo, qui da noi si pensa ancora che la gente vada guidata, educata, illusa, conquistata. E badi bene, questo succede a destra e a manca.
Rispondi
Re: E' TUTTO INUTILE
di bluto [user #1547]
commento del 02/02/2009 ore 15:2
Cioè, i problemi dell'istruzione oggi sono "il 36 politico, i lavori di gruppo, la perdita completa di autorità e professionalità degli insegnanti, il disordine fisico e morale"? Ma sei un marziano? No, forse vieni da Giove, pare infatti che lì il '68 abbia lasciato una "apertura verso la globalizzazione". Forse questo succedeva su Plutone però.
Rispondi
Non su Plutone, su B
di robyceruti [user #10744]
commento del 02/02/2009 ore 15:3
Non su Plutone, su BLUTONE. Io c'ero, non mi sembra invece che ci fossi tu. E chiudo perchè non ho voglia di sprecare energie per gente come te che crede di sapere tutto e non sa nulla e non ascolta niente e nessuno. Io ho due figli che vanno a scuola ed insegnamo sia io che nia noglie. Ma non sappiamo nulla. Sai tutto tu. VAC
Rispondi
Re: Non su Plutone, su B
di CHARLIE [user #1047]
commento del 02/02/2009 ore 15:4
Professo' ... "insegniamo", eccheccazzo! Ma quando dice "crede di sapere tutto" è autoreferenziale?
Rispondi
Re: Non su Plutone, su B
di bluto [user #1547]
commento del 02/02/2009 ore 16:3
Gente come me almeno non fa strafalcioni di grammatica e sinceramente neppure battute così del caxxo; ma che "insegnamo" di bello da quelle parti?
Rispondi
Re: Non su Plutone, su B
di robyceruti [user #10744]
commento del 02/02/2009 ore 16:5
Insegnamo lingua veneta "chela roia che t'ha stracagà" oppure "va in mona ti e i to strafalcioni, sempio sensa sarvel".
Rispondi
Loggati per commentare

facebook
di Lauro utente non più registrato
commento del 02/02/2009 ore 16:2
sono uno di quelli che ha aderito al gruppo "no al comunismo" (o a qualcosa del genere ... ogni giorno nasce un gruppo nuovo) e che attende di aderire, allo stesso modo, al gruppo "no al fascismo" per un semplice motivo che, spero, possa essere colto come "tirata di orecchie" benevola alle due parti in causa; gli estremismi non portano MAI a niente e non lo hanno mai fatto, da questo punto di vista è la storia ad essere incontestabile. Pertanto, che nel 2009 si senta ancora parlare di fscismo e comunismo con la certezza che tutto il bene stia da una parte e tutto il male dall'altra, ha sinceramente stancato. Lauro
Rispondi
Re: facebook
di alberto biraghi [user #3]
commento del 02/02/2009 ore 19:2
Vedi Lauro, il tema non è la contrapposizione che "ha stancato" (dalle cose ideologiche uno può tenersi alla larga e morta lì) e non è neanche lo stabilire dove stanno il bene e il male, che si sa bene essere spesso distribuiti equamente. Il problema vero è che in Italia sta nascendo (cioè, è già nato, a partire dalla massoneria deviata e dalle trame dei servizi segreti negli anni '70) il progetto di un nuovo regime soft, ovvero senza orbace, manganello e olio di ricino, ma con pesanti condizionamenti culturali, primo tra tutti il controllo dei media. Questa condizione uno la può definire come vuole (anche, per dire, "pippo" o "zigulì"), ma il termine di uso comune che più gli va vicino è "fascismo", laddove per fascismo si intenda una società in cui una serie di diritti civili primari sono negati da un potere egemone che persegue esclusivamente la propria conservazione e il proprio benessere. Il potere politico, senza distinzioni di schieramento, oggi fa questa cosa qui. Non si tratta quindi di alimentare una contrapposizione stantia, ma dell'osservazione attenta e disincantata della nostra società, la cui degenerazione deriva da un tracollo culturale di cui il revisionismo storico è componente primaria. La storia è cultura, è fondamento di ogni civiltà e deve essere protetta dalle degenerazioni che mirano ad appiattire meriti e demeriti, scelte degne e scelte indecenti. La nostra Repubblica nasce su presupposti - piaccia o no - democratici e antifascisti, lo dice anche la Costituzione. Non è pensabile che bastino un paio di libri prezzolati per assimilare la Resistenza alla cosiddetta repubblica di Salò. Sono mondi diversi, culture diversi, principi ispiratori diversi a cui una società non può non fare riferimento nel tempo. Poi uno può archiviarli, così come molti archiviano la civiltà di Atene o la Rivoluzione Francese. Ma è proprio questo archiviare, questo appiattire e smussare, che lentamente corrode la cultura e porta a bestialità come quelle scritte qui sopra, dove sono assegnate al '68 le peggio responsabilità per disastri che - storicamente - hanno tutt'altra origine. La storia, Lauro, è proprio l'opposto delle certezze acritiche, che sono invece il nutrimento dell'ignoranza e della decadenza civile. Cadere nel qualunquismo, nella condanna dei distinguo perché "faziosi", nella acriticità in nome di una presunta necessità di superare le contrapposizioni è il primo passo verso l'omologazione dei cervelli. Noi siamo musicisti, l'omologazione non ce la possiamo permettere.
Rispondi
Re: facebook
di Lauro utente non più registrato
commento del 03/02/2009 ore 10:1
Beh ... l'omologazione non ce la possiamo permettere perchè siamo uomini prima ancora che musicisti e messa giù così, è più un problema di forma che di sostanza (la fattispecie di questo nostro scambio eh ... non la situazione politica) ... per fascismo si intenda una società in cui una serie di diritti civili primari sono negati da un potere egemone che persegue esclusivamente la propria conservazione e il proprio benessere. Il potere politico, senza distinzioni di schieramento, oggi fa questa cosa qui. Con tutto il rispetto e la ... buona fede che posso usare ... QUALUNQUE forma di dittatura ha QUESTE caratteristiche, anche quelle comuniste che ancora oggi sono attive nel mondo, allora, se vogliamo essere liberi di pensare e di agire, se davvero rifiutiamo la omologazione, allora dobbiamo avere anche il coraggio di riutare l'omologazione che porta ogni dittatura ad essere classificata come fascista, è questo che è "più" stantio di ogni altra cosa. Le omologazioni e le dittaure vanno rifiutate TUTTE, senza nessuna distinzione di colore; è stantio che nel 2009 la politica Italiana della sinistra (tutta, da Veltroni a sinistra) sia basata ancora sull'antifascismo perchè questo ha portato ai risultati che, ahimè ... abbiamo ben presenti. Non credo neppure che il revisionismo storico sia componente primaria, giornate della memoria come quella a cui abbiamo appena aderito e le testimonianze che ancora oggi resistono svolgono bene il loro compito e anche se in un futuro prossimo tali testimonianze dovessero venir meno, è la memoria di chi, come me (che come ben sai mi considero fortunatissimo, avendo conosciuto nonno e bisnonno ed avendo vissuto certi periodi attraverso racconti e ricordi ... la memoria può essere tramandata, non dimentichiamolo mai) ed altri, ha il dovere storico e morale di fare in modo che certi ricordi non debbano venir meno. Quindi, visto che oltre ad uomini siamo anche musicisti, diamo importanza anche alla forma, rifiutare la omologazione va benissimo, ma rifiutiamole tutte accidenti, correremmo il rischio di vedere tutto il bene da una parte e tutto il male dall'altra, omologazione che ritengo più pericolosa di tutte le altre. Abbracci sparsi Lauro
Rispondi
Re: facebook
di robyceruti [user #10744]
commento del 03/02/2009 ore 14:5
Meglio di così non si potevano esprimere gli stessi concetti che ho tentato ripetutamente di spiegare ad Alberto e ad altri. Complimenti! Aggiungerei solo che questa fantomatica "dittatura" che avrebbero instaurato di notte in Italia non esclude comunque che tutti si possano esprimere liberamente sul web, in tv (non mi dite che Santoro e Travaglio sono oppressi dal regime di Stato, malgrado siano pagati dalla collettività), sui giornali ed in radio. Che poi ci siano un appiattimento culturale ed un materialismo imperanti, in tutto il mondo, è un fatto. Forse è lo scotto che si paga al benessere ed alla possibilità di toglierci parecchi sfizi (chitarre vintage, bici da competizione, viaggi e tanto altro), che neppure potevo sognare nella mia adolescenza. Era un lusso per me potermi permettere una pizza ed una birra alla settimana, nella pizzeria più economica della città. E la prima macchina, una Bianchina famigliare molto usata potei acquistarla solo a 21 anni, suonando tutti i week end (domenica pomeriggio e sera) per due anni e facendomi prestare le ultime 30.000 lire che mancavano. Ma di solito chi parla da rivoluzionario di sinistra è figlio di papà e queste cose mica le ha vissute.
Rispondi
Re: facebook
di CHARLIE [user #1047]
commento del 05/02/2009 ore 00:1
Eh, ma le foibe? ma i gulag? e i partigggiani? e i sindacati? e ... etc. etc. etc etc.? Giusto giusto, me ne ero dimenticato, hai ragione tu; e pure "mistersotuttoionont'azzardareacontrddirmi" qui sopra. Mi sono stancato di discutere con gente così.
Rispondi
Il neofascino del neofascismo
di simonec78 utente non più registrato
commento del 07/02/2009 ore 17:0
A me la situazione pare molto chiara. Il fascismo sugli italiani esercita ed lo fara' sempre un grande fascino. Loro ci sono riusciti davvero. Vent' anni son durati , e tra il consenso diffuso e quelli che "E' grazie al fascismo che ora non ci son piu' le paludi e quando c'era lui i treni arrivavano in orario" e vaglielo a spiegare che ora abbiamo uno dei debiti pubblici piu' alti del mondo perche' son voluti andare in guerra. Hanno imparato la lezione : prima c'erano le camice nere , ora sono diventate verdi. Non abbiamo un regime autoritario , ma fa sempre il fascino dell' uomo con la divisa un capo di stato che da un giorno al' altro si permete di decidere se una povera creatura in coma da 17 anni debba o meno vivere anchora. E' la democrazia del ce l' abbiamo duro. Che si piglia il 60 per cento. E di casalinghe bagnate. Io non provo disprezzo per chi l' ha votato , ANZI SI , e profondo anche , ma piu' di ogni altra cosa sono preoccupato per loro , molto. I fascisti dell' efficenza nella pubblica amministrazione di Brunetta , nei palazzi squadrati , cosi' simili a quelli dell' Unione sovietica , che piu' brutti non li potevan progettare. Stanno rifacendo le stesse cose , in modo piu' soft. Dal' altra parte il Partito democratico , figlio della politica del dualismo di fine anni '40. Che si puo' esser comunisti e credere in Dio. E che Dio li benedica. Che Veltroni mi sussurra che "ci vorrebbe una grande mobilitazione sociale" quando lo dovrebbe urlare al mondo che ci vorrebbe una grande mobilitazione sociale. Ed urlamelo forte Walter , perche' ce ne sara' bisogno. Chi sara' il nuovo "Matteotti soft" , Benigni ? Di Pietro ? Visto che quei trotzkisti del PD prendevano i soldi dall Unione sovietica. (che emozione) Perche' ora c'e' un nero alla Casa bianca e il nostro presidente e' un uomo piccolo cosi'. Che si cambia le leggi per non pagare le sue malefatte. Si e' fatto eleggere per questo. SVEGLIA !!!!! E' piu' facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco vada nel regno di Dio. E visto che il fascismo e' cosi' black , cosi' affascinante , il sottile garbo del razzismo e della cultura degli sgomberi. E visto che la dittatura e' soft la resistenza la faremo via internet.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964