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Il tempo passa...

di Mario Monteleone [user #10] - pubblicato il 21 gennaio 2009 ore 08:07

Il tempo passa, anche per i piezo :-) e per i sistemi di amplificazione. Qui ed anche qui abbiamo parlato di chitarre classiche, con corde in nylon, e della loro amplificazione.

Qui sotto, invece, trovate due filmati da YouTube - per fortuna ancora con l'audio - in cui Pat Metheny esegue due medley  di suoi brani. In quello più antico, usa una Ovation - con amplificazione Ovation -  in quello più moderno, una Manzer - con amplificazione blendend, piezo Fishman + microfono interno AMT.

I risultati delle due amplificazioni sono estremamente diversi: l'Ovation somiglia tanto ad una chitarra da jazz, ovvero alla vecchia Gibson 175 dello stesso Metheny. La Manzer, invece, ha una voce tutta sua: per inciso, è la stessa chitarra usata nell'Album Missouri Sky inciso con Charlie Haden.

A mio parere non c'è davvero gara: i sistemi più moderni sono nettamente migliori di quelli più antichi, non solo in termini di fascia di prezzo, ma di assemblaggio generale, e di elettronica.

:-) A voi la parola.

M


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Immensissimo Pat e s
di Kata_ts [user #2290]
commento del 21/01/2009 ore 09:4
Immensissimo Pat e sì, concordo ! la tecnologia deve servire per miglioare ed in questo caso i passi sono notevoli. Su altri fronti invece spesso è utilizzata solo per "sensazionalismo" e basta ! ,) (veid Darkguitar ect)
Rispondi
Re: Immensissimo Pat e s
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 12:2
In effetti, da quel punto di vista, l'Ovation è ormai un po' superata.
Rispondi
Ovation vs Chitarra di liuteria
di Carpandrea utente non più registrato
commento del 21/01/2009 ore 09:5
Beh, ovviamente è difficile distinguere esattamente cosa sia dovuto alla chitarra e cosa all'amplificazione. Però mi sembra che, con la Ovation, si senta molto di più il tocco della mano di Metheny. La Manzer invece sopperisce un po' al tocco delicato di Pat. Questo secondo me è il segno che la Ovation ha meno suono: con la Ovation si sente di più il 'suono della mano' rispetto al suono della chitarra; con la Manzer è esattamente il contrario. Poi c'è da dire che nel secondo filmato, oltre al microfono interno, sembrerebbe essere attivo anche un microfono esterno. Comunque, certo, sono d'accordo con Mario, il risultato finale del suono del secondo filmato è molto superiore.
Rispondi
Re: Ovation vs Chitarra di liuteria
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 12:1
Ciao Andrea. Sono d'accordo: la cosa bella, per altro, è che se l'Ovation allora era il massimo, oggi il sistema blended di Metheny non può essere considerato la scelta migliore, ma una delle scelte migliori. Avrai anche notato che nel corso del tempo Metheny ha anche cambiato tecnica della mano sinistra: prima niente pollice sui bassi, oggi tanto pollice sui bassi. Forse è per via del manico più largo della Manzer, o per via del suo modo di armonizzare le melodie dei brani, ma comunque le due tecniche sono abbastanza diverse. Abbracci,
Rispondi
Re: Ovation vs Chitarra di liuteria
di colonnello utente non più registrato
commento del 21/01/2009 ore 12:3
...infatti me è sembrato molto strano quel pollice lì!!!! Da pat non me lo sarei aspettato!!
Rispondi
Grazie al cielo...
di Giuseppe Mazzola [user #90]
commento del 21/01/2009 ore 10:3
Ho sempre pensato che "inscatolare" Pat nel suono di una Ovation fosse una specie di sacrilegio (per quanto lui si esprimerebbe ugualmente con sei elastici attaccati ad una scopa). Grazie al cielo i sistemi di amplificazione di oggi sono di gran lunga superiori rispetto al passato. Al riguardo ti invito a fare un giro sul sito della Fishman e a vedere con la tecnologia Aura che suoni si tirano fuori (emulazione di microfoni acustici riprendendo il suonoa anche col piezo). Secondo me fondamentalmente una acustica deve suonare come una acustica (o classica) anche amplificata: non ho mai sopportato il suono "plasticoso" dei piezo (per quanto il suono possa essere equalizzato, processato, ecc. ecc.). My two cents Peppe
Rispondi
Re: Grazie al cielo...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 12:2
Caro Peppuzzo, concordo sullo stretto rapporto che esiste tra piezo e plastica :-), sebbene il Sonicore dell'Ibanez appena recensita sembra soffrire meno di questo aspetto. La cosa interessante, comunque, è che il secondo filmato, in cui c'è anche un rapido passaggio di "September 15th", dà una dimostrazione importante sulle capacità mnemoniche di Metheny riguardo l'equalizzazione. Riguardo "September 15th" il suono prodotto nel secondo video è identico a quello prodotto sul disco (ovvero sul vinile) nonché sui riversaggi digitali della registrazione originale. Ora, ci sarebbe da capire quale chitarra ha usato Metheny nella registrazione originale. In ogni caso, una certezza c'è: in fatto di equalizzazione, lui riesce ad ottenere esattamente ciò che vuole, anche a distanza di anni ;-). Abbracci,
Rispondi
C'è però da dire c
di Robertocaster [user #1945]
commento del 21/01/2009 ore 12:2
C'è però da dire che la qualità delle registrazioni è un pò diversa... A prescindere comunque dai medley che sono splendidi e anche suonati con la chitarra più scrausa risulterebbero belli, io sento più Metheny il primo filmato che non il secondo :-)
Rispondi
Re: C'è però da dire c
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 12:2
:-) Non saprei... il secondo Metheny forse è più "colto" e meno "estemporaneo", mentre il primo ha più il taglio dell'improvvisazione. Però, il primo ottiene con la classica sonorità che avrebbe anche ottenuto con l'elettrica, mentre il secondo va su un palco con una chitarra di liuteria a cassa piena, per fare une medley più intima. Di certo, qualcosa è cambiato; forse proprio il suo modo di essere musicista. Secondo me l'album di passaggio è proprio "Beyond the Missouri Sky", in cui c'è un uso intenso della classica Manzer. ;-)
Rispondi
Re: C'è però da dire c
di CHARLIE [user #1047]
commento del 21/01/2009 ore 13:5
Sono anch'io per la differente qualità dei filmati, pur non avendo dubbi sulla diversità sonora dei due strumenti. A me le Ovation non sono mai sembrate né acustiche, né classiche, ma una categoria di chitarre a parte. A proposito: ma non funziona la mia connessione o hanno rimosso il primo video?
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Re: C'è però da dire c
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 14:1
In effetti hanno rimosso il video... Questo taglia la testa al topo ;-): le Ovation non esistono più :-D :-D. Abbracci,
Rispondi
Re: C'è però da dire c
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 14:1
Video ritrovato. in realtà l'hanno rimosso da quel link, ma su un altro link è ancora disponibile... per ora :-).
Rispondi
grandissimo pat!
di dubba [user #17214]
commento del 21/01/2009 ore 18:1
grandissimo pat! lo stimo moltissimo, c'è un musicista napoletano, un certo Antonio Onorato, che lo ha sempre avuto come idolo, ora capisco il perchè! dovreste comunque conoscere questo bravissimo artista napoletano, è l'ex chitarrista di pino daniele, insieme a farias e uno dei più grandi chitarristi napoletani di jazz, penso che anche nell'ambito italiano sia abbastanza conosciuto. un grandissimo pezzo per la classica è "assaje", a tutti gli appassionati di metheny consiglio di ascoltarlo. buon ascolto. davide :D p.s. il suono del secondo video è molto più emozionante, così come l'armonizazione del pezzo in generale.
Rispondi
Re: grandissimo pat!
di colonnello utente non più registrato
commento del 21/01/2009 ore 18:2
Tutti conoscono Antonio Onorato...per carità grande chitarrista! Ma limitato dal fatto che sia talmente devoto a Pat Metheny da avere delle crisi di personalità... Grande imitatore!
Rispondi
Re: grandissimo pat!
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/01/2009 ore 21:0
Antonio Onorato - che ho conosciuto nel 1989 - è stato già ospite di queste pagine, con un'intervista ed una recensione. Anche in quelle occasioni, gli sono stati mossi gli stessi appunti che gli muovi tu. Ora come allora, ritengo che tra Metheny ed Onorato - soprattutto nell'ultima produzione di Antonio - ci siano delle differenze sensibili. Antonio suona e compone come un musicista napoletano e mediterraneo, e questo è più che evidente nei suoi brani: basta solo saper cercare ;-). Poi la sua tecnica può essere accostata a quella di Metheny, ma è un aspetto incidentale. Io credo che nei confronti di Antonio ci siano soprattutto dei pregiudizi, difficili da scardinare, e che nascono dalla sua primissima produzione, in cui le influenze di Metheny erano maggiori. Ed in ogni caso, non si raggiunge il livello tecnico di Antonio Onorato senza avere creatività ed elevata intelligenza musicale. Perciò, non direi che Onorato sia un imitatore, proprio no :-).
Rispondi
Re: grandissimo pat!
di colonnello utente non più registrato
commento del 22/01/2009 ore 09:3
Ma...io sono d'accordo sul fatto che Onorato sia un grande chitarrista! La mia critica è invece legata al fatto che, forse per la sua sconfinata devozione, non ha un suo modo "peculiare" di esprimersi ma si rifà completamente ai canoni espressivi methenyani! Ha la chitarra come Metheny (però azzurra) ha il suono di Metheny, indossa magliette a righe orizzontali come Metheny usa le scarpe da ginnastica come Metheny ha i capelli lunghi e trasandati come Metheny ed ha un fraseggio (intervalli larghi di quinte e seste) identico a quello di Metheny. Questo secondo me non significa ispirarsi, come tutti noi facciamo, ad un nostro idolo...ma significa emularlo, imitarlo! Un bravo musicista sa copiare un pessimo musicista sa imitare!
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