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Oggi, invece...

di CHARLIE [user #1047] - pubblicato il 09 gennaio 2009 ore 22:50

mi sento un po' Ebreo.

http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_08/boicottaggio_negozi_ebrei_roma_fb82e56e-dd84-11dd-9758-00144f02aabc.shtml

Lo sapevo che qualche imbecille se ne sarebbe uscito con la stronzata di turno.


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Razze? Siamo tutti uguali
di andesca [user #13961]
commento del 09/01/2009 ore 23:0
Non ho molte parole, solo disdegno per un pensiero così meschino. La storia a quanto pare non insegna nulla. Comunque ottimo post, ogni tanto si parla anche della vita quotidiana.
Rispondi
Italiani
di blues54 utente non più registrato
commento del 09/01/2009 ore 23:4
Non mi pare che esistano a Roma negozi della comunità israeliana come dice quell'accidenti di sindacato che nessuno sapeva esistesse. A me piace parlare di italiani che hanno la particolarità di essere di religione ebraica, ma sempre di italiani si tratta. Se la vogliamo vedere sotto un'ottica non di religione o razza, ma di popolo, sempre a noi ce la facciamo e quindi, caro segretario provinciale del sindacato Flaica Cub Giancarlo Desiderati, per piacere non sparare cazzate.
Rispondi
Pazzesco,non riesco
di plettrox [user #6758]
commento del 10/01/2009 ore 08:1
Pazzesco,non riesco a dire altro. Davvero pazzesco un modo di fare così.
Rispondi
mi sa che c'è tanta
di gilmour_pugliese [user #8498]
commento del 10/01/2009 ore 13:0
mi sa che c'è tanta, tantissima gente che non conosce la storia d'Israele... che proposta assurda...
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Da Wikipedia
di Fenderato utente non più registrato
commento del 10/01/2009 ore 13:4
Cito: "La tolleranza è un termine sociologico, culturale e religioso relativo alla capacità collettiva ed individuale di vivere pacificamente con coloro che credono ed agiscono in maniera diversa dalla propria (e che magari, da questa prospettiva, potrebbe apparire quantomeno biasimevole). I sistemi autoritari si fondano, al contrario, sull'intolleranza. La tolleranza è un termine più ampio di “accettazione” e di “rispetto”, che conservano una connotazione passiva (“rispetto l'altro purché non ci abbia niente a che fare”), mentre la tolleranza richiama esplicitamente l'esigenza di una vita in comune, dove l'incontro è inevitabile. Termine solitamente collegato alla pratica della nonviolenza, estende le sue implicazioni agli ambiti della religione, del sesso e della politica, e ben difficilmente conduce ad un comportamento violento. ..."
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di Oliver [user #910]
commento del 10/01/2009 ore 15:1
Ho sempre una sensazione negativa quando sento la parola "tolleranza". Non mi sembra poi così positiva, se ci penso bene. Tollerare implica un riconoscimento della diversità ma con una forma quasi di... fastidio, non sottintende un rispetto, una parità della diversità. Se io "tollero", vuol dire che non sono d'accordo, ma sono così magnanimo da consentire perfino ciò che non condivido, collocandomi automaticamente in una posizione di superiorità. Come fa, per fare un esempio concreto, la chiesa cattolica nei confronti di tutte le altre religioni. Rispettare è un'altra cosa, significa accettare il valore del diverso anche se non si è in grado di comprenderlo. Significa riconoscere un diritto dovuto, non concederlo come un regalo benevolo. Ovviamente, data la natura umana, il vero rispetto è nella maggior parte dei casi solo un'utopia e, alla fine dei conti, ben venga la tolleranza. E' già qualcosa.
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di sepp [user #10489]
commento del 10/01/2009 ore 16:0
Mi permetto di unirmi alla tua risposta!!!
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di Fenderato utente non più registrato
commento del 10/01/2009 ore 16:4
Hai ragione, il termine è quantomeno "antipatico": se dico ti tollero è ben diverso da ti capisco, ti rispetto, mi sei simpatico. Ma l'accezione, a mio avviso, è più onesta. Stiamo parlando, nello specifico, di politica e religione. Mentre nella politica forse un margine di "rispetto" può ancora esserci, nella religione non penso ci possa essere. (So già che bignamizzando concetti così complessi corro il rischio di essere frainteso ma mi appello alla apertura mentale di chi legge) Stiamo parlando di due popoli che, senza mezzi termini, si odiano. Non entro nel merito di ragioni o torti perchè non mi sembra il luogo adatto, ma il dato di fatto è che in quella terra martoriata guerra è la parola che da anni ha sostituito altre parole come confronto, dialogo, trattative, esigenze di entrambi. Non credo quindi che si possa usare rispetto ma forse tolleranza sì. Se gli uni potessero tollerare ALCUNE esigenze degli altri e viceversa saremmo, credo, un bel pezzo avanti. Come dici giustamente, "il vero rispetto è nella maggior parte dei casi solo un'utopia". In guerra non ci può essere rispetto, altrimenti non sarebbe una guerra. Lorenzo
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di Oliver [user #910]
commento del 10/01/2009 ore 17:3
Non sono i popoli che si odiano, sono quelli che traggono profitto (politico o economico) da queste situazioni che alimentano l'odio. Anche i fondamentalismi non esisterebbero, o meglio, statisticamente sarebbero ininfluenti, se non fossero un'arma formidabile in mano a chi ha bisogno delle guerre per fare i propri interessi.
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di plettrox [user #6758]
commento del 10/01/2009 ore 17:5
Dirò una cosa che darà fastidio,ma per me si odiano i popoli spinti dalle religioni. Se non esistessero fanatismi religiosi e cose tali vi sarebbe meno odio o nulla.
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di Fenderato utente non più registrato
commento del 10/01/2009 ore 18:2
Vuoi dire se non esistessero i fanatismi in genere: a me per esempio lascia allibito che ci si possa ammazzare per una squadra di calcio. Dà fastidio ammettere che l'essere umano è violento per natura e come tale andrebbe trattato. Ma, come dicevo, è un discorso che ci porterebbe lontano.
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di plettrox [user #6758]
commento del 10/01/2009 ore 19:3
Allora io non sono umano. Odio ogni forma di violenza. Però la mia riflessione era:e se il fanatismo cheporta a queste cose fosse insito nella Relagione in genere? Nel suo concetto di FEDE?
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di Oliver [user #910]
commento del 10/01/2009 ore 18:2
Non tanto le religioni, quanto l'utilizzo politico delle religioni. I fondamentalisti islamici, tanto temuti e sempre in prima pagina, sono una frazione minima rispetto ai musulmani "moderati"(che oltretutto non li sopportano un gran che), ma sono foraggiati, armati ed addestrati da chi ha tutto l'interesse ad alimentare l'odio e, soprattutto, la paura. Quella che poi può giustificare qualsiasi assurdità.
Rispondi
Re: Da Wikipedia
di plettrox [user #6758]
commento del 10/01/2009 ore 19:4
Politica e religione alla fine sono due facce della stessa medaglia:l'uomo. Sono due campi che mischiano spesso,molto spesso. LA politica spinta da pensieri religiosi e la religione corrotta dalla politica hanno portato a fatti gravissimi,come guerre ecc. E per chi non crede e non ha fede,sono due campi troppo corruttibili e in cui l'uomo difficilmente potrà esprimere il meglio di sè (anzi spesso il peggio).
Rispondi
....poi con la Lega
di SteveRV [user #14271]
commento del 10/01/2009 ore 15:0
....poi con la Lega che vuole fare la tassa per gli immigrati sembra di tornare agli anni '30
Rispondi
oltre l'abisso
di juri [user #2333]
commento del 11/01/2009 ore 14:3
stiamo sprofondando piano piano, un pò oggi un pò domani, verso quel tragico ventennio. Disperazione e sconforto. juri
Rispondi
Riflessione
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 14/01/2009 ore 11:5
Non dimentichiamo, per altro, che la comunità ebraica internazionale si schiera spesse volte contro la politica estera di Israele. Esiste ormai una forma di distacco tra le due parti che negli anni precedenti non c'era. Questo non significa che gli Ebrei buoni siano tutti fuori da Israele, o che quelli cattivi sino tutti in Israele. Significa, semplicemente, che anche all'interno dell'ebraismo c'è un forte dissenso nei confronti del governo attualmente in carica in Israele. Boicottare le comunità ebraiche nel mondo sarebbe, perciò, una solenne minchiata: non servirebbe a fare pressioni su Israele, ma solo a creare altri dissidi ed altri contrasti.
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