Quale miglior modo di cominciare le feste natalizie, se non infilarsi nel letto con 38,5 di febbre.
Beh, non tutto il male viene per nuocere: avevo bisogno di ricaricare le pile dopo un anno piuttosto intenso, e l'avere una scusa così efficace per bypassare infiniti inviti a cena, aperitivi fluviali, e visite ai parenti, non è così male.
Per cui: Stratocaster, coperta di lana sulle spalle, e intono il blues della febbre.
A differenza di quello della nebbia, il blues della febbre è decisamente più cattivo: accenti percussivi sottolineano il malessere, legati veloci si oppongono agli attacchi del virus maledetto, e walking line costituiscono la colonna sonora della lotta del bene contro il male.
Uso la leva del vibrato come una spada affilata per infliggere colpi mortali al tremendo contagio, e le note sugli ultimi tasti sono fendenti micidiali per il morbo.
Un blues epico, wagneriano. Il blues della febbre.