Nell'articolo su X factor ho letto alcuni post riguardanti il "paraocchi" che alcuni (molti?) chitarristi mettono nel momento di giudicare la musica.
Il discorso era partito dal fatto che sono pochi i "non chitarristi" che apprezzano gruppi, album e brani dell'era d'oro del rock che sono osannati da noi chitarristi come bibbia della musica tutta e riescono invece ad apprezzare innovazioni musicali slegate dalla chitarra (ad esempio musiche elettroniche) che tante volte vengono snobbate e etichettate come "non musica" da noi addetti ai lavori.
Ma è proprio così? Siamo davvero chiusi nei nostri canoni chitarristici fino al punto da perderci tutte le nuove eventuali rivoluzioni musicali per rimanere abbracciati ai nostri cari '70?
Io ascolto ancora molta musica per il solo piacere dell'ascolto (prescindendo dal lato chitarristico) e riesco a separare ciò che piace al me ascoltatore da ciò che piace al me chitarrista.
E voi? Riuscite ancora ad ascoltare musica per il solo piacere di ascoltarla? Se si, cosa ascoltate?
Parto io con una piccola lista:
- Einsturzende Neubauten (industrial avanguardia tedesco)
- Brad Mehldau (pianista jazz)
- Vinicio Capossela (penso lo conosciate...)
- Portishead (trip-hop anni '90)
- Dirty Three (trio strumentale batteria-chitarra-violino)
- Tom Waits (conoscete anche lui no...?)
- Nick Cave (vedi sopra)
Forza, adesso sta a voi!