Ultimamente partecipo poco ad Accordo. Chi se ne sarà accorto, chi no, chi si sarà dispiaciuto (pochi), chi avrà emesso un sospiro di sollievo (molti). :~)
E magari qualcuno si sarà chiesto anche il perché (non credo). Beh non fate congetture, ve lo spiego io.
Il perché è ... Donato, il mio figlio maggiore, autistico. Sì, stamattina ho letto il diario di ghibli e mi è venuto un brivido: cavolo, ma parla di Rosanna o di Donato? Oh, bastava cambiare il nome e tutto combaciava: la dolcezza, le battute sagaci, l'eccentrico entusiasmo, esuberante rispetto agli standard socialmente accettati, le potenzialità frustrate. Proprio tutto. Anche la disperazione dei genitori.
Sia chiaro che i genitori non sono disperati perché hanno un figlio disabile, perché i figli disabili sono amati esattamente quanto gli altri, anche se, probabilmente, un po' più protetti.
Sono disperati perché i naturali desideri, le legittime aspirazioni del loro figlio vengono continuamente e vieppiù frustrati e questa stessa frustrazione è spesso causa di aggravamento delle conseguenze della disabilità. L'unica possibilità di recupero per questi ragazzi è l'inserimento sociale, che avviene principalmente attraverso la scuola.
Quello che è accaduto nella scuola quest'anno è sotto gli occhi di tutti, tranne per ciò che riguarda i disabili, che hanno come caratteristica quella di essere "trasparenti": nessuno si accorge di loro.
Eppure i tagli alla scuola previsti per gli anni a venire, per i disabili sono già una realtà consolidata: ore di sostegno (già insufficienti di base) praticamente dimezzate, con i ragazzi lasciati soli ed allo sbando. Che è peggio che lasciarli a casa: a casa avrebbero chi li segue, li coccola, li sprona; in una classe, senza l'insegnante di sostegno è come lasciarli nel deserto. Mio figlio in poco più di un mese di scuola media ha perso molto di quello che ha acquisito nelle elementari (legge, scrive, è arrivato alle moltiplicazioni) e io non ho nemmeno la possibilità di tenermelo a casa, perché esiste "l'obbligo scolastico", ovvero la norma che ti obbliga a mandare i figli a scuola (non so fino a che età, ma mi dicono fino a 18). Ovvero sono obbligato a mandare mio figlio in quella che per lui finisce nella maggior parte dei casi per diventare una cella.
Ovviamente la ministra nega pubblicamente che ci siano stati dei tagli alle ore di sostegno.
Ce ne sarebbe abbastanza da indurmi tagliare qualche testa, ma un carissimo amico mi ha detto che "bere sangue non serve a niente, fai solo più danni". Ed ha ragione.
Ed allora qui giù io ed un certo numero di genitori ci siamo rimboccati le maniche e siamo andati dal sindaco che ha subito istituito un servizio aggiuntivo (l'educatore) che non supplisce alla mancanza di ore di sostegno, ma almeno ha una sua utilità. Ci siamo mossi anche collettivamente per riottenere il ripristino del diritto leso, ma i tempi sono lunghi e la rabbia aumenta. Finora ci siamo comportati civilmente contro l'inciviltà proterva, ma non assicuro che ciò possa durare ancora: i regressi dei nostri figli sono sempre più evidenti.
Ed allora vi chiedo una cosa: firmate quella cazzo di petizione ed ogni altra cosa che riguardi gli aiuti ai disabili, battetevi per loro in ogni occasione, non parcheggiate mai davanti agli scivoli dei mariapiedi (perdìo eccheccazzo .. e mi sto limitando), e comunque evitate sempre di fare qualcosa che possa danneggiare i disabili. Perché è vero quello che dice l'insegnante di Rosanna, sono piccoli angeli disarmati, ma è anche vero che sono pieni di potenzialità che possiamo aiutare ad esprimere (Donato è un potenziale grande batterista/percussionista/mimo/attore/cantante: non vi basta?).
E' una battaglia di solidarietà e di civiltà, che ha le stesse radici ( e qui mi allargo) di quella contro le discriminazioni razziali, le classi separate, la cittadinanza a punti, la schedatura dei Rom etc. etc. etc..
Non mi chiedete perché non sono su Accordo: lo adoro, ma ho altro da fare. Per ora.
p.s.: volevo allegare una foto di Donato, ma non ci sono riuscito.