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Oggi protesto anch'io

di Mario Monteleone [user #10] - pubblicato il 16 ottobre 2008 ore 11:19

Per prima cosa, chiedo scusa a tutti voi per l'uso che farò di questo sito che tanto amo. Spero che capirete però la mia amarezza.

Oggi protesto anch'io, come lavoratore del comparto universitario, dipendente del Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica, come appartenente ad una fascia di docenti che dovrebbe in teoria fare didattica ma anche ricerca, e che ormai è stato messo nell'impossibilità di fare l'una e l'altra.

Tutti saprete ormai delle proteste nelle scuole e nelle università: chi non ne è ancora al corrente, può facilmente informarsi su giornali e mass-media, e capire perfettamente perché le scuole e le università protestano. La legge finanziaria già predisposta ad agosto di fatto uccide scuole e università, da un punto di vista strutturale, funzionale ed economico.

Cosa fa oggi lo stato al comparto scuola ed università? Taglia i finanziamenti pubblici (per l'ennesima volta in quindici anni), blocca le progressioni naturali delle carriere, blocca i concorsi pubblici, blocca la sostituzione del personale cha va in pensione (a fronte di  100 pensionati verranno assunte solo 20 nuove unità lavorative)  blocca la gestione attiva dei contenuti didattici, taglia i fondi alla ricerca (per cui non sarà possibile ad esempio comprare apparecchiature informatiche per far lavorare gli studenti direttamente nelle aule). Non ricordo neppure più quanti milioni di euro (forse oltre 400) il governo conta di risparmiare sulla nostra pelle nei prossimi tre anni... e non ci dicono neppure cosa ne faranno di tutti questi soldi risparmiati.

I nostri governanti controbattono che chi protesta, di fatto, vuole difendere le sue posizioni di privilegio. Io rispondo: cari governanti, o siete deomagogici, o siete fessi. Nessuno di noi pensa infatti di vivere in eterno, e di rimanere in eterno a lavorare in una scuola, o in un ateneo universitario. Perciò, prima o poi grazie a Madre Natura, qualora ci fossero anche le nostre posizioni di privilegio avranno un termine. La verità però è un altra: con la vostra ennesima riforma - la quarta in otto anni - voi svilite i ruoli di chi lavora nelle scuole e nelle università, e i ruoli, come forse potrete immaginare, vanno al di là delle persone, hanno una continuità storica e sociale che trascende la durata di una semplice vita umana. Voi di fatto dite che per la vita nazionale la cultura e la didattica hanno un valore basso, infimo, e lo dite con scarse cognizioni di causa, e con scarsissima capacità di prospettiva. Per voi è infatti più importante fare il ponte sullo stretto.

Perché protesto io, oggi? Qualcuno potrebbe dirmi: chi te lo fa fare? Io non ho il tempo di andare a riunioni e cortei, perciò scrivo qui. Ed anche, so che potrei tranquillamente fregarmene, mettere a tacere la parte sociale della mia coscienza, ed aspettare lo stipendio ogni mese, nella più totale nullafacenza (è ciò che di fatto vogliono spingerci a fare). Ma io protesto lo stesso, perché senza cultura, e senza una didattica seria, nessuno cresce, i giovani non crescono, e la nostra prospettiva di patrimonio culturale da trasferire alle nuove generazioni va bellamente a farsi fottere. Senza la cultura che Alberto Biraghi si ritrovava già negli anni '90, oggi non avremmo Accordo. E Alberto Biraghi - come tanti altri di noi - è figlio di quel sistema didattico nazionale che negli anni scorsi era già agonizzante, e che oggi viene definitivamente ucciso.

Ecco perché protesto: senza un progetto culturale serio, in futuro non avremo spazi per comunicare come oggi facciamo. E se non sai progettare per il futuro, vuol dire che non capisci nulla del presente: i ragazzi di oggi meritano di più di quanto questo stato stia dando con la sua dissennata politica culturale, violentando università e scuole con l'ennesima riforma fatta senza un criterio preciso, se non quello di rastrellare soldi per smistarli altrove.

Ecco perché protesto oggi. Vi chiedo scusa se vi ho rubato un po' di tempo, ma era necessario.

M


 


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E' una strategia
di CHARLIE [user #1047]
commento del 16/10/2008 ore 11:3
Vogliono il popolo ignorante e facilmente controllabile, quello che fanno è strategico per il loro progetto. Ci vogliono tutti in curva nord/sud a fare il saluto romano, a sbandierare svastiche e croci celtiche, a fischiare (solo fischiare, per ora, ma ci possono essere gustosi sviluppi) i giocatori di colore. L'alternativa allo stadio è quella di rimbambire (quelli che non lo sono già) davanti alla TV. Glielo faremo fare?
Rispondi
Re: E' una strategia
di Mancunion [user #3854]
commento del 16/10/2008 ore 14:0
Ne parlavamo una sera, non tanto tempo fa su Skype, ricordi?
Rispondi
Re: E' una strategia
di turin [user #14482]
commento del 16/10/2008 ore 14:2
Sono d'accordo sul fatto che dietro ci sia un disegno preciso... E la cosa non è nuova : L’IPOTESI DI CALAMANDREI Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito,di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione,amici,in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico. Pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950 vai al link
Rispondi
Re: E' una strategia
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 14:2
Terribile, ma vero. Profetico. Grazie per il contributo.
Rispondi
Re: E' una strategia
di Mancunion [user #3854]
commento del 16/10/2008 ore 14:4
Da ex studente dei gesuiti ti posso pero' garantire che di burlette ne facevamo poche, in compenso fior di scapaccioni e bacchettate :-) ed erano gli anni 90'... Pero' mi ricordo ancora tutti gli aoristi irregolari, dopo 15 anni...
Rispondi
Re: E' una strategia
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 22:4
Ma vuoi mettere, :-D Richard my dear? I Gesuiti sono sempre i Gesuiti, saranno pure privati, :-D ma loro sapevano benissimo che con le burlette il mondo non si domina (ora qualcuno venga a dimostrarmi che i Gesuiti non tendevano :-D al dominio del mondo secolare...) ;-)
Rispondi
Condivido
di Carlo Pipitone [user #52]
commento del 16/10/2008 ore 11:4
Caro Mario, condivido la tua posizione. Come ricorderai, anch'io sto nella Ricerca (C.N.R.). E penso che il problema sia che questo governo sta tentando di (1) rendere assolutamente secondaria la Cultura in senso lato, (2) creare una futura classe dirigente funzionale alla riproduzione di se' stessa (vedi incentivi a scuole private, classismo, classi speciali per immigrati, ecc.). Non solo: credo che non ci sia niente di piu' dannoso di (1) riforme continue nei settori piu' strategici e importanti per il futuro del paese, come l'Istruzione e la Ricerca; (2) riforme fatte per decreto; (3) riforme fatte senza consultare chi quelle riforme se le ritrova poi sulla pelle, cioe' i lavoratori stessi. E' veramente sintomatico il fatto che praticamente tutti i lavoratori della Scuola e della Ricerca siano contrari alla riforma Gelmini! Insomma, siamo nella MERDA!
Rispondi
Re: Condivido
di ANTOLO [user #10287]
commento del 16/10/2008 ore 14:0
esatto! il tuo quadro centra in pieno le finalità di questo governo...e anche la tua conclusione non è sbagliata... antolo
Rispondi
Re: Condivido
di smilzo [user #428]
commento del 16/10/2008 ore 14:5
"(1) riforme continue nei settori piu' strategici e importanti per il futuro del paese, come l'Istruzione e la Ricerca; (2) riforme fatte per decreto; (3) riforme fatte senza consultare chi quelle riforme se le ritrova poi sulla pelle, cioe' i lavoratori stessi." E' il metodo di lavoro della pubblica amministrazione.
Rispondi
Per Charlie e Carlo
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 13:4
Cari miei, è proprio vero quello che scrivete. E' esattamente quello che ci stanno facendo. Che possibilità abbiamo di resistere? Dobbiamo raccontare, dire queste cose a tutti quelli che non le conoscono, non farle affogare nel silenzio.
Rispondi
Sono allibito
di garp57 [user #997]
commento del 16/10/2008 ore 13:4
Vista dall'estero la cosa è paradossalmente persino ridicola. Mi vien da vomitare. E se i sondaggi che ho letto sul sito di Repubblica sono giusti, il gradimento del governo aumenta.
Rispondi
Hai visto "Il Gladiatore"?
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 13:5
Qual era il modo di domare il popolo in quel film - ma in genere nella politica della Roma Imperiale? Farlo divertire con spettacoli truculenti e barbari, in modo da distogliere la sua attenzione da fatti e fattori ben più importanti. Ecco a cosa siamo ridotti: siamo il popolo della Roma Imperiale, e i nostri spettacoli preferiti sono "La Talpa", "Amici", "L'isola dei famosi" e così via. Con questi spettacoli ci anestetizzano, ci addormentano, e ci tolgono anche le mutande. E noi, come degli zombie ben addestrati, diciamo pure che il nuovo governo ci sta bene... magari ricordandoci solo che Brunetta è partito all'attacco dei "fannulloni".
Rispondi
Re: Hai visto
di Lauro utente non più registrato
commento del 16/10/2008 ore 15:1
Mi permetto eh ... basando quanto sto per scrivere sulla certezza che tu, conoscendomi ben più di quanto possa trasparire da queste pagine, coglierai la mia assoluta buona fede. PARLA PER TE :-) ... e mi citi proprio Il Gladiatore ? :-) Forse sarà il nome che porto, sarà perchè sono un istintivo, rabbioso a volte, sarà perchè non ho e non ho mai avuto paura di schierarmi che, tra le alte cose, ho il vanto di non aver mai e riscrivo MAI assisitito ad una puntata di un reality. Resistere resistere resistere e "filtrare" tutto ciò che si vede e si legge. Lauro
Rispondi
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Re: Hai visto
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 21:3
:-D Lauro, io ormai in tv vedo solo... la Giuventus, soprattutto se Chiaretta dorme. Perché normalmente, i canali più gettonati a casa nostra sono quelli dei cartoni animati :-D per motivi che puoi ben immaginare. E aggiungo: meglio vedere Winnie The Pooh, Willy il Coyote e Beep-Beep che "La Talpa" e simili.
Rispondi
Re: Hai visto
di Lauro utente non più registrato
commento del 16/10/2008 ore 22:0
Anche vedere Willy ha il suo perchè, specie se attendi una vita la puntata in cui finalmente afferra quel maledetto uccello per il collo. C'è un Willy in ognuno di noi, il bello è rendersene conto e credere che un giorno tu quella "bestia svolazzante" la prenderai davvero ;-) Lauro
Rispondi
Re: Hai visto
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 22:2
Il vero dramma :-D è che ci sono quelli che fanno il tifo per Beep Beep. Voglio dire, a me piace che Willy non lo prenda mai, perché quel giorno in cui lo prendesse, il cartone animato finirebbe :-D. E' un problema di equilibri: :-D Willy e Beep Beep sono come Stanlio e Ollio: se cambi una virgola, salta tutto :-). Però la tua prospettiva escatologica sulla "bestia svolazzante" è condivisibile al 99,99%, salvo ovviamente tutti le situazioni in cui ci sia un equilibrio del tipo Willy vs. Beep Beep :-).
Rispondi
condivido pienamente
di ANTOLO [user #10287]
commento del 16/10/2008 ore 14:0
condivido pienamente tutto il tuo discorso, questa riforma non solo falcerà un numero enorme di figure impiegate all interno dell'istruzione ma impedirà a un numero enormemente più grande di persone di accedere al lavoro nel settore (il precariato...ma non solo!) di conseguenza il danno che subiranno le generazioni future sarà incalcolabile...è un operazione retrogada sotto tutti i punti di vista, che non ha nessuna finalità didattica (cosa che si vorrebbe far credere) promotrice dell'ignoranza diffusa e degradante per il ruolo dell insegnante... ...ci sarebbero tante altre cose da aggiungere...sperò si riesca a fare qualcosa... antolo
Rispondi
Piena solidarietà
di Fenderato utente non più registrato
commento del 16/10/2008 ore 14:0
Senza ricerca è come se un chitarrista si fermasse al giro di Do. Però trovo che andrebbero diffusi più i programmi delle proteste. Azzardo. C'è qualcuno di voi che se la sentirebbe di fare un articolo, un bignami se vuoi, della situazione vista dall'interno e le proposte/richieste? Penso sarebbe utile per tutti, perchè le notizie riportate dai giornali sono o incomplete o di parte. Chiaramente sarebbe un punto di vista personale e come tale sarà trattato. Il contraddittorio è garantito e, vista l'intelligenza degli Accordiani, non mi aspetterei episodi di dubbio gusto. Capisco bene che Accordo non è deputato ad interventi di questo tipo, è anche vero che il momento storico è anomalo e credo potrebbe essere interessante per (quasi) tutti. L'ho detto prima che avrei azzardato! ;-) Lorenzo
Rispondi
Re: Piena solidarietà
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 14:2
Ciao Lorenzo. Di fatto, questi Bignami esistono già. Sono i RAV (Rapporti di Autovalutazione), commissionati fino all'anno scorso proprio dal Ministero per capire qual era la situazione dei vari atenei italiani. Io sono stato per tre anni nella commissione redattrice del RAV per il mio dipartimento, ed ho quindi partecipato alla redazione, cercando di essere il più obiettivo possibile. La cosa sconfortante è però un'altra: in realtà, i RAV non sono stati commissionati per venire incontro alle Università in difficoltà, ma solo per estrarre valutazioni statistiche, di puro calcolo, senza badare ai contenuti - teorici, teoretici, qualitativi - di ogni singolo ateneo. Ti faccio un esempio: le attuali direttive ministeriali prevedono che un ateneo non debba avere studenti fuori corso. Meno studenti fuori corso hai, più diventi "università di eccellenza", più finanziamenti ricevi (a scapito di altre università). Ovviamente, in questo tipo di computo, nessuno si pone il problema della "qualità dei programmi didattici", né della preparazione dei singoli studenti. L'importante è che gli studenti si laureino tutti senza andare fuori corso: se poi non conoscono neppure la differenza tra repubblica parlamentare e presidenziale, o tra un verbo transitivo e uno intransitivo, non è importante. Siamo in presenza di trascurabili dettagli. Questo modello di università valutata statisticamente l'abbiamo ereditata dagli americani - con la differenza che loro nelle università spendono un sacco di soldi, pubblici e privati, mentre noi andiamo in giro con le pezze al culo... In questo momento mi viene in mente "Un americano a Roma" con Alberto Sordi. Ecco cosa siamo: scimmiottiamo un sistema didattico - quello americano - che non è il nostro. Allo stesso tempo, abbiamo buttato a mare un sistema che aveva contribuito a produrre persone come Umberto Eco, Carlo Rubbia, Italo Calvino... E perciò, viene da chiedersi: ma questa benedetta "fuga dei cervelli", da dove nasce? Domanda retorica, vero? Grazie per la comprensione.
Rispondi
Io queste riforme le
di sepp [user #10489]
commento del 16/10/2008 ore 14:3
Io queste riforme le trovo ridicole, e soprattutto trovo davvero di cattivo gusto tagliare le gambe alla ricerca, quando di gente inutile nelle facoltà se ne trova a bizzeffe. Per fare un esempio, nella facoltà che io frequento c'è un caso singolare. Presso l'entrata in facoltà c'è un gabbiotto con l'unica funzione di custodire i fogli (e ho detto i fogli, forse non hanno ancora scoperto internet) delle prenotazioni. Beh! ogni volta che mi sono recato lì per prenotare un esame c'erano almeno tre persone sedute a leggere il giornale, in un gabbiotto di due metri quadri. Questi sono gli sprechi inutili che si dovrebbero eliminare, e non dico che questa gente non abbia diritto ad un lavoro, ma per lo meno che andassero ad occupare posti di una certa utilità!!! Scusate se ho detto un mare di cazzate.
Rispondi
Incredibile..ma vero
di porter [user #6115]
commento del 16/10/2008 ore 15:1
Incredibile come ho visto deteriorarsi l'Università negli ultimi 13 anni (il tempo in cui l'ho frequentata, e ancora la frequento). Già la riforma Moratti aveva del pazzesco (ho visto esami che prevedevano 30 testi ridursi a tre-quattro testi....praticamente solo il corso monografico in una Letteratura! Preparazione questa?) ma le mosse attuali del Governo sono ai confini della realtà. Ed è patetico come continuino a parlare dell'importanza della preparazione nel mondo di oggi, i titoli di studio, il lavoro, etc. mentre dissanguano gli Atenei e la Scuola in generale (quello che sta succedendo nelle scuole di istruzione "inferiore" purtroppo non è da meno). Proprio all'Istruzione vai a togliere i fondi? Anche se uno non ci vuole credere, è proprio quello l'unico motivo plausibile: ridurre un popolo all'ignoranza. Non sembra la trama di un romanzo mai uscito di Orwell?
Rispondi
Re: Incredibile..ma vero
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 16:2
Caro Porter, quando io studiavo, avevamo i corsi annuali, ed era tutto più semplice. Potevi approfondire i temi dei corsi passo dopo passo, ed avevi tempo per tutto, pur restando in facoltà mediamente dalle 30 alle 40 ore per settimana. Oggi ci sono i semestri, i crediti/debiti formativi universitari, il tetto di esami per triennio e specialistica, e i corsi che durano un massimo di 64 ore. Mi sono sempre chiesto come sia possibile ridurre specifiche discipline in un corso di 64 ore. Ad esempio, Letteratura Italiana, Logica, Filosofia, Storia Moderna e Contemporanea, Fisica, Linguistica Generale, Linguistica Testuale (in questo ultimi due casi, so già che è impossibile farlo). E' drammatico solo pensarci.
Rispondi
Re: Incredibile..ma vero
di porter [user #6115]
commento del 16/10/2008 ore 16:4
Ciao Mario (ho dimenticato di salutarti nel post precedente :) ), si è davvero drammatico. Da "piccolo" ho sentito tante lamentele sulla scarsa preparazione dei laureati della "vecchie" generazioni, ma magari tornassero quei tempi. 64 ore di Linguistica.. una barzelletta. E ci intortano con la promessa che prima ne usciamo prima troveremo lavoro! Speriamo di riuscire a smuovere qualcosa, e presto. La notizia positiva è che il mondo universitario è in sommossa!
Rispondi
Proporrei
di Fenderato utente non più registrato
commento del 16/10/2008 ore 16:3
sommessamente, di restare sull'argomento Istruzione e di non scivolre in ambito politico, perchè non è questo il luogo, non credo che la politica sia il motivo per il quale sia stato creato questo sito. Il discorso si allargherebbe troppo e, giustamente, ognuno ha le proprie convinzioni che, inevitabilmete, si troverebbe a voler/dover difendere. Un albero non cade da solo in un momento (a parte i fulmini e non è questo il caso), dovremmo andare troppo indietro nel tempo e non ne usciremmo più. Altra cosa è dare voce, spazio e possibilità di esporre le cose (dal proprio punto di vista) a chi vive "nel" mondo del'Istruzione, da una parte e dall'altra della cattedra, a chi resiste alle sirene estere e resta in Italia a dare il proprio contributo alla ricerca. Nel senso, voce a chi ci "vive", gli altri apprendano i fatti e solidarizzino (e/o chiedano spigazioni/approfondimenti). Punto. IMHO, naturalmente :-) Lorenzo
Rispondi
Re: Proporrei
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 21:1
Sono d'accordo. Infatti le responsabilità dell'attuale tragedia universitaria sono ampiamente bipartisan. Le riforme (per lo più abortite o cancellate) sono state di Berlinguer (centrosinistra), poi di Moratti (centrodestra), poi di Mussi (centrosinistra), e infine di Gelmini (centrodestra). Ognuna di esse aveva aspetti deteriori rispetto a quella precedente, come se fosse una gara a chi faceva peggio. Quindi non c'è un taglio politico alla critica. Ad esempio, prima di cadere il governo Prodi avrebbe dovuto approvare un decreto firmato da Visco con i lquale si sarebbero dovuti decurtare i finanziamenti ordinari. Per fortuna, almeno da questo punto di vista, il governo Prodi è caduto prima di approvare questo decreto, quindi i soldi sono rimasti dov'erano, e in alcuni casi sono state addirittura restituite delle somme. Però, la Gelmini - come vediamo - ha subito pensato bene di prendersi quelli e gli altri. Va per altro detto che la Gelmini non è la diretta responsabile di tutto questo, ma una semplice "concausa". Il vero regista è Tremonti, coiadiuvato da vari altri politici che da sempre (in ogni governo, quindi in modo trasversale) si occupano di scuola e università. La politica quindi non c'entra: c'è un disegno bipartisan che viene messo in atto da ogni governo, anche se di colori diversi, e che viene poi denominato a seconda delle necessità.
Rispondi
Grazie per il tempo 'rubato'
di Carpandrea utente non più registrato
commento del 16/10/2008 ore 21:0
Caro Mario, anch'io vorrei esprimerti la mia condivisione per le cose che hai esposto qui, e anche per altri argomenti correlati che avevi postato in occasioni precedenti. Mia moglie è professore di ruolo all'università, e le cose che mi racconta coincidono perfettamente con le analisi che ci hai proposto. Io stesso ho da qualche anno un contratto all'università per un corso di "Studi di popular music" a livello di laurea specialistica. Bellissimo, ma 32 ore per insegnare la musica pop… che ve ne pare? Il mio compenso, già basso fin dall'inizio, è andato via via diminuendo, e quest'anno tutto il corso è stato dimezzato: cioè mi dovrò dividere con il corso di un altro insegnante, lavoreremo alternandoci un anno per uno… Come vedi, anch'io sono in linea con le tue argomentazioni. Grazie per averci 'rubato' un po' del nostro tempo. E arrivederci nei luoghi della protesta!
Rispondi
Re: Grazie per il tempo 'rubato'
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 16/10/2008 ore 21:2
Ciao Andrea, grazie a tua moglie e a te per la solidarietà e la condivisione. Capisco il problema dei professori a contratto; per un periodo lo sono stato anch'io, e non l'ho dimenticato. A fronte di un impegno in un anno di oltre duecento ore complessive (tra preparazione del corso, didattica, orientamento degli studenti ed esami) a conti fatti, il tuo costo orario si rivela inferiore a quello di una Colf (senza offesa per la categoria delle Colf, sia chiaro; la cito solo per dare un parametro di valutazione oggettivo). Quindi, un professore a contratto deve necessariamente avere un altro lavoro, altrimenti muore letteralmente di fame. E questo vuol dire: se fai il professore a contratto, lo fai per passione, non per denaro. Ovvero, non è esattamente come fare il parlamentare... Saluti a te, e grazie per l'intervento.
Rispondi
A quando i tagli sui parlamentari?
di substratos [user #11149]
commento del 19/10/2008 ore 22:3
Caro Mario, purtroppo qualsiasi settore osserviamo del comparto pubblico, questo sta ricevendo il medesimo trattamento, tagli, riduzione del turnover e concorsi bloccati. Nei giorni scorsi scherzavo con un collega sul fatto che entro tre o quattro anni, andati in pensione il 70% dei dirigenti nel servizio medicina veterinaria della nostra ASL, rimarremo in tre veterinari a cantare e portare la croce. Già oggi mi devo occupare di 5 stabilimenti dove si trasformano prodotti ittici in alimenti, un centro di spedizione per molluschi e tre alevamenti di mitili più due turni settimanali in uno dei macelli; se penso che questo carico di lavoro fra tre anni triplicherà e se voi pensate che la sicurezza alimentare dei cittadini di mezza provincia di Cagliari è gestita dalla politica (senza distinzione di colore) con queata attenzione, concorderete che c'è ben poco da scherzare. Questo per portare a conoscere un piccolo settore della sanità ma come ben saprete gli ospedali e il resto non stanno meglio.
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