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Il peggio degli anni '60

di robogg [user #204] - pubblicato il 01 ottobre 2008 ore 19:24

Qualche giorno fa ho partecipato alla festa di compleanno di un  amico. Tema della festa: gli anni '60. L' iPod collegato allo stereo mandava una playlist di pezzi dell'epoca.  Mi e' venuto da pensare che negli anni '60, che ho vissuto da teenager, e' stata prodotta forse la piu' bella musica di sempre (senza fare troppe citazioni basta nominare i Beatles) ma anche la peggiore. Cavalcando il fatto che bastava incidere qualunque cosa che sembrasse up to date per vendere tonnellate di 45 giri, sono state prodotte delle schifezze inenarrabili. Bastava che dentro ci fossero un paio di chitarre elettriche e una batteria perche' scalassero le classifiche pezzi che in altri tempi non sarebbero mai stati presi in considerazione. La cosa triste poi e' che passavano per "beat"  boiate pazzesche solo perche' arrangiate con il  vibrato e/o il riverbero dei Fender e dei Vox, invece che con i soliti violinazzi sanremesi. Era tale la nostra fame di musica che ci compravamo, risparmiando sulle merende scolastiche,  tutte le nefandezze che lo show business ci propinava. Voglio farmela anch'io una plylist, la chiamero'  "il peggio degli anni '60", e la omaggero'  a tutti quelli che "ah gli anni '60".


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Hai detto poco!
di MR.T [user #263]
commento del 01/10/2008 ore 19:4
"La cosa triste poi e' che passavano per "beat" boiate pazzesche solo perche' arrangiate con il vibrato e/o il riverbero dei Fender e dei Vox, invece che con i soliti violinazzi sanremesi" Dopo decenni di arpeggi col chorus e riverberi gelidi, a volte può bastare risentire quei suoni per respirare di nuovo! In fondo, a parità di boiata, meglio quelle genuine dai suoni "beat" (qualcuno direbbe "garage")...
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Beat less
di robogg [user #204]
commento del 01/10/2008 ore 23:0
Niente da ridire su vib e rev. Come non ricordare I Need You di George Harrison? Avercene! Volevo solo dire che in quel periodo c'erano pezzi che non avevano assolutamente nulla di beat (o rock, o blues..) ma passavano comunque per "musica beat" solo perche' il furbacchione di turno ci aveva messo una schitarrata. Allora bastava avere in mano una Rick o, piu' frequentemente, una Eko o una Hoffner per passare per "artista beat", anche se poi suonavi Bambina Sola e Yummy Yummy.
Rispondi
Robogg
di CHARLIE [user #1047]
commento del 01/10/2008 ore 21:2
Ti voglio bene. E W gli arpeggi col chorus. (senza polemica, Mr. T) ;~))))
Rispondi
Re: Robogg
di MR.T [user #263]
commento del 01/10/2008 ore 22:4
Niente in contrario ai chorus...è l'uso che se ne fa che può essere devastante! Un arpeggio col chorus può essere molto piacevole (specie con un TC in stereo!), basta non farcirci un disco intero! Ricordo con terrore un vecchio commento su Accordo..."come fai ad avere un buon suono pulito senza il chorus?" :-)
Rispondi
Re: Robogg
di CHARLIE [user #1047]
commento del 02/10/2008 ore 14:3
"...come fai ad avere un buon suono pulito senza il chorus?" E' fantastico! ;~D
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Rivalutare
di alberto biraghi [user #3]
commento del 02/10/2008 ore 08:5
Io tendo a rivalutare l'approssimazione di quegli anni, un po' come oggi si rivalutano i film soft-porno-trash del decennio successivo. Non mi vergogno di dire che certe boiate d'epoca (qualche titolo a cao: Voglio girare il mondo dei Girasoli, C'è chi spera di Ricky Majocchi, Uno dei mods di Ricky Shayne, Ma che freddo fa di Nada, eccetera) mi piacciono non poco proprio per la loro cialtronaggine. Effetto Madeleine?
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Re: Rivalutare
di flowers utente non più registrato
commento del 31/10/2010 ore 17:4
"..era firmato da Bob, uno dei Mods" ah ah, ma non era male..L'avevo anche comprato da ragazzino (e nascosto ai genitori). ye ye ye..
Rispondi
Ieri e oggi
di warm_blue utente non più registrato
commento del 02/10/2008 ore 10:4
Penso che il problema della reale qualità delle produzioni sia un denominatore comune a quegli anni e ad oggi, seppur con diverse cause/conseguenze. La grossa distinzione che va fatta secondo me è che, in quegli anni come scrivi tu, era più la "fame" di musica in senso stretto a far interessare a gli artisti (considerando anche il contesto storico-sociale dell'Italia di allora, pieno boom economico post-guerra) piuttosto che la componente dell' immagine che oggi sembra essere tra i requisiti essenziali perchè un gruppo piaccia e diventi mainstream (e il talento? se c'è tanto meglio). Per il resto le ciofeche e pezzi belli c'erano allora e ci sono anche oggi, solo mi sembra che la proporzione si sia sbilanciata un po' troppo a favore delle prime. Mi sono divertito a rielaborare una frase riferita agli anni '60 scritta qualche post più su, immaginando di pronunciarla tra qualche decina d'anni e curiosamente è bastato sostituire qualche termine per attualizzarla e mantenerne (secondo me) il significato: "Volevo solo dire che in quel periodo c'erano pezzi che non avevano assolutamente nulla di rock (o blues, o punk..) ma passavano comunque per "musica" solo perche' il furbacchione di turno ci aveva messo una schitarrata con un loop di batteria utilizzabile poi per la sicura e successiva versione remix da discoteca nel caso il pezzo fosse piaciuto in radio. Allora bastava avere un look misto tra dark, trasandato e modaiolo, avere in mano una chitarra (piu' frequentemente scollegata e/o senza saperla suonare) per passare per "artista", anche se poi suonavi vùvùvù mi piaci tu dei Gazzosa e -canzone a caso di Avril Lavigne & company-."
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