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E adesso, per qualcuno, sarà difficile...
di
Mario Monteleone
[user #10]
- pubblicato il
09 settembre 2008 ore 22:05
... continuare a prenderci per il "naso"
.
M
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Un par di palle
di
CHARLIE
[user #1047]
commento del
09/09/2008 ore 22:2
Non ci prendono per il culo, se ne fottono e basta. Ieri sentivo uno stronzo su radio 1 nella trasmissione Zapping, condotta dall'ultrareazionario Aldo Agatino Forbice, che oltre a sostenere la bontà dell'offerta CAI rispetto a quella Air France (e qui basterebbe un'occhiatina al Sole 24 ore, noto giornale comunista, di oggi per smentirlo) sosteneva che alla luce dei prezzi odierni del petrolio anche Air France avrebbe dovuto rivedere al ribasso la propria offerta. Non sanno nemmeno mentire. E non c'era alcun contraddittorio, solo Forbice che asseverava con i propri grugniti. Che schifo!
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Re: Un par di palle
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
09/09/2008 ore 22:4
Sono d'accordo. Ma la contrazione economica è già troppo forte, ad ottobre andrà peggio e con l'inverno risaliranno i consumi energetici. Ora, qui si tratta di far calare di 20-25 centesimi il prezzo della benzina per far scendere anche i prezzi degli alimentari, permettendo di ridurre i costi di trasporto. Perché altrimenti, con il continuo calo dei consumi, finirà che i distributori e i produttori cominceranno a ritrovarsi tra i piedi in sacco di merce invenduta, elemento che accentuerà la crisi. Aggiungi che sulle derrate deperibili (latte, pane e simili) non c'è margine di recupero, o ce n'è poco. Perciò, a meno che a qualcuno non interessi far saltare l'intero piano sociale italiano - con conseguenze inimmaginabili - le cose devono cambiare per forza. Almeno, speriamo ;-).
Rispondi
Re: Un par di palle
di
CHARLIE
[user #1047]
commento del
09/09/2008 ore 22:4
Tieni conto della rigidita' della domanda di molti beni (pane, pasta, carburante...) di prima necessita' che rendera' la speculazione proficua ancora per molto tempo. Io non sono ottimista. Gia' vedo la "classe dirigente" che si chiude in cittadelle del tutto autonome. Le cose non cambieranno da sole, occorrera' far qualcosa perche' cambino...
Rispondi
Re: Un par di palle
di
alberto biraghi
[user #3]
commento del
09/09/2008 ore 23:0
Spero che il petrolio vada a mille a barile. Sarebbe un bello scrollone per un sistema economico che non ha più alcun senso logico e che da un momento all'altro può schiantarsi. E poi i coglioni col SUV si troverebbero nella pupù.
Rispondi
Re: Un par di palle
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
10/09/2008 ore 06:2
Sicuramente il sistema va cambiato. Però purtroppo non c'è ancora una fonte d'energia alternativa affermata che permetta ad esempio di creare elettricità a costi inferiori; il petrolio è ancora necessario (perché qualcuno vuole così), e la speculazione sui suoi costi colpisce esclusivamente le fasce sociali più esposte economicamente. ;-) Perciò, per quel che riguarda i signori dei SUV cambierebbe poco anche con il petrolio a 1000 dollari al barile. Quello che secondo me serve è una lunga "pax petrolifera", che permetta ad esempio lo sviluppo e l'affermazione di sistemi di produzione energetica alternativa e non inquinante (come la combustione a idrogeno:
vai al link
) senza grossi scossoni all'economia, visto che inevitabilmente ogni scossone ha effetti peggiori sui più deboli. Il passaggio al nuovo sistema economico deve essere graduale e tendenzialmente indolore, altrimenti in molti rimarranno privi di ogni forma di sussistenza, come se si tornasse indietro al Medio Evo, e le conseguenze di questo potrebbero essere disastrose per tutti.
Rispondi
Re: Un par di palle
di
CHARLIE
[user #1047]
commento del
10/09/2008 ore 09:1
Mario, per favore, la prossima volta non scrivere nulla. Ti hanno letto ieri sera e stamattina il petrolio è già a 105 dollari. Mannaggia a te! ;~)
Rispondi
Re: Un par di palle
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
10/09/2008 ore 09:2
:-D Le mafie sono ripartite subito all'attacco, hai ragione, ma non per causa mia :-D. Come è loro abitudine, hanno detto una cosa e ne hanno fatta un'altra. Ed in ogni caso, il petrolio è a 103 dollari (
vai al link
), un rialzo minimo nonostante il taglio di produzione. Questo vuol dire che la tendenza è comunque al ribasso. La cosa importante, a questo punto, sarebbe che il petrolio andasse a 0 dollari al barile e non a 1000, e che questi mafiosi dell'OPEC insieme a tutti gli altri mafiosi che speculano sul petrolio, si ritrovassero con meno di niente in mano. :-D Ecco, se è vero che mi leggono, sappiano che gli sto tirando i piedi al massimo delle mie potenzialità :-D.
Rispondi
Re: Un par di palle
di
jeff
[user #3107]
commento del
10/09/2008 ore 08:5
be' sì... 1000 lire al barile non sarebe niente male...
Rispondi
Dollaro / Euro
di
Giuseppe Mazzola
[user #90]
commento del
10/09/2008 ore 10:0
Tanto alla fine per noi consumatori il prezzo è destinato a salire inevitabilmente. Le compagnie petrolifere si sono riempite le tasche in Eurolandia lasciando i prezzi al consumo finale alti nonostante il dollaro basso rispetto all'euro solo due mesi fa ci volevano ben 1,59 dollari usa per comprare un euro, oggi il rapporto di cambio si è ridotto a poco oltre 1,40. Pertanto (pagando noi in euro al distributore) con l'ulteriore presumibile apprezzamento del dollaro rispetto all'euro "non mi stupirei" che i prezzi al consumatore finale di benzina e gasolio rimanessero alti nonostante le flessioni del prezzo del brent al barile. Insomma, non per essere disfattisti, in quel posto ce la prenderemo sempre noi (tranne chi guida SUV o altre auto sportive, persone cui anche mille dollari al barile fanno il solletico). My two cents. Un'opinione di Mancunion sarebbe gradita e senz'altro ben più pertinente della mia. Giuseppe Mazzola
Rispondi
Re: Dollaro / Euro
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
10/09/2008 ore 14:1
Non so in questi casi come vadano fatte le proporzioni: l'euro è sceso di 19 centesimi rispetto al dollaro, mentre un barile di petrolio è sceso di oltre 42 dollari (al cambio odierno, ben 30 euro). Fatte un paio di moltiplicazioni, al cambio odierno il barile di petrolio dovrebbe costare 19,6631 euro in più (103,49 x 0,19), e quindi ci sarebbe un saldo in positivo di 10,33 euro circa. Perciò, a occhio direi che ci sarebbero i margini di un forte ribasso della benzina... però credo che tu abbia ragione, useranno questo o quel falso motivo per lasciare tutto così com'è. Abbracci,
Rispondi
Re: Dollaro / Euro
di
Mancunion
[user #3854]
commento del
10/09/2008 ore 17:1
Mario, Giuseppe... in un sistema sano il prezzo del prodotto finito calerebbe. Purtroppo non solo il sistema sano non lo e', ma parte da presupposti totalmente opposti a quelli del 'buon senso'. I paesi produttori sono in realta' controllati da lobby fortissime. Se il prezzo cala troppo, allora la produzione viene ridotta. Il petrolio non marcisce, ha milioni di anni... Guardiamo il Venezuela, uno dei piu' grossi produttori di petrolio al mondo (il piu' grande, se non erro al di fuori del medio-oriente). Il reddito pro capite e' di circa 7000$ all'anno contro i 28000$ dell'Italia. Allora, c'e' da chiedersi, chi si intasca il malloppo? Sempre i soliti noti... La storia della compressione dei consumi e' rilevante solo per chi, come noi, se ne rende conto tutti i giorni. Per quelli che tirano i fili, noi non siamo altro che formiche operaie. Il mercato non cede, non collassa, va incontro a cicli di rinnovamento quando e nelle modalita' in cui questi pochi potenti decidono. Come si risolleva l'economia? per esempio con una bella guerra (tie'... un' altra). Magari un po' piu' "calda". Del resto l'economia di guerra e' il sogno di economisti e industriali. Poi tanto il debito lo ripaghiamo noi (sempre che non ci abbiamo mandati ad ammazzare prima). Come vedete, e' tutto un grande gioco, solo che chi da le carte e' lo stesso che decide le regole.
Rispondi
Re: Dollaro / Euro
di
Mario Monteleone
[user #10]
commento del
10/09/2008 ore 19:4
Però però però... la tua analisi è come sempre condivisibile e sensata, ma nonostante il taglio della produzione, il prezzo continua a scendere (ora è a 102, 88). E' una tendenza forte, secondo me, perché le previsioni erano che sarebbe ritornato sui 110. Allora, o all'OPEC continuano a tagliare la produzione, oppure la settimana prossima il barile costerà meno di 100 dollari. Un motivo, a mio parere, ci potrebbe essere a questo calo: magari gli Americani hanno finito di rimpinguare le loro scorte con il petrolio iracheno (si dice che se ne siano portato a casa tantissimo, caricando le autocisterne direttamente sugli aerei) quindi la domanda comincia a scendere (e di tanto). Io credo che alla fine la volontà di far ripartire le varie economie interne (oggi noi abbiamo il PIL a -0,1%, quindi siamo in recessione) avrà la meglio sugli interessi dei soliti noti. Io dico perciò: barile di petrolio a 80 dollari a Natale (spero).
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