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E continua...

di Mario Monteleone [user #10] - pubblicato il 20 agosto 2008 ore 14:20

... a scendere. Oggi costa ben 30 dollari in meno rispetto al mese scorso. Trovate il prezzo sempre aggiornato qui. Ma nonostante questo netto calo, gli esperti in economia prevedono un "autunno caldo" sul fronte prezzi.

Qual è il vero problema con il petrolio, e con la benzina? Ecco il piccolo ma efficace meccanismo: il costo ondivago, incontrollabile e politicizzato del petrolio - e della benzina - permette a chiunque di giustificare gli aumenti di qualsiasi prodotto - dai cotton-fioc al latte. Noi utenti di base, invece, non abbiamo modo di controllare i prezzi, o di dire la nostra. Bisogna pagare, e basta. Così se a Putin gli girano le cervella e va in Georgia a prendersi i pozzi di petrolio, noi qui, in Italia, mettiamo mani al portafoglio e paghiamo il capriccio di Putin. Invertendo la prospettiva, ovviamente tutto ciò vale anche per l'Irak, l'Afghanistan, e via discorrendo.

Domanda: ma se il prezzo del petrolio scende, com'è che tutto il resto aumenta? Risposta: a piacere.

M

 


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ma anche:perchè se
di plettrox [user #6758]
commento del 20/08/2008 ore 15:0
ma anche:perchè se al barile il petrolio scende di così tanto,al distributore la benzina non ha un calo proporzionale ma assai inferiore?
Rispondi
Re: ma anche:perchè se
di Mancunion [user #3854]
commento del 20/08/2008 ore 18:3
Ti rispondo perche' ho una certa esperienza in materia... ma non lo dite in giro! A livello industriale, la benzina che finisce nei vostri serbatoi (io fortunatamente non ho una macchina) e' stata raffinata da greggio - per il mercato europeo il riferimento e' dato dal Brent - estratto anni e anni fa'. Il costo del petrolio,nella sua fluttuazione giornaliera, e' data dalla concomitanza di questi (ma anche altri fattori): - Offerta - ovvero quantita' nominale estratta - Domanda - ovvero la qantita' che il mercato si presume sia in grado di assorbire - Emotivita' del mercato (Putin che gioca a risiko, il sultano del Brunei che non digerisce l'insalata di scampi, gli americani che spostano una squadra navale dal Mediterraneo al Golfo...) ma anche dai piani industriali delle compagnie petrolifere (in realta' solo due sono in grado di incidere profondamente: Exxon e Shell). Il prezzo del prodotto finito e' dato dalle seguenti (ma anche altre) varianti: - Prezzo corrente al barile (159 litri su per giu' n.d.r. che per circa il 56% diventano benzina, il resto viene trasformato in gasolio e olii minerali), - Logistica upstream (dal rig alla raffineria) - Costi industriali (raffinazione) - Logistica intermedia (dalla raffineria ai depositi) - Logistica downstream (dal deposito al gestore) - Margine di guadagno della compagnia petrolifera - Margine di guadagno del gestore - Accise - Tasse regionali (in vigore in Molise, Campania e Liguria) - Provvedimenti ad hoc (vado a memoria... sul prezzo corrente gavano i contributi speciali per il terremoto del belice del '68, del terremoto in Irpinia dell' 80, della missione italiana in Libano dell' 82, in Albania, in Kossovo, in Afganistan, in Iraq... tutti aggiunti e mai tolti. - IVA (che scende in cascata dal produttore... al consumatore, in pratica per un litro di benzina viene pagata tre volte). Il mercato poi, essendo dominato da pochi soggetti (Agip, Esso, Shell, Erg e qualche altro) e' soggetto ad un autobias. In Italia, ad esempio, in genere e' l'Agip a formare il trend (i.e. a stabilire il prezzo giornaliero), mentre gli altri si limitano a prenderne atto e ad adeguarsi di conseguenza. Mario, ho vinto qualche cosa? :-)
Rispondi
Re: ma anche:perchè se
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 20/08/2008 ore 19:2
:-) Hai vinto moltissimo e so che vincerai ancora di più nel prossimo futuro. Però quello che tu hai raffigurato - ovvero l'insieme di elementi che condizionano il mercato del petrolio - è di fatto una rete (come Internet) fatta di passaggi da un hub ad un altro, ma con un hub centrale più importante, che non è la produzione, ma l'emotività del mercato (ed in questo ci metto anche le guerre più o meno esplicite). Ora, a me sembra che il flusso di elementi possa essere bloccato proprio a livello emotivo (speculativo? voglio dire, politico?) agendo ad esempio sui vari soggetti dominanti (ma non con la Robin Tax, ovviamente) in modo incisivo, oppure eliminando tutti i balzelli che tu hai indicato. C'è qualcuno nel nostro governo che abbia dimostrato, in questi ultimi mesi, di voler agire concretamente su questi elementi? Credo proprio di no. E questo è il vero problema. Ti ringrazio (sono convinto a nome di tutti) per aver messo la tua competenza nel settore a nostra disposizione. E ti voglio strappare una promessa: quando diventerai presidente della Exxon, :-D prometti che non speculerai come i tuoi predecessori...
Rispondi
Re: ma anche:perchè se
di plettrox [user #6758]
commento del 20/08/2008 ore 20:2
grazie per la utile delucidazione. però mi vengono in mente lacune cose: -l'emotività del mercato incide troppo sulle nostre tasche. se oggi al sultano gli girano che ci fa pagare di più? -accise e tasse regionali:correggimi se sbaglio ma io sapevo che ci sono sopra il prezzo finael tasse davvero assurde come alcune ler l'Abissinia. questi mi sembrano veri furti.
Rispondi
Re: ma anche:perchè se
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 20/08/2008 ore 18:5
Oggi, nelle stazioni IP, fai rifornimento a 1,415 al "fai da te" (tra le 20:00 e le 7:00 del mattino seguente), altrimenti ti costa 1,480 - 1,500... la differenza è notevole. Ma a conti fatti, oggi il prezzo dovrebbe essere quello di marzo, ovvero almeno dieci centesimi di meno, che rapportati ai costi dei trasporti e a tutto il resto, aiuterebbero a frenare l'inflazione, e a dare una mano a chi non ce la fa con i soldi. Considera che d'estate tutti usano di più la macchina, e perciò far scendere ora il prezzo della benzina non sarebbe "consigliabile". Se questa non è speculazione...
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Perchè l'italia, è
di GZ34 utente non più registrato
commento del 20/08/2008 ore 18:2
Perchè l'italia, è il paese dei furbi, e chi dovrebbe vigilare affinche queste cose non accadano, non vigila, perchè non vigila???
Rispondi
Re: Perchè l'italia, è
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 20/08/2008 ore 18:5
:-) E chi dovrebbe vigilare? Tremonti? Scajola? Oppure Berlusconi? Magari, con la sua grande influenza, potrebbe telefonare a Putin, o a Bush, e dire di smetterla di fregarsi il petrolio altrui, :-D o di fare guerre, in modo da far scendere il prezzo. Sembra una barzelletta, vero :-D ?
Rispondi
Re: Perchè l'italia, è
di GZ34 utente non più registrato
commento del 20/08/2008 ore 23:3
sembra, ma è drammatico, cosi com'è terribile il senso di impotenza che mi attanaglia, siamo in balia di questi squali
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il paese dei furbi e dei senza memoria
di malarosa [user #15855]
commento del 21/08/2008 ore 12:0
l'Italia e' il paese dei furbi? non saprei; senz'altro e' il paese dei senza memoria, complice una categoria di giornalisti troppo incline all'obsolescenza delle notizie quando non fanno vendere e una eccessiva superficialita' nell'affrontare i drammi quotidiani della vita, dalla benzina a pane e pasta, dalle assicurazioni auto alle pensioni. Il nostro e' un paese che sta perdendo contatto con la realta', ma la realta' ci ricorda sempre che esiste, dietro le veline di questo o di quel regime.
Rispondi
Re: il paese dei furbi e dei senza memoria
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 21/08/2008 ore 15:2
Sono d'accordo. La realtà si ricorda sempre di noi, anche di quelli che sono sognatori e meno realistici. Qualcuno dice che la realtà verrà a cercarci con forza e convinzione a partire da settembre. Oggi mezzo chilo di pasta costa quasi un euro, ovvero il 50% in più dell'anno scorso. E c'è chi dice che continuerà ad aumentare. Davanti a questa ed altre emergenze, sono curioso di vedere cosa faranno/diranno i nostri politici, che però vivono come delle star di Hollywood e quindi non verranno minimamente toccati dalla realtà che avanza.
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