Passo di qua tra un bagno e un trancio di focaccia e vedo che il mio vecchio articolo sulla The Strat, rimesso online l'8, agosto ha già totalizzato oltre 1200 letture, è l'articolo più letto della settimana. A parte il piacere di constatare che anche contenuti del passato possono interessare le nuove generazioni, sto pensando al tema, cioè alla The Strat.
Ricordo bene quando uscì, fu una sorpresa di forme, colori e luccichii dopo gli anni di piombo chitarristici a base di neri, marronastri, bordeauxastri, naturalastri. Era rossa o blu, metallizzata e luccicante, con quella paletta colorata e quintalate d'oro che la facevano billare di luce propria. Suonava un po' così e pesava una tonnellata, ma regalò a tutti noi la sensazione che la Fender era tornata.
In realtà non era proprio così e per il ritorno vero (peraltro entusiasmante sotto il profilo economico, un po' meno sotto quello musicale) ci sarebbero voluti ancora una decina d'anni. The Stra resta però una pietra miliare anche se il mercato del collezionismo non le assegna un valore adeguato al significato storico. In effetti se uno se la mette al collo capisce anche come ma... Io che ne ho avute tre (rossa, bianca e walnut) ne so qualcosa.