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Come organizzare lo studio della chitarra

di Luigi Pucci [user #14504] - pubblicato il 05 agosto 2008 ore 12:44

Un giovane musicista ha una gran voglia di emulare i suoi idoli musicali nel minor tempo possibile. Spesso concentra il suo studio sui brani che ama, al massimo impara la scala pentatonica e gli accordi più semplici. La musica è un linguaggio e per essere "discorsivi" bisogna studiare bene le "regole" per esprimerci nel migliore dei modi. Gli elementi da tenere in debita considerazione sono tanti: l'armonia, la teoria, la lettura, l'ear traning, la tecnica e l'improvvisazione. Lo studio della chitarra dev' essere organizzato in maniera seria, non c'è un segreto, l'importante è impiegare bene il tempo a disposizione con costanza.

Ma cosa dovrebbe studiare un buon musicista?

Molti impiegano il proprio tempo (forse fin troppo) alla ricerca della strumentazione ideale dimenticando spesso i tre elementi fondamentali alla base del nostro suono: il cuore, la testa e le mani.

Dal cuore nasce la passione, nascono le vibrazioni dell'anima. Il cuore è la sede dei nostri sentimenti che vogliamo esprimere mentre suoniamo.  Questi sentimenti nascono e crescono ogni giorno dentro di noi, sono "spontanei" fanno parte della nostra natura umana.

Che dire delle mani? L'esercizio regolare ci permette di aumentare pian piano la dinamica e la velocità.

Resta la testa. Qui entra in gioco lo studio regolare quello che ci permette di esprimere quello che abbiamo dentro, quello che da voce ai nostri sentimenti, quello che fà la differenza tra una miriade di note suonate velocemente e quelle due note che ti arrivano dentro e lasciano il segno.

Cosa si dovrebbe studiare per essere un musicista completo?

Anni fa quando iniziai a studiare chitarra jazz il mio maestro mi diede una lista apparentemente utopistica,ma che è indispensabile per avere una conoscenza musicale a 360°, che voglio condividere con voi:

Scale maggiori, minori armoniche, minori melodiche, complete dei relativi modi in 5 posizioni sulla tastiera ed in 12 tonalità.

Scale diminuite, esatonali in 12 tonalità.

Triadi maggiori e minori in 5 posizioni per 12 tonalità.

Arpeggi a 4 voci: M7, m7, dom7, m7(b5), dim7, m/M7, M7(b5), in 5 posizioni per 12 tonalità.

Armonizzazione delle scale maggiori, minori armoniche e melodiche sullo strumento.

Tecnica del plettro ( i vari modi di utilizzarlo).

Blues & rhythm change in 12 tonalità.

Pratica del walkin'bass.

Lettura.

Accordi di settima da imparare delle diverse famiglie in 5 posizioni e nelle 12 tonalità.

Accordi da sviluppare con le tecniche di voice leading, chord scale, inner voice e quartal harmony.

Ear training e trascrizioni.

Uso dei diversi cromatismi.

Intervalli nelle diverse forme per 12 tonalità

Impiego della creatività nell'improvvisazione e composizione.

Creazione di un repertorio che si ampia costantemente con l'aggiunta di nuovi brani.

A tutto questo bisogna aggiungere tanta pazienza e passione.

 


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Secondo me
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 05/08/2008 ore 14:0
:-) Si impara prima a parlare, dopo a leggere e dopo ancora a scrivere. :-) E perciò, un giovane musicista, si muove prima per istinto, e poi razionalizza le cose che fa. E non dimentica mai che ogni musicista ha un suo modo istintivo di esprimersi: perciò non vale la pena di replicare le cosa altrui, ma di creare cose proprie :-).
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Secondo me2
di Pioneer utente non più registrato
commento del 05/08/2008 ore 14:4
E' raro trovare insegnanti che abbiano un programma dettagliato del percorso da compiere. Io personalmente sono ben lontano dall'iniziare jazz, ho cominciato lo studio dei modi della scala maggiore da un mesetto, però ho avuto modo di apprezzare l'ordine e la precisione del mio insegnante. Non solo un programma del corso di studio molto dettagliato, dispone anche di una scheda tecnica molto particolare, con la successione di tutte le possibili tecniche da usare durante l'improvvisazione con la pentatonica (terzine, quartine, salti di 3 e 4...e via discorrendo). ***perciò non vale la pena di replicare le cosa altrui, ma di creare cose proprie*** Qui il discorso è un pò più complicato, perché si parla di punti di vista: secondo me comporre ha un senso, ma solo quando hai le idee davvero molto chiare. Io personalmente preferisco studiare molti brani (Dream Theater, John Petrucci, Steve Vai, e solo agli inizi gli Iron Maiden) in modo tale da poter capire quali soluzioni tecniche ed armoniche hanno utilizzato i miei "punti di riferimento", e cosa non meno importante (almeno in campo prog), quale struttura danno ai propri brani. Tutto ciò per cercare di ampliare non solo la mia tecnica, ma anche la mia cultura musicale.
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Il discorso è tutto
di Robertocaster [user #1945]
commento del 05/08/2008 ore 14:5
Il discorso è tutto relativo e dipende dove uno vuole arrivare.... Esempio a caso.... Gilmour non conosce niente di tutto ciò che hai citato (suppongo) eppure tira fuori bella musica... se prendi un altro (sempre a caso) McLaughlin...e allora lì mi sa che tutto quello che hai citato serve eccome... di sicuro male non fa, dipende se si vuole diventare un Musicista o si ci vuole soltanto divertire perchè diciamoci la verità... studiare è abbastanza noioso.. anche io ho studiato jazz ma ho abbandonato...
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Re: Il discorso è tutto
di plettrox [user #6758]
commento del 05/08/2008 ore 16:0
mai in vita mia ho trovato noioso studiare. sto proprio ora studiando e suono da anni e studio da anni. mai mi ha annoiato studiare cose complesse,anzi mi affascina. e il jazz non lo abbandonerò mai mi ha insegnato troppo e ho trovato troppe soddisfazioni.
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Re: Il discorso è tutto
di darkburst utente non più registrato
commento del 05/08/2008 ore 16:2
in ogni modo credo che il concetto di musicista "completo", sia utopico: cosa vuol dire? che sarebbe in grado di suonare tutto? e bene? e con il giusto feeling? i musicisti più "completi" che conosco, si sono diplomati al conservatorio, suonano in grandi orchestre da più di 20 anni e continuano a studiare... non ci sono caxxi di suonarci un blusetto assieme!!!!!!
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Re: Il discorso è tutto
di plettrox [user #6758]
commento del 05/08/2008 ore 16:5
uno davvero completo lo conosco:il mio maestro della Lizard. diploma al conservatorio in chitarra classica,diploma Lizard in chitarra elettrica. fa tutto,è un mostro che invidio da morire. passa dal blues al rock,jazz,fusion,classica,country,di tutto. gli chiedo uno stile e lo fa,di suonare come uno famoso e lo fa. ma è nato con la chitarra in mano. cavoloooooooooooo!!!!!!!!!!
Rispondi
Re: Il discorso è tutto
di darkburst utente non più registrato
commento del 05/08/2008 ore 17:2
mi mandi la lista dei concerti che farà? sono uno curioso e se riesco, non mi perdo le occasioni per imparare qualcosa.
Rispondi
Re: Il discorso è tutto
di plettrox [user #6758]
commento del 05/08/2008 ore 19:2
se vuoi ti posso dare il suo MYSPACE
Rispondi
Re: Il discorso è tutto
di plettrox [user #6758]
commento del 06/08/2008 ore 09:2
lascio il suo myspace anche quì. vai al link guardati anche i suoi video(non sono di qualità stratosferica ma possono rendere l'idea). manca qualcosa di jazz ma è un mostro pure in quello. aggiungo che sentirlo dal vivo anche solo a lezione è più impressionante che sul web.
Rispondi
Re: Il discorso è tutto
di darkburst utente non più registrato
commento del 06/08/2008 ore 11:2
complimenti al maestro! sto in campana! anche se dubito che avrò occasione di sentirlo al di fuori dell'ambito jazz o fusion... perciò ribadisco l'inutilità della ricerca di quella completezza (in definitiva la vita è breve...), quando basta concentrarsi sul proprio obiettivo per ottenere risultati più che soddisfacenti. penso che così sia anche più facile uscire dagli schemi ed inquadramenti, che, inevitabilmente, lunghi periodi di studio impongono. (imho, come sempre ;-))
Rispondi
Re: Il discorso è tutto
di plettrox [user #6758]
commento del 06/08/2008 ore 14:4
beh dipende anche che intenzioni hai. mi spiego:se vuoi fare della musica in italia a livello di insegnamento o di turnista, più sei completo e maggiori opportunità avrai. se desideri "solo" far cononscere la tua musica allora cambia.
Rispondi
Tutto quello che ele
di blues54 utente non più registrato
commento del 05/08/2008 ore 16:5
Tutto quello che elenchi è giusto per un chitarrista completo, per un buon jazzista è indispensabile; manca una cosa che mi hanno detto un paio di insegnanti: tutto quello che improvvisi, cantalo. Le prime volte sbaglierai 8 note su 10, poi mano a mano, con lo studio, suonerai veramente quello che ti passa per la testa. Certo che tecnica e teoria a volte non sono tutto, ne è la riprova p.e. SRV: nel suo repertorio fatto di blues texano ti piazza una "Lenny" che ti snocciola gran parte delle voci comprese nel sudetto elenco ma anche un grande del blues, John Lee Hooker, che per una vita a suonato prevalentemente con uno/due accordi.
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Cantare!
di Pioneer utente non più registrato
commento del 05/08/2008 ore 17:1
Bravo, questa del cantare può sembrare una cazzata, ma invece è una cosa molto utile, anche se difficile da attuare le prime volte mentre si suona, e difficile anche sui passaggi un pò veloci. Nei video di repertorio si vede spesso Hendix che canticchia i motivi dei propri soli. Idem per molti jazzisti. E' cosa un pò rara nel metal :P
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I "puristi" del jazz
di Luigi Pucci [user #14504]
commento del 06/08/2008 ore 01:1
I "puristi" del jazz proprio non li sopporto perchè snobbano gli altri generi musicali. Credo che un buon musicista non debba avere chiusure mentali perchè c'è del buono in tutta la musica e non si finisce mai d'imparare. Ma poi chi ha detto che la musica dev'essere divisa per generi? Che senso ha? Significa forse che se stò suonando un blues di 12 misure non posso metterci una ritmica funky? Non posso "ritoccare" la struttura armonica altrimenti non è più blues? :-) Stevie Ray Vaughan, che ha citato l'amico blues54, era un grande chitarrista. Ascoltando la song "Chili con carne" si sente che suona il tema ad ottave parallele alla West Montgomery (noto jazzista). Cos'è jazz, blues o rock? E' musica suonata col cuore.
Rispondi
Re: I
di plettrox [user #6758]
commento del 06/08/2008 ore 01:2
non posso che quotare. ;)
Rispondi
Re: I
di darkburst utente non più registrato
commento del 06/08/2008 ore 11:3
credo che i "puristi" di qualsiasi genere, se da una parte tengono viva la storia, dall'altra sono una vera e propria rottura di scatole, perchè ormai le bacchettate sulle dita non hanno più senso! quelli del jazz spesso sono più antipatici, perchè pensano che con la loro tecnica possono suonare tutto, ed in realtà non snobbano gli altri generi musicali, bensì i musicisti che suonano altri generi, che non ritengono alla loro altezza... per il resto le barriere tra generi musicali sono crollate da un pezzo, soltanto che continuiamo a darci dei nomi (es. "crossover" ecche vor dì??!!!)
Rispondi
Re: I
di blues54 utente non più registrato
commento del 06/08/2008 ore 14:3
Non ne farei una questione di "quelli del jazz" o che altro, direi piuttosto - e questa è anche la mia visione dell'umanità - che ci sono stronzi e non. Chi se la tira è uno stronzo, in qualsiasi campo.
Rispondi
Re: I
di CHARLIE [user #1047]
commento del 06/08/2008 ore 16:3
*Ma poi chi ha detto che la musica dev'essere divisa per generi? Che senso ha? Significa forse che se stò suonando un blues di 12 misure non posso metterci una ritmica funky? Non posso "ritoccare" la struttura armonica altrimenti non è più blues?* Sottoscrivo in toto. E' uno dei motivi per cui adoro Cifarelli: chi lo definisce "chitarrista jazz" ha percepito solo un'aliquota del musicista Cifarelli.
Rispondi
Re: I
di plettrox [user #6758]
commento del 06/08/2008 ore 19:1
però tu parli du uno non umano...ma di un alieno della sei corde. grandissimo anche per me Cifarelli.
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