Non sono bravo a scrivere, prova ne è che questa e la prima volta che metto giù qualcosa nel diario, ma l'occasione mi sembra propizia e quindi lo faccio. Festeggio i miei primi 40 anni che suono - male - la chitarra. Molti diranno: "Ecchissenefrega" , a volte me lo dico anch'io, però se ci penso mi accorgo di quanto sia stato importante nella mia vita l'incontro con questo strumento e con la musica in generale. Ho cominciato per sfida verso mio fratello maggiore, lui, che riusciva a fare bene tutto o almeno così credevo allora, ma che dopo aver tentato di imparare a suonare aveva miseramente abbandonato e venduta la chitarra. Dopo due mesi, radunati i miei risparmi, mi ricomprai la stessa chitarra, una Eko acustica (mi pare che mi costò 6.000 lire) con un manico che mi sembrava il migliore al mondo ma che ora mi sembra fosse più simile a quello di una zappa e in poco tempo imparai a mettere alcuni accordi in successione con grande invidia del fratellone. Di li a poco passai ad una Eko Ranger elettrificata a 12 corde che posseggo tutt'ora e formai il mio primo gruppo. Ero uno dei pochi fortunati perchè in quegli anni non era facile possedere una chitarra, per lo più gli strumenti e gli ampli si affittavano, e tutti sognavano le mitiche Fender o Gibson. Ed appunto non potendo non potendo permettermi nè l'una nè l'altra mi comperai una simil Gibson di marca HB che per me era superiore a qualsiasi altra chitarra. L' ho rivista di recente sulla rete e mi ha fatto molta tenerezza, come la foto del vecchio nonno che non c'é più. Ho continuato a suonare fino all'inizio degli anni '80 quando vuoi perchè nel frattempo mi ero sposato con una ragazza che avevo conosciuto suonando e che è tutt'ora mia moglie, vuoi perchè ero diventato padre e ho preferito dedicare i primi anni della sua crescita a mia figlia e non per ultimo perchè in quegli anni non circolava, per i miei gusti, tanta buona musica. Mi sono avvicinato al jazz e al saxofono, che dopo la chitarra è il mio strumento preferito, senza però mai abbandonare il primo amore. La musica e in particolare la chitarra mi hanno aiutato in molti momenti della mia vita, belli o brutti che siano stati e mi hanno tenuto lontano da vizi e stravizi. Si lo so che non bere, non fumare, non drogarsi non è molto rock, ma che ci volete fare, ogni tanto ci vuole una pecora nera. Ciliegina sulla torta l'incontro qualche anno fa con la fantastica comunità di Accordo e soprattutto con il Re Maggiore che nonostante la sua breve conoscenza ha lasciato un segno profondo dentro di me. Credo di aver detto tutto - o troppo - e non voglio abusare oltre dello spazio concessomi quindi è probabile che ci risentiremo fra 40 anni.
Hi Men
Sergio