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La storia del papa

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 07 aprile 2008 ore 09:12
Un giorno il papa stava facendo il suo discorso quando dal mezzo della folla si sente una voce che grida "Papa... Papa... Vaffanculo!" Potete immaginare il gelo totale, le guardie che corrono come impazzite, fedeli basiti. L'unico he resta tranquillo come una pasqua è il papa, nel suo lucente abito bianco. Con un sorriso sereno fa segno alle guardie di fermarsi, invita i fedeli a sedersi e fare silenzio, poi si avvicina al punto da cui proveniva la voce. "Chi sei tu fratello, perché mi dici questa cosa? Avvicinati pecorella, non avere paura!"

La folla si apre. Un uomo cammina verso il papa, guardandosi attorno, un po' impaurito e al tempo stesso soddisfatto per il suo coraggio e la sua iniziativa. "Come ti chiami fratello? - gli chiede il papa - cosa ti induce a parlare così?" L'uomo dice di chiamarsi Mauro, di essere uno studioso di teologia. "Tu non hai capito niente! - urla in faccia al papa - Né della trinità, né della verginità della Madonna, tantomeno delle gerarchie celesti. Io ho studiato, ho letto, ho meditato e ho capito tutto. Ma tu continui a voler avere ragione e non mi dai retta! Quindi vaffanculo!"
Senza perdere la sua dolce serenità, il papa fa un gesto conciliante e comincia a parlare. "Mauro, ti voglio raccontare una storia che forse non conosci. Tanti anni fa, in una capanna sperduta nelle selve della Jacuzia, nasceva un bambino chiamato Adalberto. La madre morì di parto, il padre lavorava i campi e Adalberto fu allevato da una zia che gli dava da mangiare il minimo indispensabile e lo trascurava tutto il giorno. Da solo, sfogliando qualche vecchio libro, Adalberto riuscì a imparare a leggere e scrivere, tanto che, raggiunti i sette anni, un mattino si presentò a scuola e chiese di essere ammesso. Dopo molta insistenza ci riuscì e risultò subito talmente bravo da completare le elementari in tre anni e le medie in due. Studiava di notte, di giorno lavorava come garzone per pagarsi da vivere, ma si iscrisse al liceo classico e conseguì la maturità col massimo dei voti. Trovò subito lavoro in una libreria e potè iscriversi all'università. In tre anni si laureò in lettere, poi anche in filosofia. Nel frattempo aveva sentito forte la chiamata del Signore, così completò in contemporanea gli studi in seminario e fu ordinato sacerdote. Prese il dottorato in filosofia teoretica e tre anni dopo la libera docenza. Presa anche la laurea in Teologia, fu parroco a Serendipì e a soli 55 anni fu ordinato vescovo, poi cardinale. Il tempo passava. Circondato dall'affetto, dalla fiducia e dalla stima della comunità ecclesiastica e non, Adalberto fu amico intimo del precedente papa, Gelmo I e alla sua morte ne prese il posto (morto un papa se ne fa un altro, no?).
Quel ragazzo, quell'Adalberto, ero io. Quindi, caro Mauro, pecorella mia, capisci che se tra noi due c'è uno che deve andarsene affanculo, quello sei tu".

Spero che questa vecchia barzelletta non offenda nessuno (non ne sono sicuro, in questi giorni ho davvero visto gente offendersi per cose del tutto inaspettate). Evito di tirare in ballo i discorsi coi morti, che ahinoi non sono qui a confermare o smentire il senso di chiacchierate diurne e notturne, ma mi adeguo al trend di questi giorni riassumendo le due cosette che ho fatto in questo mondo a sei corde negli ultimi 30 anni.

Strimpellatore instancabile fin da ragazzino, nel 1978 ho cominciato ad appassionarmi alle vecchie chitarre grazie all'incontro con Maurizo Piccoli, mia prima fonte. Ho letto tutto il leggibile, grazie anche ai frequenti viaggi in USA, e tra il 1984 e il 1988 ho conosciuto Leo Fender, Freddie Tavares, Dale Hyatt, Bill Carson, George Fullerton, George Gruhn, Les Paul, Walter Carter, Billy Gibbons, Susan Carson, infiniti liutai ed esperti di chitarra, con molti dei quali sono in contatto costante. All'epoca ero lavoravo ad Alta Fedeltà (Edisport) dove  gestivo le pagine sugli strumenti musicali.

Nel maggio 1992, quasi per scherzo, assieme a Maurizio Gottardi, ho fondato Nashville, che in pochi mesi raccolse 500 abbonati. Ne scrivevo la gran parte, con vari pseudonimi e la componevo sul mio PC, con Ventura Publisher.

Nel settembre 1992 ho ideato e organizzato il primo SHG a Rho. Nel 1993  assieme a un gruppo di amici (Paolino Canevari, Vincenzo Castella, Mario Manasse, Orazio Perego, Roberto Pistolesi) ho dato vita ad Accordo Asociazione Nazionale, a cui  Maurizio e io abbiamo ceduto gratuitamente la proprietà di Nashville.

Nel 1996, dopo 45 numeri, ho portato Nashville in Rete per farla sopravvivere (costava troppo stamparla, già perdeva soldi, ma soprattutto capivo che la Rete avrebbe dissolto il significato del progetto originale), nell'incomprensione generale (altro che questi giorni, mi beccai complimenti quali "stronzo", "figlio di puttana", "pazzo sognatore", "incosciente". Perfino "stai distruggendo la comunità", e "Accordo finisce qui", lo giuro sulla mia no-Caster, cazzo, dove e da chi ho risentito questa accusa di recente?) Alla faccia di corvi e sciacalli, nel 1998 Accordo.it era passato dai 500 lettori iniziali a 2mila, pur in una Rete che all'epoca era un deserto.

Nel 2000, grazie ad Alessio, ho messo in piedi Accordo com'è oggi, primo sito Slash italiano ("blog" non si diceva allora), primo vero sito di chitarre in Europa. Acordo è passato da 500 lettori del 1993 agli attuali +11mila al giorno.

Nel 2003 ero veramente alla frutta, come energie, tempo e disponibilità a spendere per Accordo, poi ho conosciuto Glen. Siamo diventati subito amici e quando abbiamo costituito la Accordo.it SrL per riuscire almeno a scaricare qualche costo, gli ho proposto di entrare. Lui ha versato il capitale sociale a fronte di una quota del 30%, Andrea ha avuto il 10% per mantenere il sistema, Alessio il 30% per giorni e notti a scrivere codice, io il 30% per quasi un decennio di lavoro, il valore della community, nomi a dominio, marchio, eccetera (in soldoni, un valore quasi triplo, solo "accordo.it" e "nashville.it" nudi valgono 15mila euro). poi ci siamo spartiti i compiti: io SHG e il marketing di Accordo, Glen la redazione e le PR. Così ho avuto finalmente tregua (facevo tutto io da 12 anni), ma vista la responsabilità legale sul sito, non è comunque passato giorno senza che io abbia aperto Accordo e letto la maggior parte dei contenuti. Mai restato fuori più di una settimana (bianca), chi dice il contrario non sa. O mente per ragioni che mi sfuggono.

Ci sono anche i dettagli economici. Al passaggio in Rete nel 1996 Accordo era in perdita di 10 milioni delle vecchie lire, mai restituiti ai due creditori, uno dei quali sono io. Il sito gira dal 1996 su un server di mia proprietà, messo a disposizione gratuitamente (e sostituito all'occorrenza) dal mio Studio professionale, di cui fa parte anche Susi, oggi responsabile marketing. Diciamo che il giochetto di Accordo pre-srl mi è costato una decina di milioni di vecchie lire.

La SrL ha sempre chiuso in perdita i suoi bilanci (con tirate d'orecchie del commercialista per i rischi di accertamento), il giro di affari è di qualche migliaio di euro (non ricordo esattamente, credo meno di 10mila comunque), la spesa più grossa il commercialista e la seconda le tasse sulla società. Neanche un cent di compenso a chicchessia. Neanche parlarne di rimborsi spese vive (treno, benzina, eccetera) sostenute dai soci per fare cose di Accordo (per esempi tutte le mie visite a Bologna dove hanno sede gli sviluppatori).

Nonostante questo, quando Glen mi ha proposto la sua bozza per Accordo 2.0, ho subito accettato, anche se era un'idea folle e visionaria. Perché era Glen. Visto che lui non aveva più una lira, Aurelia (che nel frattempo aveva rilevato la quota 30% di Alessio) e io abbiamo deciso di finanziare il progetto. Il giochetto ci costerà oltre 30mila euro (prezzo tirato all'osso grazie agli amici di Renomo che lavorano al costo), di cui una parte per varie funzionalità che sotto-useremo, perché senza Glen non hanno senso.

Eppure abbiamo buone speranze di riuscire a non fare un bagno di sangue. Se il centinaio di duri e puri (me compreso) che litigano sono un valore puramente umano, i +11mila lettori silenziosi che nei giorni feriali leggono gli articoli tecnici fanno di Accordo la più letta rivista italiana di chitarre. Non è un caso se con Accordo 2.0 presenteremo una rosa di collaboratori nuovi e prestigiosi, felici di partecipèare quanto noi lo siamo di averli tra noi.

Accordo 2.0 sarà un sito tecnicamente modernissimo, solido, veloce, efficiente, adatto a fornire gratuitamente contenuti di qualità e servizi a un pubblico potenziale di 300mila chitarristi. A diffondere la passione per la chitarra. A parlare di musica e strumenti, tecnica e feeling. Tutto questo le aziende cominciano a capirlo e così come pian piano capiscono che investire su Accordo conviene. Speriamo, entro il 2009, di avere il minimo budget necessario a pagare chi scrive. Chissà, forse già dal 2010 potremo rimborsarci i treni fino a Bologna. E ci sta che tra qualche anno mia figlia possa vendere il 30% ereditato da me e comprarsi un monolocale in collina. Ma niente di più.

Quanto sopra è documentato dai bilanci di Accordo (pubblici), dai log statistici del server, da tonnellate di scartoffie che conservo in archivio, da infiniti amici che sono transitati per questa avventura. Chiunque voglia vedere-per-credere (compresi i rompicoglioni a oltranza che in questi giorni danno il peggio di sé su queste pagine di cui sembrano sentirsi - a sproposito - proprietari) è benvenuto a casa mia, birra inclusa, previo accordo per email. Magari, davanti a quella birra e dopo quattro chiacchiere, quel "chiunque" potrebbe anche capire chi cazzo me lo fa fare di dare gratis et amore dei una cosa così a ossi duri come Leibnitz, Crybaby77, Moonlite e qualche altro "intemperante a prescindere" che viene, considera tutto dovuto per aver scritto qualche articolo e un po' di commenti, poi se dici una cosa che non gli piace mette in piedi un cancan della madonna, ti accusa di ogni nefandezza e se ne va sbattendo la porta. Vivo in Rete da prima dei browser, so come vanno quese cose.

Nonostante la lunga militanza, non ho mai pensato (sia chiaro: mai!) ad Accordo come "cosa mia" (tipo Marchese del Grilo, "io so' io e voi nun siete uncazzo"). Lo dimostra un fatto: nel corso degli anni, chiunque abbia voluto entrare e fare qualcosa (per esempio Roberto Pistolesi e Alessio) o utilizzarlo per promuovere le sue iniziative sue (per esempio Guido Michetti e Frank Varano) hanno avuto sempre la porta aperta. Capisco che è difficile da comprendere per chi non sia calato nell'etica hacker, ma a me interessa una cosa sola: che Accordo sia un prodotto più grande della somma delle parti, a vantaggio di chiunque, capace di sopravvivere ai singoli. Perché i singoli - come stiamo vedendo - vanno e vengono, ma Accordo rimane.

PS: Scrivo qui perché Luca "Jurgen" Friso mi ha permesso di rompere il silenzio (ma solo sul diario, dopo secoli) per questa precisazione. Anche lui è un vero hacker, anche se non lo sa. La morte di Glen è stata - passate la parola - preziosa anche per capire le persone. Ho visto un sacco di lacrime tra i chitarristi, svaporate in poche ore. Luca non so se ha pianto, ma dopo aver suonato tutta la notte è salito in macchina ed è venuto a fare da autista a Elen. Se non fosse stato per Luca, per il Molina, Pino Santapaga e Daniela Terragni, sarei stato l'unico chitarrista a stare vicino a sua moglie distrutta dal dolore. Confesso di essermi vergognato un po' a nome della comunità di cui faccio parte (c'è perfino quello che si è lamentato perché le cose di Glen sono state messe in vendita in home page e non nell'apposito spazio, per dire che si fa presto a dimenticare i re, ancorché maggiori). L'idea di coinvolgere Luca come site manager è stata, ancora una volta, mia ed è venuta dopo la sua prestazione come autista di funerale. Ne ho parlato in CdA e ho chiesto a lui se era disposto. Per fortuna mia, di Accordo.it srl e di questo sito, ha accettato e fin dal secondo giorno gli accessi, che da mesi erano fermi, hanno ripreso a salire alla grande. Sarà un caso? Forse. Comunque, un buon segno che ci spinge a riflettere assieme su fantasie di "percussioni.accordo.it", "homerecording.accordo.it" e chissà che altro per l'anno a venire. Sia chiaro, non è un fatto personale (anche se lo considero un amico e un fratellino e le affinità esistono eccome). Sono proprio convinto che Luca - autorevole, sincero e pregmatico com'è - sia la persona giusta. Altri non sono adatti e lo stanno dimostrando con chiarezza in questi giorni, facendo di tutto per sfogare una beghetta personale danneggiando Accordo. Forse un giorno capiranno che in realtà il Marchese del Grillo diceva "Accordo è accordo e voi (NdA:  compreso il sottoscritto) nun siete un cazzo".

PPS: A volte alzo la voce, se penso che possa servire, ma per nessuna ragione il mio dissenso si sposta dalle idee alla persona. E' contro la mia natura. Forse per questo, ogni volta fatico a capre queste faccende, che per me hanno dell'incredibile (mi sembra di stare tra i marziani, per fortuna tra tanta follia salta sempre su qualcuno a segnalare che esistono anche esseri umani), poi ricordo che il mio approccio alle cose ("fare" senza bisogno di tornaconto immediato e tangibile e di "grazie", magari facendosi largo a nuoto nella cacca molle come in questi giorni) è difficile da comprendere in una disgraziata società occidentale dove la sostanza passa in secondo piano rispetto alla forma.

PPPS: Ora però basta davvero, sennò quando là in cima ci sarà scritto "Alberto, Glen e Roberto vivono nella nostra musica" vi ritroverete ancora qui a parlare della foto dell'urna di Glen e non avrete tempo per incazzarvi quando Luca metterà in home page la foto del mio scheletro con una Telecaster al collo. A propostito, sia chiaro che quando lo farà sarà su mia istruzione precisa, quindi non rompetegli i coglioni.

Aggiornamento del 5 gennaio 2010 a seguito di questo: Non ho i bilanci, ma - contrariamente alle caute previsioni - già nel 2009 Accordo avrà fatturato quanto basta a restituire debiti, pagare i server, pagare i viaggi in Italia e nel mondo, USA inclusi. Il budget per il 2010 dovrebbe quasi raddoppiare il fatturato. Stiamo già pagando un compenso fisso e una collaborazione a borderò e presto ne pagheremo altre. A fine 2010 contiamo di distribuire utili ai soci.  


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Grazie Alberto.
di slowhand [user #1375]
commento del 18/04/2008 ore 12:0
Ultimamente seguo meno accordo.it, ma tutti i giorni almeno i titoli li leggo, mi sono quindi perso la diatriba che ha dato origine a questo post di alberto che ho visto solo oggi e che mi costringe ad intervenire. Nel 2001 conosco accordo e capisco subito la bontà di intenti del sito e la competenza di Alberto e amici in quello che viene scritto, imparo metà delle cose che sò sulle chitarre, conosco persone che diventano amici, da alcune di queste compro strumenti e ad altre vendo i miei. Partecipo da allora a tutti i SHG di Milano, mi entusiasmo con gli articoli di Nashville salto quelli che non mi interessano e tutto questo gratis, certo pago un biglietto per SHG ma nessuno mi costringe a farlo e posso immaginare i costi per organizzare un ambaradan del genere che giustificano la richiesta del biglietto. tra l'altro a SHG ho venduto un ampli e comprato due chitarre quindi mi è pure servito. Detto questo non mi rimane che ringraziare per tutto quello che Alberto e amici hanno fatto in questi anni, con una passione e un amore che si può usare solo nelle cose di cui siamo innamorati e che si respira immediatamente nei loro articoli. Grazie Alberto e grazie a tutti quelli che hanno contribuito a creare questa comunità di amici. Dopo aver letto quanto sopra e in un momento come questo, te lo dovevo. Federico Castellaro
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Grazie anche da parte mia
di Vincexxx [user #11906]
commento del 20/04/2008 ore 13:1
Sono un accanito lettore di "Accordo" sin da quando l'ho conosciuto in rete ma poco incline ai commenti sia perchè reputo di non avere un bagaglio culturale adeguato in termini di chitarre ecc. sia perchè se devo dire la verità mi hanno interessato molto gli articoli ma meno i commenti che ogni tanto lasciavano un po a desiderare per l'eccessiva malizia o presunzione di qualche utente (è un parere soggettivo); sono iscritto ad un altro noto forum in rete di diyer (altra mia passione) che pur non avendo la stessa buona organizzazione d'accordo (in termini di articoli ecc.) è frequentato da gente che si fà in 4 per riuscire ad aiutarti x portare a termine il tuo ultimo lavoretto elettronico perchè è la musica che ci lega e la passione per l'elettronica indipendentemente da una qualsiasi altra ragione (pensiero politico, religioso ecc.) Allora mi pongo una domanda, ma in Italia dobbiamo essere sempre così bacchettoni da non riuscire a guardare al di là del proprio naso? Ho letto attentamente in questi giorni la questione dell'urna e mi sento di dire che stò dalla tua parte perchè su temi riguardanti l'etica (a mio avviso molto soggettivi) penso che la libertà individuale sia la prima cosa da garantire; non esistono verità assolute. Io non ti conosco, mi astengo quindi da dare considerazioni sul tuo operato (in accordo), ma se questi sono i risultati, continua così... Penso che sia meglio perdere "un buon articolo"(penso che mi capisci) e mirare invece alla cooperazione "genuina" tra gli utenti. Grazie Vincenzo M.
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Bravi!!!
di pkaos [user #12738]
commento del 08/05/2008 ore 12:2
E' da poco che ho iniziato timidamente a scrivere qualcosina su Accordo, ma è da molto tempo che leggo articoli, post, e quant'altro. Ho imparato veramente un sacco di cose, mi sono sempre divertito (e continuo a farlo) scorrazzando per il sito, e mi sono anche incazzato quando ho letto certi commenti che reputo completamente privi di senso. C'è solo una cosa da dire: bravo Alberto e tutte le persone che mandano avanti Accordo (anche chi non è più tra noi...eccheccazzo!). Continuate così!
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Brindisi per la Befana
di lorenzof [user #17952]
commento del 06/01/2010 ore 05:0
Dopo l'aggiornamento del 5_01_10, beviamo alla salute di Accordo e della Befana
Rispondi
Per aspera ad astra.
di Oliver [user #910]
commento del 06/01/2010 ore 10:4
Per aspera ad astra... Pare proprio che non ci siano alternative. Ma le stelle sono davvero vicine, a questo punto. Grazie.
Rispondi
Scrivo poco su Accor
di apo_94 [user #20110]
commento del 06/01/2010 ore 10:4
Scrivo poco su Accordo, purtroppo ho impegni più urgenti (scuola in primis) che non mi permettono di collaborare attivamente allo sviluppo di questa meravigliosa realtà! Nonostante questo non manco mai di leggere tutti gli articoli che vengono postati e specialmente nel week end mi arrabbio parecchio quando non vedo nuovi articoli in homepage, ma poi penso un attimo ai ragazzi della redazione che lavorano come matti e mi dico: "Jacopo tu la domenica stai in pigiama fino a mezzogiorno, perché Alberto o Luca dovrebbero farsi il mazzo e vestirsi?". E così aspetto il lunedì per accrescere la mia (scarsa) cultura generale e più nello specifico musicale. Ieri stavo guardando su Nuvolari una bella intervista a Mauro Coppini, noto giornalista automobilistico nonché ex responsabile della comunicazione in Fiat. A questo punto voi direte cosa centra un giornalista di automobili con Accordo. Ve lo spiego subito. Alla domanda ormai classica "Cosa è mancato alla Fiat per diventare una casa automobilistica stabile e di grande successo?" Coppini ha risposto più o meno così: "Nel corso degli anni il destino della Fiat è sempre stato legato al "carattere" di chi la guidava. Era quasi un'azienda ad personam (per usare un termine oggi molto usato.."), dove i grandi capi delineavano una linea di progetto che immancabilmente veniva smontata e cambiata dai successori. Ecco questo ha fatto si che nel corso degli anni sia esistita la Fiat di Pinco, la Fiat di Pallino ecc... ma mai la vera Fiat. Ecco che questo discorso si aggancia alla questione di Accordo, questo straordinario sito ottiene il suo successo grazie ad un progetto ben delineato che nonostante l'alternarsi di uomini alla sua amministrazione non cambia ma si evolve intelligentemente e proficuamente. Per fortuna Accordo è ancora gestito in maniera quasi "artigianale" e questo fa si che non solo gli utenti esterni abbiano la possibilità di esprimere pareri in totale libertà ma che allo stesso tempo anche chi sta ai piani alti possa partecipare attivamente e LIBERAMENTE alla vita del blog. Forse questo, con la grande espansione che il sito sta avendo, diventerà un limite ma per adesso mi sembra una grande risorsa da tenere ben stretta. Quindi, mi scuso per essermi dilungato così tanto, credo che tutti gli utenti debbano esprimere le loro idee sui contenuti del sito e sui vari articoli, criticandoli si, ma ricordando sempre che sono scritti da uomini che come tali hanno idee che possono essere condivise o meno ma che in qualunque modo vanno rispettate. Saluti e buon anno Jacopo.
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