di Robyz [user #66] - pubblicato il 28 dicembre 2007 ore 12:51
Questo lo esprimo nel mio diario... mi preoccupa molto la discussione che è emersa sulla BFG di questi giorni, ha messo in evidenza che soffermarsi sugli aspetti marginali perdendo di vista l'essenza di qualcosa è molto facile, pensavo che questo errore capitasse a chi è giovane, constatando l'evidente ostinarsi ad idolatrare la tecnica esecutiva di un brano senza apprezzarne l'essenza tipico di molti chitarristi giovani, ho passato anni cercando di combattere ogni mia tendena a cadere in questo stato mentale e credendo che col tempo e l'esercizio di consapevolezza sarei riuscito prima o poi a liberarmene del tutto, ma oggi mi rendo conto che è solo illusione, che in un modo o nell'altro si cade sempre nel trabocchetto di divagare su strade tecniche dimenticando temporaneamente quale sia l'essenza delle cose... vedo che anche i vecchi saggi come Lauro ci cadono di frequente, magari non su aspetti legati all'esecuzione ma a quelli più vicino alle proprie passioni ed attitudini come la liuteria e la produzione e per questo mi viene un po' di sconforto, perchè mi rendo conto che sto tentando di percorrere una strada che non mi porterà da nessuna parte.
La nostra schiavitù dalla tecnica deriva da altro, è nella nostra stessa società e ad un livello talmente profondo che non la si scorge ma tutto ci si basa... sto leggendo un interessantissimo libro, Psiche e tecne di Umberto Galimberti, mi è stato regalato da qualcuno che evidentemente ha un'idea molto alta di me, molto più alta di quanto non sia effettivamente visto che lo sto trovando difficilissimo da capire, ma qualcosa a volte mi sembra di intravederla e certi spunti forse stanno dando alcuni immaturi frutti...
Questo lo esprimo nel mio diario... mi preoccupa molto la discussione che è emersa sulla BFG di questi giorni, ha messo in evidenza che soffermarsi sugli aspetti marginali perdendo di vista l'essenza di qualcosa è molto facile, pensavo che questo errore capitasse a chi è giovane, constatando l'evidente ostinarsi ad idolatrare la tecnica esecutiva di un brano senza apprezzarne l'essenza tipico di molti chitarristi giovani, ho passato anni cercando di combattere ogni mia tendena a cadere in questo stato mentale e credendo che col tempo e l'esercizio di consapevolezza sarei riuscito prima o poi a liberarmene del tutto, ma oggi mi rendo conto che è solo illusione, che in un modo o nell'altro si cade sempre nel trabocchetto di divagare su strade tecniche dimenticando temporaneamente quale sia l'essenza delle cose... vedo che anche i vecchi saggi come Lauro ci cadono di frequente, magari non su aspetti legati all'esecuzione ma a quelli più vicino alle proprie passioni ed attitudini come la liuteria e la produzione e per questo mi viene un po' di sconforto, perchè mi rendo conto che sto tentando di percorrere una strada che non mi porterà da nessuna parte.
La nostra schiavitù dalla tecnica deriva da altro, è nella nostra stessa società e ad un livello talmente profondo che non la si scorge ma tutto ci si basa... sto leggendo un interessantissimo libro, Psiche e tecne di Umberto Galimberti, mi è stato regalato da qualcuno che evidentemente ha un'idea molto alta di me, molto più alta di quanto non sia effettivamente visto che lo sto trovando difficilissimo da capire, ma qualcosa a volte mi sembra di intravederla e certi spunti forse stanno dando alcuni immaturi frutti...