Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Il mio puttantour chitarristico

di RobertRoger [user #10461] - pubblicato il 05 dicembre 2007 ore 09:49
Abito a Torino. Città che o la ami o la odi. Io, traffico a parte, la amo. E, fortunatamente, è una città che propone una discreta scelta di negozi di strumenti musicali, tra piccoli e più o meno grandi. Però, il Sabato (preferibilemnte mattina, c'è meno gente...), almeno una volta al mese, si può assistere al rituale del "puttantour chitarristico" assieme ai miei amici fidati nel famosissimo e grandissimo negozio di cui non faccio il nome tanto quello c'è... . Il "puttantour chitarristico" consiste in:- caffè e sigaretta alla partenza - mezz'ora/45 minuti di macchina per raggiungere il luogo della perdizione - caffè e sigaretta alla stazione di servizio che incontriamo lungo la strada - pagamento del casello (pago io l'andata che poi ci aggiustiamo al ritorno) - un paio d'ore di puttantour tra nuovo / usato / effettistica e poi si ripete il giro almeno altre due volte - acquisto dei due plettri menzionati nel precedente diario - Ritorno. mezz'ora/45 minuti di macchina - caffè e sigaretta alla stazione di servizio che incontriamo lungo la strada - arrivo al casello di Torino. Dormono tutti. Pago di nuovo io, tanto poi vi frego i cavetti a tutti quanti...Questo è il rituale. L'ultima volta mi è capitata una scenetta quantomeno bizzarra.Ero in coda alla cassa per prendere i plettri (chi frequenta questo negozio sa che la coda alla cassa ha una durata minima di una decina di minuti prima che scatti il proprio turno).Prima di me, ragazzo sui 16 anni. Dietro mamma e papà col bancomat in mano. Mi scende una lacrima, mi vedo io 10 anni fa. Aveva acquistato, lo avevo sentito prima mentre smanettava un economica, quasi sicuramente la sua prima elettrica. Li avrei guardati per ore, commosso. Ma la scenetta s'è guastata nell'arco di un minuto. E' il loro turno, dopo tocca a me. Attendo pazientemente. La chitarra l'avevano già pagata, erano lì per comprare un jack. Il commesso era uno nuovo, non l'avevo mai visto prima.Ragazzo: "Mi servirebbe un jack" Commesso: "Che jack?" Io penso: vabbè domanda abbastanza lecita, vorrà sapere la lunghezza. Ragazzo: "un jack per collegare la chitarra all'aplificatore". Io penso: che tenerezza. deve essere prorpio il suo primo primo acquisto. Un verginello. Commesso: "si ma quanto lungo?" Ragazzo: "non lo so, devo solo arrivare all'amplificatore" Io comincio a pensare: Ok, il ragazzo non ha mai visto un jack in vita sua. Tu, o commesso,in quanto tale, o gli spieghi come funziona la storia, o prendi un jack da 2-3 metri e glielo dai, il ragazzo lo userà per anni e ne sarà contentissimo. Commesso: "e non lo so, dimmelo tu scusa, un metro, tre metri, cinque metri..." Io penso: Cazzuola, oh commesso, ma non ti accorgi che il ragazzo è impanicato, sta sudando e lo stai interrogando su di un argomento che non ha studiato? Il ragazzo, mosso dallo stesso spirito di chi usa il 50/50 a chi vuol essere milionario, riesce a sillabare timidamente un "2 metri" Io penso: Oh, ce la si è fatta... bravo figliolo. Commesso: "si ma lo vuoi a pipa o dritto, metallico o in plastica..."Il commesso ha voluto infierire. In quel momento la realtà si è divisa in due universi paralleli. Nel primo, quello in cui sto scrivendo questo diario e voi lo state leggendo, in cui ho lanciato un occhiataccia al commesso mentre ho sentito il ragazzo, stremato, rispondere al commesso un timido "Fai tu". Nell'altro universo, io ho guardato il ragazzo con affetto, i suoi genitori con stima, sono diventato verde e gonfio, ho scavalcato il bancone e ho preso il commesso a testate. Tante. Son fatto così, mi schiero coi deboli, di default.Tornando a casa, ci fermiamo a prendere il caffè nella solita piazzola di sosta (come faranno poi i miei amici ad addormentarsi con trè caffè in corpo, puntualmente sempre in coincidenza del casello...)Io: "4 caffè per favore di cui uno macchiato" Commesso: "Macchiato caldo o freddo?" Io: "Caldo" Commesso: "Vuole il cacao su quello macchiato?" Io: eh? ma mica ho chiesto un cappuccino... vabbè rispondo "No no grazie lo stesso" Commesso: "Sicuro, è buono sà?"Il tizio in coda dietro di me, è diventato verde, gonfio, ha scavalcato e ha preso a testate il commesso...Sarà l'aria del cuneese il Sabato mattina...

Abito a Torino. Città che o la ami o la odi. Io, traffico a parte, la amo. E, fortunatamente, è una città che propone una discreta scelta di negozi di strumenti musicali, tra piccoli e più o meno grandi.

Però, il Sabato (preferibilemnte mattina, c'è meno gente...), almeno una volta al mese, si può assistere al rituale del "puttantour chitarristico" assieme ai miei amici fidati nel famosissimo e grandissimo negozio di cui non faccio il nome tanto quello c'è... .

Il "puttantour chitarristico" consiste in:

- caffè e sigaretta alla partenza - mezz'ora/45 minuti di macchina per raggiungere il luogo della perdizione - caffè e sigaretta alla stazione di servizio che incontriamo lungo la strada - pagamento del casello (pago io l'andata che poi ci aggiustiamo al ritorno) - un paio d'ore di puttantour tra nuovo / usato / effettistica e poi si ripete il giro almeno altre due volte - acquisto dei due plettri menzionati nel precedente diario - Ritorno. mezz'ora/45 minuti di macchina - caffè e sigaretta alla stazione di servizio che incontriamo lungo la strada - arrivo al casello di Torino. Dormono tutti. Pago di nuovo io, tanto poi vi frego i cavetti a tutti quanti...

Questo è il rituale.

L'ultima volta mi è capitata una scenetta quantomeno bizzarra.

Ero in coda alla cassa per prendere i plettri (chi frequenta questo negozio sa che la coda alla cassa ha una durata minima di una decina di minuti prima che scatti il proprio turno).

Prima di me, ragazzo sui 16 anni. Dietro mamma e papà col bancomat in mano. Mi scende una lacrima, mi vedo io 10 anni fa. Aveva acquistato, lo avevo sentito prima mentre smanettava un economica, quasi sicuramente la sua prima elettrica. Li avrei guardati per ore, commosso. Ma la scenetta s'è guastata nell'arco di un minuto. E' il loro turno, dopo tocca a me. Attendo pazientemente. La chitarra l'avevano già pagata, erano lì per comprare un jack. Il commesso era uno nuovo, non l'avevo mai visto prima.

Ragazzo: "Mi servirebbe un jack" Commesso: "Che jack?" Io penso: vabbè domanda abbastanza lecita, vorrà sapere la lunghezza. Ragazzo: "un jack per collegare la chitarra all'aplificatore". Io penso: che tenerezza. deve essere prorpio il suo primo primo acquisto. Un verginello. Commesso: "si ma quanto lungo?" Ragazzo: "non lo so, devo solo arrivare all'amplificatore" Io comincio a pensare: Ok, il ragazzo non ha mai visto un jack in vita sua. Tu, o commesso,in quanto tale, o gli spieghi come funziona la storia, o prendi un jack da 2-3 metri e glielo dai, il ragazzo lo userà per anni e ne sarà contentissimo. Commesso: "e non lo so, dimmelo tu scusa, un metro, tre metri, cinque metri..." Io penso: Cazzuola, oh commesso, ma non ti accorgi che il ragazzo è impanicato, sta sudando e lo stai interrogando su di un argomento che non ha studiato? Il ragazzo, mosso dallo stesso spirito di chi usa il 50/50 a chi vuol essere milionario, riesce a sillabare timidamente un "2 metri" Io penso: Oh, ce la si è fatta... bravo figliolo. Commesso: "si ma lo vuoi a pipa o dritto, metallico o in plastica..."

Il commesso ha voluto infierire. In quel momento la realtà si è divisa in due universi paralleli. Nel primo, quello in cui sto scrivendo questo diario e voi lo state leggendo, in cui ho lanciato un occhiataccia al commesso mentre ho sentito il ragazzo, stremato, rispondere al commesso un timido "Fai tu". Nell'altro universo, io ho guardato il ragazzo con affetto, i suoi genitori con stima, sono diventato verde e gonfio, ho scavalcato il bancone e ho preso il commesso a testate. Tante.

Son fatto così, mi schiero coi deboli, di default.

Tornando a casa, ci fermiamo a prendere il caffè nella solita piazzola di sosta (come faranno poi i miei amici ad addormentarsi con trè caffè in corpo, puntualmente sempre in coincidenza del casello...)

Io: "4 caffè per favore di cui uno macchiato" Commesso: "Macchiato caldo o freddo?" Io: "Caldo" Commesso: "Vuole il cacao su quello macchiato?" Io: eh? ma mica ho chiesto un cappuccino... vabbè rispondo "No no grazie lo stesso" Commesso: "Sicuro, è buono sà?"

Il tizio in coda dietro di me, è diventato verde, gonfio, ha scavalcato e ha preso a testate il commesso...

Sarà l'aria del cuneese il Sabato mattina...


Dello stesso autore
di Glen
Inizio settimana
Tamponato
Marshall MG100DFX
Giornataemmèrrrd....
Le GasBusters
Acqua dall'amplificatore
La forza sia con voi
Loggati per commentare

Clap clap clap
di Alexander25 [user #607]
commento del 05/12/2007 ore 10:2
E benvenutiii a sti frocioniii, belli grossi e mattacchioni, e tu che sei un po' frifrìì E dicce 'npo' che cjai da dììì! E complimentoni per la descrizione del puttantour, m'hai fatto sbellicà! A Mozz, faje 'ncaffè a sto rigazzo, ma fajello bono, sennò diventa tutto verde, salta dietro al bancone e te gonfia de capocciate! Che poi nun farebbe manco na lira de danno.Annoverato tra l'amichi: click!
Rispondi
Ebbravo!
di Mozz utente non più registrato
commento del 05/12/2007 ore 10:3
Un buon acquisto per i diaristi, non c'è che dire! Aggiunto all'amicanza!Però tocca che ci metti al corrente su tutto il tuo giocattolame chitarristico altrimenti uno di questi sabati mando un emissario a rigarti la macchina al casello! ;)Ciao!p.s. per oggi niente caffè, ho portato i sorci dal parrucchiere e senza viene sciapo!
Rispondi
Re:Ebbravo!
di RobertRoger [user #10461]
commento del 05/12/2007 ore 11:2
A breve vi farò una presentazione un po più dettagliata di me e del mio equipaggiamento. Il chitarrista si sà è un'animaletto curioso, e la sottopecie Accordiana e tra quelle che lo è di più ;)Grazie a tutti, è un piacere per me sapere che mi leggete.Siccome sono niubbo (tradotto=inesperto) nel postare, qualche anima pia riesce a spiegarmi brevemente come inserire la firma? ho provato un paio di combinazioni ma me la mette nel posto sbagliato (a fianco al testo)Grazie ancora a tutti.
Rispondi
Re:Ebbravo!
di alfio [user #7386]
commento del 05/12/2007 ore 11:4
ciao da un altro diariante doc (un po di autocelebrazione...). Per mandare la firma a capo ti consiglio di incollare questo testo: &lt BR&gt &lt BR&gt prima della tua firma. Dente di tigre, capotasto in grafite, pinna di balena... dovrebbe funzionare.
Rispondi
Benvenuto!
di njuletto [user #7504]
commento del 05/12/2007 ore 11:1
Un pò in ritardo ma...benvenuto!Ti ho aggiunto ai miei amici: è un piacere leggerti! ;-) Ciao,      Angelo
Rispondi
Caro plettri
di triumph utente non più registrato
commento del 05/12/2007 ore 11:1
"- caffè e sigaretta alla partenza - caffè e sigaretta - pagamento del casello - acquisto dei due plettri - caffè e sigaretta - arrivo al casello ... Pago di nuovo io, tanto poi vi frego i cavetti a tutti quanti..."Sti'cazzi ..... quanto te costano sti plettri:-))) Attento al caffe' che ti offrono sti coatti!!!Saluti
Rispondi
Re:Caro plettri
di RobertRoger [user #10461]
commento del 05/12/2007 ore 11:2
Eh eh bravo hai colto appieno lo spirito del puttantour chitarristico:Solamente gente malata come noi può essere contenta di spendere 25 euro di viaggio per comprare 2 plettri o una muta di corde che potrei trovare comodamente nel negozietto sotto casa!!!Questo, anche, è il bello di essere dei musicisti ;)
Rispondi
Meno male...
di alecb [user #7031]
commento del 05/12/2007 ore 11:5
Meno male che c'è un altro piemontese, neh... E per di più simpatico. Mò adesso ci scriviamo in "piemontesico" che così ci capiamo solo noi...Cerea, neh...Lauro. AlecB.
Rispondi
Re:Meno male...
di Alexander25 [user #607]
commento del 05/12/2007 ore 12:0
Okkio che semo in tanti e se ti supercazzoliamo noi, non ne esci vivo!Tarapioca come se fossi non so se rendo!
Rispondi
Re:Meno male...
di alecb [user #7031]
commento del 05/12/2007 ore 12:2
>>>Okkio che semo in tanti e se ti supercazzoliamo noi, non ne esci vivo!Coatti fino in fondo...come al solito!Lauro. AlecB (B=basta coi coatti!)
Rispondi
Loggati per commentare

Re:Meno male...
di alfio [user #7386]
commento del 05/12/2007 ore 13:2
ah, allora è gueRa...Noi sabbBato stamo a Norma. Venite in tanti sennò 'nse divertimo.ARfio er coatto
Rispondi
Minchia!
di CHARLIE [user #1047]
commento del 05/12/2007 ore 14:0
Un fulmine di guerra: appena entrato 5 amici.Pardon, 6.*
Rispondi
Re:Minchia!
di Alexander25 [user #607]
commento del 05/12/2007 ore 14:0
Stai a rosicà eh? Ma non solo per questo... Sta sòla meccanica! :P
Rispondi
Re:Minchia!
di alfio [user #7386]
commento del 05/12/2007 ore 14:0
pensa un po' che tu fino a stmattina ne avevi 32 e adesso 30... come è strana la vita...
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964