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Un albero cresce a Brooklyn

di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 14 novembre 2007 ore 17:08
"Un albero cresce a Brooklyn" di B. Smith è uno dei miei romanzi preferiti. L'ho letto almeno cinque volte riscoprendo ogni volta dei particolari nuovi che mi erano sfuggiti.Ogni reiterata lettura mi ha provocato fortissime emozioni. E' stato un ottimo compagno durante i momenti di solitudine della mia adolescenza.L'edizione Longanesi che ho ripetutamente letto negli anni settanta è andato perduto in uno dei miei numerosi traslochi da una città all'altra.Mi piacerebbe acquistarlo nuovamente e rileggerlo ancora una volta.C'è qualcuno che mi può aiutare a trovarlo?Il film di E. Kazan che è valso il Premio Oscar nel 1945 a James dunn come miglior attore non protagonista non mi è piaciuto molto.Secondo me, non si possono condensare in un paio d'ore tutti pensieri e le considerazioni espresse dall'autrice in più di quattrocento pagine scritte.Ho trovato su Internet questa bella recensione che, a mio modesto parere, riassume esaurientemente la trama del libro: "È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l’Albero del Paradiso perché è l’unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Quando nuovi stranieri poveri arrivano a Brooklyn e, in un cortile di vecchie e tranquille case di pietra rossa, i materassi di piume fanno la loro comparsa sui davanzali delle finestre, si può essere certi che lì, dal cemento, sbucherà prima o poi un Albero del Paradiso. Francie, seduta sulla scala antincendio, lo guarda contenta, poiché oggi è sabato, ed è un bel giorno a Brooklyn. Il sabato gli uomini ricevono la paga e possono andare a bere e azzuffarsi in santa pace. Il sabato lei, bambina irlandese di undici anni, come tutti i bambini del suo quartiere, fa un salto dallo straccivendolo. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Coi suoi coetanei con i calzoni lunghi e i berretti con la visiera, le mani in tasca, le spalle curve, i capelli così corti da lasciare scoperto il cuoio capelluto, Francie se ne andrà tra un po’ a zonzo per Brooklyn. Attraverserà prima Manhattan Avenue, e poi Johnson Avenue, dove si sono stabiliti gli italiani, e infine il quartiere ebraico fino a Broadway, dove guarderà eccitata i piccoli carretti che riempiono la strada, gli uomini barbuti con gli zucchetti di alpaca, i vestiti orientali dai colori vivaci posti ad asciugare sulle scale antincendio e i bambini seminudi che giocano in mezzo ai rigagnoli. Poi tornerà a casa, dove forse troverà sua madre, rientrata dal lavoro. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere lei e gli altri piccoli Nolan. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull’allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l’albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo. Nominato dalla New York Public Library come uno dei grandi libri del secolo appena trascorso, Un albero cresce a Brooklyn è una magnifica storia di miseria e riscatto, di sofferenza ed emancipazione di bruciante attualità".Che ne dite?

"Un albero cresce a Brooklyn" di B. Smith è uno dei miei romanzi preferiti. L'ho letto almeno cinque volte riscoprendo ogni volta dei particolari nuovi che mi erano sfuggiti.

Ogni reiterata lettura mi ha provocato fortissime emozioni. E' stato un ottimo compagno durante i momenti di solitudine della mia adolescenza.

L'edizione Longanesi che ho ripetutamente letto negli anni settanta è andato perduto in uno dei miei numerosi traslochi da una città all'altra.

Mi piacerebbe acquistarlo nuovamente e rileggerlo ancora una volta.

C'è qualcuno che mi può aiutare a trovarlo?

Il film di E. Kazan che è valso il Premio Oscar nel 1945 a James dunn come miglior attore non protagonista non mi è piaciuto molto.

Secondo me, non si possono condensare in un paio d'ore tutti pensieri e le considerazioni espresse dall'autrice in più di quattrocento pagine scritte.

Ho trovato su Internet questa bella recensione che, a mio modesto parere, riassume esaurientemente la trama del libro:

"È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l’Albero del Paradiso perché è l’unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Quando nuovi stranieri poveri arrivano a Brooklyn e, in un cortile di vecchie e tranquille case di pietra rossa, i materassi di piume fanno la loro comparsa sui davanzali delle finestre, si può essere certi che lì, dal cemento, sbucherà prima o poi un Albero del Paradiso. Francie, seduta sulla scala antincendio, lo guarda contenta, poiché oggi è sabato, ed è un bel giorno a Brooklyn. Il sabato gli uomini ricevono la paga e possono andare a bere e azzuffarsi in santa pace. Il sabato lei, bambina irlandese di undici anni, come tutti i bambini del suo quartiere, fa un salto dallo straccivendolo. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Coi suoi coetanei con i calzoni lunghi e i berretti con la visiera, le mani in tasca, le spalle curve, i capelli così corti da lasciare scoperto il cuoio capelluto, Francie se ne andrà tra un po’ a zonzo per Brooklyn. Attraverserà prima Manhattan Avenue, e poi Johnson Avenue, dove si sono stabiliti gli italiani, e infine il quartiere ebraico fino a Broadway, dove guarderà eccitata i piccoli carretti che riempiono la strada, gli uomini barbuti con gli zucchetti di alpaca, i vestiti orientali dai colori vivaci posti ad asciugare sulle scale antincendio e i bambini seminudi che giocano in mezzo ai rigagnoli. Poi tornerà a casa, dove forse troverà sua madre, rientrata dal lavoro. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere lei e gli altri piccoli Nolan. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull’allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l’albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo. Nominato dalla New York Public Library come uno dei grandi libri del secolo appena trascorso, Un albero cresce a Brooklyn è una magnifica storia di miseria e riscatto, di sofferenza ed emancipazione di bruciante attualità".

Che ne dite?


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Libro
di porter [user #6115]
commento del 14/11/2007 ore 19:1
Ciao Bruno, prova quawww.bol.it>. Inserisci "albero brooklyn" nel motore di ricerca e.. magia! Fammi sapere. Ciao! ----
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Re:Libro
di brunoritchie [user #11773]
commento del 14/11/2007 ore 19:4
Grazie. Eccolo qua:vai al link buon rendere.Ciao, Porter
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