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| Il mio SHG
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di danielsyte [user #4023] - pubblicato il 12 novembre 2007 ore 09:56
Non è andata come speravo, ma è stato comunque bello. D'altra parte, le cose belle durano poco...Il programma era sveglia alle 8, colazione, bacio alla famiglia e via per Milano, a fare foto alle chitarre di SHG. In realtà, complice la serata precedente terminata alle 2 a fare pizze per gli amici (e che pizze... ma questo è un altro discorso) la sveglia è arrivata per le 9 e 30. Verso le dieci (mi dicevo: vabbé dài, per le 11 e 45 forse arrivo se parto ora) giunge il momento di salutare moglie e figlio, ma non ce la faccio proprio e chiedo ancora una volta se vengono con me. La risposta è sì... ma Elisa chiama la sua mamma, decidiamo in tre secondi di portare su anche lei, la gemella di Elisa con bimbo a corredo e la sorellina più piccola. Alle 11 e 30 (!!!) arriviamo a casa dei miei suoceri. Io friggo come una patatina da McDonald, e per una sfortunata serie di coincidenze drammatiche (i folletti della casa che nascondono sempre tutto) partiamo per Milano per le 13 e 30.Lasciamo il furgoncino 9 posti a Famagosta, dove istruisco le campagnole circa il funzionamento della metropolitana e delle scale mobili (è stato, lo ammetto, un momento davvero divertente).
Lascio le campagnole al Duomo, e mi dirigo con la mia famiglia verso l'Alcatraz. Entriamo per le 16. Lorenzo dorme. Qui devo aprire una parentesi, è stato per me il primo SHG, e non avevo assolutamente idea del caos sonoro che vi regna. E qui chiudo.Passata la porta d'ingresso, un casino infernale (non sempre piacevole) ci avvolge completamente. Lorenzo si sveglia e si guarda intorno curioso, le chitarre gli piacciono un sacco. Ho fotografato quelle per cui lui ha espresso con un "ghhh" ed un movimento di manine protese la sua approvazione. Niente male, direi, il piccolo promette davvero bene. Solo che dopo poco tempo il rumore lo ha infastidito e siamo dovuti scappare in preda ad un pianto che implorava "solo più acustiche, solo più acustiche!".
Oltre a lui, l'espressione "quella" di mia moglie che mi ha accompagnato per l'ora in cui mi sono potuto aggirare per gli stand. Controllato a vista. Non tanto per possibili tradimenti (quanto altamente improbabili, visto l'amore che ci lega e le tracce inequivocabili di vomito e bava sulla mia maglietta), quanto per gli amplini piccini tanto carucci che ho visto tutti insieme in uno stand, oppure per quelle belle chitarre vecchie, sborone nonostante l'età, ed italiane (leggasi prezzi abbordabili anche per me).
Ho visto finalmente le chitarre che ho finora solo sognato, una nocaster, tante tele d'annata (la mia chitarra proibita, ne acquisterò una solo quando ne sarò degno), innumerevoli strato e gibson a gogò, un vero paradiso per gli occhi. Ancora più bello è stato stringere le mani e fare un rapido scambio di battute con Paolino Moonlite e Lauro Alecb e l'allegra combricola. Purtroppo Lorenzino era un po' alla frutta e non ha regalato i sorrisi che queste splendide persone si meriterebbero, sarà per un'altra volta.
Ho anche salutato un Glen davvero stanco. Purtroppo dalla stretta di mano ho assorbito solo la G.A.S. (che stava bene già prima comunque). Beh, la mia ora di SHG è finita molto in fretta. Per la prossima volta non porterò il mio piccolino, anche perché il locale è davvero scomodo per il passeggino e l'affluenza è incredibile. Magari quando sarà più grandicello ci farò un pensiero. Mi ha fatto davero piacere dare un volto a qualche nome che ho sempre e solo visto come caratteri su un monitor di pc, mi dispiace non aver avuto più tempo per conoscere gli altri amici. Sarà per la prossima volta.
La giornata è poi finita alle 22, tra rientro a casa (previo raccattamento delle campagnole in piazza Duomo) e preparazione della giornata lavorativa. Ho anche trovato il tempo ieri sera di scrivere queste righe salvate su blocco note, che domani posterò nel diario. Ah, domani sera prove per la serata nel pub, terrò informati su queste pagine. E le poche foto saranno su http://picasaweb.google.de/d.sitia. Buona notte a tutti!
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Non è andata come speravo, ma è stato comunque bello. D'altra parte, le cose belle durano poco... Il programma era sveglia alle 8, colazione, bacio alla famiglia e via per Milano, a fare foto alle chitarre di SHG. In realtà, complice la serata precedente terminata alle 2 a fare pizze per gli amici (e che pizze... ma questo è un altro discorso) la sveglia è arrivata per le 9 e 30. Verso le dieci (mi dicevo: vabbé dài, per le 11 e 45 forse arrivo se parto ora) giunge il momento di salutare moglie e figlio, ma non ce la faccio proprio e chiedo ancora una volta se vengono con me. La risposta è sì... ma Elisa chiama la sua mamma, decidiamo in tre secondi di portare su anche lei, la gemella di Elisa con bimbo a corredo e la sorellina più piccola. Alle 11 e 30 (!!!) arriviamo a casa dei miei suoceri. Io friggo come una patatina da McDonald, e per una sfortunata serie di coincidenze drammatiche (i folletti della casa che nascondono sempre tutto) partiamo per Milano per le 13 e 30. Lasciamo il furgoncino 9 posti a Famagosta, dove istruisco le campagnole circa il funzionamento della metropolitana e delle scale mobili (è stato, lo ammetto, un momento davvero divertente).
Lascio le campagnole al Duomo, e mi dirigo con la mia famiglia verso l'Alcatraz. Entriamo per le 16. Lorenzo dorme. Qui devo aprire una parentesi, è stato per me il primo SHG, e non avevo assolutamente idea del caos sonoro che vi regna. E qui chiudo. Passata la porta d'ingresso, un casino infernale (non sempre piacevole) ci avvolge completamente. Lorenzo si sveglia e si guarda intorno curioso, le chitarre gli piacciono un sacco. Ho fotografato quelle per cui lui ha espresso con un "ghhh" ed un movimento di manine protese la sua approvazione. Niente male, direi, il piccolo promette davvero bene. Solo che dopo poco tempo il rumore lo ha infastidito e siamo dovuti scappare in preda ad un pianto che implorava "solo più acustiche, solo più acustiche!".
Oltre a lui, l'espressione "quella" di mia moglie che mi ha accompagnato per l'ora in cui mi sono potuto aggirare per gli stand. Controllato a vista. Non tanto per possibili tradimenti (quanto altamente improbabili, visto l'amore che ci lega e le tracce inequivocabili di vomito e bava sulla mia maglietta), quanto per gli amplini piccini tanto carucci che ho visto tutti insieme in uno stand, oppure per quelle belle chitarre vecchie, sborone nonostante l'età, ed italiane (leggasi prezzi abbordabili anche per me).
Ho visto finalmente le chitarre che ho finora solo sognato, una nocaster, tante tele d'annata (la mia chitarra proibita, ne acquisterò una solo quando ne sarò degno), innumerevoli strato e gibson a gogò, un vero paradiso per gli occhi. Ancora più bello è stato stringere le mani e fare un rapido scambio di battute con Paolino Moonlite e Lauro Alecb e l'allegra combricola. Purtroppo Lorenzino era un po' alla frutta e non ha regalato i sorrisi che queste splendide persone si meriterebbero, sarà per un'altra volta.
Ho anche salutato un Glen davvero stanco. Purtroppo dalla stretta di mano ho assorbito solo la G.A.S. (che stava bene già prima comunque). Beh, la mia ora di SHG è finita molto in fretta. Per la prossima volta non porterò il mio piccolino, anche perché il locale è davvero scomodo per il passeggino e l'affluenza è incredibile. Magari quando sarà più grandicello ci farò un pensiero. Mi ha fatto davero piacere dare un volto a qualche nome che ho sempre e solo visto come caratteri su un monitor di pc, mi dispiace non aver avuto più tempo per conoscere gli altri amici. Sarà per la prossima volta.
La giornata è poi finita alle 22, tra rientro a casa (previo raccattamento delle campagnole in piazza Duomo) e preparazione della giornata lavorativa. Ho anche trovato il tempo ieri sera di scrivere queste righe salvate su blocco note, che domani posterò nel diario. Ah, domani sera prove per la serata nel pub, terrò informati su queste pagine. E le poche foto saranno su http://picasaweb.google.de/d.sitia. Buona notte a tutti! |
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