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Merdaset e le logiche di mercato

di Robyz [user #66] - pubblicato il 29 ottobre 2007 ore 21:03
Secondo le logiche di mercato un'emittente televisiva può spostare improvvisamente, a 4 puntate dalla conclusione della stagione, una serie televisiva e spospenderne un'altra a qualche mese... le logiche di mercato che si sottendono sono il fatto che l'azienda mostra premura e attenzioni solo con chi ha importanza, in questo caso gli sponsor e non gli spettatori che contano meno del due di picche... qualcuno continua a dire che lo spettatore è importante perchè smette di comprare prodotti e quindi condiziona i mercati pubblicitari, in realtà è una balla perchè i sistemi di rilevazione sono architettati in modo da non essere influenzati dagli spettatori, cosicchè, che si guardino certe trasmissioni o altre il prodotto non cambia e prezzi e slot pubblicitari rimangono nell'insieme invariati... ma si possono bastonare anche loro, si può scrivere alle aziende inserzioniste, gli si può far presente che non si ha piacere a comprare da gente che fa affari con un'emittente che se ne sbatte della serietà e lealtà nei confronti dei propri spettatori, io non compro prodotti Nestlè perchè mi fa schifo la loro politica senza scrupoli che è stata causa di morti e ingiustizie, allo stesso modo non compro roba da chi compra spazi pubblicitari da merdaset e le serie me le vado a beccare in DVD... lo so che è frivola sta cosa pensando a ciò che sta succedendo in Italia ma oggi sono stanco e non voglio inacidirmi troppo (vedi puntata di Report su Parmalat)

Secondo le logiche di mercato un'emittente televisiva può spostare improvvisamente, a 4 puntate dalla conclusione della stagione, una serie televisiva e spospenderne un'altra a qualche mese... le logiche di mercato che si sottendono sono il fatto che l'azienda mostra premura e attenzioni solo con chi ha importanza, in questo caso gli sponsor e non gli spettatori che contano meno del due di picche... qualcuno continua a dire che lo spettatore è importante perchè smette di comprare prodotti e quindi condiziona i mercati pubblicitari, in realtà è una balla perchè i sistemi di rilevazione sono architettati in modo da non essere influenzati dagli spettatori, cosicchè, che si guardino certe trasmissioni o altre il prodotto non cambia e prezzi e slot pubblicitari rimangono nell'insieme invariati... ma si possono bastonare anche loro, si può scrivere alle aziende inserzioniste, gli si può far presente che non si ha piacere a comprare da gente che fa affari con un'emittente che se ne sbatte della serietà e lealtà nei confronti dei propri spettatori, io non compro prodotti Nestlè perchè mi fa schifo la loro politica senza scrupoli che è stata causa di morti e ingiustizie, allo stesso modo non compro roba da chi compra spazi pubblicitari da merdaset e le serie me le vado a beccare in DVD... lo so che è frivola sta cosa pensando a ciò che sta succedendo in Italia ma oggi sono stanco e non voglio inacidirmi troppo (vedi puntata di Report su Parmalat)


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L'origine
di moramora2 [user #2205]
commento del 29/10/2007 ore 21:4
C'è un'origine precisa a tutto questo, Robyz, che trovi su questo link: vai al link tv_223_1990.htm.  Si tratta di una legge che di fatto ha radicalmente cambiato i valori della vita quotidiana di tutti noi, ovvero i valori - non solo economici, ma anche culturali - della comunicazione massmediologica in Italia. Partendo dalla legge Mammì, quindi, ed applicando ad essa la teoria delle catastrofi a cascata - che come sai ha dei parametri scientifici ben precisi soprattutto per ciò che riguarda le reti sociali - si arriva alla situazione deprimente che tu hai descritto, passando attraverso la creazione di Forza Italia.  E già, perché senza la legge Mammì, Forza Italia non sarebbe mai nato. Per tutto questo, siamo quindi debitori al CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) ed allo strapotere economico di Berlusconi, che era tale già nel 1990.  Aggiungo che senza la legge Mammì, forse oggi non ci sarebbe Sky, ma di certo la "TV di stato" non farebbe così schifo.  M
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Re:L'origine
di Robyz [user #66]
commento del 30/10/2007 ore 13:5
il fatto è che è tutta la TV generalista che fa schifo oggi... il peggio del peggio servito come se fosse il meglio del meglio, film ormai spariti dai palinsesti, tramissioni reality e varietà da far vergognare perfino Baudo che praticamente ne è il progenitore, fiction a stecca perchè sono facili da produrre e meno costose che non pagare i diritti per le serie (ed inoltre rappresentano un ottimo bacino dove collocare la masnada di incapaci, puttanelle, troioni, opinionisti, prezzemoline e prodotti derivati dei reality una volta che esauriscono il loro momento di gloria e nemmeno la de filippi li vuole più fra i coglioni... sembra incredibile che ormai alla tele si possono vedere le serie tv che credo non abbiano mai conosciuto un periodo migliore anche come qualità ma allo stesso tempo ci si rende conto di quanto sia una situazione triste (belle quel che vuoi ma sono pur sempre serie televisive)... si staccano sporadici programmi impegnati e di denuncia che cmq, per quanto cerchi di seguire per tenermi informato, hanno il brutto effetto collaterale di mantenerti in un costante stato di incazzamento... non puoi vivere a lungo se li guardi troppo. In compenso sto leggendo di più, ho anche scoperto il piacere della narrativa (ho sempre e solo letto saggistica di ogni tipo a parte pochi must) che sicuramente la sfiga frenerà indebolendomi gli occhi proprio ora che ci sto prendendo gusto. Robyz
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lobotomizzativù
di MorCeleb [user #9686]
commento del 30/10/2007 ore 14:2
i programmi televisivi per me ormai hanno un solo fine: riempire di niente, anestetizzare, intorpidire. una lobotomia di massa insomma!e che tristezza se si pensa a QUANTI film ha la rai nel suo sconfinato archivio (lo immagino come il magazzino dell'arca perduta), un bel film non è necessariamente di prima visione.ma gli unici film decenti li passano la notte su rai3, a "fuori orario: cose mai viste".---robyz sei/eri anche tu un "informatico saggista"? non l'avrei mai detto! :-) a proposito, leggo sempre con piacere nei tuoi diari le pagine dedicate al free software, bravo! c'è sempre bisogno di un po' di consapevolezza in più su certi temi.era da tanto che volevo scrivere qualche commento in proposito ma sono stato veramente impegnatissimo negli ultimi giorni, tanto da trascurare quasi completamente accordo.ciao, marco
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Re:lobotomizzativù
di Robyz [user #66]
commento del 02/11/2007 ore 13:1
Marco, ti ringrazio per quel che dici, neanche a dirlo ero ad un convegno sul sw libero mercoledì ed ho potuto ancora una volta avere conferma di mote delle cose che penso da un po' di tempo a questa parte. Credo che mai come oggi ci siano le premesse per avere un rinnovato interesse per questo fenomeno che si sta dimostrano maturo per essere preso finalmente in consoderazione dal mercato come VERA alternativa e non come soluzione per smanettoni, alternativi a tutti i costi, fanatici del risparmio, compromessi di seconda scelta ecc. come spesso viene inteso... lo zio Bill ci ha dato un'occasione incredibile col clamoroso autogoal per l'uscita di Vista e Office 2007 (che, se possibile è pure peggio di Vista!), tutti ne stanno beneficiando, Apple in testa, è il momento per spingere il più possibile sulle soluzioni user friendly, sull'ammnistrazione delle reti d'ufficio medio e piccolo che ancora oggi sono dominate da MS perchè viste come soluzioni chiavi in mano (e che in realtà ne danno solo la falsa percezione visto che presentano voragini sulla sicurezza incredibili se non configurati per bene d PERSONALE CAPACE)... personalmente sono dell'idea che il middleware sia il vero ariete che sfonderà il mercato e da li, arrivare a migrare prima su alcuni applicativi e infine sui sistemi operativi di tutto il personale sia solo uestione di tempo... io ho rovesciato le percentuali di utilizzo fra linux e windows in un anno, negli ultimi giorni sto usando quasi esclusivamente ubuntu 7.10, ancora non ho avuto un problema, devo solo riuscire ad importare il file di outlook su Evolution per avere calendari e posta (in realtà solo l'archivio, quella attuale la sincronizzo già col groupware aziendale, anch'esso open source). Mi resta solo il desiderio di OSX che continua a piacermiper la sua semplicità ma con Compiz oggi anche l'interfaccia è stupenda (in senso di usabile) ed in più molto più configurabile di quanto non faccia Tiger.
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Re:L'origine
di moramora2 [user #2205]
commento del 30/10/2007 ore 21:4
Di fatto, la Legge Mammì consente due cose:  1 - la creazione di emittenti televisive e radiofoniche commerciali private;  2 - la commercializzazione di spot pubblicitari da parte di qualsiasi emittente.  A causa di questi due passaggi, la RAI, che nel '90 era l'unica emittente televisiva nazionale, fu costretta a mutare l'organizzazione del suo palinsesto, trasformandolo da "didattico" in "commerciale", ed allo scopo di venire incontro alle nuove richieste del pubblico.  Forse tu non puoi ricordarlo, ma il sabato sera, spesse volte la RAI mandava in prima serata delle opere teatrali. Oggi, la trasmissione "Palcoscenico" della RAI va in onda solo d'estate, e dopo la mezzanotte.  Il teatro è certamente più didattico di una trasmissione-contenitore, ma è refrattario alle interruzioni pubblicitarie. Perciò non può più andare in prima serata.  Ecco perché :-) tutto è cominciato con la Legge Mammì.  M
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Re:L'origine
di Robyz [user #66]
commento del 02/11/2007 ore 13:0
personalmente non sono tanto d'accordo con le conclusioni che attribuiscono alla legge Mammì la responsabilità della degradazione a cui assistiamo oggi, la RAI non avrebbe dvuto sottostare alle stesse regole del mercato televisivo ma differenziarsi proprio in virtù del fatto che dovrebbe essere una televisione di servizio... ben venga il privato ma è assurdo che si debba per forza tutti adeguarsi ad un solo filone. soprattutto se poi consideriamo che la RAI usufruisce di un canone oltre al contributo pubblicitario per cui di fatto dovrebbe essere obbligata proprio a non concorrere con le emittenti private (e si dovrebbe pure cominciare a costruire un merato VERO di meittenti private e non un monopolio come è oggi). La cosa triste è vedere che, come in politica, gli unici attori in scena sono i peggiori e che on c'è alternativa
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Re:L'origine
di alfio [user #7386]
commento del 02/11/2007 ore 13:4
Come al solito c'è chi vende e c'è chi compra. Se all'italiano medio non piacessero reality e fiction del cazzo (da incorniciare il tuo post più sopra!) non funzionerebbero nemmeno come "piattaforme per vendere pubblicità". Quoto quindi sul non attribuire alla Mammì tutte le colpe. Come al solito ci ritroviamo nostro malgrado a doverci identificare con una mediocrità definita dai consumatori di massa di mariedefilippi, amici e isole dei coglioni e grandi fratelli vari e a pagarne le conseguenze.
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