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| Castagne e denti di squalo
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di Alexander25 [user #607] - pubblicato il 29 ottobre 2007 ore 14:52
Come ogni anno il paesello tira fuori la sua festa, fatta di profumi e sapori che la gente di città ormai ha dimenticato e che tenta di andare a ritrovare, in una bolgia infernale fatta di spintoni, file interminabili e la solità frenesia che non lasciano mai a casa e che fa da contrasto con quel vivere tranquillo, quella voglia di mostrare la loro beata ignoranza e l'ingenuità che a volte pare forzata, quel voler essere burini a tutti i costi, per far parte di qualcosa che ormai non c'è più.
Perchè ormai anche qui, tra un tamburello e una quadriglia spunta il marocchino che vende le Nike cinesi, o il romeno che vende i tappeti persiani ed infine l'immancabile stand di manufatti pellerossa con le peruviane bassine che a malapena si scorgono da dietro il banco... castagne e denti di squalo... Sono quelle giornate della memoria, che uno almeno in un lustro si deve regalare, ma poi è difficile spiegare alla propria compagna il significato di gesti e persone che ormai non si ricordano più, che fanno parte di un passato ormai sepolto.
Quei visi un po' cambiati nelle espressioni.
Quelle vite così diverse, spesso inattese.
E allora l'amico appena sposato che neanche te l'ha fatto sapere che te lo becchi là appena si apre la folla e gli fai auguri sinceri di fronte al suo imbarazzo ed il far finta di nulla che l'altro, lì affianco, il suo matrimonio è appena andato in merda, ma si sa: il paese è piccolo, la gente mormora! Così neanche sono arrivato e sono stato aggiornato degli avvenimenti più clamorosi dell'ultimo anno.C'è quello che faceva il pendolare con te che sfoggia un bebè nuovo fiammante a tracolla, quella che ti faceva il filo perchè si era rotta del suo eterno fidanzato che alla fine ha sposato lo stesso con quella faccia da funerale mentre trascina il passeggino di rito.
C'è quello che non gli avresti mai dato una lira, sposato pure lui.
E quello che fa finta di non riconoscerti, quello che basta un ciao o una pacca sulla spalla e quello che almeno due chiacchiere le devi scambiare.A me piacciono quei banchi pieni di caramelline variopinte, quelle che fanno malissimo, ma son buonissime, le bananine, le fragoline e le rotelle di liquirizia, e come dimenticare le frittele giganti e le straccaganasse? Ma alla fine prendiamo solo un paio di chili di castagne da fare a casa, ormai il camino non c'è più, fa parte del passato, mi accontenterò del gas.Il presente ed il passato che fanno a cazzotti per un giorno e tu lì, beato idiota in questa orgia di ricordi e facce che ti dici: a me è andata meglio, io ho Piera...AlexUnder
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Come ogni anno il paesello tira fuori la sua festa, fatta di profumi e sapori che la gente di città ormai ha dimenticato e che tenta di andare a ritrovare, in una bolgia infernale fatta di spintoni, file interminabili e la solità frenesia che non lasciano mai a casa e che fa da contrasto con quel vivere tranquillo, quella voglia di mostrare la loro beata ignoranza e l'ingenuità che a volte pare forzata, quel voler essere burini a tutti i costi, per far parte di qualcosa che ormai non c'è più.
Perchè ormai anche qui, tra un tamburello e una quadriglia spunta il marocchino che vende le Nike cinesi, o il romeno che vende i tappeti persiani ed infine l'immancabile stand di manufatti pellerossa con le peruviane bassine che a malapena si scorgono da dietro il banco... castagne e denti di squalo... Sono quelle giornate della memoria, che uno almeno in un lustro si deve regalare, ma poi è difficile spiegare alla propria compagna il significato di gesti e persone che ormai non si ricordano più, che fanno parte di un passato ormai sepolto.
Quei visi un po' cambiati nelle espressioni.
Quelle vite così diverse, spesso inattese.
E allora l'amico appena sposato che neanche te l'ha fatto sapere che te lo becchi là appena si apre la folla e gli fai auguri sinceri di fronte al suo imbarazzo ed il far finta di nulla che l'altro, lì affianco, il suo matrimonio è appena andato in merda, ma si sa: il paese è piccolo, la gente mormora! Così neanche sono arrivato e sono stato aggiornato degli avvenimenti più clamorosi dell'ultimo anno. C'è quello che faceva il pendolare con te che sfoggia un bebè nuovo fiammante a tracolla, quella che ti faceva il filo perchè si era rotta del suo eterno fidanzato che alla fine ha sposato lo stesso con quella faccia da funerale mentre trascina il passeggino di rito.
C'è quello che non gli avresti mai dato una lira, sposato pure lui.
E quello che fa finta di non riconoscerti, quello che basta un ciao o una pacca sulla spalla e quello che almeno due chiacchiere le devi scambiare. A me piacciono quei banchi pieni di caramelline variopinte, quelle che fanno malissimo, ma son buonissime, le bananine, le fragoline e le rotelle di liquirizia, e come dimenticare le frittele giganti e le straccaganasse? Ma alla fine prendiamo solo un paio di chili di castagne da fare a casa, ormai il camino non c'è più, fa parte del passato, mi accontenterò del gas. Il presente ed il passato che fanno a cazzotti per un giorno e tu lì, beato idiota in questa orgia di ricordi e facce che ti dici: a me è andata meglio, io ho Piera... AlexUnder |
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