Ieri sistemando un pò di cose della chitarra (scatoloni di cavi e attrezzatura varia ed eventuale, manuali, Dvd di corsi ) sono saltati fuori due libri impolverati e ingialliti, ma assolutamente mai dimenticati
Uno di questi l'ho riscoperto con piacere, perchè è stato una delle prime letture riguardanti la chitarra elettrica.
Il Libro si intitola
la chitarra Elettrica personalizzata scritto da Marco E. Nobili
edito nel 1983 (quasi 25 anni fa) mi fu regalato per la promozione alle medie (mammamia avevo 13 anni) e in un periodo in cui, dopo 3 anni di incursione nella chitarra classica, il mio interesse stava inziando a rivolgersi + che mai al lato Elettrico di questo strumento, che per me era ancora un incongita assoluta.
il libro è diviso in capitoli che raccontano, inquadrandolo da diversi punti di vista e angolazioni, i temi cari al mondo delle SolidBody, ma non solo.
Si inizia con una definzione di chitarra elettrica, gli aspetti che ne costituiscono la resa sonora (componenti tecnico costruttive e fattori personali di esecuzione), che ne condizionano la timbrica (ricordiamoci che vedevano la luce le prima aziende di accessori che permettevano di intervenire sulla sostituzione di alcune parti).
Il capitolo tre apriva le porte anche qui in Italia ad un mondo alternativo all'acquisto di una chitarra di produzione industriale : la possibilità di costruirsi ex novo uno strumento secondo le proprie esigenze personali (l'anno ci rimanda a EVH e alla sua Frankie).
Vengono presi in esame la scelta dei materiali, la preparazione degli stessi, la verniciatura e l'assemblaggio delle varie parti.
Per quando mi riguardava il libro diventava interessante nei capitolo successivi (il 4° e il 5°) in cui si affrontava il mercato dell'amplificazione e dell'effettistica. Divisi per marche + o meno note, e più o meno ancora oggi esistenti, l'autore in brevi righe definiva i caratteri della produzione di allora in merito ai due ambiti….
Rileggendole oggi le note di quell'edizione sono forse un pò datate, ma decisamente simpatico leggere per esempio, riguardo alla MesaBoogie, i timidi inizi di questa azienda:
."....Di recente comparsa sul mercato, si è creata subito un grosso alone di prestigio, soprattuto con i modelli a valvole per chitarra con equalizzatore incorporato..."
Nel capitolo effetti, ci sono foto di pedali che farebbero sbavare qualche accordiano. I primi modelli della Ibanez (inconfondibile il piccolo switch quadrato) sono in bella mostra in una foto che è stata per anni la mia croce: distorsori, overdrive, compressori, chorus, flanger, delay…, tutti radunati su una bella teca da cucina a condividere il posto con contenitori di spezie dai nomi significativi: powerchord, hotlicks, feedback, groove…..
come dire: per fare una buona pietanza ci voglio delle spezie di qualità
Il libro si chiude con i capitoli dedicati agli eroi chitarristici di quei tempi con "foto d'epoca" che raffigurano un Page alle prese con chitarra Sint; un Beck forse appena trentenne a zonzo con custodia personalizzata, un Summer appena uscita dalla pubertà (con energia da vendere allora come oggi, visti le recenti cronache concertistiche, torinesi) in pieno hairpunkstyle.
Quando mi regalarono questo libro non avevo ancora l'Elettrica (la prima fu una Masaki Les Paul che forse adesso non sfigurerebbe con le altre varie lawsuite che oggi riempiono le aste degli strumenti ricercati): mi sarebbe arrivata alla fine del biennio delle superiori, barattando l'acquisto del motorino (ve lo ricordate il garelli con sellona a due posti?!?!) con la blackbeauty della parentesi.
In quei due anni di attesa, questo libro alimentò sogni e voli pindarici a non finire, e solo poche altre attività alternative sarebbero riuscite a distrarmi da questi innocui – O forse no?! - desideri di SetUp.
(PS: negli scatoloni di cui sopra, sono saltati fuori anche un Boss DS1 e Marshall BluesBreaker…mi sa che li metto in vendita)