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Er pariggino 2 : 'a vendetta

di locke [user #10208] - pubblicato il 18 ottobre 2007 ore 10:47
Appena ho avuto la possibilità mi sono riproposto di risolvere il problema parigino. Insomma (caro Alexunder) stavolta mi sono tolto il vestito ‘buono’, volevo eliminare i difetti di intonazione e fare tutto bend-ato fin dall’inizio (come Gary comanda), l’orologio c’è ma è nascosto dal polsino ma sopprattutto volevo mostrare la faccia!Ne è venuto fuori un’involontario documento dall’enorme valore fisionomico. Già dall’inizio dimostro molto coinvolgimento nel tirare le corde con l’espressione facciale ma è circa a 1’:15’’ che il valore socioculturale e financo antropologico di tale documento si esterna compiutamente. Non contento però il nostro protagonista riesce ad esplorare e scoprire nuovi limiti (1’:57’’). Poi va abbastanza tranquillo fino al ‘semi-bending gallinato’ (marchio registrato) del finale.Dal punto di vista musicale ci sono rimasti un grosso errore (e mezzo), un buco nella nota lunga (ahi, ahi ahi!), altre piccole cose per me trascurabili. Ovviamente sbaglio l’ingresso dopo la nota lunga: ma come c$%&o è fatto il rientro? Forse se avessi sentito prima Gary… vabbe’ prima o poi me lo risentirò.AriMassacratemi. Saluti.

Appena ho avuto la possibilità mi sono riproposto di risolvere il problema parigino. Insomma (caro Alexunder) stavolta mi sono tolto il vestito ‘buono’, volevo eliminare i difetti di intonazione e fare tutto bend-ato fin dall’inizio (come Gary comanda), l’orologio c’è ma è nascosto dal polsino ma sopprattutto volevo mostrare la faccia!

Ne è venuto fuori un’involontario documento dall’enorme valore fisionomico. Già dall’inizio dimostro molto coinvolgimento nel tirare le corde con l’espressione facciale ma è circa a 1’:15’’ che il valore socioculturale e financo antropologico di tale documento si esterna compiutamente. Non contento però il nostro protagonista riesce ad esplorare e scoprire nuovi limiti (1’:57’’). Poi va abbastanza tranquillo fino al ‘semi-bending gallinato’ (marchio registrato) del finale.

Dal punto di vista musicale ci sono rimasti un grosso errore (e mezzo), un buco nella nota lunga (ahi, ahi ahi!), altre piccole cose per me trascurabili. Ovviamente sbaglio l’ingresso dopo la nota lunga: ma come c$%&o è fatto il rientro? Forse se avessi sentito prima Gary… vabbe’ prima o poi me lo risentirò.

AriMassacratemi. Saluti.


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Piero o Alberto?
di coccia [user #2436]
commento del 20/10/2007 ore 09:3
Quale dei due Angela sarà destinatario di cotanto documento antropologico? Dall'homo sapiens all'homo chitarrosus: siamo sicuri che Darwin avesse ragione? In effetti forse il senatùr ci aveva visto giusto: non esiste evoluzione, ma solo il suo contrario, la devoluzione. Ritorneremo primati: ecco il nostro primato. Homo chitarrosus... bleah!Bravo Locke... per il rientro dopo la pausa, effettivamente ascoltare un po' il buon vecchio Gary credo sia l'unica... Ciao!
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Re:Piero o Alberto?
di locke [user #10208]
commento del 21/10/2007 ore 16:3
Ti ringrazio, nonostante il confronto coi primati e anche se il mio insegnante virtuale/reale di fiducia (tu) dovrebbe dirmi cosa non va: lo so che servirebbe un poema, ma mi accontenterei di bacchettate e consigli riguardo alle pecche prinicipali.Mi hai fatto venire in mente una pubblicità della Ibanez dei primi anni '90 in cui c'era Alex Skolnik impagliato con folta chioma e chitarra in mano in un simil-museo di storia naturale del futuro (con tanto di scolaresca in visita) e sotto il cartello: 'Homo Metallicus- late XX sec.'.Ciao
Rispondi
troppo onore...
di coccia [user #2436]
commento del 24/10/2007 ore 10:3
In ogni caso: credo che l'unico consiglio sensato sia esattamente quello già espresso: ascoltare l'originale (perdona i doppi due punti in un unico periodo). Più vado avanti e più sono convinto che, una volta stabilita una tecnica sufficiente, l'unico vero limite -anche rispetto alle mani- sia a monte di tutta la catena, in testa (per chi preferisce: nel cuore, in pancia, nello scroto, nell'anima...). Se riesci a pensarlo, riesci a suonarlo. Paradossalmente, se provi a visualizzare -senza chitarra- un passaggio su cui finisci sempre per incartarti, ci sono ottime chances che tu finisca con l'incartarti, nello stesso punto... anche senza chitarra!! E se ascolti per due ore Gambale (o chi per lui) e poi prendi la chitarra in mano, beh, non ti succede che per qualche minuto il livello tecnico sia "pericolosamente" avvicinatosi (realtivamente, of course...) a quanto ascoltato? Terapia, quindi: flebo del brano. Verrà da sè. Perfetto come l'hai dentro, e non sembri misticismo d'accatto. PS: t'ha visto anche Zoja, concorda con il valore antropologico del documento...
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Re:troppo onore...
di locke [user #10208]
commento del 27/10/2007 ore 15:0
Ho sempre pensato anch'io che superati certi limiti di tecnica (ma anche all'interno di altri) se riesci a a pensarlo riesci a suonarlo. Per quel che riguarda il brano in questione non volevo sicuramente rifarlo identico ma, come già detto, alcune parti vanno fatte identiche.Troppo onore? Sì, ...per me!!Grazie. -
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