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GG8 - Sconvolto dal(la) Grappa!

di njuletto [user #7504] - pubblicato il 01 ottobre 2007 ore 13:10
Sono ancora stravolto dalla stanchezza del viaggio di ritorno da Bolzano (quasi un migliaio di chilometri da Napoli), dal poco sonno di questi giorni, ma soprattutto dal turbinio di sensazioni provate in questo fine settimana. Questo è stato il mio primo Grappa Guitar Camp e credo che sarà un appuntamento fisso (o quasi) nelle edizioni future.Come anticipato nel diario di Doando fin dal primo giorno l'atmosfera serena e altamente stimolante mi hanno fatto superare la enorme stanchezza provata alla guida. Erano le nove di sera ed io ed Enzo, dopo oltre 12 ore di macchina, avremmo dovuto fare solo una breve capatina al Ku.Bo. per salutare Andreas e gli altri ed invece siamo andati via dopo le due di notte! La struttura che fino ad oggi è stata gestita brillantemente da Andreas, dedita a concerti, seminari di tutti i tipi, a sala prove strumenti e tanto altro, adesso è destinata a diventare qualcosa di diverso: posso solo provare ad immaginare la tristezza di Andreas ora che deve dirgli addio. Andreas ti sono vicino e ti auguro un meraviglioso futuro! Una persona come te non è capace di stare mai ferma, di vivere la vita appieno, e sono certo che riprenderai alla grande con altri progetti musicali.Ho suonato tanto, scherzato su un mucchio di cose, provato strumenti incredibili e conosciuto molte persone nuove. Ho conosciuto Riccardo Fornasero che è un personaggio incredibile, simpaticissimo ed un pò "fuori di melone", innamorato di Napoli e della sua musica: appena capiterai a Napoli ti insegnerò tre o quattro canzoni a Mergellina! Ho conosciuto Lobardo che è davvero una persona divertente, ottimo musicista, dalla battuta pronta e dalle tante citazioni dei film di Totò. Massimo "Zanocom", persona disponibile e sincera che ringrazio ancora per i suggerimenti sul canto che spero di mettere sempre a frutto. Che bello rivedere Frank, Minguccio, Luca Jurgen, e gli altri grapperos: ragazzi siete grandi! Ho chiacchierato e suonato con Lauro L27 (finalmente): come diceva Luca Jurgen era lampante che fosse un incontro più che agognato. Erano solo alcune delle tante conferme che desideravo avere sulle amicizie fatte in rete: senza dilungarmi troppo sapete tutti ciò che intendo dire.Ho suonato con chitarristi che dire "in gamba" è riduttivo: mostri sarebbe il termine più adatto! Un seminario/concerto di Manuel Randi, un chitarrista di genere monouche, che ci ha strabiliati con la sua tecnica ineccepibile e il suo enorme buongusto. Sfortunatemente mi sono perso il suo seminario perchè ero intento a jammare con Lauro e Franco...spero che qualcuno faccia una breve sintesi perchè mi hanno riferito fosse molto utile.Ho avuto il privilegio di calcare il palco insieme a Luca Villani e Andreas Doando: è stato un onore enorme poterlo fare, una soddisfazione grandissima sapere che attraverso la musica parlassimo tutti lo stesso linguaggio! Avrebbe dovuto fare parte della formazione anche il bravo Felice Stella, che la sera prima ci ha deliziato con il suo piglio jazzistico insieme a Luca durante una brillante jam. Quasi tutto quello che è stato suonato sul palco è stato registrato: non vedo l'ora di ascoltare! Luca è un grande musicista, un ottimo didatta ed un grandissimo comunicatore: è capace di attirare l'attenzione qualsiasi tema stia trattando. Ha tenuto un corso sulla improvvisazione blues e sulla corretta gestione dell'interplay tra i musicisti: erano tutte cose che spesso i chitarristi conoscono ma che quasi mai vengono messe in pratica. Sul palco le jam sono state tante e quando, oltre alla sezione ritmica, si alternavano DUE chitarristi nelle ritmiche e negli assoli il risultato era molto godibile. Quando invece le chitarre erano di più (in alcuni momenti ne ho viste QUATTRO suonare "contemporaneamente") è solo caos. Ragazzi quando vi sovrapponete in quel modo e suonate con gli ampli tutti "a palla" non c'è gusto tranne che per voi. Per me è solo una forma di masturbazione oppure è un modo per esorcizzare una profonda frustrazione di non poterlo fare tra le mura domestiche. Sfogo finito: chi ha orecchie per intendere intenda e tragga le proprie conclusioni.Le chitarre che mi sono passate tra le mani erano una meraviglia: Goodall, Merrill (la OM-18 soprattutto), Taylor, una chitarra flamenca in cipresso di cui non ricordo il nome (scusami Sirio)... Una grande sorpresa è stato uno strumento di un liutaio emergente: Borghino Mirko. Vorrei premettere che non sono un suo endorser (magari! ;-P) e non sono pagato da nessuno per tessere le lodi di questo o di un altro strumento ma la chitarra acustica di sua produzione che ho provato aveva qualcosa che me la faceva preferire alle altre che mi sono passate tra le mani. Di certo ad una chitarra di liuteria si approda solo una volta che si è raggiunta la piena consapevolezza di ciò che si vuole dallo strumento ma so che se desiderassi uno strumento su misura sarebbe uno dei primi a cui mi rivolgerei.Adesso non scrivo altro perchè sono troppo curioso di leggere i diari degli altri amici! Un abbraccio, Angelo

Sono ancora stravolto dalla stanchezza del viaggio di ritorno da Bolzano (quasi un migliaio di chilometri da Napoli), dal poco sonno di questi giorni, ma soprattutto dal turbinio di sensazioni provate in questo fine settimana. Questo è stato il mio primo Grappa Guitar Camp e credo che sarà un appuntamento fisso (o quasi) nelle edizioni future.

Come anticipato nel diario di Doando fin dal primo giorno l'atmosfera serena e altamente stimolante mi hanno fatto superare la enorme stanchezza provata alla guida. Erano le nove di sera ed io ed Enzo, dopo oltre 12 ore di macchina, avremmo dovuto fare solo una breve capatina al Ku.Bo. per salutare Andreas e gli altri ed invece siamo andati via dopo le due di notte! La struttura che fino ad oggi è stata gestita brillantemente da Andreas, dedita a concerti, seminari di tutti i tipi, a sala prove strumenti e tanto altro, adesso è destinata a diventare qualcosa di diverso: posso solo provare ad immaginare la tristezza di Andreas ora che deve dirgli addio. Andreas ti sono vicino e ti auguro un meraviglioso futuro! Una persona come te non è capace di stare mai ferma, di vivere la vita appieno, e sono certo che riprenderai alla grande con altri progetti musicali.

Ho suonato tanto, scherzato su un mucchio di cose, provato strumenti incredibili e conosciuto molte persone nuove. Ho conosciuto Riccardo Fornasero che è un personaggio incredibile, simpaticissimo ed un pò "fuori di melone", innamorato di Napoli e della sua musica: appena capiterai a Napoli ti insegnerò tre o quattro canzoni a Mergellina! Ho conosciuto Lobardo che è davvero una persona divertente, ottimo musicista, dalla battuta pronta e dalle tante citazioni dei film di Totò. Massimo "Zanocom", persona disponibile e sincera che ringrazio ancora per i suggerimenti sul canto che spero di mettere sempre a frutto. Che bello rivedere Frank, Minguccio, Luca Jurgen, e gli altri grapperos: ragazzi siete grandi! Ho chiacchierato e suonato con Lauro L27 (finalmente): come diceva Luca Jurgen era lampante che fosse un incontro più che agognato. Erano solo alcune delle tante conferme che desideravo avere sulle amicizie fatte in rete: senza dilungarmi troppo sapete tutti ciò che intendo dire.

Ho suonato con chitarristi che dire "in gamba" è riduttivo: mostri sarebbe il termine più adatto! Un seminario/concerto di Manuel Randi, un chitarrista di genere monouche, che ci ha strabiliati con la sua tecnica ineccepibile e il suo enorme buongusto. Sfortunatemente mi sono perso il suo seminario perchè ero intento a jammare con Lauro e Franco...spero che qualcuno faccia una breve sintesi perchè mi hanno riferito fosse molto utile.

Ho avuto il privilegio di calcare il palco insieme a Luca Villani e Andreas Doando: è stato un onore enorme poterlo fare, una soddisfazione grandissima sapere che attraverso la musica parlassimo tutti lo stesso linguaggio! Avrebbe dovuto fare parte della formazione anche il bravo Felice Stella, che la sera prima ci ha deliziato con il suo piglio jazzistico insieme a Luca durante una brillante jam. Quasi tutto quello che è stato suonato sul palco è stato registrato: non vedo l'ora di ascoltare! Luca è un grande musicista, un ottimo didatta ed un grandissimo comunicatore: è capace di attirare l'attenzione qualsiasi tema stia trattando. Ha tenuto un corso sulla improvvisazione blues e sulla corretta gestione dell'interplay tra i musicisti: erano tutte cose che spesso i chitarristi conoscono ma che quasi mai vengono messe in pratica. Sul palco le jam sono state tante e quando, oltre alla sezione ritmica, si alternavano DUE chitarristi nelle ritmiche e negli assoli il risultato era molto godibile. Quando invece le chitarre erano di più (in alcuni momenti ne ho viste QUATTRO suonare "contemporaneamente") è solo caos. Ragazzi quando vi sovrapponete in quel modo e suonate con gli ampli tutti "a palla" non c'è gusto tranne che per voi. Per me è solo una forma di masturbazione oppure è un modo per esorcizzare una profonda frustrazione di non poterlo fare tra le mura domestiche. Sfogo finito: chi ha orecchie per intendere intenda e tragga le proprie conclusioni.

Le chitarre che mi sono passate tra le mani erano una meraviglia: Goodall, Merrill (la OM-18 soprattutto), Taylor, una chitarra flamenca in cipresso di cui non ricordo il nome (scusami Sirio)... Una grande sorpresa è stato uno strumento di un liutaio emergente: Borghino Mirko. Vorrei premettere che non sono un suo endorser (magari! ;-P) e non sono pagato da nessuno per tessere le lodi di questo o di un altro strumento ma la chitarra acustica di sua produzione che ho provato aveva qualcosa che me la faceva preferire alle altre che mi sono passate tra le mani. Di certo ad una chitarra di liuteria si approda solo una volta che si è raggiunta la piena consapevolezza di ciò che si vuole dallo strumento ma so che se desiderassi uno strumento su misura sarebbe uno dei primi a cui mi rivolgerei.

Adesso non scrivo altro perchè sono troppo curioso di leggere i diari degli altri amici! Un abbraccio, Angelo


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bellissimo w-e.
di Enzo85 utente non più registrato
commento del 01/10/2007 ore 13:2
Mamma mia quanto ci siamo divertiti. Ogni volta che penso a qualche momento in particolare mi viene sempre da sorridere. Le ore trascorse in compagnia dei Grapperos, i seminari, le jamsessions...tutto è stato bellissimo. Anche il viaggio, alla fine, non è stato malaccio, tra uno scherzo, una battuta e un cd degli Squallor...siamo riusciti ad arrivare a destinazione.Ne valeva veramente la pena di fare tutti questi chilometri. ;-)Alla prossima Njulè.ps : Lobardo spara battute alla velocità della luce, una mitraglietta della risata... ;-D
Rispondi
Re:bellissimo w-e.
di njuletto [user #7504]
commento del 01/10/2007 ore 14:1
Le ore sono passate piuttosto in fretta: sarebbe stato lunghissimo questo viaggio senza di te.Un abbraccio,      Angelo
Rispondi
Re:bellissimo w-e.
di Alexander25 [user #607]
commento del 01/10/2007 ore 14:2
Quanto mi sarebbe piaciuto farmi il viaggio con voi ragassuoli! Purtroppo stavolta a casa son dovuto rimanere io, l'anno scorso è stato bellissimo per me e Alfio, quest'anno ci tocca fare da spettatori dei vostri diari...sigh...:( Ma non mancherà che ci ritroveremo tutti insieme tante e tante volte! Ho ancora quella jam in canna a Napoli dell'anno scorso, spero la riorganizzate con Ema(a proposito, che fino ha fatto? non doveva venire a Roma?). Cmq un Grappa da Andreas in vostra compagnia sarebbe stato uno dei week end più belli! Mi accodo ai complimenti/auguri per Andreas! Un gigante come uomo e musicista, sono convinto anch'io che chiusa una porta si aprire un portone e glielo auguro di tutto cuore! Un abbraccio fratellini!
Rispondi
Re:bellissimo w-e.
di njuletto [user #7504]
commento del 01/10/2007 ore 15:2
Sarebbe stato bello avessimo organizzato una sorta di pulmino per caricare tutti gli amici lungo la strada con tappa finale a Bolzano: è più o meno l'idea che abbiamo avuto insieme a Frank Varano per il prossimo Camp al Sud. Sono certo che tu e Gigi vi sareste divertiti un mondo (scusami non ho disattivato il "bastardo mode on" dal diario di Charlie)... ;-)La jam napoletana non si è fatta più ed è davvero un peccato: proverò a chiamare Ema in questi giorni visto che anch'io non lo vedo e non lo sento da molto tempo. Ad ogni modo proverò a prendere contatto con qualche locale per sondare il terreno: magari uno che ha già buona parte della strumentazione.Un abbraccio,      Angelo
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Bene Angeli'!
di goose1108 utente non più registrato
commento del 01/10/2007 ore 13:5
Come scrivevo sul diario di Enzo, sono proprio contento che vi siate divertiti... e un po' "rosico"... si perché quest'anno ci sarei dovuto essere anch'io, ma ho impegni che non posso posticipare ;-)Sarà per la prossima volta... Pensando al vostro viaggio mi è tornato in mente quando detto da Andreas quando è venuto a Roma per la megaJamsSession: io, "Tu non sei normale; ti sei sobbarcato un boato di Km per... etc."; e lui, "tu conosci qualche musicista che sia normale?" Incassa e porta a casa Peppinie'... me la sono meritata... ;-)Ti abbraccioPeppe
Rispondi
Peppiniello
di njuletto [user #7504]
commento del 01/10/2007 ore 14:3
Non c'è nulla di cui tu debba rammaricarti caro Peppe: hai motivi più che validi per essere rimasto nella Capitale!Ad ogni modo, quando tutto sarà tornato alla normalità per te, potrai aggregarti alle prossime edizioni del Camp: che sia Grappa, Mottarone, Coatto o Limoncello (magari sarà questo il nome) non ha importanza perchè lo spirito sarà lo stesso.Un forte abbraccio a te e alla tua famigliola!Angelo
Rispondi
Mirko Borghino
di Lauro utente non più registrato
commento del 01/10/2007 ore 14:5
> ... la chitarra acustica di sua produzione che ho provato aveva qualcosa che me la faceva preferire alle altre che mi sono passate tra le mani.E si è anche visto e sentito: sei stato quello che ha interpretato meglio la chitarra di Mirko. E nessuno di noi è riuscito a tirare fuori da quello strumento quello che hai ottenuto tu. E' una chitarra di liuteria, pertanto molto personale ed il risultato di due personalità diverse che si incontrano. Quella sarebbe proprio la TUA chitarra.E ora ... benvenuto a bordo e buona fortuna !:-D Lauro
Rispondi
Re:Mirko Borghino
di njuletto [user #7504]
commento del 01/10/2007 ore 17:0
>>>Quella sarebbe proprio la TUA chitarra. Mi sa che per questo giro lascio perdere: non posso ipotecare la casa perchè ancora non ce l'ho... ;-) Scherzo: non mi sono preso la briga nemmeno di domandarne il prezzo perchè è troppo poco tempo che ho acquistato la Hill e non è il caso di investire altre somme importanti per una chitarra.In ogni caso sono contento che esistano realtà di tale levatura nella liuteria italiana: tra l'altro essendo lui un artigiano ancora giovane, sebbene sia già piuttosto maturo, i margini di miglioramento sono ancora ampi.La chitarra si rifaceva come forme e dimensioni ad un modello preciso della Martin prodotto negli anni cinquanta (non vorrei dire fregnacce perchè non ho buona memoria) ma, sebbene ciò, aveva un carattere molto personale. Anche se si rifaceva ad un modello americano tra le mie mani mi suggeriva atmosfere più mediterranee. Quando suono una chitarra non ne traggo le stesse sensazioni di quando la sento suonare: sarei curioso di sapere quali caratteristiche fossero percepibili dall'esterno.Eri di fronte a me se non sbaglio: che mi sai dire?Un abbraccio,      Angelo
Rispondi
Re:Mirko Borghino
di Sirio [user #2633]
commento del 02/10/2007 ore 08:5
La "tua" (e lo dico a ragion veduta) chitarra si rifà ad un modello degli anni trenta (1929 ?) che era stata battezzata Mandolin Brothers (almeno cos' mi sembra di ricordare) ed è uno strumento di riferimento nel campo delle small-body 12 frets (anche la Collings 0002H è un clone di quel modello). Ho detto "tua" perchè vedo in te le mie stesse origini (chitarra classica) e so cosa vuol dire avere in mano uno strumento che ti ripropone le dimensioni e l'approccio allo strumento con il quale ti sei formato ...ti sembra ti tornare a casa. Un abbraccio
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Re:Mirko Borghino
di njuletto [user #7504]
commento del 02/10/2007 ore 09:3
>>>uno strumento che ti ripropone le dimensioni e l'approccio allo strumento con il quale ti sei formatoIn effetti come forme e dimensioni mi sembrava che il passaggio dalla Hill alla Borghino non fosse traumatico: le mie dita si trovavano perfettamente a loro agio. A parte l'assenza della spalla mancante anche stilisticamente (paletta, meccaniche, legni) sembravano essere molto affini: sarà ingenuo da parte mia ma mi affascina che, visivamente per il pubblico, l'alternarsi da uno strumento all'altro si veda poco. Normalmente le corde di metallo mi creano più di un problema mentre invece su quella non facevo grossa fatica. Mi sa che riabbracciare la Takamine acustica che ho a casa sarà un pò dura...Un abbraccio,      Angelo
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