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| Stelle, strisce, chitarre, plettri...
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di alfio [user #7386] - pubblicato il 10 settembre 2007 ore 10:49
Dopo un doveroso ringraziamentop a quelli che hanno postato commenti nel mio diario precedente, fingendo gentilmente di essere interessati alle mie vicissitudini doganali, lavorative e turistiche, eccomi al resoconto degli aspetti GASsosi del mio viaggio in USA, che sono di fatto l'unica cosa che vi interessa...
Appena arrivato a nuova iorch, sceso dall'albergo inizio a camminare sulla 7th av. in direzione Times Square. Dopo 5 minuti volgo lo sguardo a sinistra e leggo "Rudy's".
Cazzo è così vicino? Beh è lui indubbiamente, questo è l'incrocio con la 48th st. Modifico il mio piano di visita della città, mollo il mio collega e mi lancio alla scoperta di questo girone per gasati.
Questa è una foto davanti alla vetrina di Rudy's (il pirla sono io).
Questo invece è il ben di dio che c'è in una vetrina interna al negozio. Il negozio è piccolo e zeppo di chitarre tra cui molti pezzi vintage veri. Non ci sono molti ampli e ci sono un paio di splendide vetrine dedicate a pedalozzi di ogni genere dai boss alla boutique.
Il posto mi mette un po' di soggezione per cui scelgo di non provare nulla.
Porta a fianco: Sam Ash che è diviso in un set di "sottonegozi" dedicati alle varie sezioni: batterie, tastiere e impianti e, ovviamente, chitarre. Ci sono due sale: in una ci sono oggetti più commercialoidi per fascia di prezzo, nell'altra sala ci sono chiarre acustiche ed elettriche...
E' ormai una settimana che non suono ma decido di rifuggire (anche per gli ormai decantati motivi di HAS) oggetti che potrebbero indurmi in tentazione. Gli chiedo quindi di poter giocare con il set completo (intendo che ci sono proprio tutti) di pedali boss, cablati e disposti a parete.
Un po' di compressione votata al sustain, phaser per i puliti, ovedrive leggero, distorsione di stampo fuzzesco, un po' di chorus e delay-coda (circa 400ms, poco feedback) per i distorti. Che sonorità verrà fuori???
Eh eh, dopo 1 minuto il commesso, gentilissimo, mi dice compiaciuto che raramente qualcuno si mette a suonare i Pink Floyd li dentro.
Non compro niente da buon rompicoglioni, ringrazio e me ne vado.
Esattamente di fronte c'è Manny's altro gran bel negozio.
Gironzolo un po' poi chiedo di provare un altro oggetto che sicuramente non comprerò: una Tele lite-ash koreana, manico in acero occhiolinato, ovviamente butterscotch blonde.
Ci gioco un po' con un Hot Rod (che forza di volontà che ho! non cado in tentazione) e devo dire che la chitarra non mi entusiasma. Ha una vocina un po' esile, le manca la cafonaggine che (secondo me) dovrebbe contraddistinguere una tele.
Di nuovo ringrazio, cerco i miei plettri preferiti che neanche qui trovo e me ne vado.
Il giorno dopo mi avventuro sulla 30th st. alla ricerca di "30th street guitar center". Ancora un bel negozio, una bella fila di chitarre appese alla parete e una sequenza di ampli di una certa importanza: victoria, twin e bassman di 40 anni fa, niente male davvero.
Sono alla ricerca di un pedale (che di fatto non mi serve) per portarmi a casa un souvenir senza spendere un capitale. Gli chiedo di provare un NanoMuff, mi fanno scegliere (come gli altri) la chitarra e prendo una StratoClapton per non mescolare troppe variabili. La chitarra la conosco, vediamo com va il pedale. Mi attaccano ad un Ampeg valvoloso, simile credo a quello che usa Tolo Marton, e gioco con l'unico controllo a disposizione: il gain.
Il pedale non è male: non è un fuzz ma un overdrive "graffiante" insomma un po' "muffoso" lo è ma non ha niente a che vedere col BigMuff. In linea di massima non mi dispiace, però va usato in pratica come un ampli monocanale: alzi il gain, col risultato di alzare il volume e vai in saturazione. Volendo suonare in quel modo niente da eccepire, anche perchè dinamica ce n'è, però senza controllo volume (vabè per 40 dollari che vuoi? - direte voi) diventa poco versaile per l'uso che ne farei io.
Non lo compro ma nel frattempo scorgo un pick-up che potrebbe andare bene per la richiesta di un mio amico che mi ha chiesto di comprargli qualcosa per rimpiazzare il suo PU al ponte sulla sua strato. Curioso più io che lui (che al momento non ha le idee chiarissime) di sapere come suona compro un Seymour Duncan Antiquity e completo la spesa con due plettri per sperimentare dato che nemmeno qui ho trovato quelli che cerco. A beneficio del Mozz ecco ritratti anche loro, insieme al PU.
Conclusione: insultatemi pure, ma ho resistito alla GAS in virtù del periodo particolare ed è meglio così. Magari la prossima volta, in condizioni diverse, darò libero sfogo agli acqusiti.
Per ora mi accontento della mia attuale pedalboard, qui ritratta in assetto Young Lust, che non c'entra un caz con questo racconto, ma ero con la macchinetta fotografica in mano...
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Dopo un doveroso ringraziamentop a quelli che hanno postato commenti nel mio diario precedente, fingendo gentilmente di essere interessati alle mie vicissitudini doganali, lavorative e turistiche, eccomi al resoconto degli aspetti GASsosi del mio viaggio in USA, che sono di fatto l'unica cosa che vi interessa...
Appena arrivato a nuova iorch, sceso dall'albergo inizio a camminare sulla 7th av. in direzione Times Square. Dopo 5 minuti volgo lo sguardo a sinistra e leggo "Rudy's".
Cazzo è così vicino? Beh è lui indubbiamente, questo è l'incrocio con la 48th st. Modifico il mio piano di visita della città, mollo il mio collega e mi lancio alla scoperta di questo girone per gasati.
Questa è una foto davanti alla vetrina di Rudy's (il pirla sono io).
Questo invece è il ben di dio che c'è in una vetrina interna al negozio. Il negozio è piccolo e zeppo di chitarre tra cui molti pezzi vintage veri. Non ci sono molti ampli e ci sono un paio di splendide vetrine dedicate a pedalozzi di ogni genere dai boss alla boutique.
Il posto mi mette un po' di soggezione per cui scelgo di non provare nulla.
Porta a fianco: Sam Ash che è diviso in un set di "sottonegozi" dedicati alle varie sezioni: batterie, tastiere e impianti e, ovviamente, chitarre. Ci sono due sale: in una ci sono oggetti più commercialoidi per fascia di prezzo, nell'altra sala ci sono chiarre acustiche ed elettriche...
E' ormai una settimana che non suono ma decido di rifuggire (anche per gli ormai decantati motivi di HAS) oggetti che potrebbero indurmi in tentazione. Gli chiedo quindi di poter giocare con il set completo (intendo che ci sono proprio tutti) di pedali boss, cablati e disposti a parete.
Un po' di compressione votata al sustain, phaser per i puliti, ovedrive leggero, distorsione di stampo fuzzesco, un po' di chorus e delay-coda (circa 400ms, poco feedback) per i distorti. Che sonorità verrà fuori???
Eh eh, dopo 1 minuto il commesso, gentilissimo, mi dice compiaciuto che raramente qualcuno si mette a suonare i Pink Floyd li dentro.
Non compro niente da buon rompicoglioni, ringrazio e me ne vado.
Esattamente di fronte c'è Manny's altro gran bel negozio.
Gironzolo un po' poi chiedo di provare un altro oggetto che sicuramente non comprerò: una Tele lite-ash koreana, manico in acero occhiolinato, ovviamente butterscotch blonde.
Ci gioco un po' con un Hot Rod (che forza di volontà che ho! non cado in tentazione) e devo dire che la chitarra non mi entusiasma. Ha una vocina un po' esile, le manca la cafonaggine che (secondo me) dovrebbe contraddistinguere una tele.
Di nuovo ringrazio, cerco i miei plettri preferiti che neanche qui trovo e me ne vado.
Il giorno dopo mi avventuro sulla 30th st. alla ricerca di "30th street guitar center". Ancora un bel negozio, una bella fila di chitarre appese alla parete e una sequenza di ampli di una certa importanza: victoria, twin e bassman di 40 anni fa, niente male davvero.
Sono alla ricerca di un pedale (che di fatto non mi serve) per portarmi a casa un souvenir senza spendere un capitale. Gli chiedo di provare un NanoMuff, mi fanno scegliere (come gli altri) la chitarra e prendo una StratoClapton per non mescolare troppe variabili. La chitarra la conosco, vediamo com va il pedale. Mi attaccano ad un Ampeg valvoloso, simile credo a quello che usa Tolo Marton, e gioco con l'unico controllo a disposizione: il gain.
Il pedale non è male: non è un fuzz ma un overdrive "graffiante" insomma un po' "muffoso" lo è ma non ha niente a che vedere col BigMuff. In linea di massima non mi dispiace, però va usato in pratica come un ampli monocanale: alzi il gain, col risultato di alzare il volume e vai in saturazione. Volendo suonare in quel modo niente da eccepire, anche perchè dinamica ce n'è, però senza controllo volume (vabè per 40 dollari che vuoi? - direte voi) diventa poco versaile per l'uso che ne farei io.
Non lo compro ma nel frattempo scorgo un pick-up che potrebbe andare bene per la richiesta di un mio amico che mi ha chiesto di comprargli qualcosa per rimpiazzare il suo PU al ponte sulla sua strato. Curioso più io che lui (che al momento non ha le idee chiarissime) di sapere come suona compro un Seymour Duncan Antiquity e completo la spesa con due plettri per sperimentare dato che nemmeno qui ho trovato quelli che cerco. A beneficio del Mozz ecco ritratti anche loro, insieme al PU.
Conclusione: insultatemi pure, ma ho resistito alla GAS in virtù del periodo particolare ed è meglio così. Magari la prossima volta, in condizioni diverse, darò libero sfogo agli acqusiti.
Per ora mi accontento della mia attuale pedalboard, qui ritratta in assetto Young Lust, che non c'entra un caz con questo racconto, ma ero con la macchinetta fotografica in mano...
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