Boh. Qui son riuscito a ficcarci dentro una settimanina in Maremma.
Mare, paesini, dolci letture, magnate grasse, risate e riposo.
Chiaro, ora è finita, e quando finisce una vacanza piazzata in mezzo ad una session lunga e pesante di studio -che continuerà fino a novembre- beh, è chiaro che tornare è un colpaccio basso per il metabolismo.
Così me ne sto qui, un filo più abbronzato, più disteso, davanti ad una pila infinita di libroni e libracci che da domani tornerò a sudare.
Tutto questo mi fa pensare: siamo nati per soffrire? Oppure sarebbe meglio passare il (poco) tempo che ci hanno regalato facendo solo cose che ci regalano il sorriso?
Il giusto sta nel mezzo, as usual, anche perchè son fermamente convinto che dopo la sofferenza arrivi il riconoscimento, in qualche modo, in qualche tempo, in qualche dose. E che per avere la vera gioia si debba sudare. E son pronto a farlo.
Insomma. Tutto ciò per dir(mi) che si deve ricominciare, ora, con le cose pallose. Ma l'importante è affrontarle sapendo sempre il perchè lo si fa, qual è lo scopo ultimo, qual è l'obiettivo, perchè ci si sta a fare il c**o.
Perchè non si vive per soffrire, ma per gioire. Gioire dei frutti delle passioni, delle piccole cose, di ciò che ci piove addosso. Ma anche di ciò che ci si deve conquistare.
Morelli mi fa 'na pippa, eh?!
'Notte ragazzi.
'Notte ragazze (cacchio, mi spiace che 'sti luoghi siano poco fimmina-frequentati)