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Le Orme - Recensione al contrario

di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 01 agosto 2007 ore 18:11
Lo letto su Accordo una recensione sull'Album delle Orme “Uomo di Pezza”. Trovo anche io che si tratti di un album molto bello anche se Collage mi sembra più fresco ed originale. Leggo in questo articolo che alcuni componenti delle Orme sono Maestri di Conservatorio. Mi viene spontaneo osservare che gli elementi della Band originaria erano solo tre. Pertanto, cosa si intende per alcuni componenti? Altra osservazione: anche Luciana Littizzetto è diplomata a pieni voti al Conservatorio, ma non mi sembra che ne vada molto fiera. Mi spiego meglio. Sono convinto che un musicista veramente completo debba avere completato gli studi musicali, ma che debba necessariamente possedere anche talento e creatività, due doti naturali che non si acquisiscono né con l'esercizio, né con lo studio scolastico.Le Orme sono state parecchio massacrate dalla critica, spesso ingiustamente. Io li definisco senza lode e senza infamia; c'è di peggio, ma c'è anche di meglio. Negli anni settanta veniva considerata come la solita Band italiana priva di una spiccata personalità propria, puntualmente ispirata a formazioni più blasonate. Erano addirittura in molti a pensare che le loro composizioni fossero letteralmente scopiazzate. Ho anche sentito dire in giro che i loro Concerti non sempre sono andati benissimo, per la non perfetta qualità del suono, per l'esecuzione dei brani approssimativa e per la totale mancanza di presenza scenica della Band.Che dire della cosiddetta infatuazione giovanile di cui parla l'autore dell'articolo? E' una sensazione che io ho provato ascoltando Fireball dei Deep Purple o Abraxas di Carlos Santana e che ancora mi porto dietro. Sono convinto che altre persone hanno provato la stessa emozione ascoltando il Tuca Tuca di Raffaella Carrà, oppure il Ballo del Qua-Qua di Romina Power. L'autore dell'articolo l'ha legittimamente provata ascoltando "Uomo di Pezza" delle Orme.Condivido l’affermazione riguardante l’esasperata esterofilia di allora e anche di oggi. E’ un vizio che da sempre ammalia ed ammala i giovani. Però, gli anni settanta furono molto fecondi dal punto di vista musicale e circolavano Bands, italiane e straniere, decisamente più convincenti e coinvolgenti di quanto non lo fossero, a mio modesto parere, le Orme.Sono anche del modesto parere che il termine rock progressivo debba essere utilizzato con estrema prudenza e parsimonia. Diciamo che le Orme appartenevano a quel genere musicale pienamente ispirato alla musica classica, in cui un po' tutti ci hanno inzuppato il biscotto: ELP (Mussorsky a piene mani), Procol Harum, Focus, Jethro Tull, Deep Purple, New Trolls (Concerto Grosso n.1 e n. 2) ecc. Persino “All by myself”, motivetto sentimental-melodico della fine degli anni settanta, è stato costruito con un inciso integralmente tratto da uno dei concerti per pianoforte ed orchestra di Rachmaninov. C’è chi afferma che le Orme fossero una delle Band più forti di quei tempi. Non mi è però chiaro se, a confronto, gli altri illustri Gruppi italiani dovessero essere considerati dei fenomeni e dei mostri sacri, oppure delle mezze cartucce ... Mi ha creato qualche perplessità leggere il non felice accostamento di Alan Sorrenti ai ... "soliti Area, PFM, Banco e Osanna. Mi ha invece fatto letteralmente rabbrividire l'accostamento delle Orme a Jimi Hendrix ed ai Beatles, secondo me completamtente fuori luogo. Quelli sono stati musicisti che il rock lo hanno inventato, lo hanno vissuto e ce lo hanno tramandato. Rimarranno indimenticabili e inimitabili. Non mischierei, quindi, il sacro con il profano.C’è chi ha recentemente visto suonare le Orme con una formazione allargata, dotata di due tastieristi. Bene! L’unione fa la forza. E poi si sa che, con il tempo, il vino più invecchia e più diventa più buono, sempre che, nel frattempo, non si trasformi in aceto.C’è chi dice che avrebbe voluto un chitarrista, magari bravo, in Canzone d’amore. Ma il chitarrista bravo, in quel brano, c’era davvero! A proposito di musica commerciale, non credo che Canzone d'amore possa essere annoverato nel Palmarés dei capolavori del rock progressivo! E' una canzonetta costruita apposta per fare cassa. Punto e basta!E qui mi voglio appunto allacciare all’affermazione “le Orme non facevano musica commerciale. Cosa significa? Per caso, i musicisti, i produttori e gli addetti ai lavori campano di aria? Cosa ne fanno del ricavato della vendita dei loro dischi e dell’incasso dei loro concerti? Li regalano? Li danno in beneficenza? Lasciamo perdere i discorsi nobili e filosofici del tipo: “La musica è sopratutto un’arte, è una modalità di espressione”. La musica è, oggi più di ieri e meno di domani, uno dei mezzi più efficaci per realizzare facili ed enormi guadagni. C’è stato chi si è lamentato del fatto che alcuni chitarristi dell’epoca non sapevano nemmeno accordare una chitarra. Anche oggi ce ne sono parecchi. Io ho visto gente che si rifiuta di utilizzare quella magica “scatoletta” (che non esisteva negli anni settanta). C'è chi addirittura suona volutamente con la chitarra scordata, si diverte a prendere note a casaccio ed utilizza tonalità random ... va molto di moda!C’è chi ha scritto che le Orme sono un gruppo che ha segnato e che continua a segnare le scalette dei gruppi amatoriali più attenti e aperti. Visto che segnano così bene, tanto vale schierarle in Nazionale. Hai visto mai che vinciamo il Campionato del mondo di calcio per altre quattro volte? Comunque, di quelle scalette e di quei gruppi raffinati non mi è mai giunta notizia e credo di non aver mai incontrato una Cover o una Tribute Band delle Orme Ops! Potrebbe essere un’idea! Mi chiedo che choc ha provato quel bimbo quando ha ascoltato, nel Fisher Price, la musicassetta delle Orme che aveva fregato di nascosto al proprio genitore! E ci credo! Fino a quel momento si era alienato con i Pooh. Dopo ha continuato ad alienarsi con “Alienazione”.Per favore, datemi un pizzicotto! Sto sognando, oppure sto vivendo un grosso incubo? E’ vero che i gusti personali non si discutono. Però ... Quello che più mi rende perplesso è che nessuno ha risposto al mio quesito: “Non Vi sembra che quanto ha scritto Fabrizio Zampa nel 1971, sia maledettamente attuale e riconducibile ai tempi di oggi”? Non solo nessuno mi ha risposto, ma nessuno si è accorto della colossale “coniglia” che ho lanciato. Nessuno si è sentito bacchettato!Che vuoi farci, caro BrunoRitchie. Anche tu sei uno di quelli che pensa che le Orme potessero essere definite la brutta copia degli ELP . E’ proprio vero che di musica non ne capisci proprio un ...Avevo promesso una bomba per vitalizzare questo periodo feriale. Eccola: BOOM!

Lo letto su Accordo una recensione sull'Album delle Orme “Uomo di Pezza”. Trovo anche io che si tratti di un album molto bello anche se Collage mi sembra più fresco ed originale. Leggo in questo articolo che alcuni componenti delle Orme sono Maestri di Conservatorio. Mi viene spontaneo osservare che gli elementi della Band originaria erano solo tre. Pertanto, cosa si intende per alcuni componenti? Altra osservazione: anche Luciana Littizzetto è diplomata a pieni voti al Conservatorio, ma non mi sembra che ne vada molto fiera. Mi spiego meglio. Sono convinto che un musicista veramente completo debba avere completato gli studi musicali, ma che debba necessariamente possedere anche talento e creatività, due doti naturali che non si acquisiscono né con l'esercizio, né con lo studio scolastico.

Le Orme sono state parecchio massacrate dalla critica, spesso ingiustamente. Io li definisco senza lode e senza infamia; c'è di peggio, ma c'è anche di meglio. Negli anni settanta veniva considerata come la solita Band italiana priva di una spiccata personalità propria, puntualmente ispirata a formazioni più blasonate. Erano addirittura in molti a pensare che le loro composizioni fossero letteralmente scopiazzate. Ho anche sentito dire in giro che i loro Concerti non sempre sono andati benissimo, per la non perfetta qualità del suono, per l'esecuzione dei brani approssimativa e per la totale mancanza di presenza scenica della Band.

Che dire della cosiddetta infatuazione giovanile di cui parla l'autore dell'articolo? E' una sensazione che io ho provato ascoltando Fireball dei Deep Purple o Abraxas di Carlos Santana e che ancora mi porto dietro. Sono convinto che altre persone hanno provato la stessa emozione ascoltando il Tuca Tuca di Raffaella Carrà, oppure il Ballo del Qua-Qua di Romina Power. L'autore dell'articolo l'ha legittimamente provata ascoltando "Uomo di Pezza" delle Orme.

Condivido l’affermazione riguardante l’esasperata esterofilia di allora e anche di oggi. E’ un vizio che da sempre ammalia ed ammala i giovani. Però, gli anni settanta furono molto fecondi dal punto di vista musicale e circolavano Bands, italiane e straniere, decisamente più convincenti e coinvolgenti di quanto non lo fossero, a mio modesto parere, le Orme.

Sono anche del modesto parere che il termine rock progressivo debba essere utilizzato con estrema prudenza e parsimonia. Diciamo che le Orme appartenevano a quel genere musicale pienamente ispirato alla musica classica, in cui un po' tutti ci hanno inzuppato il biscotto: ELP (Mussorsky a piene mani), Procol Harum, Focus, Jethro Tull, Deep Purple, New Trolls (Concerto Grosso n.1 e n. 2) ecc. Persino “All by myself”, motivetto sentimental-melodico della fine degli anni settanta, è stato costruito con un inciso integralmente tratto da uno dei concerti per pianoforte ed orchestra di Rachmaninov.

C’è chi afferma che le Orme fossero una delle Band più forti di quei tempi. Non mi è però chiaro se, a confronto, gli altri illustri Gruppi italiani dovessero essere considerati dei fenomeni e dei mostri sacri, oppure delle mezze cartucce ...

Mi ha creato qualche perplessità leggere il non felice accostamento di Alan Sorrenti ai ... "soliti Area, PFM, Banco e Osanna. Mi ha invece fatto letteralmente rabbrividire l'accostamento delle Orme a Jimi Hendrix ed ai Beatles, secondo me completamtente fuori luogo. Quelli sono stati musicisti che il rock lo hanno inventato, lo hanno vissuto e ce lo hanno tramandato. Rimarranno indimenticabili e inimitabili. Non mischierei, quindi, il sacro con il profano.

C’è chi ha recentemente visto suonare le Orme con una formazione allargata, dotata di due tastieristi. Bene! L’unione fa la forza. E poi si sa che, con il tempo, il vino più invecchia e più diventa più buono, sempre che, nel frattempo, non si trasformi in aceto.

C’è chi dice che avrebbe voluto un chitarrista, magari bravo, in Canzone d’amore. Ma il chitarrista bravo, in quel brano, c’era davvero! A proposito di musica commerciale, non credo che Canzone d'amore possa essere annoverato nel Palmarés dei capolavori del rock progressivo! E' una canzonetta costruita apposta per fare cassa. Punto e basta!

E qui mi voglio appunto allacciare all’affermazione “le Orme non facevano musica commerciale. Cosa significa? Per caso, i musicisti, i produttori e gli addetti ai lavori campano di aria? Cosa ne fanno del ricavato della vendita dei loro dischi e dell’incasso dei loro concerti? Li regalano? Li danno in beneficenza? Lasciamo perdere i discorsi nobili e filosofici del tipo: “La musica è sopratutto un’arte, è una modalità di espressione”. La musica è, oggi più di ieri e meno di domani, uno dei mezzi più efficaci per realizzare facili ed enormi guadagni.

C’è stato chi si è lamentato del fatto che alcuni chitarristi dell’epoca non sapevano nemmeno accordare una chitarra. Anche oggi ce ne sono parecchi. Io ho visto gente che si rifiuta di utilizzare quella magica “scatoletta” (che non esisteva negli anni settanta). C'è chi addirittura suona volutamente con la chitarra scordata, si diverte a prendere note a casaccio ed utilizza tonalità random ... va molto di moda!

C’è chi ha scritto che le Orme sono un gruppo che ha segnato e che continua a segnare le scalette dei gruppi amatoriali più attenti e aperti. Visto che segnano così bene, tanto vale schierarle in Nazionale. Hai visto mai che vinciamo il Campionato del mondo di calcio per altre quattro volte? Comunque, di quelle scalette e di quei gruppi raffinati non mi è mai giunta notizia e credo di non aver mai incontrato una Cover o una Tribute Band delle Orme Ops! Potrebbe essere un’idea!

Mi chiedo che choc ha provato quel bimbo quando ha ascoltato, nel Fisher Price, la musicassetta delle Orme che aveva fregato di nascosto al proprio genitore! E ci credo! Fino a quel momento si era alienato con i Pooh. Dopo ha continuato ad alienarsi con “Alienazione”.

Per favore, datemi un pizzicotto! Sto sognando, oppure sto vivendo un grosso incubo? E’ vero che i gusti personali non si discutono. Però ...

Quello che più mi rende perplesso è che nessuno ha risposto al mio quesito: “Non Vi sembra che quanto ha scritto Fabrizio Zampa nel 1971, sia maledettamente attuale e riconducibile ai tempi di oggi”? Non solo nessuno mi ha risposto, ma nessuno si è accorto della colossale “coniglia” che ho lanciato. Nessuno si è sentito bacchettato!

Che vuoi farci, caro BrunoRitchie. Anche tu sei uno di quelli che pensa che le Orme potessero essere definite la brutta copia degli ELP . E’ proprio vero che di musica non ne capisci proprio un ...

Avevo promesso una bomba per vitalizzare questo periodo feriale. Eccola: BOOM!


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Mo' lo ZIO ti spiega... ;-)
di The_song_is_over [user #7972]
commento del 02/08/2007 ore 09:3
>>>Mi ha anche creato qualche perplessità leggere il non felice accostamento di Alan Sorrenti ai ... "soliti Area, PFM, Banco e Osanna. Eccomi!!! ;-)))Alan Sorrenti ha avuto 2 momenti distinti della sua carriera...uno ottimo (brevissimo!Praticamente legato all'attivitò concertistica ed all'album ARIA...un VERO capolavoro!) ed uno infimo (lunghissimo!). Nel perido brevissimo è stato un precursore ed uno sperimentatore quasi senza eguali in Italia.Insomma...un grande! Non mi dilungo perchè sono in ufficio e non ho nemmeno con me i libri che ne parlano...però ho fatto una ricerchina da 2,5 ms su google...guarda cosa ho trovato:vai al link ol3/sorrenti.htmlvai al link nti-aria-1972.htmlCiao Ciao!!!
Rispondi
Re:Mo' lo ZIO ti spiega... ;-)
di brunoritchie [user #11773]
commento del 02/08/2007 ore 10:0
Non ho mica detto che Alan Sorrenti fa schifo. Ho semplicemente detto che l'accostamento era inadeguato perchè apparteneva ad un genere musicale completamente diverso.Sicuramente era un personaggio molto più interessante e carismatico di quanto non lo fossero le Orme.L'unica cosa che mi sento legittimamente di rimproverare ad Alan Sorrenti (almeno nelle incisioni di quegli anni) è l'evidente difetto di intonazione della voce. Converrai con me che qualche problema ce l'aveva.Caro zio. Ho quarantanove anni ed i capelli bianchi.Tu quanti nei hai?
Rispondi
Re:Mo' lo ZIO ti spiega... ;-)
di The_song_is_over [user #7972]
commento del 02/08/2007 ore 10:0
Sono piu giovane!!!! ;-D Ti dirò...quando mi parli di difetto di intonazione della voce sono d'accordo sino a la...io non l'ho mai preso come un difetto....l'ho preso come una caratteristica...come quando si dice che J.Page suona "sporco"...ok,è vero...però non è un difetto...o meglio...lo è ma per me diventa "caratteristica". Inzomm'... tutti la vedono un po' a loro modo... Quanto a giudicare il personaggio...boh...non l'ho mai visto dal vivo all'epoca...quel poco che so è solo relativo alle incisioni. Se fossero diversi come concetto "personaggi artistici" francamente lo ignoro... saluti!!!
Rispondi
Re:Mo' lo ZIO ti spiega... ;-)
di brunoritchie [user #11773]
commento del 02/08/2007 ore 10:5
Con l'intonazione probabilmente un po' ci giocava e ne ha sicuramente fatto una caratteristica. Dicitincello Vuje io me la ricordo proprio per questo motivo. L'Unica donna per me, invece, l'ha cantata in maniera meno sporca. Il difetto si sente quindi molto di meno. Secondo me hai ragione. Di quel difetto ne ha fatto una caratteristica portante ed altamente distintiva. In quanto al carisma, ti posso assicurare che all'epoca i suoi Concerti andavano per la maggiore. Radunava migliaia di giovani, soprattutto ragazzine, di cui era l'idolo anche perchè era anche indubbiamente un bel ragazzo. Anche questa è stata l'arma vincente che ha utilizzato parecchio.Chiarisco ancora il concetto che ho espresso a riguardo delle mie perplessità sull'accostamento di Alan Sorrenti ad altri gruppi, perchè ritengo che sia stato fatto un bel minestrone di bella musica. E' come se si avesse unito il dolce al salato, la verdura alla frutta, oppure gli antipasti al caffè.Gli Area era un Gruppo italiano molto valido e preparato. Demetrio Stratos & compagni non facevano assolutamente mistero delle proprie tendenze politiche. Suonavano sicuramente jazz-rock. Negli anni sessanta, Demetrio è stato compagno di giochi di tal J. Senese, quando cioè suonavano entrambe nei Ribelli. Con gli Area Demetrio si divertiva a fare degli ottimi esperimenti con la voce. Studiava molto e cercava di utilizzarla come se fosse un vero e proprio strumento musicale. Purtroppo è mancato prematuramente. Secondo me era un piccolo grande genio.All'epoca gli Area venivano accomunati al Napoli Centrale in cui suonava, toh! garda chi si rivede! quel geniaccio di J. Senese che cantava (urlando) delle ottime liriche scritte in lingua napoletana. Non mi ricordo l'autore. Mi pare che si chiamasse Esposito. Diciamo che le recitava. In una incisione del Napoli Centrale, Sangue Misto (ogni riferimento a cose è persone è puramente casuale ...) ha suonato alla batteria Bruno Biriaco.Altro gruppo cugino di primo grado di Area e Napoli Centrale era il Perigeo, sicuramente meno "schierato" dal punto di vista politico (anche se alla fine dei loro concerti intonavano anche un certo Inno) e forse anche più sofisticato dal punto di vista della preparazione musicale. Bruno Biriaco (toh! chi si rivede!) e Gianni Tommaso ora sono due validi diretttori di orchestra.  Gli Osanna suonavano un rock con unfluenze blues, jazz e pop, con una bellissima spruzzata di napoletanità pura. Un mix molto originale e decisamente efficace. Del resto, la recensione di F. Zampa del 1971 è molto esauriente. Se riesci a procurarti l'Album Palepoli del 1973 (credo sia purtroppo introvabile), avrai sicuramente delle gradite sorprese. Secondo me è il migliore.Di PFM e Banco credo di non dover dire nulla. Penso siano le uniche due bands italiane effettivamente appartenenti al rock-progressivo. Avevano chiari riferimenti di tipo classico, però non così esagerati.Un abbraccio. BrunoRitchie.P.S. Sono un Torinese emigrato a Taranto che ama la musica partenopea. Non si era capito?
Rispondi
Re:Mo' lo ZIO ti spiega... ;-)
di The_song_is_over [user #7972]
commento del 02/08/2007 ore 11:1
>>>P.S. Sono un Torinese emigrato a Taranto che ama la musica partenopea. Non si era capito?Nooooooo!! maccheeee!!! ;-))) Comunque complimenti...sei un'enciclopedia! ;-) la prossima volta che ho bisogno di un consulto sul prog di quell'epoca so a chi rivolgermi! Un abbraccio anche a te!
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