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di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 25 luglio 2007 ore 20:09
Oggi ho scritto questi pensieri, in risposta ad un articolo pubblicato nella home-page di "Accordo". Mi piace così tanto quello che è uscito dalla tastiera del mio PC che me lo voglio riportare sul mio diario:Inizia ... "
Sicuramente per ciascuno di noi esiste almeno un brano che ha fatto da colonna sonora alla nostra adolescenza.
Alcune canzoni non ci stancheremmo mai di ascoltarle e, non appena passano casualmente per radio, ci passano davanti agli occhi momenti felici e momenti tristi del passato e ci viene la pelle d'oca. Episodio triste: Era il due di agosto del 1980. Avevo trovato un lavoro trimestrale in una colonia estiva a Igea Marina in qualità di segretario amministrativo, con un impegno giornaliero di dieci ore, durante le quali dovevo necessariamente presidiare l'ufficio per rispondere al telefono e/o per soddisfare richieste estemporanee da parte degli altri dipendenti della struttura. Tenevo immancabilmente acceso il mio radio/registratore, 24 ore su 24, sempre sintonizzato su una emittente locale della riviera romagnola: "Radio Sabbia". Trasmetteva buona musica a tutte le ore del giorno e della notte e, in quei tre mesi di pseudo-solitudine, mi ha fatto una buona compagnia.
Ho anche registrato diverse musicassette - che ancora conservo - nelle quali appaiono i brani più gettonati di quel periodo: Message in the bottle e Walikin' on the moon dei Police, Vincenzo e Milano di Alberto Fortis, Luna di Gianni Togni, Evviva le ferrovie dello Stato di Goran Kusminac, Sultan of swing dei Dire Straits, ovvero Autschwitz, Ma noi non ci saremo ed altri brani contenuti nell'Album Live dei Nomadi del 1979. E tantissime altre canzoni ancora che non ricordo.
Qualla mattina arrivò in colonia il padre di un bambino che non era riuscito ad integrarsi con i propri compagni e piangeva in continuazione perchè voleva tornare a casa dalla sua mamma. Lo avevamo chiamato al telefono, pregandolo di venire a fare un salto per tranquillizzare e rassicurare il ragazzino.
Mi disse che aveva fatto un lunghissimo viaggio in treno da Torino: il suo convoglio aveva dovuto compiere una tortuosissima deviazione per giungere a Rimini, senza passare per Bologna.
Mi disse che: "... A Bologna sembra che sia successo un casino! Non fanno passare nessun treno"!
Rimasi sbalordito. Erano le cinque del pomeriggio di quel maledetto 2 agosto e, dalla mattina, era capitato che non avessi ascoltato nessun notiziario. Non sapevo quindi che c'era stato un attentato dinamitardo alla stazione ferroviaria di Bologna ed erano morte tante persone innocenti.
Ancora conservo quelle musicassette contenenti i brani trasmessi da "Radio Sabbia" nell'estate del 1980. Quando le riascolto mi viene una grande tristezza e una fortissima rabbia.
Come si fa a dimenticare un momento così drammatico della nostra storia?
Quella cassetta mi fa riaffiorare tutti i ricordi di quell'estate, a tratti anche piacevole, in cui avevo terminato il servizio militare ed ero finalmente riuscito a rendermi economicamente indipendente dai miei genitori.
Voglio ora dedicare quelle belle musiche, in particolare Autschwitz, alla memoria di tutti coloro i quali hanno perso prematuramente la propria vita per mano di alcuni esaltati ed incoscienti assassini.
Quelle vittime innocenti non devono mai essere dimenticate!
Ecco l'indirizzo Internet a loro dedicato che trasmetto volentieri a tutti coloro i quali volessero visitarlo: http://www.stragi.it/ Episodio piacevole: Avevo dodici anni, ero a casa a letto, influenzato, con la febbre alta e forti crampi allo stomaco. Mio fratello Sergio, più grande di me di sei anni, tornò tardi a casa dal lavoro. Mi vide abbacchiato, triste e sconsolato e mi disse: "Guarda un po' che bella sorpresa che ti ho portato! Ascoltalo. Questo si che è un chitarrista!".
Mise il disco sul piatto dello stereo e mi arrivò la magia di suoni ed armonie mai udite fino a quel momento. Già strimpellavo la chitarra semi-acustica - marca Ferrarotti - che mi aveva passato mio fratello, il quale aveva acquistato una solid body HB modello Gibson SG. Era il top delle sottomarche di quell'epoca.
In quegli anni ero costantemente alla ricerca di buona musica e di validi fraseggi eseguiti con la chitarra. Mi ispiravo ai Led Zeppelin, ai Grand Funk Railroad e ai Creedence Clearwater Revival.
L'atmosfera magica riempì la mia stanza da letto. E' la stessa magia che si rinnova ancora oggi, ogni volta, cioè, che ascolto l'Album Abraxas di Carlos Santana. E' una magia che si intensifica - brano dopo brano - prende forza ed energia, fino a culminare nelle note iniziali di Samba Pa Ti.
Quando arrivo a quel brano, la mia anima non è più su questo pianeta.
Ogni volta che riascolto Abraxas, mi vengono i brividi e ricordo quel bel momento.
Sono immensamente grato a mio fratello: quella sera mi ha fatto uno dei più bei regali della mia vita: mi ha fatto incontrare e conoscere virtualmente colui che ha rappresentato la colonna sonora di tutta la mia adolescenza: Mr. Carlos Santana che, circa un mese fa, ha compiuto la bella età di 60 anni. Auguri Carlos. 100 di questi anni! ... " finisce
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Oggi ho scritto questi pensieri, in risposta ad un articolo pubblicato nella home-page di "Accordo". Mi piace così tanto quello che è uscito dalla tastiera del mio PC che me lo voglio riportare sul mio diario: Inizia ... "
Sicuramente per ciascuno di noi esiste almeno un brano che ha fatto da colonna sonora alla nostra adolescenza.
Alcune canzoni non ci stancheremmo mai di ascoltarle e, non appena passano casualmente per radio, ci passano davanti agli occhi momenti felici e momenti tristi del passato e ci viene la pelle d'oca. Episodio triste: Era il due di agosto del 1980. Avevo trovato un lavoro trimestrale in una colonia estiva a Igea Marina in qualità di segretario amministrativo, con un impegno giornaliero di dieci ore, durante le quali dovevo necessariamente presidiare l'ufficio per rispondere al telefono e/o per soddisfare richieste estemporanee da parte degli altri dipendenti della struttura. Tenevo immancabilmente acceso il mio radio/registratore, 24 ore su 24, sempre sintonizzato su una emittente locale della riviera romagnola: "Radio Sabbia". Trasmetteva buona musica a tutte le ore del giorno e della notte e, in quei tre mesi di pseudo-solitudine, mi ha fatto una buona compagnia.
Ho anche registrato diverse musicassette - che ancora conservo - nelle quali appaiono i brani più gettonati di quel periodo: Message in the bottle e Walikin' on the moon dei Police, Vincenzo e Milano di Alberto Fortis, Luna di Gianni Togni, Evviva le ferrovie dello Stato di Goran Kusminac, Sultan of swing dei Dire Straits, ovvero Autschwitz, Ma noi non ci saremo ed altri brani contenuti nell'Album Live dei Nomadi del 1979. E tantissime altre canzoni ancora che non ricordo.
Qualla mattina arrivò in colonia il padre di un bambino che non era riuscito ad integrarsi con i propri compagni e piangeva in continuazione perchè voleva tornare a casa dalla sua mamma. Lo avevamo chiamato al telefono, pregandolo di venire a fare un salto per tranquillizzare e rassicurare il ragazzino.
Mi disse che aveva fatto un lunghissimo viaggio in treno da Torino: il suo convoglio aveva dovuto compiere una tortuosissima deviazione per giungere a Rimini, senza passare per Bologna.
Mi disse che: "... A Bologna sembra che sia successo un casino! Non fanno passare nessun treno"!
Rimasi sbalordito. Erano le cinque del pomeriggio di quel maledetto 2 agosto e, dalla mattina, era capitato che non avessi ascoltato nessun notiziario. Non sapevo quindi che c'era stato un attentato dinamitardo alla stazione ferroviaria di Bologna ed erano morte tante persone innocenti.
Ancora conservo quelle musicassette contenenti i brani trasmessi da "Radio Sabbia" nell'estate del 1980. Quando le riascolto mi viene una grande tristezza e una fortissima rabbia.
Come si fa a dimenticare un momento così drammatico della nostra storia?
Quella cassetta mi fa riaffiorare tutti i ricordi di quell'estate, a tratti anche piacevole, in cui avevo terminato il servizio militare ed ero finalmente riuscito a rendermi economicamente indipendente dai miei genitori.
Voglio ora dedicare quelle belle musiche, in particolare Autschwitz, alla memoria di tutti coloro i quali hanno perso prematuramente la propria vita per mano di alcuni esaltati ed incoscienti assassini.
Quelle vittime innocenti non devono mai essere dimenticate!
Ecco l'indirizzo Internet a loro dedicato che trasmetto volentieri a tutti coloro i quali volessero visitarlo: http://www.stragi.it/ Episodio piacevole: Avevo dodici anni, ero a casa a letto, influenzato, con la febbre alta e forti crampi allo stomaco. Mio fratello Sergio, più grande di me di sei anni, tornò tardi a casa dal lavoro. Mi vide abbacchiato, triste e sconsolato e mi disse: "Guarda un po' che bella sorpresa che ti ho portato! Ascoltalo. Questo si che è un chitarrista!".
Mise il disco sul piatto dello stereo e mi arrivò la magia di suoni ed armonie mai udite fino a quel momento. Già strimpellavo la chitarra semi-acustica - marca Ferrarotti - che mi aveva passato mio fratello, il quale aveva acquistato una solid body HB modello Gibson SG. Era il top delle sottomarche di quell'epoca.
In quegli anni ero costantemente alla ricerca di buona musica e di validi fraseggi eseguiti con la chitarra. Mi ispiravo ai Led Zeppelin, ai Grand Funk Railroad e ai Creedence Clearwater Revival.
L'atmosfera magica riempì la mia stanza da letto. E' la stessa magia che si rinnova ancora oggi, ogni volta, cioè, che ascolto l'Album Abraxas di Carlos Santana. E' una magia che si intensifica - brano dopo brano - prende forza ed energia, fino a culminare nelle note iniziali di Samba Pa Ti.
Quando arrivo a quel brano, la mia anima non è più su questo pianeta.
Ogni volta che riascolto Abraxas, mi vengono i brividi e ricordo quel bel momento.
Sono immensamente grato a mio fratello: quella sera mi ha fatto uno dei più bei regali della mia vita: mi ha fatto incontrare e conoscere virtualmente colui che ha rappresentato la colonna sonora di tutta la mia adolescenza: Mr. Carlos Santana che, circa un mese fa, ha compiuto la bella età di 60 anni. Auguri Carlos. 100 di questi anni! ... " finisce |
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