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Oscar alla carriera

di black poodle [user #1259] - pubblicato il 12 luglio 2007 ore 12:14
Premessa: questa è una normale pagina di diario in cui parlo, come al solito, dei cavoli miei. Mi sarebbe piaciuto postarla come articolo, magari nella sezione "Jam Session solo OT" per invitare tutti a raccontare qualche episodio in cui si sono dovuti "ingegnare" per trovare i soldi o anche il tempo di andare a vedere in concerto i propri beniamini. Se vi va fatemi sapere cosa ne pensate. Grazie.******Not just a concert... Questo lo slogan sui manifesti, riportato anche sul tagliando d'ingresso, che ha accompagnato l'intero tour mondiale partito da Montreal, Canada, il 10 gennaio 2006.Not just a concert... eh già! Per qualcuno, come me, facendo un esempio a caso, era probabilmente l'ultima occasione per vedere dal vivo la band del cuore, quella che ti ha preso per mano da ragazzo, bambino nel mio caso, e ti ha raccontato la vita ed il rock&roll, o una vita di rock&roll se volete, facendoti vibrare, ballare, sognare...Non avevo ancora compiuto 9 anni che già nel piatto del giradischi di casa, di quelli antichi in legno e con l'audio decisamente "mono", girava quasi ininterrottamente "Love You Live", il doppio vinile registrato dal vivo durante il tour del 1976. La mia facciata preferita era la quarta, dove si ascoltavano in cascata "It's only rock&roll", "Brown Sugar", "Jumpin' Jack Flash" e "Sympathy for the Devil"... e alla fine avevo gli occhi iniettati di sangue!Non avevo ancora compiuto 11 anni che già sognavo, davanti allo specchio, di cantare come Mick Jagger. Avevo già una chitarra, classica, ma non sognavo di diventare un chitarrista; volevo cantare come lui, muovermi come lui, muovere le masse come lui!Non avevo ancora compiuto 13 anni ed ero ritenuto troppo piccolo per poter andare a vedere un loro concerto; e così mi dovetti accontentare di leggere le cronache di quei giorni su qualsiasi quotidiano o periodico che mi passasse tra le mani. Ricordo le polemiche, le improbabili biografie formato Bignami, le notizie scandalistiche, soprattutto sul loro cachet (1 milione di dollari per 3 concerti), i titoli stile Eva3000 "Quarantenni sì, gentiluomini mai"; e ricordo il simpatico "pupazzetto" della Piaggio-Gilera, sponsor dei concerti italiani.Ma quello che ricorderò maggiormente di quei giorni, come tutti voi, è Italia-Germania ai campionati di Spagna '82 :)Crescendo mi sono appassionato alla chitarra elettrica e man mano che il mio orecchio musicale maturava, al contrario della mia perizia sullo strumento, apprezzavo sempre di più lo stile ed il suono di Keith Richards, il "tone" come lo definirebbero gli anglofoni. Ma forse non è andata proprio così. Qualcuno, molti, devono avermi detto che ero stonato in modo irrecuperabile e così ho spostato il mio interesse dal canto alla chitarra.Non avevo ancora compiuto 15 anni ma ho impressa nitida nella mente la faccia schifata della commessa del negozio di dischi dove mi accingevo ad acquistare "Undercover", l'ennesimo disco di un gruppo ormai decisamente fuori moda; la stessa faccia, questa volta accompagnata da commenti derisori me l'ha riservata un ragazzo sull'autobus mentre tornavo a casa.Avevo da poco compiuto 15 anni e finalmente ero stato ritenuto abbastanza grande da andare a vedere un concerto dei Clash, l'altro mio gruppo del cuore che guarda caso la stampa inglese aveva definito "the new Rolling Stones".Non avevo ancora compiuto 21 anni ma potevo già considerarmi un veterano frequentatore di concerti rock. Ne avevo visti tanti, famosi e semisconosciuti, ma i Rolling Stones, ahimè, mai.Finalmente la notizia: luglio 1990, tre concerti in Italia, di cui 2 a Roma allo stadio Flaminio. Costo del biglietto 55.000 lire: cazzo, troppo alto per uno studente! Fortunatamente, se c'è una cosa di me stesso che apprezzo, è che una soluzione la trovo sempre. Colgo l'occasione di sostituire un mio amico nello stabilimento dove lavora come "assistente di spiaggia", ovvero dove pulisce la sabbia e porta lettini, ombrelloni e sdraie ai bagnanti. Si tratta di un solo giorno, di domenica, paga concordata 25.000 lire, orario di lavoro dalle 7.00 alle 20.00... senza pausa! Alla fine della giornata sono distrutto ma grazie alla paga, alle mance e a qualche soldo intascato personalmente senza portarlo "in cassa", mi ritrovo in tasca 70.000 lire. La vita mi sorride.Dicono in molti che i concerti italiani del 1990 ed in generale dell'intero tour mondiale non fossero stati un granché eppure a me il concerto piacque parecchio. Ero a una ventina di metri dal palco, vedevo abbastanza bene e l'audio era decente, si riuscivano a cogliere parecchie sfumature. Il grosso della musica la facevano i "gregari", Keith e Ronnie erano un pò sballati però il suono c'era. Tra l'altro quello fù un tour particolare perché decisero di rieseguire le canzoni con gli stessi arrangiamenti che avevano sui dischi, senza grosse improvvisazioni o lunghi assoli. Probabilmente questa caratteristica non fù gradita ai più ma a me sì.Nel 2003 e nel 2006 sono tornati in Italia ma a Milano. Impegni familiari e lavorativi mi hanno impedito di fare i bagagli e di andarli a vedere.Not just One concert... eh già, infatti i concerti sono stati due! Il primo si è svolto sul prato dello Stadio Olimpico dove, grazie alla furbata degli organizzatori che avevano previsto solo posti a sedere numerati e alla successiva farsa della finta invasione "guidata" e "temporeggiata" dalle forze dell'ordine con la quale hanno riempito gli evidenti spazi vuoti, erano raccolte non più di 5.000 persone. Leggendo sul forum di rollingstonesitalia.com i commenti dei fans presenti a questo concerto sembra che lo show sia stato molto coinvolgente e l'audio decisamente buono. Il secondo concerto, in contemporanea, si è svolto sugli spalti dello Stadio Olimpico, a circa 80 metri dal palco. Qui le cose erano ben diverse. Il concerto lo vedevi come avresti guardato un video su YouTube ma l'audio era decisamente peggiore. Io mi trovavo nel settore dei "distinti" alla sinistra del palco e il suono "mono" che giungeva alle orecchie era ovattato e distorto. Ora, poiché a me non piace andare ad un concerto per partecipare all'evento e fare casino ma piace andarci soprattutto per ascoltare musica, si capirà che il mio umore è stato grigio per tutta la serata. Due concerti per il pubblico dunque, però con gli stessi attori sul palco. Già, gli attori. Loro si sono comportati bene; hanno cercato in tutti i modi di tenere alta la tensione e hanno dimostrato di avere ancora un grandissimo mestiere. Mick Jagger è stato strepitoso, in grandissima forma fisica e vocale; ha commesso i soliti errori cantando due volte di seguito la stessa strofa o dimenticando i ritornelli però ormai questo è un suo standard degli ultimi anni e lo si può perdonare. Charlie Watts non l'ho sentito quasi per niente, il suono della batteria dove ero io era ovattato e occupava solo le frequenze basse; da quello che ho potuto vedere dal maxischermo ha suonato bene. Ron Wood è stato molto bravo e collaborativo; apparentemente sobrio e molto presente ha aiutato Jagger a coprire i "vuoti di memoria" di Keith Richards, ma di questo parlerò dopo. Unica sbavatura il solo di "Can't You Hear Me Knocking" in cui ha pasticciato un pò e poi l'ha messa in caciara saturando la chitarra in un modo molto poco "Stones". Darryl Jones la solita certezza, una macchina da guerra. Bobby Keys grandissimo nel solo di "Can't You Hear Me Knocking" ma molto bravo in ogni suo intervento. Lisa Fischer la solita voce bellissima e, ragazzi, ancora una grandissima gnocca! Chuck Leavell si sentiva poco però è stato bravissimo a riempire con un assolo honky tonk il vuoto che si è creato quando Keith non si decideva ad iniziare il previsto assolo di "Sympathy For The Devil"... e forse avrebbe fatto meglio a non iniziarlo mai; sembrava un principiante che cercava le note sulla tastiera per la prima volta :( Keith Richards ha ricevuto quasi un minuto di applausi quando è stato presentato al pubblico. Lui in Italia è molto amato, più di Jagger, e per me è un vero punto di riferimento per stile, sound e presenza scenica. E' stato il protagonista, nel mio cuore, del momento più triste e del momento più commuovente di tutto il concerto. Ha completamente sbagliato l'introduzione di "Can't You Hear Me Knocking" tanto è vero che pensavo gli avessero passato una chitarra accordata in modo errato rispetto a quanto si attendesse (ne cambia una per canzone); ad un certo punto ha smesso di suonare ed in cuor mio ho sperato che andasse a cambiare chitarra, essendosi accorto dell'errore. Purtoppo la chitarra era quella giusta, era lui che aveva qualcosa che non andava. Se ne è andato in fondo ad uno dei due lunghi baffi del palco, in una zona buia, e si è appoggiato alle strutture senza più suonare. Temevo che avrebbero fermato lo show e invece Mick e gli altri si sono assembrati a centro palco, hanno confabulato qualcosa e poi Mick ha preso una armonica e ha fatto un paio di minuti di improvvisazioni assolutamente non previste nella canzone; poi Keith è tornato a centro palco, ha sorriso agli altri ma non ha ripreso a suonare. Ma la scena ormai era del sax e della chitarra di Ron Wood per il lungo strumentale che chiude il pezzo. Intanto nella mia mente si affacciava tristemente l'ombra di Chuck Berry al concerto del primo maggio :( Da quella canzone in poi le altre sono state suonate alla velocità della luce, come se avessero fretta di terminare lo show prima che Keith avesse un'altra "crisi". In un'ora e cinquanta minuti scarsi hanno suonato l'intera scaletta, quasi un record rispetto a tutti gli show precedenti. Il momento più commuovente invece è stato quando Keith e Ronnie, come due vecchi lupi di mare, hanno eseguito quasi guancia a guancia "You Got The Silver"; Ronnie all'acustica e Keith, senza chitarra, alla voce. Bellissima e molto intensa! purtoppo l'impressione che ho avuto è che Keith si sentisse molto a suo agio senza chitarra in mano...Quando il concerto è giunto al termine, chiuso da una "Brown Sugar" confusa e assolutamente inascoltabile dalla mia posizione, tutto il pubblico si è alzato in piedi per un lungo applauso. Il mio umore continuava ad essere nero per via della qualità dell'audio però in quel monento ho avuto l'illuminazione con non si stava applaudendo un concerto ma la consegna dell'OSCAR ALLA CARRIERA, il dovuto riconoscimento per 45 anni di onorato servizio alla causa del rock&roll; e allora mi sono alzato anche io ed ho applaudito lungamente, cercando di fare pace con me stesso e pensando che anche io stavo ricevendo l'Oscar.... alla carriera di sostenitore :)Mi auguro che nel futuro degli Stones ci saranno altri concerti e grandi successi ma mi auguro anche che se Keith Richards non ritorna in forma gli evitino questa inutile tortura e lenta agonia... di Chuck Berry ce ne è già uno!!E poi l'OSCAR ALLA CARRIERA lo hanno già preso, ormai potrebbero anche fare due concerti all'anno come Vasco Rossi :)

Premessa: questa è una normale pagina di diario in cui parlo, come al solito, dei cavoli miei. Mi sarebbe piaciuto postarla come articolo, magari nella sezione "Jam Session solo OT" per invitare tutti a raccontare qualche episodio in cui si sono dovuti "ingegnare" per trovare i soldi o anche il tempo di andare a vedere in concerto i propri beniamini. Se vi va fatemi sapere cosa ne pensate. Grazie.

******

Not just a concert... Questo lo slogan sui manifesti, riportato anche sul tagliando d'ingresso, che ha accompagnato l'intero tour mondiale partito da Montreal, Canada, il 10 gennaio 2006.

Not just a concert... eh già! Per qualcuno, come me, facendo un esempio a caso, era probabilmente l'ultima occasione per vedere dal vivo la band del cuore, quella che ti ha preso per mano da ragazzo, bambino nel mio caso, e ti ha raccontato la vita ed il rock&roll, o una vita di rock&roll se volete, facendoti vibrare, ballare, sognare...

Non avevo ancora compiuto 9 anni che già nel piatto del giradischi di casa, di quelli antichi in legno e con l'audio decisamente "mono", girava quasi ininterrottamente "Love You Live", il doppio vinile registrato dal vivo durante il tour del 1976. La mia facciata preferita era la quarta, dove si ascoltavano in cascata "It's only rock&roll", "Brown Sugar", "Jumpin' Jack Flash" e "Sympathy for the Devil"... e alla fine avevo gli occhi iniettati di sangue!

Non avevo ancora compiuto 11 anni che già sognavo, davanti allo specchio, di cantare come Mick Jagger. Avevo già una chitarra, classica, ma non sognavo di diventare un chitarrista; volevo cantare come lui, muovermi come lui, muovere le masse come lui!

Non avevo ancora compiuto 13 anni ed ero ritenuto troppo piccolo per poter andare a vedere un loro concerto; e così mi dovetti accontentare di leggere le cronache di quei giorni su qualsiasi quotidiano o periodico che mi passasse tra le mani. Ricordo le polemiche, le improbabili biografie formato Bignami, le notizie scandalistiche, soprattutto sul loro cachet (1 milione di dollari per 3 concerti), i titoli stile Eva3000 "Quarantenni sì, gentiluomini mai"; e ricordo il simpatico "pupazzetto" della Piaggio-Gilera, sponsor dei concerti italiani.

Ma quello che ricorderò maggiormente di quei giorni, come tutti voi, è Italia-Germania ai campionati di Spagna '82 :)

Crescendo mi sono appassionato alla chitarra elettrica e man mano che il mio orecchio musicale maturava, al contrario della mia perizia sullo strumento, apprezzavo sempre di più lo stile ed il suono di Keith Richards, il "tone" come lo definirebbero gli anglofoni. Ma forse non è andata proprio così. Qualcuno, molti, devono avermi detto che ero stonato in modo irrecuperabile e così ho spostato il mio interesse dal canto alla chitarra.

Non avevo ancora compiuto 15 anni ma ho impressa nitida nella mente la faccia schifata della commessa del negozio di dischi dove mi accingevo ad acquistare "Undercover", l'ennesimo disco di un gruppo ormai decisamente fuori moda; la stessa faccia, questa volta accompagnata da commenti derisori me l'ha riservata un ragazzo sull'autobus mentre tornavo a casa.

Avevo da poco compiuto 15 anni e finalmente ero stato ritenuto abbastanza grande da andare a vedere un concerto dei Clash, l'altro mio gruppo del cuore che guarda caso la stampa inglese aveva definito "the new Rolling Stones".

Non avevo ancora compiuto 21 anni ma potevo già considerarmi un veterano frequentatore di concerti rock. Ne avevo visti tanti, famosi e semisconosciuti, ma i Rolling Stones, ahimè, mai.

Finalmente la notizia: luglio 1990, tre concerti in Italia, di cui 2 a Roma allo stadio Flaminio. Costo del biglietto 55.000 lire: cazzo, troppo alto per uno studente! Fortunatamente, se c'è una cosa di me stesso che apprezzo, è che una soluzione la trovo sempre. Colgo l'occasione di sostituire un mio amico nello stabilimento dove lavora come "assistente di spiaggia", ovvero dove pulisce la sabbia e porta lettini, ombrelloni e sdraie ai bagnanti. Si tratta di un solo giorno, di domenica, paga concordata 25.000 lire, orario di lavoro dalle 7.00 alle 20.00... senza pausa! Alla fine della giornata sono distrutto ma grazie alla paga, alle mance e a qualche soldo intascato personalmente senza portarlo "in cassa", mi ritrovo in tasca 70.000 lire. La vita mi sorride.

Dicono in molti che i concerti italiani del 1990 ed in generale dell'intero tour mondiale non fossero stati un granché eppure a me il concerto piacque parecchio. Ero a una ventina di metri dal palco, vedevo abbastanza bene e l'audio era decente, si riuscivano a cogliere parecchie sfumature. Il grosso della musica la facevano i "gregari", Keith e Ronnie erano un pò sballati però il suono c'era. Tra l'altro quello fù un tour particolare perché decisero di rieseguire le canzoni con gli stessi arrangiamenti che avevano sui dischi, senza grosse improvvisazioni o lunghi assoli. Probabilmente questa caratteristica non fù gradita ai più ma a me sì.

Nel 2003 e nel 2006 sono tornati in Italia ma a Milano. Impegni familiari e lavorativi mi hanno impedito di fare i bagagli e di andarli a vedere.

Not just One concert... eh già, infatti i concerti sono stati due! Il primo si è svolto sul prato dello Stadio Olimpico dove, grazie alla furbata degli organizzatori che avevano previsto solo posti a sedere numerati e alla successiva farsa della finta invasione "guidata" e "temporeggiata" dalle forze dell'ordine con la quale hanno riempito gli evidenti spazi vuoti, erano raccolte non più di 5.000 persone. Leggendo sul forum di rollingstonesitalia.com i commenti dei fans presenti a questo concerto sembra che lo show sia stato molto coinvolgente e l'audio decisamente buono. Il secondo concerto, in contemporanea, si è svolto sugli spalti dello Stadio Olimpico, a circa 80 metri dal palco. Qui le cose erano ben diverse. Il concerto lo vedevi come avresti guardato un video su YouTube ma l'audio era decisamente peggiore. Io mi trovavo nel settore dei "distinti" alla sinistra del palco e il suono "mono" che giungeva alle orecchie era ovattato e distorto. Ora, poiché a me non piace andare ad un concerto per partecipare all'evento e fare casino ma piace andarci soprattutto per ascoltare musica, si capirà che il mio umore è stato grigio per tutta la serata. Due concerti per il pubblico dunque, però con gli stessi attori sul palco. Già, gli attori. Loro si sono comportati bene; hanno cercato in tutti i modi di tenere alta la tensione e hanno dimostrato di avere ancora un grandissimo mestiere. Mick Jagger è stato strepitoso, in grandissima forma fisica e vocale; ha commesso i soliti errori cantando due volte di seguito la stessa strofa o dimenticando i ritornelli però ormai questo è un suo standard degli ultimi anni e lo si può perdonare. Charlie Watts non l'ho sentito quasi per niente, il suono della batteria dove ero io era ovattato e occupava solo le frequenze basse; da quello che ho potuto vedere dal maxischermo ha suonato bene. Ron Wood è stato molto bravo e collaborativo; apparentemente sobrio e molto presente ha aiutato Jagger a coprire i "vuoti di memoria" di Keith Richards, ma di questo parlerò dopo. Unica sbavatura il solo di "Can't You Hear Me Knocking" in cui ha pasticciato un pò e poi l'ha messa in caciara saturando la chitarra in un modo molto poco "Stones". Darryl Jones la solita certezza, una macchina da guerra. Bobby Keys grandissimo nel solo di "Can't You Hear Me Knocking" ma molto bravo in ogni suo intervento. Lisa Fischer la solita voce bellissima e, ragazzi, ancora una grandissima gnocca! Chuck Leavell si sentiva poco però è stato bravissimo a riempire con un assolo honky tonk il vuoto che si è creato quando Keith non si decideva ad iniziare il previsto assolo di "Sympathy For The Devil"... e forse avrebbe fatto meglio a non iniziarlo mai; sembrava un principiante che cercava le note sulla tastiera per la prima volta :( Keith Richards ha ricevuto quasi un minuto di applausi quando è stato presentato al pubblico. Lui in Italia è molto amato, più di Jagger, e per me è un vero punto di riferimento per stile, sound e presenza scenica. E' stato il protagonista, nel mio cuore, del momento più triste e del momento più commuovente di tutto il concerto. Ha completamente sbagliato l'introduzione di "Can't You Hear Me Knocking" tanto è vero che pensavo gli avessero passato una chitarra accordata in modo errato rispetto a quanto si attendesse (ne cambia una per canzone); ad un certo punto ha smesso di suonare ed in cuor mio ho sperato che andasse a cambiare chitarra, essendosi accorto dell'errore. Purtoppo la chitarra era quella giusta, era lui che aveva qualcosa che non andava. Se ne è andato in fondo ad uno dei due lunghi baffi del palco, in una zona buia, e si è appoggiato alle strutture senza più suonare. Temevo che avrebbero fermato lo show e invece Mick e gli altri si sono assembrati a centro palco, hanno confabulato qualcosa e poi Mick ha preso una armonica e ha fatto un paio di minuti di improvvisazioni assolutamente non previste nella canzone; poi Keith è tornato a centro palco, ha sorriso agli altri ma non ha ripreso a suonare. Ma la scena ormai era del sax e della chitarra di Ron Wood per il lungo strumentale che chiude il pezzo. Intanto nella mia mente si affacciava tristemente l'ombra di Chuck Berry al concerto del primo maggio :( Da quella canzone in poi le altre sono state suonate alla velocità della luce, come se avessero fretta di terminare lo show prima che Keith avesse un'altra "crisi". In un'ora e cinquanta minuti scarsi hanno suonato l'intera scaletta, quasi un record rispetto a tutti gli show precedenti. Il momento più commuovente invece è stato quando Keith e Ronnie, come due vecchi lupi di mare, hanno eseguito quasi guancia a guancia "You Got The Silver"; Ronnie all'acustica e Keith, senza chitarra, alla voce. Bellissima e molto intensa! purtoppo l'impressione che ho avuto è che Keith si sentisse molto a suo agio senza chitarra in mano...

Quando il concerto è giunto al termine, chiuso da una "Brown Sugar" confusa e assolutamente inascoltabile dalla mia posizione, tutto il pubblico si è alzato in piedi per un lungo applauso. Il mio umore continuava ad essere nero per via della qualità dell'audio però in quel monento ho avuto l'illuminazione con non si stava applaudendo un concerto ma la consegna dell'OSCAR ALLA CARRIERA, il dovuto riconoscimento per 45 anni di onorato servizio alla causa del rock&roll; e allora mi sono alzato anche io ed ho applaudito lungamente, cercando di fare pace con me stesso e pensando che anche io stavo ricevendo l'Oscar.... alla carriera di sostenitore :)

Mi auguro che nel futuro degli Stones ci saranno altri concerti e grandi successi ma mi auguro anche che se Keith Richards non ritorna in forma gli evitino questa inutile tortura e lenta agonia... di Chuck Berry ce ne è già uno!!

E poi l'OSCAR ALLA CARRIERA lo hanno già preso, ormai potrebbero anche fare due concerti all'anno come Vasco Rossi :)


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di Alexander25 [user #607]
commento del 12/07/2007 ore 12:4
Lo sai come la penso, era tutto già scritto. Sai come la penso di queste "pietre che non rotolano" e sull'audio e l'organizzazione dell'olimpico, se ho preferito rimanere a casa anzichè spararmi i Maiden il mese scorso. Tutto come previsto, ahimè, ma, almeno, il gioco è valsa la candela? Mi sembri dello stesso umore deluso di quando a me è caduto il mito: Sting all'olimpico, per me è il posto che è troppo merda per fare i concerti.
Rispondi
Rirpova!
di melody [user #1994]
commento del 16/07/2007 ore 09:5
Come già notato, era tutto scritto.Quando ho visto i prezzi per il concerto dell'Olimpico (dopo Londra, i più cari del tour europeo - i più cari dell'area euro!), ma sorattutto quando ho visto che tutto il prato era a sedere ho salutato tutti con un gran gesto dell'obrello e per la prima volta ho saltato per scelta un concerto degli Stones in Italia.Ovviamente non avrei potuto rinunciare agli Stones.Dunque apertura di Wercher per questo giro, e fra poco Losanna. Milano, Parigi e Zurigo l'anno scorso.In totale una quindicina (troppo pochi!) dal 90 ad oggi. Cosa posso dirti?Sulla prestazione muiscale degli stones poco, perchè non c'ero. Certo, se il suono è uno schifo è inutile perfino andarli a vedere, perchè il suono è il vero plus di questo tour. Keith, è vero, in questo giro non è in forma strepitosa, ma è sempre un gran vedere.In Knocking gli assoli di Jagger sono parte dell'arrangiamento dal 2003.Secondo me - pur tenuto conto degli inevitabili bassi - è un grandissimo tour stones.Certo, sbavature, assoli cannati, ecc. Ma anche e soprattutto tanto rock AND ROLL vero, suonato a livello sublime, come nessun altro al mondo.Il viale del tarmonto è ancora lontanissimo.Cp.s. Qui da milano ci sarà un piccolo esodo per Losanna - 11 agosto. Se ti aggiungi ti porto in front of stage e poi riscrivi la tua recensione ...Non c'è altro posto dove poter vedere gli Stones.
Rispondi
Re:Rirpova!
di black poodle [user #1259]
commento del 16/07/2007 ore 11:3
Ciao!ti ringrazio per l'invito di Losanna ma purtroppo non potrò accoglierlo perché sarò al mare con famiglia al seguito.Su keith posso giudicare solo quello che ho visto a Roma ma ti assicuro che non è stato un bel vedere, mi ha riempito di tristezza.Ho riportato solo gli episodi più eclatanti ma ha commesso errori durante tutto il concerto, soprattutto sui riff di apertura dei brani.Mi auguro che si sia trattato di una serata isolata e sfortunata però se questo dovesse essere diventato il suo standard un piede sul viale del tramonto ce lo ha già messo :(Sono d'accordo sul fatto che gli Stones vadano visti e soprattutto ascoltati da sotto al palco ma per motivi logistici non è una fortuna che possono permettersi tutti, volenti o nolenti; però tutti quelli che pagano il biglietto hanno diritto a percepire un audio dignitosamente coinvolgente!
Rispondi
Re:Rirpova!
di melody [user #1994]
commento del 16/07/2007 ore 12:2
Su Keith non so che dire. In Belgio, a leggere le recensioni, più che sul viale del tramonto era con un piede nella fossa.Io ero lì davanti e non mi sono accorto di nulla. Oddio era un poco più rimba del solito, ma è sempre così, dopo la pausa. Ho visto qualche spezzone su Utube di Roma. Non mi sembra fosse in condizioni disastrose.Per certo so che quello visto a Zurigo l'anno scorso è stato uno dei migliori Keith di sempre (boot alla mano per conferma!)Quanto all'Olimpico, i miracoli non li fa nessuno: sotto la copertura il suono rimbalza e diventa inascoltabile!L'organizzatore Milanoconcerti ha fatto un lavoro tremendo: ha messo dei prezzi da matti, ha messo le sedie, non ha fatto alcuna promozione. Perchè stupirsi?Venerì sera avevo la morte nel cuore per non esserci. Ma vaff... i fronte palco seduti e a 240 se li possono anche tenere!A quel prezzo me li sono visti a Parigi l'altr'anno, ma era compreso il volo d'aereo!C
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