di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 19 maggio 2007 ore 21:47
Auto-recensisco il Concertone che noi della ABandOn Cover Deep Purple Band abbiamo tenuto ieri sera al Blood Horse di Massafra.Grande affluenza di pubblico. Spettatori paganti: 120 (chilo più chilo meno). Tesserati: 28.Costante presenza della nostra personale "Claque" rappresentata dai colleghi di Tony Lord alias LordPaice, tutti medici e paramedici del Reparto Geriatrico dell'Ospedale di Mottola.
Ci seguono fedelmente dal primo concerto del 4/1/2007 all'Altrolocale.
Questa presenza mi rende molto felice, ma allo stesso tempo, mi inquieta un po', dato che il 14 giugno prossimo compirò 49 anni: non è che presto mi ricovereranno nel loro reparto?Partenza alla grande con Perfect Strangers. Come sempre impeccabile, Tony Lord è partito con l'affascinante Intro da lui pensata e riarrangiata. A metà brano - tanto per non smentire la demenzialità degli appartenenti alla categoria - il titolare del locale è venuto sul palco per ordinarci di abbassare i volumi, caso mai dovesse andare di traverso a qualcuno una pizza o una puccia.
Non doveva neanche dircelo: ci siamo voltati verso i nostri rispettivi amplificatori, abbiamo fatto finta di smanettare con i potenziometri del volume ed abbiamo ricominciato a suonare come se nulla fosse accaduto. Del resto, chi viene ai nostri concerti sa perfettamente a cosa va incontro: di certo tutti sono consapevoli di non andare ad ascoltare la messa cantata nel Duomo di San Cataldo.
Sempre concentratissimi, abbiamo dato fuoco a tutte le polveri ed abbiamo infilato in serie Bloodsucker, Demon's eye, Might just take your life, Into the fire e Woman from Tokyo.
Il padrone del locale ci è venuto a chiedere di suonare "Tanti Auguri a te" per una cliente che festeggiava il compleanno. Evidentemente non ha proprio capito un tubo del nostro repertorio e del relativo contesto. Tuttavia, non ha esitato a incamerare una seconda pessima figura.
A questo punto, Peppe ha dato pietosamente gli auguri per microfono alla sfortunata di turno e ci ha consentito di tirare il fiato per una trentina di secondi, prima cioè di affrontare Lazy, brano molto difficile ed insiodoso. Il pezzo è andato benissimo. Nessuna sbavatura. Tutto o.k., compreso l'assolo di batteria di Enzo.
Gli stacchi di Space Truckin sono risultati precisi, simili ai proiettili sparati da una mitragliatrice. Buoni scambi organo/chitarra secondo quando studiato in prova da me e Tony Lord. Old Jack ha eseguito il suo assolo, molto preciso. Ha utilizzato le stesse dinamiche di Glover dei tempi d'oro. Peccato che è durato poco. Il successivo assolo di Tony Lord è stato, come sempre, intenso e coinvolgente. Unica nota di rilievo: io e Tony dobbiamo migliorare la sincronia nelle note del finale che sono purtroppo tantissime - forse 1000 - nello spazio di poche battute.
Beppe ha cantato in maniera stratosferica Child in time. Sono convinto che se Ian Gillan lo ascoltasse, si farebbe doppiare da lui nei prossimi concerti. Io sono finalmente riuscito ad eseguire il mio assolo con la Stratocaster avvicinandomi parecchio allo schema che da sempre ho in mente. In questo assolo mi sono riproposto di non scimmiottare il capolavoro storico di Blackmore in Made in Japan. Il mio scopo è quello di far sentire, qui e la, la puzza di Ritchie mischiata ai dolci aromi della consorte Candice (battutina ... del cavolo).
Alla fine del brano Old Jack era stremato. Ha suonato a velocità stratosferiche, senza risparmiare un briciolo di energia.
Black Night. Pubblico in delirio. Non ci siamo scollati neanche per un secondo.
Burn. E' la prima volta che è filato liscio come l'olio. Unica pecca sono ancora le dinamiche degli strumenti troppo alte, forse a causa dell'adrenalina sino a quel momento accumulata e poi sprigionata. Le valvole del mio JCM 2000 a quel punto erano ben calde. Il suono usciva molto più potente ed intenso rispetto a quello dell'inizio del concerto. Il Tube Screamer mi ha aiutato molto a pompare ancora di più e a darmi i suoni distorti anche a basso volume. In futuro devo però ricordarmi di abbassare i volumi dei canali lead a metà concerto, proprio perchè da quel momento l'amplificatore inizia a rendere di più.
Smoke on the water. Assolutamente O.K.
Highway star. Buonino Purtroppo sono scivolato in uno stacco, entrando una frazione di secondo prima del dovuto. Fortunatamente ho prolungato il bicordo, non ho mandato fuori tempo i miei compagni e il pubblico che, forse, non si è accorto di nulla. Ho anche un po' balbettato nelle quartine finali dell'assolo a causa del plettro un po' duro e delle mani sudate. Quel demonio di plettro mi sfuggiva di continuo dalle dita, orco can!
Speed King. Non ci era mai riuscita così bene, con tutti gli scambi e i fraseggi assolutamente privi di stecche e imprecisioni, ancorchè integralmente improvvisati sul momento.
Il pubblico non se ne voleva andare e ci chiedeva nuovi bis.
Il cassiere del locale ci ha guardato con odio, della serie: "Aho! dobbiamo andare a casa! Basta così!
In soli quaranta minuti abbiamo smontato tutto, abbiamo caricato in macchina baracche e burattini e ci siamo fatti la consueta foto di gruppo.
Alle 2,40 abbiamo finito di conservare la strumentazione in Sala Prove ed abbiamo potuto tornare a casa per goderci il sonno dei giusti. Eravamo stanchi, si molto stanchi e con i timpani decisamente rovinati, ma anche molto soddisfatti.
Alla prossima ragazzi!
Auto-recensisco il Concertone che noi della ABandOn Cover Deep Purple Band abbiamo tenuto ieri sera al Blood Horse di Massafra.
Grande affluenza di pubblico. Spettatori paganti: 120 (chilo più chilo meno). Tesserati: 28.
Costante presenza della nostra personale "Claque" rappresentata dai colleghi di Tony Lord alias LordPaice, tutti medici e paramedici del Reparto Geriatrico dell'Ospedale di Mottola.
Ci seguono fedelmente dal primo concerto del 4/1/2007 all'Altrolocale.
Questa presenza mi rende molto felice, ma allo stesso tempo, mi inquieta un po', dato che il 14 giugno prossimo compirò 49 anni: non è che presto mi ricovereranno nel loro reparto?
Partenza alla grande con Perfect Strangers. Come sempre impeccabile, Tony Lord è partito con l'affascinante Intro da lui pensata e riarrangiata. A metà brano - tanto per non smentire la demenzialità degli appartenenti alla categoria - il titolare del locale è venuto sul palco per ordinarci di abbassare i volumi, caso mai dovesse andare di traverso a qualcuno una pizza o una puccia.
Non doveva neanche dircelo: ci siamo voltati verso i nostri rispettivi amplificatori, abbiamo fatto finta di smanettare con i potenziometri del volume ed abbiamo ricominciato a suonare come se nulla fosse accaduto. Del resto, chi viene ai nostri concerti sa perfettamente a cosa va incontro: di certo tutti sono consapevoli di non andare ad ascoltare la messa cantata nel Duomo di San Cataldo.
Sempre concentratissimi, abbiamo dato fuoco a tutte le polveri ed abbiamo infilato in serie Bloodsucker, Demon's eye, Might just take your life, Into the fire e Woman from Tokyo.
Il padrone del locale ci è venuto a chiedere di suonare "Tanti Auguri a te" per una cliente che festeggiava il compleanno. Evidentemente non ha proprio capito un tubo del nostro repertorio e del relativo contesto. Tuttavia, non ha esitato a incamerare una seconda pessima figura.
A questo punto, Peppe ha dato pietosamente gli auguri per microfono alla sfortunata di turno e ci ha consentito di tirare il fiato per una trentina di secondi, prima cioè di affrontare Lazy, brano molto difficile ed insiodoso. Il pezzo è andato benissimo. Nessuna sbavatura. Tutto o.k., compreso l'assolo di batteria di Enzo.
Gli stacchi di Space Truckin sono risultati precisi, simili ai proiettili sparati da una mitragliatrice. Buoni scambi organo/chitarra secondo quando studiato in prova da me e Tony Lord. Old Jack ha eseguito il suo assolo, molto preciso. Ha utilizzato le stesse dinamiche di Glover dei tempi d'oro. Peccato che è durato poco. Il successivo assolo di Tony Lord è stato, come sempre, intenso e coinvolgente. Unica nota di rilievo: io e Tony dobbiamo migliorare la sincronia nelle note del finale che sono purtroppo tantissime - forse 1000 - nello spazio di poche battute.
Beppe ha cantato in maniera stratosferica Child in time. Sono convinto che se Ian Gillan lo ascoltasse, si farebbe doppiare da lui nei prossimi concerti. Io sono finalmente riuscito ad eseguire il mio assolo con la Stratocaster avvicinandomi parecchio allo schema che da sempre ho in mente. In questo assolo mi sono riproposto di non scimmiottare il capolavoro storico di Blackmore in Made in Japan. Il mio scopo è quello di far sentire, qui e la, la puzza di Ritchie mischiata ai dolci aromi della consorte Candice (battutina ... del cavolo).
Alla fine del brano Old Jack era stremato. Ha suonato a velocità stratosferiche, senza risparmiare un briciolo di energia.
Black Night. Pubblico in delirio. Non ci siamo scollati neanche per un secondo.
Burn. E' la prima volta che è filato liscio come l'olio. Unica pecca sono ancora le dinamiche degli strumenti troppo alte, forse a causa dell'adrenalina sino a quel momento accumulata e poi sprigionata. Le valvole del mio JCM 2000 a quel punto erano ben calde. Il suono usciva molto più potente ed intenso rispetto a quello dell'inizio del concerto. Il Tube Screamer mi ha aiutato molto a pompare ancora di più e a darmi i suoni distorti anche a basso volume. In futuro devo però ricordarmi di abbassare i volumi dei canali lead a metà concerto, proprio perchè da quel momento l'amplificatore inizia a rendere di più.
Smoke on the water. Assolutamente O.K.
Highway star. Buonino Purtroppo sono scivolato in uno stacco, entrando una frazione di secondo prima del dovuto. Fortunatamente ho prolungato il bicordo, non ho mandato fuori tempo i miei compagni e il pubblico che, forse, non si è accorto di nulla. Ho anche un po' balbettato nelle quartine finali dell'assolo a causa del plettro un po' duro e delle mani sudate. Quel demonio di plettro mi sfuggiva di continuo dalle dita, orco can!
Speed King. Non ci era mai riuscita così bene, con tutti gli scambi e i fraseggi assolutamente privi di stecche e imprecisioni, ancorchè integralmente improvvisati sul momento.
Il pubblico non se ne voleva andare e ci chiedeva nuovi bis.
Il cassiere del locale ci ha guardato con odio, della serie: "Aho! dobbiamo andare a casa! Basta così!
In soli quaranta minuti abbiamo smontato tutto, abbiamo caricato in macchina baracche e burattini e ci siamo fatti la consueta foto di gruppo.
Alle 2,40 abbiamo finito di conservare la strumentazione in Sala Prove ed abbiamo potuto tornare a casa per goderci il sonno dei giusti. Eravamo stanchi, si molto stanchi e con i timpani decisamente rovinati, ma anche molto soddisfatti.
Alla prossima ragazzi!