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| E' tutta questione di accenti?
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di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 18 maggio 2007 ore 08:58
Le Prove di ieri sera con la mia vecchia formazione si sono dimostrate disastrose.
Eppure, all'inizio, tutto sembrava andasse per il meglio: i chiaro-scuri erano buoni, gli attacchi e gli stop erano abbastanza precisi, la velocità dei brani era tutto sommato corretta, l'amalgama e l'affiatamento erano entro i limiti della normalità.
Ad un certo punto abbiamo deciso di suonare il classico evergreen, da noi modificato ad uso e consumo di feste di piazza ed avvenimenti affini: Un'avventura di Lucio Battisti eseguito con tempo hard-rock.
Questa canzone l'abbiamo eseguita decine di volte, senza mai aver incontrato particolari difficoltà. Ieri sera, invece, c'era qualcosa che proprio non funzionava.
Era tutta una questione di accenti? Presumo di si.
Abbiamo ripetuto il pezzo 5 volte, cambiando il ritmo, l'accompagnamento del basso ecc. Alla fine, siamo andati tutti nel pallone anche se, in tutta sincerità, l'ultima versione poteva definirsi sufficiente.
I pezzi che abbiamo tentato di provare in seguito erano ormai stati infettati dal clima di negatività che si era sparso nella sala. Io, in particolare, ero nervoso e sfiduciato perchè la velocità dei brani era diventata un optional, si accelerava e si frenava cioè senza alcun motivo, i chiaro-scuri erano completamente spariti, gli attacchi e gli stop erano totalmente imprecisi, l'accompagnamento della batteria era sempre inadeguato (pesante e/o balbettante), non c'era più amalgama e ognuno sembrava suonare per se stesso.
E' bastato un attimo per farci dimenticare tutto l'ottimo lavoro svolto in questi ultimi sei mesi di assillanti prove. Meno male che la data del concerto del 19/5 è saltata. Non oso pensare che razza di figura avremmo fatto se avessimo suonato così!
Alla fine della serata è venuto a trovarci l'organizzatore del Concerto mancato. Abbiamo tentato di migliorare l'assetto qualitativo generale, se non altro per riguardo del nostro ospite, oltre che per rispetto delle nostre stesse persone.
Io purtroppo non sopporto quando qualche mio compagno vede sempre il bicchiere metà pieno, nonostante sia completamente privo di contenuti. C'era qualcuno che, nonostante avessimo fatto schifo, continuava a dire che, tutto sommato, la prova non era andata male! Boh!
L'ho dovuto contraddire con estrema energia.
La frase che, poi, più mi ha indispettito è stata quella di un altro dei miei compagni che ha detto: "Ma ci voleva la presenza di un ospite per farci suonare meglio?". La realtà, invece, era per me completamente diversa perchè non avevamo suonato affatto meglio; eravamo solo leggermente più concentrati ed abbiamo sbagliato di meno, eseguendo il repertorio svogliatamente e senza dare la giusta espressione ai vari brani.
Quello che mi rende sempre più perplesso è che il mio ruolo di traghettatore del Gruppo sta diventando sempre più assillante: tutto poggia su di me e, se non sono in forma o sono di umore negativo, automaticamente influenzo tutti gli altri.
Invece, io vorrei ogni tanto essere essere trainato dagli altri, anche per non fare la fine di quel povero mulo che, a furia di trasportare carichi pesanti, è schiattato di crepacuore.
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Le Prove di ieri sera con la mia vecchia formazione si sono dimostrate disastrose.
Eppure, all'inizio, tutto sembrava andasse per il meglio: i chiaro-scuri erano buoni, gli attacchi e gli stop erano abbastanza precisi, la velocità dei brani era tutto sommato corretta, l'amalgama e l'affiatamento erano entro i limiti della normalità.
Ad un certo punto abbiamo deciso di suonare il classico evergreen, da noi modificato ad uso e consumo di feste di piazza ed avvenimenti affini: Un'avventura di Lucio Battisti eseguito con tempo hard-rock.
Questa canzone l'abbiamo eseguita decine di volte, senza mai aver incontrato particolari difficoltà. Ieri sera, invece, c'era qualcosa che proprio non funzionava.
Era tutta una questione di accenti? Presumo di si.
Abbiamo ripetuto il pezzo 5 volte, cambiando il ritmo, l'accompagnamento del basso ecc. Alla fine, siamo andati tutti nel pallone anche se, in tutta sincerità, l'ultima versione poteva definirsi sufficiente.
I pezzi che abbiamo tentato di provare in seguito erano ormai stati infettati dal clima di negatività che si era sparso nella sala. Io, in particolare, ero nervoso e sfiduciato perchè la velocità dei brani era diventata un optional, si accelerava e si frenava cioè senza alcun motivo, i chiaro-scuri erano completamente spariti, gli attacchi e gli stop erano totalmente imprecisi, l'accompagnamento della batteria era sempre inadeguato (pesante e/o balbettante), non c'era più amalgama e ognuno sembrava suonare per se stesso.
E' bastato un attimo per farci dimenticare tutto l'ottimo lavoro svolto in questi ultimi sei mesi di assillanti prove. Meno male che la data del concerto del 19/5 è saltata. Non oso pensare che razza di figura avremmo fatto se avessimo suonato così!
Alla fine della serata è venuto a trovarci l'organizzatore del Concerto mancato. Abbiamo tentato di migliorare l'assetto qualitativo generale, se non altro per riguardo del nostro ospite, oltre che per rispetto delle nostre stesse persone.
Io purtroppo non sopporto quando qualche mio compagno vede sempre il bicchiere metà pieno, nonostante sia completamente privo di contenuti. C'era qualcuno che, nonostante avessimo fatto schifo, continuava a dire che, tutto sommato, la prova non era andata male! Boh!
L'ho dovuto contraddire con estrema energia.
La frase che, poi, più mi ha indispettito è stata quella di un altro dei miei compagni che ha detto: "Ma ci voleva la presenza di un ospite per farci suonare meglio?". La realtà, invece, era per me completamente diversa perchè non avevamo suonato affatto meglio; eravamo solo leggermente più concentrati ed abbiamo sbagliato di meno, eseguendo il repertorio svogliatamente e senza dare la giusta espressione ai vari brani.
Quello che mi rende sempre più perplesso è che il mio ruolo di traghettatore del Gruppo sta diventando sempre più assillante: tutto poggia su di me e, se non sono in forma o sono di umore negativo, automaticamente influenzo tutti gli altri.
Invece, io vorrei ogni tanto essere essere trainato dagli altri, anche per non fare la fine di quel povero mulo che, a furia di trasportare carichi pesanti, è schiattato di crepacuore. |
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