di alfio [user #7386] - pubblicato il 12 maggio 2007 ore 13:28
Ieri sera sono andato a sentire (e a vedere) Paulo Gilberto.
Il "vedere" non era un gran chè dato che si è fatto tutto il concerto con un paio di cuffioni in testa che sembrava Auro Bulbarelli in diretta dal giro d'Italia.
Sul "sentire" invece poco da obiettare. Una combinazione di velocità e pulizia che si può solo ammirare (e invidiare).
La scaletta comprendeva qualche pezzo non proprio da urlo, però sui classiconi non ha deluso. Ha anche sfoggiato il trapano dell'epoca Mr. Big.
Divertenti i suoi interventi "tributo" come il solo di Confortably Numb (e pur essendo io amante della versione gilmouriana "a note lunghe" devo dire davvero bello nella sua interpretazione shredder), il riff di Hearthbreaker ed il solo centrale della stessa (lasciamo perdere il confronto impietoso tra l'esecuzione di Page e quella di Gilbert...) e alcune improvvisazioni di chiaro stampo Blackmoriano.
Resto della band non male: una ragazza giapponese alle keyb, presentata come "Emily Gilbert" (forse è la moglie o forse è la cugina...) una bestia di bassista che oltre a tappingare a velocità impressionanti cantava pure bene e un batterista niente male, regolato poi in modo "pittoresco" dal fonico: a causa dei colpi di cassa senza accorgermene ho indietreggiato svariati metri durante il concerto.
Sfoggiate chitarre di varie fogge: doppi manici, V volanti e finti fori a "f" ovunque più uno strano Marshall (monocanale 800 o 900 forse, ero troppo lontano) ma con led blue e chissà quali altre modifiche ad opera di qualche tecnico giapponese (Yamasotti forse...) + una pedalboard di cui ho visto solo la dimensione (a livello di quella di Mozz) data la solerzia con cui il roadie ha rimosso il tutto.
Bravo Paolo Gilberto.
Ieri sera sono andato a sentire (e a vedere) Paulo Gilberto.
Il "vedere" non era un gran chè dato che si è fatto tutto il concerto con un paio di cuffioni in testa che sembrava Auro Bulbarelli in diretta dal giro d'Italia.
Sul "sentire" invece poco da obiettare. Una combinazione di velocità e pulizia che si può solo ammirare (e invidiare).
La scaletta comprendeva qualche pezzo non proprio da urlo, però sui classiconi non ha deluso. Ha anche sfoggiato il trapano dell'epoca Mr. Big.
Divertenti i suoi interventi "tributo" come il solo di Confortably Numb (e pur essendo io amante della versione gilmouriana "a note lunghe" devo dire davvero bello nella sua interpretazione shredder), il riff di Hearthbreaker ed il solo centrale della stessa (lasciamo perdere il confronto impietoso tra l'esecuzione di Page e quella di Gilbert...) e alcune improvvisazioni di chiaro stampo Blackmoriano.
Resto della band non male: una ragazza giapponese alle keyb, presentata come "Emily Gilbert" (forse è la moglie o forse è la cugina...) una bestia di bassista che oltre a tappingare a velocità impressionanti cantava pure bene e un batterista niente male, regolato poi in modo "pittoresco" dal fonico: a causa dei colpi di cassa senza accorgermene ho indietreggiato svariati metri durante il concerto.
Sfoggiate chitarre di varie fogge: doppi manici, V volanti e finti fori a "f" ovunque più uno strano Marshall (monocanale 800 o 900 forse, ero troppo lontano) ma con led blue e chissà quali altre modifiche ad opera di qualche tecnico giapponese (Yamasotti forse...) + una pedalboard di cui ho visto solo la dimensione (a livello di quella di Mozz) data la solerzia con cui il roadie ha rimosso il tutto.
Bravo Paolo Gilberto.