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L'esame si avvicina...

di njuletto [user #7504] - pubblicato il 11 maggio 2007 ore 16:12
In questo ultimo periodo sto studiando più del solito perchè mi sono reso conto di essere indietro con il programma di esame. A metà Giugno c'è la "resa dei conti" ed io ho ancora molte lacune. Non sto andando a mensa per studiare un'ora in più: mi faccio preparare un panino e lo mangio appena posso. Dopo il lavoro il tempo dedicato al canto si è ristretto per far posto a 'sto cacchio di solfeggio: non vedo l'ora di togliermelo dai piedi! Mi sono rotto i coglioni di questa materia: seppur utile stare lì per ore a leggere le note mi snerva. Voglio suonare, cantare, avere un gruppo tutto mio in cui esprimermi e mettere in pratica il meglio di me e trasmettere le emozioni che provo. Tra l'altro non posso nemmeno permettermi di trascurare troppo il canto: se mollo proprio ora che sto facendo qualche progresso è un guaio.Ho ricevuto alcune proposte musicali: tra queste non ce n'è nessuna che mi abbia entusiasmato particolarmente. Una di queste è stata da parte di un ragazzo incontrato su MySpace: ha intenzione di preparare un repertorio acustico con brani di genere piuttosto vario. Secondo me una prova la si può fare.Mi ha contattato una ragazza e mi ha proposto di entrare a fare parte di una cover band per fare serate nei locali. Il genere (dance e soft rock) non mi dispiacerebbe ma tornare a suonare in elettrico in un momento in cui vorrei fare qualcosa in acustico mi raffredda un pò: ho risposto "ni". Li incontrerò comunque ma dentro di me sono piuttosto convinto che rifiuterò.Un ragazzo contattato tramite il mercatino musicale mi ha proposto di suonare insieme brani che ha già composto lui: l'idea mi interesserebbe perchè si tratta di un musicista in gamba ma i brani non mi sono piaciuti tantissimo...Dopo l'estate, se tutto va bene, dovrei cominciare a provare con l'amico contrabbassista: la cosa mi intriga parecchio perchè nascerebbe da zero, potremmo scegliere i pezzi in base alle reciproche preferenze ed avrei maggiore voce in capitolo. Non voglio comandare ma non voglio nemmeno essere il subalterno di nessuno: voglio avere un rapporto paritario con chi suono.Staremo a vedere come evolve la situazione. Ciao e buon week end, Angelo

In questo ultimo periodo sto studiando più del solito perchè mi sono reso conto di essere indietro con il programma di esame. A metà Giugno c'è la "resa dei conti" ed io ho ancora molte lacune. Non sto andando a mensa per studiare un'ora in più: mi faccio preparare un panino e lo mangio appena posso. Dopo il lavoro il tempo dedicato al canto si è ristretto per far posto a 'sto cacchio di solfeggio: non vedo l'ora di togliermelo dai piedi! Mi sono rotto i coglioni di questa materia: seppur utile stare lì per ore a leggere le note mi snerva. Voglio suonare, cantare, avere un gruppo tutto mio in cui esprimermi e mettere in pratica il meglio di me e trasmettere le emozioni che provo. Tra l'altro non posso nemmeno permettermi di trascurare troppo il canto: se mollo proprio ora che sto facendo qualche progresso è un guaio.

Ho ricevuto alcune proposte musicali: tra queste non ce n'è nessuna che mi abbia entusiasmato particolarmente. Una di queste è stata da parte di un ragazzo incontrato su MySpace: ha intenzione di preparare un repertorio acustico con brani di genere piuttosto vario. Secondo me una prova la si può fare.

Mi ha contattato una ragazza e mi ha proposto di entrare a fare parte di una cover band per fare serate nei locali. Il genere (dance e soft rock) non mi dispiacerebbe ma tornare a suonare in elettrico in un momento in cui vorrei fare qualcosa in acustico mi raffredda un pò: ho risposto "ni". Li incontrerò comunque ma dentro di me sono piuttosto convinto che rifiuterò.

Un ragazzo contattato tramite il mercatino musicale mi ha proposto di suonare insieme brani che ha già composto lui: l'idea mi interesserebbe perchè si tratta di un musicista in gamba ma i brani non mi sono piaciuti tantissimo...

Dopo l'estate, se tutto va bene, dovrei cominciare a provare con l'amico contrabbassista: la cosa mi intriga parecchio perchè nascerebbe da zero, potremmo scegliere i pezzi in base alle reciproche preferenze ed avrei maggiore voce in capitolo. Non voglio comandare ma non voglio nemmeno essere il subalterno di nessuno: voglio avere un rapporto paritario con chi suono.

Staremo a vedere come evolve la situazione. Ciao e buon week end, Angelo


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Uellà
di Mozz utente non più registrato
commento del 11/05/2007 ore 17:2
Ciao Angelo!Immagino che lo studio del solfeggio ti abbia scassato i maroni ben bene eh! ;)Dai che tra poco te lo togli di torno e ti rimarrà utile!Io (che ho la pazienza di un orso con un spiedo rovente in c@lo) non sono mai riuscito ad imparare il solfeggio.. e mi dispiace.In bocca al lupo per le tue scelte e "situazioni" musicali, presenti e future!Ciao!
Rispondi
Re:Uellà
di njuletto [user #7504]
commento del 11/05/2007 ore 17:4
Ciao Mosè, immagini bene: lo studio del solfeggio è una cosa odiosa e mi basta trascurare qualche aspetto affinchè ci sia un calo vertiginoso del rendimento. L'esame è a Giugno e spero di riuscire a superarlo senza dovere ricorrere alla seconda sessione: l'idea di dover studiare anche ad Agosto una materia così simpatica mi fa venire il "Fuoco di sant'Antoniosportmedicina.com>!Il beneficio di riuscire a leggere un pò più scorrevolemente l'ho avvertitoma quando è troppo è troppo!Riguardo le scelte musicali crepi il lupo: ho tanta voglia di tornare a suonare ma non di buttarmi a capofitto in qualcosa che non mi fa crescere musicalmente.Un abbraccio,          Njuletto
Rispondi
Re:Uellà
di Mozz utente non più registrato
commento del 11/05/2007 ore 18:0
Ti capisco perfettamente, prendere l'impegno di suonare in un gruppo se non si è convinti al 100% non è mai una buona idea.. alla lunga l'insoddisfazione viene fuori e diventa problematico uscirne senza creare attriti.A me addirittura è proprio il concetto di "gruppo" che sta abbastanza stretto.. e da diversi anni.Quello che vorrei è qualcosa che scavalchi i limiti del gruppo tradizionale, con i suoi elementi fissi, il suo repertorio prestabilito, la routine delle prove "per forza".Vorrei avere una cerchia di amici/musicisti abbastanza ampia, comporta da persone motivate e "reattive" per formare piccoli "cluster", gruppi temporanei che si formano, mettono in piedi un repertorio nel giro di un paio di mesi, si esibiscono in qualche data e poi si "congelano" in modo che i componenti possano andare a formare altri "cluster".Vorrei cambiare più spesso band mates e repertorio insomma, per cimentarmi in esperienze sempre nuove e stimolanti!Purtroppo (per me) non è possibile!
Rispondi
Re:Uellà
di njuletto [user #7504]
commento del 12/05/2007 ore 00:5
>>>Ti capisco perfettamente, prendere l'impegno di suonare in un gruppo se non si è convinti al 100% non è mai una buona idea.. alla lunga l'insoddisfazione viene fuori e diventa problematico uscirne senza creare attriti.Hai centrato in pieno: a breve termine potrebbe anche entusiasmarmi ma non è quello che voglio, quello che sento di aver bisogno per progredire. Credo che utilizzerò pedissequamente le tue parole quando conoscerò di persona la cantante.Non credo nessuno ti obblighi a continuare a far parte di un gruppo con cui non ti senti più a tuo agio: prova a costruirti delle alternative anche tu, magari affiancandole a quella che già hai fino a che non troverai quella giusta.Credo che, tempo permettendo, sia possibile anche per te.Ciao,          Angelo
Rispondi
dai!
di Robyz [user #66]
commento del 11/05/2007 ore 19:0
Come dicono ad Oxford, in culo alla balena! :-P Robyz
Rispondi
Re:dai!
di njuletto [user #7504]
commento del 12/05/2007 ore 01:0
>>>Come dicono ad Oxford, in culo alla balena! :-PSe non sbaglio anche ad Harvard dicevano una cosa del genere...se non erro era la risposta ad una domanda posta nel 1975 ad un certo John Holmes!Per il lupo si dice crepi (oppure "evviva il lupo") ma per la balena? ;-P Ciao,        Angelo
Rispondi
Re:dai!
di Robyz [user #66]
commento del 12/05/2007 ore 10:2
Elementare uotzzon: "in culo alla balena!" ;-) Robyz
Rispondi
Re:dai!
di Robyz [user #66]
commento del 12/05/2007 ore 10:2
fuso di primo mattino... "speriamo che non caghi!" :-P
Rispondi
leggere...
di mirkomgl utente non più registrato
commento del 11/05/2007 ore 19:4
anche io tempo fa ho fatto un pò di solfeggio e l'ho trovato utile, ma dopo un pò comincia a rompere seriamente!!! un in bocca al lupo bello sostanzioso per lo studio e per le "situazioni musicali", altro non posso fare... ma se potessi, fai un fischiociao Mirko
Rispondi
Re:leggere...
di njuletto [user #7504]
commento del 12/05/2007 ore 01:4
Crepi il lupo e grazie del messaggio: fa sempre molto piacere non sentirsi soli in un momento di sfiducia!>>>altro non posso fare... ma se potessi, fai un fischioMi sa che mi devo impegnare parecchio affinche tu possa sentirlo! ;-)Ciao e a presto,        Angelo
Rispondi
D'altra parte è così
di Jackie [user #8440]
commento del 11/05/2007 ore 21:1
Il solfeggio dopo un po' straccia le balle, c'è poco da fare... figurati che ormai io sto andando a lezione a settimane alterne. Resisti fino all'esame, poi non pensarci più!
Rispondi
Re:D'altra parte è così
di njuletto [user #7504]
commento del 12/05/2007 ore 02:1
Speriamo che riesca a superarlo senza bisogno di ricorrere ad ulteriori tentativi!Dovrò mettere in conto, oltre agli impappinamenti di routine, anche quelli dovuti alla tensione nervosa, eventuale calligrafia strana dello spartito manoscritto da solfeggiare, intonare in modo corretto i cantati...insomma ci sarà da divertirsi! ;-)Quando lo avrò fatto ti farò sapere cosa si prova: ricordo che stai facendo un percorso analogo anche se non finalizzato all'esame. Magari cambi idea o l'abbracci definitivamente! Ciao,      Angelo
Rispondi
Dai che ce la fai
di brunoritchie [user #11773]
commento del 14/05/2007 ore 23:4
Dai, dai che ce la fai. Devi credere in te stesso e nel lavoro che hai svolto. vedrai che andrà tutto bene. E poi tutto serve: la tecnica, il solfeggio, la buona prima lettura, la sensibilità, la musicalità. C'è un vecchio proverbio che dice: "Impara l'arte e mettila da parte ... " Vedrai che, prima o poi, ti tornerà utile.Ciao. Bruno
Rispondi
Re:Dai che ce la fai
di njuletto [user #7504]
commento del 15/05/2007 ore 00:0
Condivido il detto anche se vorrei raccogliere un pò di quanto ho seminato: il problema è che spesso ho sparpagliato un pò ovunque i miei semi e molti se li sono mangiati i piccioni... Ho cominciato a studiare con serietà da relativamente poco tempo, come cantante sarebbe anche un pò tardi ma non pongo limite alla provvidenza: l'unico limite ce l'ho nella testa, una sottile paura, una ansia da prestazione.Grazie per l'incoraggiamento: davvero molto gradito.Ormai il tempo stringe, anzi vola: farò del mio meglio. Come si diceva in Istria? "Chi voll nun poll e ci poll nun voll" (ho letto il tuo diario ;-P) Adesso voglio: speriamo di potere (e di riuscire)! Buonanotte Bruno,      Angelo
Rispondi
Re: Dai che ce la fai
di brunoritchie [user #11773]
commento del 16/05/2007 ore 20:2
Per me il proverbio istriano ha sempre girato a senso unico: Chi voll, non poll. Da ragazzo avrei voluto frequentare gli studi musicali ed iscrivermi al Conservatorio. Dovetti rinunciare perchè la mia famiglia non disponeva di mezzi sufficienti per mantenermi agli studi per tanti anni. Rinunciai, anche per rispetto nei confronti dei miei fratelli più grandi che già lavoravano da alcuni anni ed avevano conseguito solo un diploma triennale presso la Scuola Professionale Alberghiera. Avrei voluto diventare un chitarrista professionista diplomato, ma non ho potuto. Ora sono anzianotto, ho famiglia, ma non ho particolari problemi economici. Vorrei trovare il tempo per studiare teoria e solfeggio. Purtroppo non ci riesco. Sono andato da un maestro per sei mesi, ma ho dovuto rinunciare perchè gli impegni di lavoro mi impedivano di studiare e frequentare il corso con regolarità. Il mio maestro mi diceva: veda che una buona tecnica ed una buona prima lettura le aprono tutte le strade. Ci provi! Ho dovuto rinunciare. Tu che puoi, se lo puoi veramente, devi solo volere. Altra cosa: nella vita non bisogna essere soltanto bravi, bisogna avere anche una buona dose di fortuna. Ti spiego: l'anno scorso mio figlio ha tentato di dare l'esame del quinto anno di pianoforte. Era il primo canditato della giornata (privatista). Quale scala è stata estratta? Nientedimeno che quella in Fa# magg. + relativa minore. Ottime, soprattutto se si hanno le mani fredde. Mio figlio si è ovviamente si è innervosito ed ha inizato ad inanellare una serie infinita di errori. Quale Suite di Bach è stata poi estratta? Naturalmente il terzo tempo di quella in Sol minore (la più incasinata). Si è ulteriormente innservosito ed è stato ovviamente bocciato. Meritatamente, a mio avviso, perchè sono convinto che non si era preparato e non si era caricato a dovere. Unico mio e suo rammarico è stato che gli altri candidati (non privatisti) hanno potuto eseguire cose più facili (scala in Re maggiore o Sol maggiore, Suite di Bach in La minore ecc.). Come vedi, nella vita ci vuole anche fortuna. Però, se ci si è preparati a dovere, la sfortuna la si può sfidare e vincere.
Rispondi
Re: Dai che ce la fai
di brunoritchie [user #11773]
commento del 16/05/2007 ore 20:3
Ops! Ho detto una castroneria e non so nemmeno come mi sia uscita: la scala estratta era quella di Si maggiore e relativa minore (e non Fa# maggiore e relativa minore).
Rispondi
Re: Dai che ce la fai
di moonlite [user #6398]
commento del 16/05/2007 ore 20:5
"Ops! Ho detto una castroneria e non so nemmeno come mi sia uscita: la scala estratta era quella di Si maggiore e relativa minore (e non Fa# maggiore e relativa minore). "Cazzarola che cappella!! E non ti vergogni??? Che schifo, come si fa a confondere due cosette come queste??? ;-)) (a proposito, ma che roba è?, se magna...?) Per punizione raccomanderò ad un comune conoscente che, alla prossima serata, ti urli nelle orecchie per tutto il tempo, così impari... E tu Angelo, e te lo dico con la mia consueta eleganza, vedi di passare 'sto esame o ti taglio le palle senza muovermi di casa...;-))Ciao Paolo
Rispondi
Re: Dai che ce la fai
di njuletto [user #7504]
commento del 17/05/2007 ore 09:4
>>>E tu Angelo, e te lo dico con la mia consueta eleganza[...]Se me lo chiedi con queste parole così dolci non posso fare altro che passarlo sto cacchio di esame!Shalom.Ciao,      Njuletto
Rispondi
Re: Dai che ce la fai
di brunoritchie [user #11773]
commento del 17/05/2007 ore 09:4
E lo chiedi a me che roba è? Non ho mica fatto le scuole alte io. Scherzo ovviamente. Quello che ho imparato sulla teoria musicale lo devo alle lunghe ore trascorse insieme ai miei figli quando andavano a lezione. Il loro maestro (che è poi anche il mio) diceva sempre che aveva 3 allievi e non 2. Il bello è che la teoria degli intervalli l'avevo capita meglio io che non ho affatto una prima lettura! La cavolata che ho detto sta nel fatto che, fra la tonalità di Fa# maggiore e Si maggiore intercorre una lieve differenza nelle alterazioni in chiave (1 diesis in più nella prima rispetto alla seconda). Per un pianista entrambe le tonalità sono comunque astiose e terribili da leggere ed eseguire (ogni alterazione corrisponde, in pratica, ad un tasto nero da pigiare al posto di un tasto bianco). Se poi aggiungi le difficoltà di esecuzione delle scale a moto contrario, quelle di terza e di sesta, le minori armoniche e le minori melodiche ... beh! Come vedi è un autentico casino. Ecco perchè ho smesso subito di studiare.
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Re: Dai che ce la fai
di njuletto [user #7504]
commento del 17/05/2007 ore 09:1
Ragionando come farebbe uno studioso di matematica: "il culo necessario a superare un esame è inversamente proporzionale alla preparazione acquisita". Ma anche in caso di estrema preparazione la legge di Murphy è sempre in agguato! Da quello che ho letto recentemente mi sembra che il proverbio "chi voll non poll" stia volgendo in un modo inaspettatamente positivo, segno che l'esperienza e la tua volgia di suonare abbia dato i suoi frutti. Adesso stai suonando meglio e con più consapevolezza di quando eri un diciannovenne: non è affato male come risultato.Il tuo commento mi ha dato molta carica per questo esame anche se ha lievemente acuito la mia paura per le incognite che potranno incorrervi: spero che lo studio dell'ultimo periodo sia sufficiente. E che il culo mi assista: ovvio.Ciao,        Angelo
Rispondi
Re: Dai che ce la fai
di brunoritchie [user #11773]
commento del 17/05/2007 ore 09:3
L'emozione ci deve sempre essere. Fai un bel respiro profondo, prenditi tutto il tempo che ti occorre e poi parti deciso. Se sbagli, non ti fermare e cerca di mascherare l'errore. Devi sempre dimostrare la massima sicurezza ed il giusto atteggiamento artistico (grinta), mostrando sempre il massimo rispetto e la massima educazione nei confronti della Commissione. Durante l'esame, di cui ti parlavo, alcuni candidati privatisti esageravano con la pulizia della tastiera del pianoforte prima di suonare, quasi come se prima di loro si fosse esibito un troglodita sudatone della foresta vergine equatoriale. Il brutto era che quasi tutti non si limitavano a sfiorare la tastiera con lo straccio, ma eseguivano delle vere e proprie scale cromatiche ad 88 tasti. Ovviamente, il Presidente si è adombrato e non lo ha mandato a dire. Occhio, quindi, a queste ingenuità che possono essere scambiate per pietosi "pierinismi" (tipo aggiustare lo specchietto per tre ore durante l'esame di guida per farsi notare dall'esaminatore). Ciao.
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