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| ... A Cena per esempio - Banco del Mutuo Soccorso
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di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 10 maggio 2007 ore 15:35
Dall'Album "COME IN UN'ULTIMA CENA" (1976)
del Banco del Mutuo Soccorso "... a cena per esempio"
(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi) Ho spento l'ultimo fuoco per dare tregua ai miei occhi
sto rinchiuso dentro un ventre di bue:
non riesco più a girare le mie braccia. Ho ascoltato miti d'eroi e poeti ruffiani,
ho scavato nelle tombe dei santi e dell'amore
ma continua il grido della terra a frustarmi il cuore
inchiodato ad ascoltare. Ora, sto qui fra voi amici di sempre
tu mi sei più che fratello e bevi dal mio bicchiere
tu mi stringi il braccio mentre parlo
mi guardate in silenzio,
ma è a voi che chiedo aiuto
ho le mani sfinite. Stesa sulle spalle la mia stanchezza
altro non mi resta che il vostro aiuto
l'aria sente l'alba, trema nell'attesa
trema la mia gola, alba di attesa.
Fuori nasce il giorno
e noi si muore.
=====================================
Questo brano probabilmente si ispira, come tutto l'Album, alla passione di Cristo ed usa come metafora il dramma religioso per adattarlo al contesto attuale della nostra odierna vita. Tutto combacia: il convivio fra amici o, meglio, fra fratelli, il tradimento, l'attesa angosciosa della fine, la passione e la morte.
Tutto è compiuto.======================================Ricordo quando il Banco venne a Taranto poco dopo la pubblicazione dell'Album "Come in un'ultima Cena". Non ricordo l'epoca precisa. L'evento ebbe luogo all'incirca durante la stagione autunno/inverno 1976/77.
Io avevo circa diciotto anni ed assorbivo come una spugna tutta quanto veniva sfornato nell'ambito del contesto musicale e culturale, per cosù dire "impegnato", che ha fatto da colonna sonora a parecchi adolescenti miei coetanei.
Il Banco si esibì dunque al Teatro Alfieri, struttura che programmava molti concerti di musica rock ed ospitva le migliori band del momento (PFM, New Trolls, il Volo, ecc.). Ora, purtroppo, questo teatro è stato chiuso e gli eventi della specie sono diventati sempre più rari qui a Taranto.
Accidenti! Che coda ho dovuto fare per acquistare il biglietto. Fortunatamente, un mio amico dell'epoca, Giancarlo G. (che ho purtroppo perso di vista) riuscì ad intrufolarsi tra la folla, grazie alla sua minuta corporatura. Acquistò i biglietti per tutta la nostra comitiva, superando un numero imprecisabile di persone estremamente incavolate.
Entrammo. La sala era già gremita. Il clima di attesa era alle stelle. Finalmente le luci si spensero e la bella voce di Francesco Di Giacomo riempì la sala esordendo, più o meno, con queste parole: "Siamo venuti per presentarVi il nostro ultimo lavoro. Speriamo sia di Vostro gradimento"!
Iniziarono a suonare con una precisione ed una musicalità formidabili.
Al termine di "... a cena per esempio" un branco di ragazzacci, che definirò bonariamente i "soliti idioti", iniziò ad intonare cori di insulto nei riguardi di Francesco, apostrofandolo in vari modi:
... "ciccione", "buffone", "eunuco"
e non so che altro.
Vittorio Nocenzi interruppe il concerto. Si alzò dal piano, andò al microfono e non parlò per un paio di minuti. Poi disse: "Chi è venuto solo per sfottere Francesco, se ne può andare anche subito"!
Gli avrei dato un bacio in fronte.
I "soliti idioti" si calmarono per un po' e la musica riprese. Disturbarono l'intera esibizione, esaltandosi durante i pezzi più ritmati e fischiando e vociando durante i brani più lenti.
Quando però il Banco intonò "Non mi rompete" venne giù la platea. Tutti applaudivano e gridavano in segno di approvazione; anche i "soliti idioti".
Fu comunque un concerto bellissimo. Memorabile. Indimenticabile.
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Dall'Album "COME IN UN'ULTIMA CENA" (1976)
del Banco del Mutuo Soccorso "... a cena per esempio"
(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi) Ho spento l'ultimo fuoco per dare tregua ai miei occhi
sto rinchiuso dentro un ventre di bue:
non riesco più a girare le mie braccia. Ho ascoltato miti d'eroi e poeti ruffiani,
ho scavato nelle tombe dei santi e dell'amore
ma continua il grido della terra a frustarmi il cuore
inchiodato ad ascoltare. Ora, sto qui fra voi amici di sempre
tu mi sei più che fratello e bevi dal mio bicchiere
tu mi stringi il braccio mentre parlo
mi guardate in silenzio,
ma è a voi che chiedo aiuto
ho le mani sfinite. Stesa sulle spalle la mia stanchezza
altro non mi resta che il vostro aiuto
l'aria sente l'alba, trema nell'attesa
trema la mia gola, alba di attesa.
Fuori nasce il giorno
e noi si muore.
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Questo brano probabilmente si ispira, come tutto l'Album, alla passione di Cristo ed usa come metafora il dramma religioso per adattarlo al contesto attuale della nostra odierna vita. Tutto combacia: il convivio fra amici o, meglio, fra fratelli, il tradimento, l'attesa angosciosa della fine, la passione e la morte.
Tutto è compiuto. ====================================== Ricordo quando il Banco venne a Taranto poco dopo la pubblicazione dell'Album "Come in un'ultima Cena". Non ricordo l'epoca precisa. L'evento ebbe luogo all'incirca durante la stagione autunno/inverno 1976/77.
Io avevo circa diciotto anni ed assorbivo come una spugna tutta quanto veniva sfornato nell'ambito del contesto musicale e culturale, per cosù dire "impegnato", che ha fatto da colonna sonora a parecchi adolescenti miei coetanei.
Il Banco si esibì dunque al Teatro Alfieri, struttura che programmava molti concerti di musica rock ed ospitva le migliori band del momento (PFM, New Trolls, il Volo, ecc.). Ora, purtroppo, questo teatro è stato chiuso e gli eventi della specie sono diventati sempre più rari qui a Taranto.
Accidenti! Che coda ho dovuto fare per acquistare il biglietto. Fortunatamente, un mio amico dell'epoca, Giancarlo G. (che ho purtroppo perso di vista) riuscì ad intrufolarsi tra la folla, grazie alla sua minuta corporatura. Acquistò i biglietti per tutta la nostra comitiva, superando un numero imprecisabile di persone estremamente incavolate.
Entrammo. La sala era già gremita. Il clima di attesa era alle stelle. Finalmente le luci si spensero e la bella voce di Francesco Di Giacomo riempì la sala esordendo, più o meno, con queste parole: "Siamo venuti per presentarVi il nostro ultimo lavoro. Speriamo sia di Vostro gradimento"!
Iniziarono a suonare con una precisione ed una musicalità formidabili.
Al termine di "... a cena per esempio" un branco di ragazzacci, che definirò bonariamente i "soliti idioti", iniziò ad intonare cori di insulto nei riguardi di Francesco, apostrofandolo in vari modi:
... "ciccione", "buffone", "eunuco"
e non so che altro.
Vittorio Nocenzi interruppe il concerto. Si alzò dal piano, andò al microfono e non parlò per un paio di minuti. Poi disse: "Chi è venuto solo per sfottere Francesco, se ne può andare anche subito"!
Gli avrei dato un bacio in fronte.
I "soliti idioti" si calmarono per un po' e la musica riprese. Disturbarono l'intera esibizione, esaltandosi durante i pezzi più ritmati e fischiando e vociando durante i brani più lenti.
Quando però il Banco intonò "Non mi rompete" venne giù la platea. Tutti applaudivano e gridavano in segno di approvazione; anche i "soliti idioti".
Fu comunque un concerto bellissimo. Memorabile. Indimenticabile. |
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