Sono tornato due giorni fa dal "Salone Satellite" ma ancora non mi sono ripreso del tutto dalla stanchezza: credo ci vorrà ancora qualche giorno e qualche buona dormita per smaltirla del tutto.
E' stata una esperienza unica ed esaltante per tantissimi motivi e l'amore per Adele mi ha spinto a non risparmiarmi mai e dare sempre il massimo.
Il viaggio di andata e quello del ritorno in macchina, le ore trascorse in treno o nel traffico per raggiungere il luogo della fiera, tutti gli sforzi sono stati ampiamente ripagati dalla soddisfazione sul volto della mia dolce fidanzata nel ricevere segni di apprezzamento per le sue opere.
E' stato bello vedere pubblicata la fruittiera su un inserto del corriere della sera dedicato interamente al salone del mobile: segno che fosse interessante anche per quella testata.
Moltissima stampa si è occupata di questa manifestazione e credo che a breve fioccheranno gli articoli corredati di altre foto: mi aspetto di vedere altri lavori di Adele pubblicati su qualcuno dei giornali che ci hanno intervistato.
Prima di arrivare lì lei aveva paura che la gente avrebbe denigrato e deriso il suo operato ed ora invece è consapevole che corre il rischio di essere copiata da grandi aziende del settore: c'è da rimenere sbalorditi della disonestà che gravita intorno a questo mondo quanto e più di quello della musica.
Le proporzioni di questo evento mi sono state chiare soltanto quando mi ci sono trovato dentro: enorme e allucinante.
Qualche pecca nella logistica c'è stata: ad esempio potevamo accedere all'interno solo i primi giorni per il montaggio parcheggiando lontano e pagando a parte (10 Euro all'ora) i carrelli per il trasporto dei nostri colli.
Il resto dei giorni dovevamo lasciare le auto nel parcheggio a pagamento come tutti gli altri: secondo me, visto che a parteciparvi sono soprattutto giovani che si stanno lanciando in questo mondo, avrebbero dovuto agevolarli.
Dal canto nostro abbiamo preferito evitare di utilizzare la macchina per raggiungere Rho Fiera venendo con i mezzi pubblici: si trattava di poco tempo in meno ma almeno lo stress è stato minore.
Non ho mai visto così tante persone di tutte le nazionalità così concentrate in un posto solo: sembrava fossimo al centro del mondo.
Ho parlato tanto in inglese e mi stupivo ogni volta di comprendere e di essere compreso dai miei interlocutori: segno che le cose che ho appreso negli anni sono rimaste impresse.
E' venuto a trovarci anche l'amico Paolo Moonlite insieme alla sua mogliettina e ne sono stato davvero felice: spero di incontrarlo ancora per poter chiacchierare in un luogo adatto.
Quando si è avvicinato a noi chiamandoci per nome io ed Adele ci quardavamo per capire chi fosse: la parola accordo è stata rivelatrice!
Avrei voluto vedere anche altri amici accordiani ma non è stato così: molti lavoravano ed erano impegnati ma, su dieci giorni di permanenza a Milano, un salto lo potevate fare!
Abbiamo preso tanti contatti con aziende influenti: qualcuno si è fatto avanti anche per la produzione e spero che alle tante parole ed ai complimenti seguano dei contratti.
Dopo una brutta batosta presa da una azienda di lampade di Siena tutti i futuri rapporti di collaborazione dovranno essere messi nero su bianco.
Abbiamo legato con i nostri "vicini di casa" provenienti dal Giappone: il "Design Ship Tora".
Mi sono molto sfiziato a parlare con loro dei cartoni animati giapponesi e delle sigle in lingua originale ed mi sono fatto insegnare qualche parola: presto pubblicherò qualche foto sul mio sito.
La maggior parte dei partecipanti (circa 500) erano stranieri: credo che abbiamo tenuto alta la bandiera del design italiano visto l'interesse suscitato.
Faccio i miei in bocca al lupo al mio amore affinchè i suoi sogni e le sue aspirazioni si concretizzino: credo che lo meriti davvero.
Sono molto orgoglioso di lei: si vede? ;-)