Nel 1973 la Gibson introdusse una nuova chitarra solid-body per jazz che fu chiamanta L5-S.
Il corpo della chitarra era in acero scelto e la tastiera era in ebano, con segnatasti in madreperla rettangolari; naturalmente con finiture dorate e piastra copri-controlli posteriore in legno.
Era disponibile in finitura naturale o sfumata.
Inizialmente la L5-S montava due pick-ups a bassa impedenza, del tipo di quelli montati sulla Les Paul Recording, ma non incontrò un grosso favore. Pertanto, alla fine del 1974, inizi 1975, fu quindi equipaggiata con due pick-ups humbucking.
L'attaccacorde originale della L5-S fu sostituito, verso la metà del 1978, con il TP 6 per l'accordatura fine.
La chitarra disponeva di due controlli di volume, due di tono, un interruttore a tre posizioni, ponticello Shaller, con escursione maggiorata e finiture estremamente curate.
Aveva una timbrica calda ed ha incontrato il favore di numerosi jazzisti.
Non ho idea se sia ancora o meno in produzione.
Nel 1974 fu introdotta anche la L6-S con proporzioni e forma molto simili alla L5-S, ma con corpo in acero normale e tastiera in acero verniciato, simile a quello usato sulle Fender (fu una delle prime Gibson realizzate con una tastiera del genere).
Sui modelli sfumati era disponibile anche la tastiera in ebano. Qust'ultimo modello veniva definito L6-S Custom.
La Custom era equipaggiata con due pick-us humbucking molto potenti, di tipo ceramico, disegnati da Bill Lawrence della Gibson. Era fornita di un interruttore a sei posizioni, un controllo di volume e due controlli di tono.
La Gibson L6-S è stata la prima chitarra della Gibson ad avere la tastiera (molto comoda e scorrevole) di due ottave complete.
Verso la metà degli anni ottanta è terminata la produzione.
(tratto da Tutto Gibson di Marco E. Nobili, pubblicato da Franco Muzzio editore - prima edizione settembre 1986).
Sono in possesso di una Gibson L6-S (versione standard), colore acero naturale (miele), battipenna nero e selettore a sei posizioni.
La gamma di suoni è molto ampia. Il segnale è molto nitido e potente.
E' molto adatta per suonare il rock duro, il genere fusion e, perchè no, anche il jazz (io ovviamente non ne sono capace).
Me la regalò mio padre in occasione del mio diciottesimo compleanno nel giugno del 1976 che la acquistò presso la ditta Marangi di Martina Franca (TA) per il controvalore di Lire 870.000 (prezzo richiesto Lire 930.000).
Quella notte dormii molto poco. Mi alzavo in continuazione dal letto, andavo ad aprire la custodia e la guardavo. Non riuscivo a crederci che fosse proprio mia.
I suoi trentunanni se li porta molto bene, anche se qualche anno fa ho ritenuto opportuno sottoporla ad un "lifting" ad opera del validissimo liutaio di Bologna Sergio Tomassone.
Quando era nuova era chiaramente un po' acerba. Con il passare del tempo il suono è migliorato parecchio ed oggi è molto più pastoso e profondo.
Riesce a regalarmi sempre delle bellissime soddisfazioni e mi tiene compagnia nei momenti di solitudine: certe volte la guardo per diversi minuti, senza suonarla; penso al passato, al presente e al futuro. In un attimo dimentico tutti i miei problemi e mi rilasso.
Non ho idea dell'attuale valore di mercato. Comunque non me ne separerò mai.