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Teoria della relatività

di locke [user #10208] - pubblicato il 19 aprile 2007 ore 17:05
Teoria della relatività chitarristica, ovvero: per ogni chitarrista, per alcuni consciamente per altri inconsciamente, il mondo si divide in due categorie di chitarristi: “quelli più bravi” (di me) e “quelli meno bravi” (di me). Della prima categoria si potrebbe dire tutto il bene possibile, della seconda tutto il male o magari il benino, ma solo per ostentare magnanimità o falsa modestia. Avete notato con che disprezzo vi guardano i commessi dei negozi quando provate una chitarra (o almeno come vi guardavano quando ancora non eravate bravi)? Attenzione però! Nella realtà quelli più bravi o meno bravi non sono necessariamente quelli che noi consideriamo come tali. Quindi io penso di essere percepito più bestia di quanto io stesso mi senta da chi è o, pensa di essere, migliore di me. Alcuni inseriscono la terza categoria: ‘quelli che suonano al mio livello’, ma è difficile trovarne, sempre che ce ne siano.Perchè scrivo questo? E' una specie di analisi, nel senso psicologico del termine. Mi rendo conto di considerare male o criticare alcuni essendo peggiore di loro. Comunque anche se fossi migliore perchè criticarli?Perchè scrivo questo? (e due) Perchè mi accingo a postare un articolo che mi porterà ad essere antipatico a molti.Perchè scrivo questo? (e tre, riferito però all'articolo) Perchè ritengo possa essere utile per molti porsi certe domande e trovarvi le risposte.Quando vedrete l'articolo capirete. Per ora potete già dirmi se siete d'accordo con la teoria della relatività o meno.Ciao. -

Teoria della relatività chitarristica, ovvero: per ogni chitarrista, per alcuni consciamente per altri inconsciamente, il mondo si divide in due categorie di chitarristi: “quelli più bravi” (di me) e “quelli meno bravi” (di me). Della prima categoria si potrebbe dire tutto il bene possibile, della seconda tutto il male o magari il benino, ma solo per ostentare magnanimità o falsa modestia. Avete notato con che disprezzo vi guardano i commessi dei negozi quando provate una chitarra (o almeno come vi guardavano quando ancora non eravate bravi)? Attenzione però! Nella realtà quelli più bravi o meno bravi non sono necessariamente quelli che noi consideriamo come tali. Quindi io penso di essere percepito più bestia di quanto io stesso mi senta da chi è o, pensa di essere, migliore di me. Alcuni inseriscono la terza categoria: ‘quelli che suonano al mio livello’, ma è difficile trovarne, sempre che ce ne siano.

Perchè scrivo questo? E' una specie di analisi, nel senso psicologico del termine. Mi rendo conto di considerare male o criticare alcuni essendo peggiore di loro. Comunque anche se fossi migliore perchè criticarli?

Perchè scrivo questo? (e due) Perchè mi accingo a postare un articolo che mi porterà ad essere antipatico a molti.

Perchè scrivo questo? (e tre, riferito però all'articolo) Perchè ritengo possa essere utile per molti porsi certe domande e trovarvi le risposte.

Quando vedrete l'articolo capirete. Per ora potete già dirmi se siete d'accordo con la teoria della relatività o meno.

Ciao. -


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Personalmente
di alfio [user #7386]
commento del 19/04/2007 ore 17:2
Quando mi "confronto" con un altro chitarrista il mio atteggiamento di critica o non critica dipende da un altro fattore. E' fondamentale secondo me che ognuno sappia cosa sta facendo, ovvero sia conscio dei propri limiti. Se uno suona male ma ammette di essere una sega, di suonare male ma di farlo per puro gusto personale e magari di possedere un arsenale da turnista solo per il gusto di averlo perchè dovrei criticarlo? Viceversa se uno che suona magari bene ma si crede di essere Steve Vai e spara critiche e sentenze comportandosi con saccenza, oppure è invadente nelle jam prendendosi tutti gli "spazi" per sè, il discorso cambia parecchio. Come in altri campi (lavorativo ad esempio) la differenza la fa la persona che c'è dietro.Faccio volentieri un esempio. Frank Varano (aka "PNR"). Con la chitarra è un fenomeno, c'è da imparare tantissimo da lui. Eppure se fai una jam con lui ti incoraggia, ti trascina a suonare ad esprimerti a prescindere dal tuo livello. A parte le doti chitarristiche ha un'umiltà immensa. Dote rara e impagabile.
Rispondi
Re:Personalmente
di locke [user #10208]
commento del 19/04/2007 ore 18:1
Ecco mi hai aiutato a fare un po' di ordine mentale. Il diario è un po' troppo delirante. Anch'io la penso come te.Grazie Alfio.
Rispondi
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Re:Personalmente
di alfio [user #7386]
commento del 19/04/2007 ore 18:1
Il bello dei diari è che sono liberi e quindi, a volte, anche deliranti. ciao
Rispondi
Re:Personalmente
di ultra-nick [user #5562]
commento del 19/04/2007 ore 21:4
Esatto Alfio, hai già detto tutto te ;)
Rispondi
Vero.
di dodomora utente non più registrato
commento del 19/04/2007 ore 19:5
Però non solo è relativo l'essere "più o meno bravi di me". Lo è, secondo me, anche l'essere "più o meno bravi". Ed è una cosa estremamente connessa ai gusti.Esempio: a me non sono mai piaciuti gli shredder. A loro preferisco gente più lenta, magari più sentimentale. Ribot, ecco, faccio il suo esempio. Per me, uno "bravo" sarà uno che mi pare suoni con "anima" e feeling. Uno "più bravo di me" sarà uno che esprimerà più di me tali elementi. Magari andando moolto più lento e suonando moolte meno note. Quella di cui parli tu (ottimo l'esempio del negozio musicale) secondo me è solo aridità, egoismo, magari voglia di evitare un vero confronto per non perdere i propri "orizzonti" reputati come incrollabili, e così via. Insomma, quando vedo un commesso che guarda ridacchiando un regazzì che suona i primi accordi e compone le prime scale mi fa solo tristezza: non riesce ad aprezzare la volontà, magari ha paura di accorgersi che quel regazzì è più portato di quanto non lo fosse lui agli inizi. Tutto questo per dire: è una materia complessissimissima e....basta ridere di me quando sudo su Knockin' On Heaven's Door!!!!!!!! ;>
Rispondi
Non sono daccordo
di lomba [user #3864]
commento del 20/04/2007 ore 10:3
Almeno non del tutto. Tu dici che bene o male i chitarristi si dividono in due categorie, ma in realtà tu citi tre livelli : - i meno bravi (in Dio sa cosa) - io - i più bravi. (in Dio sa cosa) Se vedi il chitarrista come un ginnasta, allora potrei anche essere daccordo che ci siano i più virtuosi ed i meno virtuosi nelle tecniche di esecuzione, ma si può giudicare un musicista dalla sola abilità con cui si muove sullo strumento? Come fai a capire se un chitarrista è bravo? Ascolti se quello che suona è funzionale, o se è 'tecnico' a volte seve la tecnica a volte serve riempire, altre volte serve essere essenziali. Un musicista dovrebbe porsi il problema 'giudizio terze persone' solo con i componenti del gruppo in funzione della musicalità dell' ensamble con cui suona e non preoccuparsi affatto di come viene giudicato dal pubblico, spesso se si commette un piccolo errore gli unici ad accorgersene e a rischiare di sbagliare a causa tua, sono i gli altri musicisti sul palco, quindi è di loro che ti devi preoccupare, non del pubblico e tantomeno del commesso o dei clienti del negozio di strumenti. Quando si prova una chitarra (o ampli o qaulsiasi altra cosa) bisognerebbe sempre isolarsi dal resto del mondo e concentrarsi si sull'esecuzione, ma soprattutto sullo strumento che si vorrebbe acquistare. Io questo lo sto ancora imparando.
Rispondi
Re:Non sono daccordo
di alfio [user #7386]
commento del 20/04/2007 ore 11:2
Beh in realtà, Locke ha fatto un discorso "relativistico" in base al quale ognuno classifica i "più bravi di sè" e "meno bravi di sè". I criteri, come del resto i giudizi, non possono che essere personali e rapportati al livello tecnico ed ai gusti di chi giudica. Di conseguenza il discorso funziona solo ed esclusivamente in una logica relativistica. E il tema stesso della discussione è più "personale" (nel senso di afferente alla persona, al suo modo di rapportarsi con gli altri, di provare o meno un senso di competizione) che non "musicale".Per il resto concordo con quello che hai scritto, specie sul fatto di rapportare il "livello" agli altri membri della band ed al risultato "di gruppo". Per quanto riguarda le prove in negozio personalmente sto quasi sempre in imbarazzo specie se non trovo subito il feeling con lo strumento che sto provando.
Rispondi
Re:Non sono daccordo
di locke [user #10208]
commento del 23/04/2007 ore 12:3
Ringrazio anche te della partecipazione a questa sorta di analisi psichiatrica dei miei deliri. Tutto è relativo: infatti il titolo è 'teoria della relatività'! Non voleva essere però l'esposizione di un mio pensiero. In realtà era una presa di coscenza sulla realtà che ci circonda. La chiosa del discorso, che io non avevo trovato, l'avete espressa tutti voi. In poche parole: se e quando succede così è sbagliato e non dovrebbe succedere.Ciao. -
Rispondi
Re:Non sono daccordo
di locke [user #10208]
commento del 23/04/2007 ore 12:2
In realtà dopo Malmsteen e soci quando si parla di tecnica quasi tutti intendono velocità, anche se non direttamente menzionata. La tecnica invece dovrebbe essere intesa più come pulizia, precisione, varietà di tocco e suono. David Gilmour è emblematico in tal senso, nei suoi confronti sono molto più veloce e probabilmente tap, sweep e skip per lui possono essere il nome dei suoi cani, ma in quanto a 'bravura' non posso neanche lontanamente paragonarmici. E mi limito alla tecnica esecutiva, sulla composizione ci sarebbe moltissimo altro da dire.Mio cognato, musicista di formazione classica, un giorno dopo un concerto di una ragazzina, violinista, a chi faceva notare che aveva suonato un pezzo molto difficile con arpeggi e passaggi veloci senza errori aveva risposto: “Ma i pezzi veloci sono i più facili: basta beccare le note! Dove vedi che la ragazza è giovane e inesperta è nel lento che ha fatto dopo, in cui bisognava lavorare le note e sostenerle”. Illuminante!Ciao. -
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