Questa è stata davvero una bellissima Pasquetta, una giornata intensa che ricorderò a lungo e che mi ha rigenerato nello spirito e nel corpo...sebbene con qualche acciacco!
Siamo stati in compagnia di Bruno, i suoi due fratelli e le rispettive fidanzate alla loro casa al mare, situata ai confini con il casertano, vicino Mondragone.
Ci siamo incontrati verso le nove del mattino per partire tutti insieme ed abbiamo percorso delle strade interne che ci hanno permesso di risparmiare un pò del traffico presente sulle principali arterie stradali che collegano Napoli con quelle zone.
Prima di arrivare alla destinazione prefissa abbiamo fatto una piccola deviazione per fare un giro sui kart: era la prima volta che ci andavo e me la sono spassata come un matto!
Bruno si è rivelato il più veloce, complice una maggiore esperienza su questo tipo di veicoli (e forse un pò di culo nel trovare quello più veloce), però tutto sommato ce la siamo giocata piuttosto alla pari.
I kart che si trovano su queste piste non sono mai velocissimi: rispetto a quelli di un professionista che ha girato prima di noi sembravano giocattoli, ma la forza centrifuga e le sollecitazioni al collo e alla schiena necessitano ugualmente di una buona preparazione fisica che a me recentemente manca.
La quasi totale inattività mi ha distrutto: un movimento un pò troppo brusco fatto per cercare recuperare in un testa-coda mi ha procurato un dolore alla spalla che mi attanaglia ancora adesso.
Per arrivare alla casa abbiamo dovuto fare un pò di "Camel Trophy" visto il dissesto del fondo stradale e dopo aver pulito lo stretto necessario delle vettovaglie, qualcuno si è dato alla cucina e gli altri allo sport.
Essere un pò isolati, poco distanti dalle bufale che producono un ottimo latte usato per le mozzarelle, si è rivelata un modo perfetto per staccare la spina e fare del "sano movimento".
Abbiamo giocato a palla a volo, nella variante "sette si schiaccia", accanendoci di volta in volta su uno diverso: è toccato anche a me subire qualche pallonata!
Ho provato a fare anche qualche passaggio con il pallone ovale da rugby.
Loro tre se la cavano molto bene mentre io invece sono negato: hanno provato ad insegnarmi l'impugnatura per il lancio ed è stato spassoso.
Il male alla spalla, complice un antidolorifico ed un massaggio con una pomata, si era calmato un pò e mi ha permesso di fare molte cose.
Seduti a tavola ci siamo gettati in un pasto davvero pantagruelico: spiedini di tacchino, salsicce e costolette di maiale cotti alla brace, contorni di peperoni al gratin, peperoncini verdi sott'olio, insalata mista, casatielli e torte rustiche residuate di questi giorni, il tutto annaffiato dal vino locale.
Ho fatto vari bis perchè era tutto succulento ed ho mandato all'aria qualche sacrificio dei giorni passati: mamma quanto ho mangiato!
Dopo pranzo ognuno si andava a gettare su una sdraio, un lettino o su una sedia a godersi il sole e digerire: scene apocalittiche di persone boccheggianti per il troppo cibo.
Con me la Takamine per suonare e cantare qualche canzone insieme agli altri: ho suonato un bel pò e mi ci voleva davvero.
Stanotte quel dolorino si è trasformato in fitta lancinante e mi è stato difficile prendere sonno ed ancor di più svegliarmi: avrei dovuto restarmene a casa ma ho preferito evitare.
Dovrò già fare più di una settimana di assenza dal lavoro per il salone quindi sono venuto lo stesso in ufficio: per fortuna i ricordi piacevoli fanno scordare il resto.