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come mai è così difficile mantenere un gruppo?

di Hermano [user #9275] - pubblicato il 07 aprile 2007 ore 12:41
Vi racconto una storia, la mia storia musicale. Ero ancora un ragazzino amante di guccini e di de andrè (li amo anche ora), con una chitarra elettrica inutilizzata, con tanta voglia di suonare ma senza una benchè minima idea di cosa suonare quando... Quando una bella sera passano i blues brother in tv, e il giorno dopo li rivedo in dvd ancora una mezza dozzina di volte fino a che non so a memoria ogni frase (musicale e parlata). Questo è solo l'inizio di un calvario che poi scoprirò essere simile per ogni blues man o aspirante tale.Naturalmente dopo questa iniziale scoperta mi addentro per anni, guidato del mio maestrone Sergio Montaleni, nei meandri del blues e scopro robert, eric, jimi, b.b., wather, koko, stivie, buddy, jimmy e tutti i nostri cari amici che sicuramente hanno tenuto compagnia anche a voi accordiani.Parallelamente ho formato una band, ho chiamato una amico sassofonista (allora come me 16enne e ora 20enne e studente di jazz a livorno), il caro vecchio amico chitarrista di infanzia e sono venuti poi dietro il batterista il trombettista il trombonista e il bassista, cacchio direte voi una big band composta tutta da ragazzi (-ini quando avevamo cominciato) CHE CULO CHE HAI!si in effetti per un po' le cose sono andate benino, complice la bravura tecnica di alcuni elementi, la presenza scenica di altri e l'impegno per un po' abbiamo spopolato tra le feste di compleanno e di capodanno.Ma c'è sempre stato un problema: questi ragazzi non conoscono il blues, non lo ascoltano ,non gli piace e ad ogni loro mossa la band si trasforma sempre piu in "pop-cover band-jukebox".Ora io chiedo l'aiuto di voi accordiani, io sono un testone e proprio non ci sto e perciò in mezzo ai litigi la band rischia di sciogliersi, non so cosa fare per far capir loro cosa vuol dire aver carattere e personalità o essere un juke box, io non vorrei mandare tutto in malora (anche perchè poi questi ragazzi sono il meglio che c'è in giro ed a cercarne degli altri cadrei solo dalla padella nella brace) , avete qualche consiglio?Ho individuato un problema che è sicuramente eblematico per la nostra società, ci sono tanti ragazzi che suonano ma pochi che ascoltano, e questo è grave, ma non so assolutamente cosa fare, mi devo piegare? devo puntare i piedi? io ho provato a far capire loro che le due B dietro il nome del nostro gruppo vogliono dire blues band ma forse il concetto gli sfugge...aiuto sinceramente

Vi racconto una storia, la mia storia musicale. Ero ancora un ragazzino amante di guccini e di de andrè (li amo anche ora), con una chitarra elettrica inutilizzata, con tanta voglia di suonare ma senza una benchè minima idea di cosa suonare quando... Quando una bella sera passano i blues brother in tv, e il giorno dopo li rivedo in dvd ancora una mezza dozzina di volte fino a che non so a memoria ogni frase (musicale e parlata).

Questo è solo l'inizio di un calvario che poi scoprirò essere simile per ogni blues man o aspirante tale.

Naturalmente dopo questa iniziale scoperta mi addentro per anni, guidato del mio maestrone Sergio Montaleni, nei meandri del blues e scopro robert, eric, jimi, b.b., wather, koko, stivie, buddy, jimmy e tutti i nostri cari amici che sicuramente hanno tenuto compagnia anche a voi accordiani.

Parallelamente ho formato una band, ho chiamato una amico sassofonista (allora come me 16enne e ora 20enne e studente di jazz a livorno), il caro vecchio amico chitarrista di infanzia e sono venuti poi dietro il batterista il trombettista il trombonista e il bassista, cacchio direte voi una big band composta tutta da ragazzi (-ini quando avevamo cominciato) CHE CULO CHE HAI!

si in effetti per un po' le cose sono andate benino, complice la bravura tecnica di alcuni elementi, la presenza scenica di altri e l'impegno per un po' abbiamo spopolato tra le feste di compleanno e di capodanno.

Ma c'è sempre stato un problema: questi ragazzi non conoscono il blues, non lo ascoltano ,non gli piace e ad ogni loro mossa la band si trasforma sempre piu in "pop-cover band-jukebox".

Ora io chiedo l'aiuto di voi accordiani, io sono un testone e proprio non ci sto e perciò in mezzo ai litigi la band rischia di sciogliersi, non so cosa fare per far capir loro cosa vuol dire aver carattere e personalità o essere un juke box, io non vorrei mandare tutto in malora (anche perchè poi questi ragazzi sono il meglio che c'è in giro ed a cercarne degli altri cadrei solo dalla padella nella brace) , avete qualche consiglio?

Ho individuato un problema che è sicuramente eblematico per la nostra società, ci sono tanti ragazzi che suonano ma pochi che ascoltano, e questo è grave, ma non so assolutamente cosa fare, mi devo piegare? devo puntare i piedi? io ho provato a far capire loro che le due B dietro il nome del nostro gruppo vogliono dire blues band ma forse il concetto gli sfugge...

aiuto sinceramente


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Culo e sfiga...
di dodomora utente non più registrato
commento del 08/04/2007 ore 12:0
...in un colpo solo! Wow!Cia Hermano, intanto ti saluto, benvenuto tra i diaristi!Dicevo "culo" perchè effettivamente hai la fortuna sfacciata di suonare con fior fiore di musicisti, coetanei tuoi, capacissimi, a quanto pare."Sfiga" perchè puoi provare in ogni modo a dire la tua, a cercare di convincerli, a tenerli dalla parte del blues...ma nessuno potrà mai obbligarli a mantenere una strada che vogliono invece combiare! E ciò vale soprattutto per la musica: uè, si parla di cuore, sentimenti ed emozioni, e se loro provano altri sentimenti ed altri desideri rispetto ai tuoi, beh, devi fartene una ragione! Fattela, quindi, ma solo dopo l'ultimo tentativo: parlare, parlare e parlare, tanto, per capire insieme quali sono i vostri obiettivi singoli e come band, quali le vostre passioni, quale la strada che volete seguire insieme. Perchè a cuor non si comanda...ma prima di lasciarlo a briglia sciolta bisogna per lo meno capire completamente che non stia facendo 'na cazzata! A presto!
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Re:Culo e sfiga...
di Hermano [user #9275]
commento del 08/04/2007 ore 14:5
mi sembra che hai colto molto bene la mia situazione, sto percorrendo da settimane la via del dialogo (che sta sfociando sempre piu però in un battibecco) tengo duro (anche perchè nella mia piccola città non troverei molti altri con cui suonare) ma è proprio una brutta situazione. cmq grazie per il consiglio terrò ancora un po' la briglia al cuore (magari per sbrigliarlo nei soli ^_^) proverò ancora a parlare e .... speriamo che un fascio di luce illumini i miei compagni (però ci vorrebbe un ormai dipartito reverendo per fargli un po' di catechismo )
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