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Back to basics: mi consigliate un buon metodo?

di Asbel77 [user #3543] - pubblicato il 02 aprile 2007 ore 15:55
Devo fare una confessione: non so suonare la chitarra.Accordo è pieno di chitarristi che vanno ripetendo "non so suonare" "sono una schiappa" " "non badate all'esecuzione" ecc ecc ecc. Poi però bene o male leggendo diari ed articoli tutti o quasi hanno i propri gruppi, suonano cover o pezzi propri in giro per locali, se non suonano fuori si dilettano comunque comporre e/o registrare, magari registrano samples per qualche recensione, e ti accorgi che in realtà sono fin troppo modesti quando parlano di sè. Questo è molto bello, ma pone un problema ai principianti *veri*. Cioè, va a finire che se io scrivo "non so suonare", magari la gente pensa che lo faccia anch'io per modestia.In realtà invece ho buone ragioni per dirlo: ho iniziato a suonare tardi, e di certo non nel migliore dei modi. Nel senso che ho preso troppe poche lezioni, e poi ho iniziato a suonare con gli amici in modo del tutto ignorante, del tipo "mi scarico le tab, mi imparo i quattro power chords su cui gira la canzone e via". Il mio livello attuale? diciamo che non posso spingermi molto oltre un certo tipo di pop-punk (di quello che davvero suoni tutto con tre tricordi), o una versione elettrificata del chitarrismo da spiaggia tutto giro-di-do e canzone-del-sole. Sono a digiuno di teoria, non so improvvisare, non conosco le scale, non conosco accordi che vadano al di là di maggiore/minore/settima, non ti saprei dire in che tonalità è una canzone guardando quali sono gli accordi...E' imbarazzante, tutto questo mi fa sentire terribilmente in imbarazzo, frequentando questa comunità.Quindi ho deciso di ripartire dalle basi. So che avete tutti superato da un bel pezzo quella fase, ma qualcuno conosce un buon metodo con cui ripartire dall'inizio, dalle basi, appunto? Da un minimo di teoria, dalle scale, dagli accordi e come sono costruiti ecc, magari corredato da esercizi... Non materiale su internet, vorrei proprio un libro, in modo da seguire un percorso coerente ed organico, cospargendomi il capo di cenere e pentendomi con umiltà per aver aspettato l'alba dei (quasi) trent'anni per farlo.grazie.

Devo fare una confessione: non so suonare la chitarra.

Accordo è pieno di chitarristi che vanno ripetendo "non so suonare" "sono una schiappa" " "non badate all'esecuzione" ecc ecc ecc. Poi però bene o male leggendo diari ed articoli tutti o quasi hanno i propri gruppi, suonano cover o pezzi propri in giro per locali, se non suonano fuori si dilettano comunque comporre e/o registrare, magari registrano samples per qualche recensione, e ti accorgi che in realtà sono fin troppo modesti quando parlano di sè. Questo è molto bello, ma pone un problema ai principianti *veri*. Cioè, va a finire che se io scrivo "non so suonare", magari la gente pensa che lo faccia anch'io per modestia.

In realtà invece ho buone ragioni per dirlo: ho iniziato a suonare tardi, e di certo non nel migliore dei modi. Nel senso che ho preso troppe poche lezioni, e poi ho iniziato a suonare con gli amici in modo del tutto ignorante, del tipo "mi scarico le tab, mi imparo i quattro power chords su cui gira la canzone e via". Il mio livello attuale? diciamo che non posso spingermi molto oltre un certo tipo di pop-punk (di quello che davvero suoni tutto con tre tricordi), o una versione elettrificata del chitarrismo da spiaggia tutto giro-di-do e canzone-del-sole. Sono a digiuno di teoria, non so improvvisare, non conosco le scale, non conosco accordi che vadano al di là di maggiore/minore/settima, non ti saprei dire in che tonalità è una canzone guardando quali sono gli accordi...

E' imbarazzante, tutto questo mi fa sentire terribilmente in imbarazzo, frequentando questa comunità.

Quindi ho deciso di ripartire dalle basi. So che avete tutti superato da un bel pezzo quella fase, ma qualcuno conosce un buon metodo con cui ripartire dall'inizio, dalle basi, appunto? Da un minimo di teoria, dalle scale, dagli accordi e come sono costruiti ecc, magari corredato da esercizi... Non materiale su internet, vorrei proprio un libro, in modo da seguire un percorso coerente ed organico, cospargendomi il capo di cenere e pentendomi con umiltà per aver aspettato l'alba dei (quasi) trent'anni per farlo.

grazie.


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secondo me...
di Enzo85 utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 16:3
...i problemi che ti sei posto non esistono, secondo me.Accordo è frequentato da chitarristi di tutti i livelli...dall'ottimo musicista al semplice strimpellatore. Non devi sentirti a disagio.Il mio consiglio per migliorare? Secondo me, conta molto il tempo che trascorri a suonare cose nuove con lo strumento e la costanza, a prescindere dal metodo. Conta molto anche avere la testa libera dalla vecchia roba che hai sempre suonato, insomma, ogni volta che prendi in braccio la chitarra devi dimenticare tutto quello che sai e provare strade nuove.Stai tranquillo ;-)
Rispondi
Re:secondo me...
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 17:1
diciamo che sul fatto di sentirmi in imabarazzo stando su accordo ho volutamente esagerato un po': so bene che nessuno è qui per giudicare nessuno, ed è uno dei motivi per cui accordo è un posto così bello. Diciamo piuttosto che essere in qualche modo circondato da tanta gente che sa suonare mi fa venir voglia di migliorare un po'.Osservazione giustissima quella sul cercare di suonare cose nuove, invece di tornare sempre sulla solita roba: è un vizio che effettivamente ho, e che rappresenta un limite.
Rispondi
Desidery
di njuletto [user #7504]
commento del 02/04/2007 ore 16:4
Ti suggerisco il libro di teoria della musica di Gianni Desidery: lo sto utilizzando da poco ma sembra davvero ben fatto.Per migliorare l'uso della mano destra negli arpeggi ti suggerisco il "sagreras: le prime lezioni di chitarra": sono volumi progressivi che accompagnano piuttosto per mano il chitarrista alle prime armi.Conoscere i giri armonici, oltre quello di Do ti aiuterà a determinare con maggiore facilità la tonalità in cui ti trovi a partire dagli accordi che hai avanti: non ti nascondo che anch'io devo pensarci un pò prima di esserne sicuro. Conosco bene soltanto la scala maggiore e quella pentatonica: il fatto che l'armonia le faccia cambiare nome (vedi improvvisazione modale) mi è ancora nebuloso. Questo argomento l'ho studiato molto tempo fa per poco tempo e non mi ricordo praticamente niente: ci sono parecchi altri accordiani che potranno darti dritte in questo senso.Come diceva Alfio qualche tempo fa adotto la filosofia: "se non è giusta la nota che hai suonato prova quella dopo!".Suono la chitarra dal 1997 e, consapevolmente ed inconsapevolmente, ho imparato un pò a metterci su le mani ma non credo di sapere davvero suonare. Il fatto di pararsi un pò il culo dicendo "scusate il livello della registrazione" e cose del genere prima di postare un brano non deriva da falsa modestia: spesso detto perchè ci si considera agli inizi rispetto ai propri punti di riferimento. Credo ci sia sempre una schiappa più schiappa di noi come c'è sempre qualcuno che ci fa sembrare dei principianti per la facilità con cui fa cose che a noi fanno suonare solo a guardarle.Spero di esserti stato di aiuto. Ciao,      Angelo
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Re:Desidery
di alfio [user #7386]
commento del 02/04/2007 ore 16:5
"se non è giusta la nota che hai suonato prova quella dopo!". Grazie per la citazione, che ovviamente è una battuta con un piccolo fondo di verità dato che un intervallo di un semitono spesso cambia una nota dissonante in assonante e viceversa.Quanto al nostro amico Asbel io credo che a monte di tutto si debba porre una domanda. Sei una persona che è in grado di applicarsi REGOLARMENTE nello studio dello strumento? A trent'anni ci si conosce abbastanza bene e si è in grado di rispondere sinceramente a questa domanda. Ad esempio io ne ho 32 e so bene che la risposta nel mio caso è no. Nel caso di Angelo da quello che ho capito di lui è si. Il caso Si è il caso migliore che può dare i migliori risultati col metodo giusto e sicuramente in tempi più brevi. Se però sei come me potrebbe darsi che ti stufi presto o non hai tempo di dedicarti con la regolarità necessaria. Di conseguenza i progressi tecnici, lenti e minimi, vengono fuori da un esercizio non programmatico e coerente ma più frutto del momento. Facciamo un esempio banale: i famosi scioglidita o "ragnetti" come li chiama qualcuno. Certi giorni mi metto a farli col metronomo con santa pazienza. Altri non me lo sogno nemmeno perchè non mi va. Allora è meglio studiarsi un brano in cui c'è un passaggio difficile da eseguire e provare a migliorarne la velocità e l'esecuzione. Non è la stessa cosa, ripeto, è senz'altro meglio essere costanti e regolari, ma è meglio che buttare la chitarra da una parte perchè ci si è rotti. Un altro consiglio: se non vai da un maestro, registrati e riascoltati. Molti errori sarai in grado di notarli da solo. E il (sano) disprezzo per questi errori è un'ottima molla che spinge al miglioramento! Questo è quello che penso, tutto rigorosamente IMHO, ovviamente.
Rispondi
Re:Desidery
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 17:3
>>> Sei una persona che è in grado di applicarsi REGOLARMENTE nello studio dello strumento? qui casco io! ehmm, qui casca l'asino! Le possibilità in termini di tempo ce le avrei. L'intenzione, pure. La costanza... uhmm. Fino ad ora è quella che mi è mancata. Come scrivevo più su, in risposta ad Enzo, ho il vizio, quando prendo in mano la chitarra, di tornare sempre a cazzeggiare sulle solite minchiatine. Il problema è che anche quando mi rendo conto di farlo, non so che inventarmi, che altro potrei fare... l'idea di prendermi un metodo nasce anche da lì, dall'avere comunque un "compito" da eseguire. Altrimenti anche i momenti di buona volontà rischiano di venir vanificati dal non saper cosa fare di costruttivo...
Rispondi
Re:Desidery
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 17:2
grazie per i consigli, ho preso nota dei libri che hai citato. In effetti quello di cui credo di aver bisogno sia almeno di un "abc" della teoria e della tecnica, le basi per capire quello che sto facendo, e dalle quali partire per poter progredire - almeno un po' - compatibilemente con i miei tempi e le mie capacità.grazie mille, ciao
Rispondi
Teoria
di Mozz utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 17:2
"Da un minimo di teoria, dalle scale, dagli accordi e come sono costruiti ecc, magari corredato da esercizi... "Io tutte queste cose le ho studiate nel metodo di Fabio Mariani:vai al link 1346La parte di teoria a mio avviso è fatta molto bene e mi ha aiutato tanto (uè.. non dico di aver capito tutto.. però una mezza idea di come funzionano le cese adesso ce l'ho!).La parte "pratica" è più tostarella ed è (ovviamente.. visto il titolo!) orientata alla chitarra jazz.. qui ho capito che di voglia di fare esercizi su esercizi, scale a rotta di collo in terzine, quartine, centine ed "n"nine non ce n'è ed ho praticamente abbandonato.. a volte riprendo ma con poca convinzione!Ciao!
Rispondi
Re:Teoria
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 17:4
>>>non dico di aver capito tutto.. però una mezza idea di come funzionano le cese adesso ce l'hoecco, è quello di cui sono in cerca. Quando suono spesso ho la brutta sensazione di non sapere dove sono e cosa sto facendo, sulla chitarra.Facendo un paragone un po' stupido (ma forse nemmeno tanto): vorrei imparare a suonare la chitarra come ho imparato l'inglese. Le lingue straniere mi piacciono, ma studiare le regole grammaticali non mi piace, è noioso, e tendo a dimenticarle. Quindi ho imparato le cose fondamentali, irrinunciabili. Ma da lì in poi ho cercato di metabolizzarle e applicarle "a orecchio". Il mio inglese non è perfetto, il vocabolario non è ricchissimo, ma riesco a comunicare. E se sbaglio qualcosa me ne accorgo - prima che da un punto di vista grammaticale - ad orecchio. Se la frase "suona bene" è - presumibilmente - giusta. Se "suona male" sto sbagliando qualcosa, ed allora, facendo mente locale, cerco di capire cosa è sbagliato, ed eventualmente posso tornare sui libri a controllare la regola. Ecco, riuscire a fare la stessa cosa sulla chitarra sarebbe il massimo. Ma almeno un tot di "regole grammaticali", anche se magari noiose, devo metterle insieme, per poter iniziare (sperando di avere un minimo di orecchio anche per la musica, oltre che per le lingue)
Rispondi
Compagnia.
di CHARLIE [user #1047]
commento del 02/04/2007 ore 17:4
Devo fare una confessione: non so suonare la chitarra.Bene! Siamo in due. Sono il chitarrista più ignorante che ci sia: suono senza sapere cosa sto suonando, d'istinto. O a memoria, se ho imparato la parte.Ma se mi chiedono: "hai suonato la tonica?", rispondo "eeeehhhh?", anche se so perfettamente cos'è. Ma quando suono mica ci penso. Avrei bisogno anch'io di studiare, ma non ne ho il tempo e, comunque, la pazienza. Scusa lo sfogo.*
Rispondi
Re:Compagnia.
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 17:5
>>> anche se so perfettamente cos'è. Ma quando suono mica ci penso. e proprio quello il punto secondo me: prima è necessario quel "sapere perfettamente cos'è". Se lo sai, poi puoi anche dimenticartene mentre suoni. O non pensarci. Oppure puoi anche non saperlo per niente, nè prima nè dopo. Ma in quel caso vuol dire che sei fortunato ad avere un talento naturale, quell'orecchio che ti consente di suonare bene anche senza conoscere le note che stai suonado.Ma non è decisamente il mio caso.>>>Scusa lo sfogoeddechè?
Rispondi
Re:Compagnia.
di alfio [user #7386]
commento del 02/04/2007 ore 18:5
A me una volta hanno chiesto se una certa nota la suonavo in battere o in levare. Io ho risposto: "di solito la suono più o meno a metà così accontento tutti!" ;-)
Rispondi
Re:Compagnia.
di danielsyte utente non più registrato
commento del 02/04/2007 ore 19:3
Guarda, sono il re dei pipperos, io la tonica credevo che fosse una bevanda...Scherzi (brutti!) a parte, io avevo trovato un bel libro con solo le scale, tutti i tipi, tutte in mi - dice il libro, una volta imparato lo schema, te le sposti tu su tutte le altre tonalità - con un cd contenente l'esecuzione delle scale su tutto il manico ed alcuni brani su cui esercitarsi. Imparai la pentatonica, la maggiore, la scala blues (sai che roba, la pentatonica con un semitono in più). Poi feci l'errore tremendo di imprestarlo ad una ragazza che dopo un mese partì per Assisi con l'intenzione di diventare suora... e a me rimase il cd! Spero che almeno abbia imparato quello che speravo di imparare io!
Rispondi
Quanti siamo...
di moonlite [user #6398]
commento del 02/04/2007 ore 19:5
Guarda, non ti preoccupare, sei in OTTIMA compagnia e non dico altro. Se fai un salto sul sito di Varini trovi le sue pubblicazioni e metodi: molte parti le puoi scaricare gretis e farti così un'idea di quello che c'è dentro. Oppure la monumentale opera di Mussida (12 cd..) che si trova anche usata sul Mercatino (io l'ho presa lì) che parte dai fondamentali e poi...Ciao Paolo
Rispondi
Re:Quanti siamo...
di triumph utente non più registrato
commento del 03/04/2007 ore 08:5
Consolati, quando ho iniziato ero più "vecchio" di quanto le sei ora:-( Io ho imparato le basi da una persona che ha avuto la pazienza di insegnarmele, successivamente per cercare di ampliare la minuscola base ho cercato di studiare qualche libro (vecchi libri di chitarra classica in prestito) e ti consiglio un sito per tutti che mi è sembrato molto valido www.sondme.com (vendono anche on-line mi sembra). Ora che ci penso sarebbe ora di ricominciare a studiare!! Saluti.
Rispondi
metodi
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 03/04/2007 ore 10:4
I libri di Varini dovrebbero essere ok (per i samples che ho visto). Il tutto corredato da un libro di teoria/solfeggio: io ho studiato ai suoi tempi col Pratella (libro vetusto ma con tutto l'occorrente). Ti basta, per iniziare, il primo volume.
Rispondi
onestamente?
di Hermano [user #9275]
commento del 03/04/2007 ore 11:5
io opterei per un maestro in carne ed ossa. ti puo far crescere molto di più..
Rispondi
Mariani:Resto del Mondo- 2 a 1
di locke [user #10208]
commento del 03/04/2007 ore 17:2
Anch'io ho 'trattato di chitarra jazz' di Mariani, forse la prima edizione. E' completo e ti fa capire, visto che sei uno che traffica, come sviluppare le tue cose. Ti consiglio, se puoi, di prenderti anche un maestro o anche solo un amico che la sa lunga (non è la stessa cosa ma in assenza del maestro...) perchè non esiste solo la teoria e la meccanica del movimento: il maestro, se bravo, è in grado di capire e farti capire in poco tempo dove sbagli e come correggerti. Da solo si può fare ma è molto più difficile, dovresti avere molto orecchio, registrarti e riascoltarti. E' più facile farlo su cover dove avresti il confronto con l'originale. A proposito di cover, bisogna rivalutare quello che una volta si chiamava repertorio. Cerca di imparare pezzi completi (è quello che manca a me) non solo giro e assolo, ma anche attacchi, finali e quant'altro. Ogni pezzo che impari ti insegna qualcosa e ti permette di suonare meglio anche quelli che già conosci. I musicisti classici fanno ancora così. Altra cosa che manca a me: applicare su composizioni proprie quello che stai studiando; tutti i pezzi di 'Progetto Fusione' di Varini sono nati così. Se hai poco tempo non spaventarti basta sapere ogni volta come occupare quel poco tempo. Buono studio. -
Rispondi
Chitarra ritmica
di bottleneck utente non più registrato
commento del 03/04/2007 ore 18:0
Ciao, io ti consiglio lo splendido testo: "Chitarra ritmica. La guida completa" di Bruce Buckingham e Eric Pascal. Lo distribuisce Carisch. Si parte dagli accordi aperti e si arriva alle progressioni II-V-I. Garantito!
Rispondi
Re:Chitarra ritmica
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 03/04/2007 ore 18:0
...altro consiglio interessante! spero tra una settimana o due di farmi un giro per librerie e negozi, in modo da poter eventualmente dare un occhio ai vari testi che mi state consigliando. Intanto grazie.
Rispondi
Re:Mariani:Resto del Mondo- 2 a 1
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 03/04/2007 ore 18:0
altro voto per Mariani, quindi... bene, prendo nota ;-)l'idea di tornare a prendere lezioni da un maestro non è accantonata, anzi, mi rendo conto che sarebbe probabilmente quella più fruttuosa. Diciamo però che se ne riparlerà più in là, è un'idea a medio-lungo termine. Ed intanto vorrei iniziare a darmi da fare da solo, sfruttando il tempo che posso ritagliarmi (in modo un po' disomogeneo) fin da ora.Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che sono intervenuti con consigli e supporto, ed ai cui commenti non ho risposto direttamente: ovviamente leggo e faccio e tesoro! grazie!
Rispondi
Re:Mariani:Resto del Mondo- 2 a 1
di Mancunion [user #3854]
commento del 04/04/2007 ore 00:0
Anche io ho il trattato di Mariani, la vecchia edizione franco muzzio in due volumi. Il buon Fabio e' stato anche (seppur brevemente) mio insegnante al St. Louis di Roma. grande citarrista jazz e grande didatta.Cia'
Rispondi
Re:Mariani:Resto del Mondo- 2 a 1
di seniga [user #3834]
commento del 04/04/2007 ore 14:5
*Cerca di imparare pezzi completi non solo giro e assolo, ma anche attacchi, finali e quant'altro. *Splendido consiglio. E' esattamente quello che ho compreso di dover fare io un annetto fa, ed è quello che sto cercando di fare ora. Mi ero accorto che, nonostante andassi a lezione, e sebbene imparassi molti pezzi, in realtà non avevo poi il tempo per approfondire lo studio di tutti i passaggi di una canzone, memorizzare le sequenze, eseguirli con precisione alla velocità giusta. Ora mi sono imposto di farlo, e di non passare ad un altro pezzo finchè io non abbia completato lo studio del precedente. Insomma non si deve accontentarsi di aver imparato un po'...bisogna fare un saltino più in là. ciao
Rispondi
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