Premessa: ho scitto questo post sul mio blog di Myspace perche' e' un luogo frequentato anche da non addetti ai lavori ed ero curioso di sapere cosa ne pensavano.
Lo riporto anche qui, sebbene siano espressi concetti detti e ridetti, nella speranza che possa comunque scatenare una discussione costruttiva.
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Ho un pensiero che continua a frullarmi nella testa da tempo e so che se non lo metto nero su bianco non riuscirò a distaccarmene e a liberarmene; e così mi accingo a scrivere queste 4 inutili righe che non salveranno le coscienze dell'umanità ma faranno posto nel mio cervellino ad altri pensieri ben più necessari alla mia permanenza su questa Terra :)
Il mercato discografico, si lamentano le major, è in crisi per via di Internet e degli mp3. La gente non acquista più i cd, li scarica dalla rete in modo più o meno legale. L'effetto preoccupante di questo fenomeno è che ci siamo abituati a fruire di talmente tanta musica in modo praticamente gratuito che alla fine non si "ascolta" più nulla. L'effetto a catena è che le major se ne fregano sempre di più di fornire un buon prodotto musicale perché tanto i loro clienti non lo pagheranno e soprattutto non lo "ascolteranno". Che senso ha chiamare Alan Parson a fare da ingegnere del suono se poi il risultato della sua arte passerà distrattamente nelle orecchie delle masse attraverso le casse di plastica del Pc e compresso in mp3? Meglio produrre delle canzoni che possano essere facilmente convertite in suonerie per cellulari che, sembra assurdo ma è proprio così, la gente è disposta a pagare fior di euroni!
Ma allora? i dieci milioni di artisti e gruppi musicali presenti su MySpace di cosa campano? cosa li spinge ad investire tempo e denaro nella speranza di "sfondare"? Sicuramente la passione per la musica, suonare uno strumento rimane fortunatamente ancora molto appagante; ma poi ci dovrà essere anche dell'altro, non vi pare?
C'è dell'altro in effetti, ma è molto più faticoso delle patinate apparizioni a Top Of The Pops (Discoring?) grazie alle quali negli anni '80 qualsiasi belloccio/a riusciva a VENDERE milioni di dischi. Rimangono le esibizioni dal vivo, i concerti, quelli veri, dove si suda e ci si mette a nudo.
La gente, fortunatamente, continua ad andare a vedere i concerti perché in ogni caso rappresentano una forma di intrattenimento e di aggregazione per la quale si è disposti a spendere. Un film lo puoi anche affittare e vedere a casa tua con il megatelevisore da 100 pollici al Plasmon ma un gruppo non lo puoi affittare (a meno che non ti chiami Bill Gates), devi alzare il culo ed andarlo a vedere personalmente.
E così (e ieri sera ne ho avuto l'ennesima conferma) la gente va ai concerti e spende una barca di soldi come se niente fosse. Restituisce agli artisti quanto gli ha "rubato" scaricandosi da Internet l'intera discografia.
Faccio un esempio pratico: concerto dei Chesterfield Kings, gruppo cult ma comunque di nicchia nel panorama garage-punk; ingresso 12 euro (potrebbero sembrare pochi se pensiamo a quanto ci hanno abituato i vari Baglioni & co però nel 1984 ho visto i Clash con 10.000 lire); ho visto con i miei occhi (e l'ho fatto anche io ma ad un altro concerto!!) più di un ragazzo spendere dai 30 ai 70 euro al banchetto del merchandaising! tutti soldi che entrano direttamente nelle tasche della band e completamente esentasse!! Magari gli stessi ragazzi (ricordatevi che ci sono anche io tra questi!) si scaricano gratis 100 cd alla settimana che non riusciranno mai ad ascoltare però sono disposti a spendere 100 euro (ci metto pure un paio di birre in conto...) per vedere 1 ora di musica dal vivo!!!
Il musicista saggio lo sa (e tra i "saggi" ci sono anche autentici dinosauri come i Rolling Stones che fanno 200 date in un anno...) che se vuole riprendersi il maltolto deve alzare il culo e andare a suonare dal vivo! Amen.
Io mi sono "liberato" e voi? Cosa ne pensate?