Ieri sera la jam al pub ex Lucignolo si è svolta in formazione drasticamente ridotta e rimaneggiata ma è stata comunque una serata divertente ed educativa.
3 chitarristi (vabbè 2 + 1 chitarraio) e 3 chitarre, 3 grandi signore (ci metto pure la mia perché ne sono innamorato, che volete...).
1 fender strato '54 vintage reissue hardtail (la mia)
1 Prs ce22 dark grey di Leonardo
1 Prs custom 24 20th anniversary ten top blue matteo di... Matteo (inguine per gli amici)
3 ampli:
1 Rivera Clubster 25 (il mio)
1 Laney Lc15 di Leonardo
1 Combo da basso del locale "pilotato" da un multieffetto digitale ed utilizzato da Matteo
Più che una jam è stato un guitar camp!
Ma passiamo al titolo del diario.
Premetto subito che ho fatto lo stronzo snob e non ho voluto provare la custom 24 di Matteo (3.500 euro di costo) perché la trovavo troppo perfettina e poco rock per i miei gusti ignoranti.
Però vi posso assicurare che è bellissima! Trasuda perfezione e qualità da tutti i pori oltre ad avere un look mozzafiato. Matteo mi ha giurato che non la portarà mai più e che ho perso l'occasione della mia vita...
Dal punto di vista sonoro l'ho potuta ascoltare suonata attraverso il multieffetto digitale ed era inascoltabile (troppo piatta e stridula soprattutto sui distorti) ed attaccata al Laney, attraverso le sapienti mani di Leonardo, ma solo in assetto clean, per cui non ho potuto apprezzare il legendario sustain a la Santana che sono certo potrà regalare accoppiata all'ampli giusto.
Lascio comunque a Leonardo il compito di arricchire questa pagina con le sue impressioni.
Ho avuto invece la voglia di provare la ce22 di Leonardo attaccata al mio fido riverino.
Che dire, non gliel'avrei restituita per nulla al mondo!!
Certo, è sempre una chitarra un pò da fighetto, lontana dal mio modo di intendere il rock, però ha una suonabilità e una classe mai provata finora. La concezione è da superstrat, con 22 tasti, manico di acero avvitato, tastiera in palissandro e 2 humbacker splittabili. Stupenda sui puliti, molto personali ed ovviamente non molto Fender, e potente e carica di armoniche sui distorti con un sustain infinito nonostante il manico avvitato (credo che dipenda molto anche dal tipo di ponte che sebbene sia mobile sembra quasi incollato alla chitarra). Gli humbacker splittati mi hanno convinto meno però in parte penso dipendesse dai bassi volumi a cui suonanvamo. Credo che a volumi più elevati sarebbe uscita fuori un pò di trasparenza in più anzichè avvertire solamente un calo di volume nel passaggio da humb a "singolo".
Complimenti Leo perché hai fatto veramente un bell'acquisto!!
PS: per tutti gli altri sòla che non sono venuti. Mi sono dovuto sorbire 10 minuti di improperi da parte del gestore perché non lo abbiamo avvisato per tempo della nostra defezione!! martedì prossimo come minimo mi dovete offire una birra!! si suona dopo la partita della Roma, intorno alle 22.30