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| L'arte dello scribacchino
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di Alexander25 [user #607] - pubblicato il 28 febbraio 2007 ore 11:04
Leggevo la bellissima novella sulla pagina di diario del buon Paolo Moonlite e mi torna in mente una discussione che da tanto mi arrovella la mente.
Tra di noi alla fine si parla di musica, più raramente di testi, per chi ha l'in/grato compito di scrivere testi come me e il famoso blocco dello scrittore è in agguato, servono sempre continui stimoli.
Mi spiego meglio.
Scrivo un pezzo con la band, ok, sei il cantante, devi scrivere il testo ed adattarlo alla musica, significa una linea melodica vocale, ma parole che entrino in una strofa immaginaria, trovare le parole giuste, inserirle nel contesto, dare un senso logico di contiunuità tra le strofe e l'eventuale ritornello, ma anche e soprattutto, trasportare su carta le emozioni in musica.
Cosa rappresenta per noi questa musica, che sensazioni mi da, di cosa voglio parlare?
Ed eccolo lì il foglio bianco ad aspettarti, prendi penna nera, assolutamente nera, dov'è il quaderno delle medie? si quello con Pippo che ti guarda come un drogato...eccolo, più o meno addensato di polvere, dipende a quando risale il testo precedente.
Ora il foglio bianco è quanto di peggio possa esserci, nella musica la puoi buttare sull'improvvisazione, abbozzare delle parti di accompagnamento, il solo magari non ti viene subito, ma la base c'è, ci studi, poi ci ripensi, poi ti piace, ma no che banalità, butta tutto.
Lo stesso col foglio bianco, ma lui ti guarda pallido e aspetta...non c'è un amico che batte il quattro o ti cogliona se sbagli, il vuoto, e il silenzio, la musica gira nella testa, perchè è lì che va messo il tutto, quella gira sempre e quasi ti suggerisce delle parole, sì, ma che vuol dire...no così non va, accendi una sigaretta, meglio una birretta, fredda, cazzo si è scaldata, quanto è che sono su questo foglio?
Non c'è scritto nulla, ancora tutto nella nebbia, ma forse non è quello di cui vorrei parlare, cerchi spunti, magari hai letto un libro, o visto un film, una notizia al telegiornale, anche le mignotte della tv possono dare spunto, macchè... allora cominci a pescare nella tua vita, tiri fuori ciò che hai dentro, cominci a parlare con te stesso, di te stesso in terza persona:Tu a te stesso:"Ti ricordi quella volta che ha fatto?"(parlando di te).
"Sìì, quella volta lì, l'avevo scordato, lui stava davanti alla porta, non ci credeva nemmeno potesse succedere davvero, fu un colpo..."
Poi la mano parte(è partita la mia mano, popopopo, popopopo) ed è un fiume in piena, niente cancellature o ripensamenti, è già tutto strofato, non c'è bisogno di capire come andrà cantato, è già musica in parole, è il canto del tuo io che prende il largo, qualche ripetizione da modificare, qualche strofetta un po' più molle, da rinforzare, qualche sinonimo da trovare.
E' fatto, magari ci hai messo un mese a pensare lì, magari è uscito senza pensarci.
Non importa, scrivere è terribilmente sfiancante e oscenamente fantastico, una sensazione paragonabile alla musica, che con lei trasmette nuove emozioni, portandole ancora più in alto.Come adesso, scrivi e non rileggi, questo è il mio personale omaggio a Paolo, al Banny che scrive da sempre poesie bellissime e a tutti coloro che almeno una volta hanno scritto qualcosa di cui andar fieri aldilà della firma sul mutuo di casa.AlexUnder
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Leggevo la bellissima novella sulla pagina di diario del buon Paolo Moonlite e mi torna in mente una discussione che da tanto mi arrovella la mente.
Tra di noi alla fine si parla di musica, più raramente di testi, per chi ha l'in/grato compito di scrivere testi come me e il famoso blocco dello scrittore è in agguato, servono sempre continui stimoli.
Mi spiego meglio.
Scrivo un pezzo con la band, ok, sei il cantante, devi scrivere il testo ed adattarlo alla musica, significa una linea melodica vocale, ma parole che entrino in una strofa immaginaria, trovare le parole giuste, inserirle nel contesto, dare un senso logico di contiunuità tra le strofe e l'eventuale ritornello, ma anche e soprattutto, trasportare su carta le emozioni in musica.
Cosa rappresenta per noi questa musica, che sensazioni mi da, di cosa voglio parlare?
Ed eccolo lì il foglio bianco ad aspettarti, prendi penna nera, assolutamente nera, dov'è il quaderno delle medie? si quello con Pippo che ti guarda come un drogato...eccolo, più o meno addensato di polvere, dipende a quando risale il testo precedente.
Ora il foglio bianco è quanto di peggio possa esserci, nella musica la puoi buttare sull'improvvisazione, abbozzare delle parti di accompagnamento, il solo magari non ti viene subito, ma la base c'è, ci studi, poi ci ripensi, poi ti piace, ma no che banalità, butta tutto.
Lo stesso col foglio bianco, ma lui ti guarda pallido e aspetta...non c'è un amico che batte il quattro o ti cogliona se sbagli, il vuoto, e il silenzio, la musica gira nella testa, perchè è lì che va messo il tutto, quella gira sempre e quasi ti suggerisce delle parole, sì, ma che vuol dire...no così non va, accendi una sigaretta, meglio una birretta, fredda, cazzo si è scaldata, quanto è che sono su questo foglio?
Non c'è scritto nulla, ancora tutto nella nebbia, ma forse non è quello di cui vorrei parlare, cerchi spunti, magari hai letto un libro, o visto un film, una notizia al telegiornale, anche le mignotte della tv possono dare spunto, macchè... allora cominci a pescare nella tua vita, tiri fuori ciò che hai dentro, cominci a parlare con te stesso, di te stesso in terza persona: Tu a te stesso:"Ti ricordi quella volta che ha fatto?"(parlando di te).
"Sìì, quella volta lì, l'avevo scordato, lui stava davanti alla porta, non ci credeva nemmeno potesse succedere davvero, fu un colpo..."
Poi la mano parte(è partita la mia mano, popopopo, popopopo) ed è un fiume in piena, niente cancellature o ripensamenti, è già tutto strofato, non c'è bisogno di capire come andrà cantato, è già musica in parole, è il canto del tuo io che prende il largo, qualche ripetizione da modificare, qualche strofetta un po' più molle, da rinforzare, qualche sinonimo da trovare.
E' fatto, magari ci hai messo un mese a pensare lì, magari è uscito senza pensarci.
Non importa, scrivere è terribilmente sfiancante e oscenamente fantastico, una sensazione paragonabile alla musica, che con lei trasmette nuove emozioni, portandole ancora più in alto. Come adesso, scrivi e non rileggi, questo è il mio personale omaggio a Paolo, al Banny che scrive da sempre poesie bellissime e a tutti coloro che almeno una volta hanno scritto qualcosa di cui andar fieri aldilà della firma sul mutuo di casa. AlexUnder
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