di Robyz [user #66] - pubblicato il 03 febbraio 2007 ore 12:16
Recentemente si è discusso parecchio sulla liberalizzazione dei punti vendita di carburanti che verrà esteso anche ai grandi centri commerciali con una giustificazione piuttosto popolare di voler favorire la libera concorrenza e quindi abbassare i prezzi al consumatore... a pensarci bene non è la prima volta che sento sventolare questo ipotetico "beneficio al consumatore" come se fosse il classico uovo di colombo a cui nessuno doveva aver pensato prima... sfortunatamente, a rifletterci un po' su, non sembra tanto sensata come idea applicata soprattutto ai carburanti.
Non ci vuole molto a capire la demenzialità di una spiegazione che promette abbassamenti di prezzo con l'aumento della concorrenza se consideriamo che dell'euro e rotti che date per ogni litro di carburante circa il 70% va a finire nelle case dello Stato, un 20% abbondante in tasca alle compagnie petrolifere e meno del 10% (dipende dalla compagnia di bandiera che ti fa il prezzo e ti da un range entro il quale decidere, come distributore, a quanto vendere al cliente finale), difatti i distributori che si aggiungeranno prenderanno il carburante dagli stessi che vendono al piccolo distributore, magari con qualche minimo sconto extra sulle quantità o giocato sulle speculazioni derivanti dai pagamenti a 30-60giorni a cui un distributore di solito non ha accesso... ora, mi pare evidente che, concorrenza o meno il range di sconto che potrebbe applicare un distributore sia piuttosto ridotto visto che incide sul prezzo per un 10% scarso (di solito sensibilmente meno), di fatto se guadagno 10, quanto posso scontare per essere concorrenziale? 10%? 20%? e quindi sul prezzo finale di quanto inciderà? dal 1% al 2%?
Mi pare un risparmio molto misero pagato con il danno di migliaia di piccoli imprenditori a vantaggio di pochi che detengono il business delle grandi distribuzioni... è questo che vogliamo? Svendere tutto quello che la piccola e media impresa ha costruito dal dopoguerra ad oggi con tanti sacrifici in cambio di un buono sconto del 2% o di una merendina del cazzo regalata nel 3X2?
Ma andiamo oltre a quest'analisi, cinicamente sono il primo a cercare il prodotto dove costa meno, nessuno me lo vieta e sicuramente nessuno a questo mondo mi regala niente, tuttavia voglio mettere in evidenza un altro discorso che dovrebbe dare una chiara visione di insieme sulla colossale presa per il culo che ci hanno propinato stavolta...
da studi di mercato è emerso un dato (invero piuttosto scontato, lo aveva capito pure mia nonna senza chiedere chissà quanti milioni), di fatto il prezzo non incide minimamente sul consumo di carburanti, la gente fa i Km necessari, compra le auto che preferisce e paga il conto di quanto occorre per farle camminare senza variare consumi quando il prezzo sale... è un dato di fatto, se volessero potrebbero aumentare di 2 volte il prezzo di un litro di gasolio o benzina che non ci sarebbe un'inflessione minima sulle vendite... di fatto dal punto di vista del consumatore è una buona notizia, risparmierebbe un 2% sul carburante che in un anno dovrebbe essere un paio di cento euro procapite, di contro, il distributore si trova a vedersi non solo ridotto il margine di guadagno ma anche il fatturato totale perchè più concorrenti per spartirsi un unica torta di consumi invariate significa venderne un po' meno tutti... ma resta il 70% di tasse che è invariata, di fatto chi realmente vince sempre, che si inneschino guerre di concorrenza, manifestazioni, scioperi o casini di qualsiasi genere lo Stato incassa sempre... il banco vince sempre in questa roulette economica.brano del giorno: Led Zeppelin - What is and what sould never be
Recentemente si è discusso parecchio sulla liberalizzazione dei punti vendita di carburanti che verrà esteso anche ai grandi centri commerciali con una giustificazione piuttosto popolare di voler favorire la libera concorrenza e quindi abbassare i prezzi al consumatore... a pensarci bene non è la prima volta che sento sventolare questo ipotetico "beneficio al consumatore" come se fosse il classico uovo di colombo a cui nessuno doveva aver pensato prima... sfortunatamente, a rifletterci un po' su, non sembra tanto sensata come idea applicata soprattutto ai carburanti.
Non ci vuole molto a capire la demenzialità di una spiegazione che promette abbassamenti di prezzo con l'aumento della concorrenza se consideriamo che dell'euro e rotti che date per ogni litro di carburante circa il 70% va a finire nelle case dello Stato, un 20% abbondante in tasca alle compagnie petrolifere e meno del 10% (dipende dalla compagnia di bandiera che ti fa il prezzo e ti da un range entro il quale decidere, come distributore, a quanto vendere al cliente finale), difatti i distributori che si aggiungeranno prenderanno il carburante dagli stessi che vendono al piccolo distributore, magari con qualche minimo sconto extra sulle quantità o giocato sulle speculazioni derivanti dai pagamenti a 30-60giorni a cui un distributore di solito non ha accesso... ora, mi pare evidente che, concorrenza o meno il range di sconto che potrebbe applicare un distributore sia piuttosto ridotto visto che incide sul prezzo per un 10% scarso (di solito sensibilmente meno), di fatto se guadagno 10, quanto posso scontare per essere concorrenziale? 10%? 20%? e quindi sul prezzo finale di quanto inciderà? dal 1% al 2%?
Mi pare un risparmio molto misero pagato con il danno di migliaia di piccoli imprenditori a vantaggio di pochi che detengono il business delle grandi distribuzioni... è questo che vogliamo? Svendere tutto quello che la piccola e media impresa ha costruito dal dopoguerra ad oggi con tanti sacrifici in cambio di un buono sconto del 2% o di una merendina del cazzo regalata nel 3X2?
Ma andiamo oltre a quest'analisi, cinicamente sono il primo a cercare il prodotto dove costa meno, nessuno me lo vieta e sicuramente nessuno a questo mondo mi regala niente, tuttavia voglio mettere in evidenza un altro discorso che dovrebbe dare una chiara visione di insieme sulla colossale presa per il culo che ci hanno propinato stavolta...
da studi di mercato è emerso un dato (invero piuttosto scontato, lo aveva capito pure mia nonna senza chiedere chissà quanti milioni), di fatto il prezzo non incide minimamente sul consumo di carburanti, la gente fa i Km necessari, compra le auto che preferisce e paga il conto di quanto occorre per farle camminare senza variare consumi quando il prezzo sale... è un dato di fatto, se volessero potrebbero aumentare di 2 volte il prezzo di un litro di gasolio o benzina che non ci sarebbe un'inflessione minima sulle vendite... di fatto dal punto di vista del consumatore è una buona notizia, risparmierebbe un 2% sul carburante che in un anno dovrebbe essere un paio di cento euro procapite, di contro, il distributore si trova a vedersi non solo ridotto il margine di guadagno ma anche il fatturato totale perchè più concorrenti per spartirsi un unica torta di consumi invariate significa venderne un po' meno tutti... ma resta il 70% di tasse che è invariata, di fatto chi realmente vince sempre, che si inneschino guerre di concorrenza, manifestazioni, scioperi o casini di qualsiasi genere lo Stato incassa sempre... il banco vince sempre in questa roulette economica.