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| Autocompiacimento e ritorno
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di Alexander25 [user #607] - pubblicato il 31 gennaio 2007 ore 13:58
Dopo l'intreccio di mail di ieri sulla registrazione di Njuletto che chiedeva consigli a me(!) sul modo di cantare e sull'autocompiacimento.
Innanzitutto il discorso è più ampio di quello che si possa pensare.
Si parte dal presupposto che uno si compiaccia ad un certo punto del suo modo di suonare o cantare, del suono che produce ecc.
Se la settimana scorsa le prove sono andate alla grande con la cover band e soprattutto col nuovo brano dei Mururoa.
Il suono e il solo che ho prodotto per il nuovo pezzo mi ha fatto sentire alla grande, suono favoloso, binomio tecnica/melodia perfetto, almeno per i miei canoni ovvio, poi l'esser riuscito a tirar giù ben 4 pezzi difficili dei Rush in una mattinata, mi hanno fatto sentire pieno di me.
Poi ieri sera il ritorno sulla terra, provo a studiare,ma niente, non mi riesce nulla, nè il tirar giù un pezzo relativamente facile(considerati gli standard del trio canadese) nè quello che finora ho studiato ed eseguito bene.
Insomma una debacle in piena regola.
Ora buttarsi giù è inutile, ma il discorso rimane quello: autocompiacersi fa bene al proprio ego, ma non può e non deve rimanere una scusa per non darsi da fare sempre e comunque.
Solo trovando i propri limiti e cercare di andare oltre può portarci ad un nuovo e superiore livello.
I consigli che gli ho potuto dare ad Angelo sono banali, ma una cosa l'ho capita: quando si studia, si deve avere la mente sgombra, dal lavoro come dai pensieri più stupidi e si deve, in ogni modo dare il massimo.
Angelo non riesce nella registrazione ad alzare come si deve, non dipende dalle sue doti vocali, ma dal pensiero recondito che urlare da fastidio, quindi psicologicamente e senza accorgersene il cervello da l'impulso al diaframma di chiudersi, come un limiter per i db, oltre non vai.
Ieri il mio cervello era in pappa dal lavoro intenso e dai problemi di ogni giorno, per quanto abbia tentato di rilassarmi mi accorgevo che ad ogni nota pensavo ad altro.
Il massimo dello studio lo do la mattina, a mente fresca, il mio massimo nel suonare dal vivo lo do la sera e la notte ancor più.
Rendersi conto dei propri limiti, tanta umiltà e l'ascoltare consigli, questa è la lezione che ci siamo dati ieri con Njuletto, questo è quello che mi piace di più di questa comunità!Per il resto venerdì sera tenteremo di andare all'inaugurazione del ex-lucignolo, a tentare di confermare le jammate, che saranno come sempre serate di allegria, spensieratezza e scambio culturale, perchè di una cosa bisogna sempre ricordarsi:
ognuno di noi può imparare qualcosa da tutti, indipendentemente dal livello tecnicoIo ho imparato molto da tutti gli amici di Accordo con cui ho avuto il piacere di suonare, spero anch'io di aver fatto la mia parte e di aver dato buoni suggerimenti.Grazie a tutti quindi!AlexUnder
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Dopo l'intreccio di mail di ieri sulla registrazione di Njuletto che chiedeva consigli a me(!) sul modo di cantare e sull'autocompiacimento.
Innanzitutto il discorso è più ampio di quello che si possa pensare.
Si parte dal presupposto che uno si compiaccia ad un certo punto del suo modo di suonare o cantare, del suono che produce ecc.
Se la settimana scorsa le prove sono andate alla grande con la cover band e soprattutto col nuovo brano dei Mururoa.
Il suono e il solo che ho prodotto per il nuovo pezzo mi ha fatto sentire alla grande, suono favoloso, binomio tecnica/melodia perfetto, almeno per i miei canoni ovvio, poi l'esser riuscito a tirar giù ben 4 pezzi difficili dei Rush in una mattinata, mi hanno fatto sentire pieno di me.
Poi ieri sera il ritorno sulla terra, provo a studiare,ma niente, non mi riesce nulla, nè il tirar giù un pezzo relativamente facile(considerati gli standard del trio canadese) nè quello che finora ho studiato ed eseguito bene.
Insomma una debacle in piena regola.
Ora buttarsi giù è inutile, ma il discorso rimane quello: autocompiacersi fa bene al proprio ego, ma non può e non deve rimanere una scusa per non darsi da fare sempre e comunque.
Solo trovando i propri limiti e cercare di andare oltre può portarci ad un nuovo e superiore livello.
I consigli che gli ho potuto dare ad Angelo sono banali, ma una cosa l'ho capita: quando si studia, si deve avere la mente sgombra, dal lavoro come dai pensieri più stupidi e si deve, in ogni modo dare il massimo.
Angelo non riesce nella registrazione ad alzare come si deve, non dipende dalle sue doti vocali, ma dal pensiero recondito che urlare da fastidio, quindi psicologicamente e senza accorgersene il cervello da l'impulso al diaframma di chiudersi, come un limiter per i db, oltre non vai.
Ieri il mio cervello era in pappa dal lavoro intenso e dai problemi di ogni giorno, per quanto abbia tentato di rilassarmi mi accorgevo che ad ogni nota pensavo ad altro.
Il massimo dello studio lo do la mattina, a mente fresca, il mio massimo nel suonare dal vivo lo do la sera e la notte ancor più.
Rendersi conto dei propri limiti, tanta umiltà e l'ascoltare consigli, questa è la lezione che ci siamo dati ieri con Njuletto, questo è quello che mi piace di più di questa comunità! Per il resto venerdì sera tenteremo di andare all'inaugurazione del ex-lucignolo, a tentare di confermare le jammate, che saranno come sempre serate di allegria, spensieratezza e scambio culturale, perchè di una cosa bisogna sempre ricordarsi:
ognuno di noi può imparare qualcosa da tutti, indipendentemente dal livello tecnico Io ho imparato molto da tutti gli amici di Accordo con cui ho avuto il piacere di suonare, spero anch'io di aver fatto la mia parte e di aver dato buoni suggerimenti. Grazie a tutti quindi! AlexUnder |
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