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Solfeggio e influenza

di njuletto [user #7504] - pubblicato il 12 gennaio 2007 ore 09:11
Ieri ho ripreso a studiare solfeggio insieme ad un mio coetaneo e sono piuttosto confidente di riuscire a sostenere l'esame a Giugno di quest'anno. Per prima cosa ha voluto vedere il mio stato di preparazione e mi sono reso conto che aver sospeso lo studio per qualche mese ha apportato un calo vertiginoso nella lettura. Dopo il primo pessimo tentativo, un esercizio piuttosto complesso che avevo lasciato prima di Agosto, ho solfeggiato esercizi molto più elementari da un libro differente e dopo aver ripreso dimestichezza sono riuscito a fare cose un pò più complesse. Faremo una lezione a settimana focalizzando la nostra attenzione su una difficoltà per volta: suddivisione ritmica, chiave di violino, di basso e poi le due insieme. Ho messo in conto di dedicare circa un'ora al giorno solo a questa materia e credo che, facendolo regolarmente e senza distrazioni come per il canto, dovrebbe essere sufficiente. L'anno scorso la rilassatezza con cui l'ho affrontato mi ha fatto soltanto perdere tempo: quest'anno sarà diverso.Da un paio di giorni ho addosso un pò di sintomi influenzali: senso di pesantezza al petto, muscoli indolenziti, tosse grassa, muchi...insomma sono un relitto. Ieri ho voluto esercitarmi ugualmente con il canto dato che avevo la lezione di solfeggio alle 19 e sentivo di volerlo fare: mi sono trattenuto un'oretta. In queste condizioni anche le arie più semplici diventano una impresa e le note un pò più alte ma normalmente raggiungibili sono un miraggio. Ho preso una aspirina ieri sera ed una stamattina: niente antibiotici o altro.Spero che passi in fretta: odio sentirmi così.

Ieri ho ripreso a studiare solfeggio insieme ad un mio coetaneo e sono piuttosto confidente di riuscire a sostenere l'esame a Giugno di quest'anno. Per prima cosa ha voluto vedere il mio stato di preparazione e mi sono reso conto che aver sospeso lo studio per qualche mese ha apportato un calo vertiginoso nella lettura. Dopo il primo pessimo tentativo, un esercizio piuttosto complesso che avevo lasciato prima di Agosto, ho solfeggiato esercizi molto più elementari da un libro differente e dopo aver ripreso dimestichezza sono riuscito a fare cose un pò più complesse. Faremo una lezione a settimana focalizzando la nostra attenzione su una difficoltà per volta: suddivisione ritmica, chiave di violino, di basso e poi le due insieme. Ho messo in conto di dedicare circa un'ora al giorno solo a questa materia e credo che, facendolo regolarmente e senza distrazioni come per il canto, dovrebbe essere sufficiente. L'anno scorso la rilassatezza con cui l'ho affrontato mi ha fatto soltanto perdere tempo: quest'anno sarà diverso.

Da un paio di giorni ho addosso un pò di sintomi influenzali: senso di pesantezza al petto, muscoli indolenziti, tosse grassa, muchi...insomma sono un relitto. Ieri ho voluto esercitarmi ugualmente con il canto dato che avevo la lezione di solfeggio alle 19 e sentivo di volerlo fare: mi sono trattenuto un'oretta. In queste condizioni anche le arie più semplici diventano una impresa e le note un pò più alte ma normalmente raggiungibili sono un miraggio. Ho preso una aspirina ieri sera ed una stamattina: niente antibiotici o altro.

Spero che passi in fretta: odio sentirmi così.


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siamo in due
di Bluman [user #3800]
commento del 12/01/2007 ore 10:3
Allora siamo in due ad andare avanti a forza di aspirine!! Che periodaccio l'inverno... dai che passerà.Ti invidio che hai la forza di studiare solfeggio. Anche io l'ho fatto per un anno, poi però basta che lasci un mese e non riprendi più. Io sono di quelli che è favorevole alla lettura del pentagramma, perchè di fa capire tante di quelle cose sull'intonazione e soprattutto sul tempo che uno non si immagina. Bravo Njuletto.ciao Angelì, un brindisi alla nostra.
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Re:siamo in due
di njuletto [user #7504]
commento del 12/01/2007 ore 11:3
Questo inverno sono sempre riuscito a scamparmela dall'influenza: se la sono beccati un pò tutti intorno a me ed io non mi sono mai ammalato. Può darsi che in questi giorni le mie barriere siano calate un pò a causa dello stress: spero che ci riprenderemo entrambi al più presto. Stasera cerco di fare il bravo e di andare a letto ad un orario decente.Quello che dicevo sul mio diario qualche giorno fa a proposito della importanza della costanza nell'esercizio del canto vale ancora di più per il solfeggio: lasciarlo, anche soltanto per pochi giorni, butta all'aria il lavoro di varie settimane. Un libro che mi sarà molto utile con il canto e l'intonazione dei solfeggi cantati a prima vista è il Lazzari che affronta i salti uno per volta in maniera ascendente e discendente: il mio insegnante mi ha suggerito di associare mentalmente un motivo musicale a ciascun salto (ad es. il silenzio per gli intervalli di quarta) in modo tale da eseguirlo subito. Per i solfeggi misti in chiave di violino e basso studio dai volumi del Poltronieri (per ora i primi due) però se incontro particolari difficoltà su qualche figurazione ritmica utilizzerò il Pozzoli che li affronta separatamente ed in maniera graduale. Più in la studierò anche da altri libri soprattutto perchè non è bene abituarsi ad un solo carattere di stampa con il solfeggio: all'esame saranno manoscritti ed è bene abituarmi all'idea. Leggere bene un pentagramma è importantissimo per un musicista sia per la durata delle note sia per comprendere dove si è all'interno di una partitura a più strumenti. Da quando ho iniziato con lo studio mi sono spesso aiutato con il compositore del telefonino sul quale scrivo le note da eseguire assegnando il valore, altezza alle note e mettendo le pause: a mano a mano che studio mi accorgo che lo uso sempre meno o come verifica.Se puoi riprendi anche tu: dal principio sarà dura ma ti basterà dedicare anche poco ma tutti i giorni affinchè tu ne veda il risultato. ...poi non mi sentirò neanche più tanto solo! ;-)Un abbraccio,          Njuletto
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Ma hai messo..
di Mozz utente non più registrato
commento del 12/01/2007 ore 11:3
..la maglia di lana? ;)Ciao Angelo, mi spiace per gli acciacchi.. purtroppo co ste robucce stagionali bisogna farci i conti.. ma possibile che hanno inventato gli ampli a modelli fisici ed ancora ci becchiamo il raffreddore? ;)Oltre alle immonde cazzate precedenti ci tengo a farti i complimenti per il tuo bellissimo approccio allo studio.. si vede che trabocchi passione (mica muco!) da tutti i pori e leggere i tuoi propositi ed i tuoi progressi è un grande stimolo anche per me.. resta sempre accussì! (non so se si scrive accussì ma mi è venuto accussì!)Un abbraccione virulento! ;)p.s. ti svelo un segreto.. prova l'aspirina co la coca cola.. è uno sballo! ;)p.p.s. non farlo! ;)p.p.p.s se lo fai dimmi com'è! ;)
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Re:Ma hai messo..
di njuletto [user #7504]
commento del 12/01/2007 ore 11:4
Ho messo anche la mutanda di lana: non ti preoccupare! ;-)La cosa più brutta sono sti colpi di tosse così cavernosi che sembra il suono di una nave in arrivo al porto...Dal punto di vista dello studio sono contento che sto trovando la motivazione per farlo seriamente: a scuola ero uno di quello che se la cavava sempre per il rotto della cuffia e che studiava il minimo per non essere bocciato e questo si è sempre riflesso anche nella musica. Adesso invece sembro sulla strada giusta. Sono anche contento di esserti da stimolo per la tua ripresa nello studio: ho letto alcuni diari ed ho visto che c'è un bel fermento quindi la cosa è reciproca!Ho provato l'aspirina con il tè ma non effervesceva come mi aspettavo: se la provo con la cocacola penso che mi faccio un "viaggio" così lungo che ti passo a trovare! ;-)A presto guagliò e grazie,        Njuletto
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Re:Ma hai messo..
di Bluman [user #3800]
commento del 12/01/2007 ore 11:5
Altro consiglio per l'aspirina: prima di andare a letto, in una tazza bollente di latte, ci versi un bicchierino di cognac, un cucchiaino di miele, e ti prendi 2 aspirine. La formula funziona perchè il latte caldo di rilassa, il cognac dilata le vene e così quando arrivano le aspirine sono devastanti. Se riuscite ad arrivare al letto.... è fatta. ....spero.Aò, non mi prendo responsabilità...
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